Le Ancestorie VII – Il Conte di Ruth

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede una volta che gli eroi entrano nel castello? Una strana creatura dai tratti mostruosi si presenta ad accoglierli (50%)

L’oscura dimora

Paul era pronto a sfondare l’imponente portone a colpi di spadone ma con sua grande sorpresa sì aprì da solo. 
Dietro l’ingresso una figura alta, imponente e scura li attendeva.
Le dimensioni dell’ombra erano esagerate, più simili a quelle di un Orco che di un Eriin e tutto il suo corpo era avvolto da uno scuro mantello che aveva delle strane venature verticali.
Paul serrò le mani sull’impugnatura della sua arma.
-Prego- disse la figura con una voce così profonda che sembrava provenire da un abisso. Si voltò e si incamminò inoltrandosi nell’oscurità.
Continuando a tenere l’attenzione al massimo, a poco a poco entrarono tutti. Osservando più da vicino lo strano personaggio che era venuto ad accoglierli non poterono non notare il colorito bluastro della sua pelle e le orecchie a punta come quelle degli elfi ma anche alcuni tratti mostruosi come escrescenze ossee che sembravano sporgere dal suo viso.
Vedendo le espressioni interrogative dei suoi compagni Tork si affrettò a spiegare che si trattava di un Gargoyle: quello che all’inizio avevano scambiato per un mantello erano le sue stesse ali ripiegate sul collo, che gli avvolgevano l’intero corpo come un mantello. Una creatura della notte estremamente feroce e pericolosa che alle prime luci dell’alba si tramutava in pietra a causa di un’antica e terribile maledizione. Questa non-vita per metà, aveva fatto si che il cuore dei Gargoyles assumesse caratteristiche chimiche e minerali differenti dalle altre creature: il cuore di un esemplare adulto era più simile a un grosso diamante che a un organo vitale, un diamante dal valore di 20.000 zeny.
Una cifra esagerata e che di certo attirava molti cacciatori e mercenari ma se nonostante questo la loro specie non si era estinta significava che erano davvero dei temibili avversari.
La creatura, in silenzio e senza mai voltarsi, guidò il gruppo all’interno di quell’oscuro meandro dove nessuna fiaccola appesa alle pareti o alle colonne era accesa. Il Gargoyle teneva in mano una piccola torcia ma la muoveva come se non ne avesse bisogno, perché conosceva quei luoghi a menadito, forse era stata accesa per consentire al gruppo di seguirlo.
Kito ad Angel si guardavano intorno curiosi e spaventati: lugubri quadri che riproducevano scenari scellerati e sanguinari tappezzavano le pareti,  scale dai gradini non uniformi e volte esagerate sembravano indicare che quel luogo fosse stato costruito e abitato, in passato, da creature bizzarre. I numerosi incroci e corridoi che si intrecciavano in un labirinto di percorsi rendevano difficile orientarsi e per questo motivo Angel e Kito capirono di essersi persi dopo essersi attardati osservando uno dei numerosi quadri, che riproduceva un grosso corvo intendo ad assaporare l’occhio di un Eriin legato ad uno strumento di tortura ma ancora vivo.
Il rumore dei passi dei loro compagni sembrava provenire ora da destra, ora da sinistra e tutto diventò maledettamente spaventoso quando si accorsero che i passi che stavano seguendo non erano quelli dei loro compagni ma di qualcuno che si divertiva a farli vagare sperduti nelle tenebre.
-Kito dimmi che hai una torcia-
-Stavo per chiederlo a te-
-Di chi sono quei passi? Sembra qualcuno che saltella-
-Non lo so ma ora che sono più vicini sembrano più simili al rumore di zoccoli sul ciottolato-
-Sarà una capra?-
-Dal rumore direi che cammina su 2 gambe-
-Sarà un uomo-capra-
-Può darsi ma sembra più pesante- Kito tendeva le orecchie.
-Sarà un uomo-toro-
-Forse. Ma sta…saltellando-
-Kito torniamo indietro-
-Se sapessi dov’è il dietro- ammise preoccupato.
Il resto del gruppo invece era tutto concentrato sullo spaventoso portiere e sulle possibili evoluzioni di quello scenario:
 alcuni immaginavano che il Gargoyle li stesse conducendo nel suo nido, altri immaginavano che alla prossima curva sarebbero stati aggrediti da creature mostruose. Nessuno si accorse dei due ragazzi che non erano più con loro.
Quando il Gargoyle si fermò di fronte ad una grande porta, facendo cenno di entrare, per un momento tutti esitarono.
Josephyn abbassò la maniglia e spinse indietro la porta.
Entrarono in un salone incredibilmente grande e gradevolmente ammobiliato con un enorme camino acceso e numerose torcie e candelabri sparsi qua e là. Di fronte all’enorme camino (alto tanto che ci sarebbe potuta entrare una persona in piedi) erano posizionate alcune poltrone e divani e, dietro questi, c’era una lunga tavola imbandita. Gli ornamenti che adornavano la tavola, le pareti e il pavimento erano di pregevole fattura e per un attimo il gruppo ebbe la sensazione di trovarsi alla corte di un nobile aristocratico di ricchissima estrazione.
Poi dalla poltrona centrale, di cui vedevano solo lo schienale, qualcuno si alzo e, voltandosi verso di loro, li invitò ad entrare con modi eleganti e raffinati.
-Prego, miei ospiti. Entrate e mettetevi comodi. Possa la mia dimora essere per voi motivo di piacevole conforto ed estremo riposo-
Le ultime parole furono pronunciate con un tono lugubre.
-Sono il conte di Ruth-

Chi si troverà in pericolo?

  • Sia Kito ad Angel, che il resto del gruppo, si troveranno subito in pericolo. (0%)
    0
  • Kito ed Angel riusciranno a nascondersi. Il conte non sarà disposto al dialogo. (0%)
    0
  • Il conte si mostrerà molto cordiale e pronto al dialogo. Kito ed Angel non saranno così fortunati. (100%)
    100
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