L’ultimo uomo rimasto

Lo scantinato

Correva l’anno 2036 ed il Mondo si trovava in una drastica diminuzione della popolazione. Manuel, un ragazzo quarantenne cheviveva ancora con i genitori anziani, aveva la passione per i videogiochi di guerra e non amava guardare la televisione, perché la considerava finta e di parte. Era una mattina di Aprile, verso i primi giorni del mese ed in quel momento non era affatto uscito di casa, perché i genitori lo costringevano a starsene dentro con loro. Lui non sapeva cosa stesse accadendo, dicevano che nell’aria c’era un’arma batteriologica di massa che stava sterminando tutti. Il padre era un ex militare in concedo, ritiratosi dopo che la guerra era terminata, circa tre anni fa. Quest’anno era un anno bisesto e come tutti quegli anni, era maledetto. Manuel non ci credeva alle storie che sentiva dire, ma per paura di avere discussioni con suo padre ubbidiva ciecamente. la madre era d’accordo con il marito a non farlo uscire mai e quindi, se non era in cucina a mangiare con loro o non era nella sua cameretta a dormire passava tutto il tempo nello scantinato sotto il salotto, che un tempo era un garage, ma in quei momenti, il padre aveva parcheggiato per sempre l’automobile fuori casa e lui credeva si trattasse solo di una semplice fissazione del padre, non ci credeva che la popolazione stava diminuendo, questo perché lui vedeva ancora che esistevano i gentori e qualche anziano vicino di casa che ogni tanto li vedeva stendere i panni o chiachcierare per tutte le notti calde quando lui doveva dormire. Era sempre mattiniero, si alzava alle sei del mattico tutti i giorni, ma non poteva mai uscire, per ordine di suo padre, che era molto severo. Passava ore intere a giocare ai videogiochi di guerra, che erano la sua passione, si ricordava benissimo quanto era stata brutta la guerra che lui stesso ha vissuto e che è stato cresciuto dalla madre e dai nonni per tutta la sua infanzia ed adolescienza. Aveva pochi amici, in quel periodo non era facile giocare per strada, dato che deu super potenze mondiale erano in conflitto tra di loro; Da una parte la Cina, unita con l’India, la Russia ed il Brasile, dall’altra parte c’erano gli Stati Uniti d’America, uniti con l’Inghilterra, la Scozia, il Galles, l’Irlanda e dopo tre anni che era scoppiata quella guerra erano entrati in soccorso anche Germania, Francia, Italia, popoli dell’Est Europa ed Australia. Si ricordava beniscimo che lo stesso gioco che giocava con passione era preciso ed identico con i suoi brutti ricordi. Era stato un periodo dove era abituato a mangiare poco ed a non uscire mai. Era un periodo che grazie ai social network, poteva dialogare con altri suoi amici, che non vedeva più da un sacco di tempo, anche se spesso e volentieri cercava di contattarli, senza nessun risultato. Stufo della vita da quarantenne mantenuto dai genitori, cercava su internet se poteva esserci lavoro per lui, per guadagnare il giusto per vivere, ma anche per potersene andare di casa. Non voleva più essere mantenuto dai genitori e sopportare di essere trattato come un bambino. Non aveno colpa di genitori suoi, non era problema loro, ma in quel momento, nessuno doveva uscire di casa, pena l’uccisione a vista da parte dei militari cinesi e russi. Ogni tanto si affacciava alla finestra dello scoantinato, durante le pause dal gioco e non vedeva mai anima viva, solo che sentiva le voci dei passanti e la notte che andava a letto, sentiva i vecchietti e le vecchiette che abitavano vicino casa che parlavano dei loro  nipotini, di cosa avevano mangiato, cosa avevano fatto durante il giorno e dell’argomento immancabile, ovvero la guerra che era finita tre anni fa ed era iniziata silenziosamente nel 2019, combattuta con armi batteriologiche di massa e con gas velenosi che stavano sterminando gran parte della popolazione. Solo che lui non se ne rendeva conto, era tutto il girono nello scantinato a giocare. Era completamente solo, non aveva amici a parte quelli virtuali, che per molto tempo non sentiva più e non era più in contatto con loro. A volte andava a controlalre su You Tube ed altri social, ma di video ce nerano solo quelli scaricati pochi mesi fa. Pensò “Magari è vero quello che li dice il padre, che la popolazione si sta estinguendo, magari era vero quello che un tempo sentiva dai suoi amici virtuali la stessa cosa che lui non ci aveva mai creduto. Alcune volte si dimenticava pure di andare a pranzare o a cenare, tanto aveva una scorta di cibo giù nello scantinato, dove lui stesso passava ore ed ore sempre a giocare o a guardare video su You Tube. Ad un tratto sentì un rumore fortissimo DUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUMMMMM!!! cercò in tutti i modi di mettere pausa al videogioco, per andare a vedere cosa fosse successo, quando sentì per la seconda volta quel suono assordante, sentì tremare sotto i piedi e le mura della casa. Qualcosa doveva pur essere successo, ma non dava tanto peso per il momento, era occupato nel gioco a fare il nerd.

Cosa era quel suono?

  • Era crollato un palazzo per una bombola del gas che una vecchia signora sola si era fatta scappare dalle mani. (0%)
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  • Era semplicemente suo padre durante una crisi di nervi. (0%)
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  • Avevano gettato una bomba in piazza. (100%)
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12 Commenti

  • Il bussare alla porta mi sembra un momento giusto per far uscire il nostro protagonista dalla sua situazione sedentaria.

    Troppe infodump messe tutte insieme. Lo faccio anchì’io e mi è stato detto che ne do troppe tutte insieme 🙂 Sarebbe il caso di spezzettare le informazioni con i dialoghi e le azioni del protagonista 🙂 Tuttavia, come dissi in un tuo precedente racconto, mischiare informazioni che non c’entrano con l’azione può portare a confusione. Sì: è un mestiere difficile, lo scrittore 😉

    Ciao 🙂

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