Le Ancestorie VII – Il Conte di Ruth

Il conte è un vampiro?

-Questa missione non sembra nascondere soprese: andiamo lì, facciamo ragionare il conte e tutti saranno felici- annunciò allegramente Roland mentre avanzava, a passo sicuro, in direzione del castello.
-Il conte è un Vampiro!- rispose Kito con aria rassegnata.
-Kito smettila di dire così!- lo richiamò Josephyn. Poi si rivolse a Roland -Dobbiamo considerare che il conte potrebbe non volere scendere a patti-.
Lo spadaccino posò una mano sull’elsa della spada -Spero che ti sbagli-
– Ma il conte parla elfico!- continuò Kito, esasperato.
-Per questo Maestro Tork è venuto con noi- gli rispose Roland conciliante.
-Tu non capisci Roland! L’elfico è la lingua parlata dagli Elfi e gli Elfi diventano Vampiri quando contraggono il Virus. Gli Eriin, come te e me, diventano non-morti, gli Orchi diventano bestie pelose e fameliche più simili a grossi lupi mentre gli Elfi si tramutano in Vampiri! Ecco perché il conte parla elfico!-
-E i Nani e i Deriin?- chiese lo spadaccino decidendo di stare al gioco.
-I Deriin hanno sangue di demone nelle vene, il Virus non ha effetto sulla loro condizione mentre i Nani ecco…loro si tramutano in qualcosa di gran lunga più pericoloso di tutti gli altri….uno Ziggurath!-
-Un cosa?-
-Si sa davvero poco sugli Ziggurath- riprese Kito con tono greve -pare che udire il loro orribile verso faccia diventare folli, si dice che vivano nelle grotte più profonde e che siano temuti da tutte le altre creature della notte-
-Mi ricorda quella leggenda che ci hai raccontato: del folletto che faceva i dispetti di notte- si intromise Angel -Ma poi abbiamo scoperto che eri tu a mangiare le salsicce di nascosto!-
-Ma..ma…questa è medicina! Non vi sto raccontando frottole! Almeno aspettiamo il giorno per andare da questo conte, cosa vi cambia?-
-Kito stai spaventando Tork!- lo richiamò Angel -Stiamo andando ora perché altrimenti avremmo dovuto pagare la notte in locanda mentre il conte si è offerto di ospitarci. La vera domanda è un’altra: perché è venuto con noi anche lui?- chiese infastidita indicando Paul.
-Gus e Seko non ci sono e, per quanto detesti ammetterlo, lui è una buona spada- le rispose Josephyn.
Alle parole di Jo il mercenario sorrise verso Angel con arroganza -Hai capito nanerottola? Io sono una buona spada!-
-Sì ma non montarti la testa- la guerriera cercò di placare l’ego del mercenario.
Tork non sembrava curarsi dei dibattiti tra i membri del gruppo. Si trovava in un luogo che non aveva mai visitato e la sua attenzione era tutta rivolta alla vegetazione che li circondava. Con inaspettata abilità riusciva a seguire il passo degli altri senza mai smettere di guardarsi intorno, continuando a prendere appunti su un taccuino dalle proprietà magiche.

***

Il sole era quasi tramontato e il castello era ormai vicino. Proseguendo lungo il sentiero, deserto e stranamente silenzioso, gli avventurieri non incontrarono alcun ostacolo.
-La foresta che circonda questo castello è insolitamente tranquilla- ammise Roland.
-Chissà come mai…- sbuffò Kito.
-Ora basta, piccolo uccello del malaugurio, se hai paura rimani ad aspettarci qui fuori!- si arrabbiò Josephyn -Qualcun altro vuole aspettare fuori?-
Tork alzò la mano.
-Non tu! Tu sei il nostro linguista! Ci servi dal conte-
Dunque parlò Tork -Io ritengo che le illazioni di messer Kito siano fondate-
Tutti si voltarono stupiti verso l’erudito.
-Anche tu credi che il conte sia un Vampiro?-
-Io non lo credo. Ne sono certo!-
-Kito! E’ colpa tua!- Angel sembrava molto infastidita.
-No, lady Angel. Ho iniziato a nutrire alcuni sospetti ben prima che messer Kito esprimesse la sua idea. Mentre scendevamo dal colle ho notato che con l’avvicinarsi del tramonto si levava una innaturale nebbia dal terreno. Inoltre, se osservate con attenzione, potrete notare che tutte le finestre del castello sono rivolte a Nord. Questo innaturale silenzio, la totale assenza di guardie sulle balconate. E’ tutto molto insolito e piuttosto improbabile se non consideriamo la possibilità che il conte sia un Vampiro-
Nessuno osò contestare.
-Finalmente…- sbuffò Kito.
-Allora dobbiamo tornare indietro!- dichiarò Josephyn.
-Non possiamo, mia cara- Tork smorzò ogni iniziativa -La nebbia di cui vi parlavo è un sistema di controllo del territorio. Signori, il conte sa che siamo qui e sono piuttosto propenso a credere che ci stia osservando anche ora, non so se possa udire i nostri discorsi ma credo che se ci inoltriamo nella foresta di notte, non ne usciremo vivi-
-Non abbiamo scelta!- ringhiò Roland.
-Beh- proruppe Paul -Se il conte vuole che entriamo, cosa stiamo aspettando?- impugnò lo spadone e si diresse verso l’imponente portone con aria minacciosa.
-Seguiamolo. Meglio non separarci!- Josephyn andò dietro al mercenario.
Roland li seguì a denti stretti.
Tork si incamminò subito dopo mentre Angel e Kito rimasero qualche secondo a pensarci: si voltarono, videro la nebbia che lentamente saliva nella boscaglia e, sorpresi da un brivido lungo la schiena, si affrettarono a raggiungere gli altri.

Cosa succede una volta che gli eroi entrano nel castello?

  • Una volta entrati nel castello vengono aggrediti da numerose creature della notte (0%)
    0
  • Nessuno si presenta ad accoglierli. Si perdono nel castello e si separano (50%)
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  • Una strana creatura dai tratti mostruosi si presenta ad accoglierli (50%)
    50
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