L’ultimo uomo rimasto

Dove eravamo rimasti?

Cosa fanno i due amici una volta usciti da quella stanza? Escono dalla basilica e partono all'avventura verso Nord. (100%)

In viaggio verso Nord

Dopo aver ammirato la Cappella Sistina, uscirono ritrovandosi in un altro bellissimo corridoio dove c’erano appese al muro come dei giganteschi tappeti che raffiguravano le regioni italiane, disegnate e dipinte alla perfezione, anche se erano raffigurati animali leggendari. uscendo fuori dalla Basilica, si ritrovarono di nuovo a Roma e cercarono la loro macchina per partire verso Nord. 

Nathan disse; “Te la ricordi dove era nascosta la macchina?”

Manuel; “Tanto che ci importa, potremmo usare qualsiasi automobile”

Nathan; “Ah sì! Come facciamo?”

Manuel; “Non servono le chiavi, te lo ricordi che siamo gli unici rimasti sul pianeta?”

Nathan; “Certo! Allora?”

Manuel; “Sono stato per svariati giorni a giocare con la consolle per videogiochi senza sapere che la razza umana si stava per estinguere e noi siamo i pochi fortunati, quindi nel frattempo, no visto molte cose”

Nathan, “Che puoi aver visto se stavi sempre a giovare come un bambino?”

Manuel; “Vedi che non capisci niente? Giocando ai videogiochi ho notato come mettere in moto un’automobile senza usare le chiavi, basta collegare alcuni cavi ed il gioco è fatto”

Nathan; “Credi veramente che è come la realtà?”

Manuel; “Lo credo benissimo”

Mentre dialogavano, si erano accorti di aver ritrovato la loro macchina e quindi Nathan, per vedere l’audacia del suo amico, fece finta di non trovare le chiavi e mentre lo faceva, il suo amico era già pronto ad aprire il cofano e collegare quei cavi sentendo il rumore del motore che si riavviava. Nathan si stupì e si congratulò con il suo amico, aprì gli sportelli ed entrando dentro, si avviarono verso il Nord Italia, passando per le regioni della costa occidentale. Si fermarono a Firenze e videro che era rimasta sempre bella, anche se era priva di persone, ma c’erano lupi ed orsi, mentre in cielo si aggiravano avvoltoi ed aquile. Sembrava di vivere in un film catastrofista ambientato in Italia, ma era la realtà. Sentirono l’urlo di una ragazza ed erano urla di terrore, pensarono stesse scappando da una belva feroce, ma non si aspettavano mai che oltre a loro poteva stare pure un’altra persona, si aggirarono verso la città ormai deserta e videro finalmente una giovane donna con la tuta e le scarpe da ginnastica, ma non stava scappando da nessuno, pure lei pensava di essere l’unica sulla faccia della Terra, ma vide per la prima volta due uomini e dato che di concorrenza non ce n’era approfittarono di poterla conoscere, si chiamava Stefania ed amava molto andare a correre e fare esercisti ginnici, per tenersi in forma. Manuel e Nathan non persero tempo a fare conoscenze, anche perché era l’ultima donna rimasta sulla faccia della Terra, ed era pure giovane come loro. Chiesero se poteva venire con loro in giro per il Mondo, dato che non esistevano altre ragazze in giro. Stefania accettò, la fecero salire in macchina e si accomodò dietro, perché voleva stare comoda ed anche perché non erano ragazzi che conosceva, ma doveva approfittare, magari potevano ripopolare la Terra. Andarono tutti e tre partendo verso Milano, che ovviamente doveva essere deserta, come tutte le città di questo periodo. La strada era lunga e tortuosa, molti animali la attraversavano, oramai avevano preso loro il sopravvento, per questo vedevano molte volte il calar del Sole. La ragazza voleva tanto visitare Venezia, almeno prima del suo affondamento e loro due provarono a vedere sul cellulare per vedere se potevano. Evidentemente potevano, ma prima dovevano visitare la bellissima Milano, per poi visitare la Serenissima. Le piante ormai stavano crescendo altissime e ce n’erano pure sulle strane ed in autostrada. Non avevano mai visto un’autostrada piena di erbacce e con tante vacche che ci pascolavano. evidentemente erano riuscite a scappare dal recinto,  magari vivevano in una staccionata di legno, che con il passare degli anni si era disintegrato alle intemperie e non erano quei recinti con fili di ferro, di cui nessun animale poteva scappare o poteva essere che esisteva un altro oltre a loro, ancora in vita che aveva tagliato con una tenaglia quei fili di ferro per farli scappare. Suonano rumorosamente il clacson, per farle spaventare, ma niente, rimangono ancora sulla strada. 

I tre ragazzi aspettano che le vacche se ne vanno e nel frattempo?

  • Cercano di trovare uno spazio per poter sorpassare le vacche. (0%)
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  • Nell'attesa arriva il ragazzo che aveva tagliato i fili e rimane stupito perché credeva di essere l'unico rimasto. (100%)
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  • Corteggiano la ragazza. (0%)
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12 Commenti

  • Il bussare alla porta mi sembra un momento giusto per far uscire il nostro protagonista dalla sua situazione sedentaria.

    Troppe infodump messe tutte insieme. Lo faccio anchì’io e mi è stato detto che ne do troppe tutte insieme 🙂 Sarebbe il caso di spezzettare le informazioni con i dialoghi e le azioni del protagonista 🙂 Tuttavia, come dissi in un tuo precedente racconto, mischiare informazioni che non c’entrano con l’azione può portare a confusione. Sì: è un mestiere difficile, lo scrittore 😉

    Ciao 🙂

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