L’ultimo uomo rimasto

Dove eravamo rimasti?

I tre ragazzi aspettano che le vacche se ne vanno e nel frattempo? Nell'attesa arriva il ragazzo che aveva tagliato i fili e rimane stupito perché credeva di essere l'unico rimasto. (100%)

Evasione

Videro in lontananza una sagoma umana, si stava avvicinando a loro, forse aveva sentito il rumore del clacson, videro che avevano ragione, era veramente un’altra persona che si stava avvicinando. Chiesero come si chiamasse, lui rispose: “Stefano”.

Chiesero se fosse stato lui a tagliare i fili del recinto, lui rispose di sì e rispose che lo aveva fatto perché credeva di essere l’unica persona rimasta sulla faccia della Terra a causa di quella pandemia silenziosa, ma si era rassicurato che non era l’unico. Doveva salire in macchina e scappare alla ricerca di come salvare il pianeta, ma in realtà erano solo curiosi di visitare il Mondo e vedere le varie zone tanto gettonate nel turismo. Ora potevano farlo gratis, ma non per molto, perché la benzina poteva finire ed avevano bisogno di trovare dei luoghi di benzina per poter ricaricare la macchina. Per fortuna avevano i bidoni nel cofano, che potevano servire fino ad un certo punto, poi dovevano percorrere tutto a piedi, ma sapevano che il viaggio in Italia, almeno per visitare Milano e Venezia, dopo aver visitato Roma dovevano andare pure all’estero, ma fino ad un certo punto, il Mondo lo dovevano percorrere a piedi ed era diventato un ambiente ostile, senza tante persone. Loro erano determinati, non volevano gettare la spugna, dovevano andare in giro per il Mondo e lo stavano facendo, perché era il momento giusto per poterlo fare. Il nuovo arrivato si sedette dietro, assieme alla ragazza. finalmente arrivati a Milano e scesero dalla macchina, per poterla percorrere a piedi. Il tempo di percorrere un chilometro, sentirono un barrito di un elefante ed il suono di un oggetto di ferro che era stato appena schiacciato. Poteva essere la loro macchina, ma anche un’altra automobile, per il momento si stavano visitando questa misteriosa metropoli con una lunga passeggiata e si accorsero che non c’era anima viva. Molti cadaveri di diverse razze giacevano a terra e si sentiva un puzzo micidiale. Si erano dimenticati di portare le mascherine, ma per fortuna c’era una farmacia aperta. Non c’erano gente, solo il cadavere di un uomo con il camice bianco da medico. Non badarono a spese a fare i ragionamenti che fosse un farmacista o un medico, erano un una farmacia, quindi presero le mascherina incuranti di tutto. Tanto erano gli unici superstiti in Italia, dovevano prendere ed andarsene via con calma. Qui non c’era più la polizia che poteva arrestarli, non c’era più nessuno o se ci fosse almeno un poliziotto o un carabiniere, la prima cosa che avrebbe fatto sarebbe stata emozionarsi di aver visto alcune persone vive. Di agenti o di guardie, nemmeno l’ombra, solo loro quattro che camminavano nella grande metropoli, che sembrava molto più misteriosa con i cadaveri a terra. Potevano entrare nel duomo, tanto era aperto, come avevano fatto in Vaticano con la Basilica di San Pietro, ma questa volta non vollero farlo, volevano percorrerla a piedi, senza curarsi di perdere troppo tempo a visitare le chiese. Si accorsero proprio ora di vedere simboli di biscioni ovunque, simboli di serpenti attorcigliati e risero nel vederlo. Si accorsero proprio adesso che il marchio di una nota squadra di calcio milanese, il marchio di una famosa automobile italiana ed il marchio di una famosissima televisione di state avevano come simbolo un serpente attorcigliato. Era il tarantasio, un noto dragone delle leggende italiane, che non tutti conoscono, ma lo vediamo tutti i giorni, senza rendermene conto. I maschi del gruppo volevano rimanere a Milano, anche se era sgombra di persone, mentre la ragazza del gruppo voleva insistentemente visitare Venezia, per forza e vinse lei. Dovevano cercare la loro macchina, oppure prendere un pullman e cercare di andarsene. Erano i soli rimasti e potevano fare quello che potevano. Non esisteva più nessun politico e nessun poliziotto di nessun genere, tutti morti, erano solo loro i superstiti, ma erano pronti ad abbandonare qualcuno in caso di malore. La pandemia era mortale ed infettiva, ma grazie a Dio non l’avevano presa. Dovevano solo stare lontani dai cadaveri e potevano girare il Mondo, quello che avevano intenzione di fare prima di cessare di vivere. Se avevano fame, li bastava raccogliere qualcosa dagli alberi o uccidere un animale, solo che per risparmiare tempo, si adattarono a mangiare solo cibi vegetariani e bere acqua che potevano trovare dalle fontane. Appena ritrovarono la propria automobile, si accorsero che era stata schiacciata e quel pachiderma era il colpevole. Solo che non potevano prendersela con un animale gigantesco che correva più veloce di loro, aveva una memoria migliore di loro ed oltre ad essere forte era anche intelligente. Quindi, cercarono delle biciclette, almeno non dovevano mettere la benzina ed adesso potevano pure andare in contromano, dato che erano gli ultimi rimasti. Chi li avrebbe mai fermati? Chi  poteva scontrarsi con loro, dato che non esistevano più nessuno che guidava? Dovevano solo sapere che il Mondo era tutto per loro.

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12 Commenti

  • Il bussare alla porta mi sembra un momento giusto per far uscire il nostro protagonista dalla sua situazione sedentaria.

    Troppe infodump messe tutte insieme. Lo faccio anchì’io e mi è stato detto che ne do troppe tutte insieme 🙂 Sarebbe il caso di spezzettare le informazioni con i dialoghi e le azioni del protagonista 🙂 Tuttavia, come dissi in un tuo precedente racconto, mischiare informazioni che non c’entrano con l’azione può portare a confusione. Sì: è un mestiere difficile, lo scrittore 😉

    Ciao 🙂

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