L’ultimo uomo rimasto

Dove eravamo rimasti?

Manuel continua a stare nello scantinato a giocare alla consolle e gli viene una grande idea, quale? Non gli interessa niente e rimane a casa come un recluso, finché non sente uno bussare alla porta. (100%)

L’amico

Manuel era ancora nello scantinato a giocare, mentre fuori stava una guerra continua che sembrava fosse finita, ma continuavano ancora i bombardamenti, nonostante il volume del televisore era molto alto, sentiva ancora continue mitragliatrici e continue urla di gente innocente, di persone che non avevano alcuna voglia di morire. Colpa delle corporation che ci gudagnano a vendere le armi ed ad uccidere passanti senza farsi troppe domande. Per colpa di chi manda ad uccidere innocenti nel nome della porpria nazione che sono speranzosi solo del vile denaro alle spalle di milioni di vittime innocenti. L’arma più devastante non erano le bombe, né i missili e nemmeno le mitragliatrici, ma un gas devastante ed inodore, che uccideva nel silenzio milioni di persone. Ad un tratto sentì bussare alla porta ed inizialmente non ci faceva caso, continuò a giocare al suo videogioco preferito. Insistentemente sentiva bussare alla porta e citofonare rumorosamente. Sentì il suono continuo del citofono. Credeva inizialmente che fosse un cortocircuito dovuto ai bombardamenti, per curiosità cliccò il pulsante pausa ed a ndò a citofonare, non si era accorto che la madre ed il padre erano morti per il gas, rispose: “Chi è?”

Sentì una voce di un ragazzo molto giovane: “Chiunqeu tu sia, apri il portone che qui sta accadendo l’apocalisse”.

Preso dalla voce sicura del ragazzo, vedendolo dalla telecamera del citofono, si accorse che non era armato. Preso dalla solidarietà cattolica, dagli insegnamenti delle sue catechiste di quando era ancora un bambino aprì per istinto il portone, se sentiva persone soffrire lui le doveva aiutare. Sentì lo sbattere del portone, i passi pesanti sulle scale e vide per la prima volta un ragazzo dai capelli neri e gli occhi nocciola, la pelle abbronzata ed un naso aquilino, disse: “Piacere, sono Nathan, vorrei trovare riparo dai bombardamenti, perché qui si sta avendo una drastica diminuzione della popolazione, si dice che oggi, nel 2036 siamo nove miliardi, ma questi bombardamenti stanno letteralmente dimezzando la popolazione.”

Manuel rispose: “Nathan, possiamo darci del tu? Come sei certo che la popolazione si sta drasticamente diminuendo?”

“Non li segui i telegiorali? Non leggi cosa scrivono su Facebook, su Twitter, non vedi i video su You Tube? Qui sta succedendo la fine del Mondo, siamo nell’Apocalisse, vorreitrovare riparo qui, posso?”

Manuel: “Ormai ti ho aperto, ci sono molti posti letto a disposizione, i miei fratelli e sorelle si sono trasferiti al Nord da parecchio tempo, sicuramente non scenderanno per l’estate, sicuramente rimarranno nelle loro città”

Nathan: “Sicuramente saranno già in Paradiso”

Manuel: “Come fai a sapere queste cose?”

Nathan: “Te l’ho detto, possibile che non capisci? Dove vivi?”

Manuel non rispose, sapeva che si trattava di uan domanda retorica, quindi lo avea ospitato a casa sua, per il momento, sapendo che non doveva stare per semrpe da lui che un domani se ne sarebbe andati, li conveniva non affezionarsi, era solo un estraneo ospite a casa sua.

Nathan prese il suo cellulare e chiese: “Posso accendere la televisione?”

Manuel: “Ah vedi, come se fosse casa tua” era ironico, non amava chi si appropriava delle sue cose. Appena accese la televisione, sentì le voci dei giornalisti che dicevano che un gas silenzioso ed inodore, era l’arma batteriologica più letale che il Mondo avesse mai creato, mentre lo dicevano, ad un tratto la loro voce sembrava strozzarsi, diventare gutturale. Manuel aveva visto il volto dei giornalisti diventare paonazza e subito dopo morire, il suo amico cambiò drasticamente canale, quando mostrò lui che questo gas stava uccidendo milioni di persone, anche i vaccinati e che aveva ragione Nathan nel dire che la popolazione si stava drasticamente diminuendo. Andò in cucina molto deciso e sicuro, aprì tutti i cassetti e le ante degli armadi, per trovare dell’aceto e dei tovaglioli di stoffa, di quelli che si usavano una volta. ne prese due e li inzuppò di aceto, poi li piegò in modo da formare delle bende, se ne allegò una in volto e disse al proprietario di casa che dovea indossare quel fazzoletto nel momento che dovevano andare a comprare delle maschere antigas, per poter soppravvivere. i fazzoletti imbevuti di aceto non potevano servire per lungo tempo. Spiegò a Manuel che lui aveva 25 anni e che la sua famiglia era stata stermianta da quel gas, tutti i parenti suoi, non ne era rimasto neppure uno, nemmeno un suo zio scapolo dall’Australia, morto pure lui per colpa del gas. Chiese se aveva una stampante 3D, ma non ce n’erano, era rimasto ancora all’antica. Bisbigliò parole irripetibili che Manuel si accorse che stava dicendo parolacce, ma non voleva rispondero, dovevano pur sopravvivere in qualche modo. Gli disse di aspettarlo che tornava subito a vedere se la poteva trovare. Il tempo di girare la testa altrove ed il ragazzo non c’era più. Sbam! laporta si chiuse e rimase solo in casa. I genitori erano silenziosamente morti in cucina.

Manuel camminò per la casa e si accorse che

  • Uscì di casa, chiuse la porta ed andò alla ricerca di Nathan. (100%)
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  • Non si accorse di nulla, ritornò a giocare ai videogiochi nello scantinato come se nulla fosse accaduto. (0%)
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  • I suoi genitori erano morti, ora doveva aspettare Nathan per scappare. (0%)
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12 Commenti

  • Il bussare alla porta mi sembra un momento giusto per far uscire il nostro protagonista dalla sua situazione sedentaria.

    Troppe infodump messe tutte insieme. Lo faccio anchì’io e mi è stato detto che ne do troppe tutte insieme 🙂 Sarebbe il caso di spezzettare le informazioni con i dialoghi e le azioni del protagonista 🙂 Tuttavia, come dissi in un tuo precedente racconto, mischiare informazioni che non c’entrano con l’azione può portare a confusione. Sì: è un mestiere difficile, lo scrittore 😉

    Ciao 🙂

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