L’uomo universale

Martok il viaggiatore solitario

Nella testa di Martok c’era soltanto quel pensiero fisso che gli divorava la mente. Quelle luci in lontananza gli facevano ricordare il corridoio siderale della sua astronave, i viaggi interstellari come un’eco perduta nella sua testa.
Le persone in lontananza che passava in rassegna velocemente dal finestrino della sua auto in corsa lo ignoravano completamente come se fosse una forma di vita inferiore. Eppure si era sempre sforzato di essere somigliante a loro e si era anche vestito come loro.
Tutti al contrario di lui sembravano avere una meta, si affrettavano tutti in un modo o nell’altro ad arrivare da qualche parte, ma non lui, che scrutava invece il mondo in ogni direzione come se volesse capirne tutti i segreti  in quell’ unica nottata. Si chiedeva spesso se quelle persone avessero i loro ricordi simili ai suoi, le adunate nel campo di addestramento, gli scherzi con i compagni, il suo primo volo spaziale che gli aveva fatto ammirare gli anelli di Saturno. Uscì dalla città, il buio lo avvolgeva con il suo manto e le le luci dell’auto erano l’unica traccia di luce che lo guidava nell’ignoto. Dopo una serie di tornanti un’insegna fluorescente catturò la sua attenzione, il suo entusiasmo di essere finalmente arrivato ad un porto spaziale si smorzò non appena scorse la sagoma delle pompe di una normale stazione di servizio. Decise comunque di fermarsi, in quanto l’indicatore della benzina era in riserva da molti chilometri. Nell’accostarsi alla pompa più vicina intravide un essere umano alle prese con il rifornimento che imprecava per la scarsa illuminazione. Era incerto se salutarlo e scambiare qualche parola con lui, aveva una certa tensione in corpo, <<e se fosse ostile>>, Martok per un attimo fece un tremito.

E' una buona idea per Martok provare a parlare con l'altra persona della stazione di servizio?

  • Quella persona si rivela molto pericolosa perché ha un'arma alla cintura, la quale gli intima di alzare le mani e dargli tutto quello che ha (25%)
    25
  • Martok fa la conoscenza di qualla persona che si rivela molto gentile e lo invita a mangiare qualcosa nel locale della stazione (50%)
    50
  • Martok ha troppa paura e diffidenza, fa il suo rifornimento con il sistema automatico e si rimette alla guida (25%)
    25
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25 Commenti

  • Ciao Gianluca!

    Io direi che a questo giro Martok verrà pestato.
    Più che altro, al di là del fatto che mi sia piaciuta l’atmosfera che hai reso del pianeta, sono curioso di capire perché lo sceriffo e i suoi uomini ce l’hanno così a morte con Martok. Che nasconda qualcosa?
    E soprattutto? Se nominano il manicomio, c’è la possibilità che ci sia qualcosa che nemmeno Martok ricorda, o non sa?

    Alla prossima!

    • Buongiorno, mi fa piacere che ti piaccia l’atmosfera della storia. Vedi, io sto estremizzando un po le cose a volte ma la realtà a volte è anche più crudele della finzione. Martok potrebbe rappresentare anche ciascuno di noi, con il bisogno di farci accettare in un ambiente molto diverso dal nostro ma cosa ben più importante Martok è come quella nostra voce della coscienza che ci dice che stiamo sbagliando molte cose nella nostra vita, il modo di pensare, di agire nei confronti degli altri e con l’ambiente che ci circonda. E’ un essere talmente evoluto rispetto ai terrestri che lo ritengono una minaccia al loro stesso modo di vivere a cui sono abituati, pensano che i sacrifici che si fanno nella vita quotidiana siano già abbastanza e nessuno deve osare mettere in dubbio le nostre scelte. Martok vuol dare una messaggio per risvegliare le nostre coscienze, per farci capire che ognuno di noi può contribuire al miglioramento delle nostre condizioni di vita, non solo quelle economiche e ci propone una cambiamento spirituale piuttosto che tecnico o materiale. Gesù Cristo indubbiamente è stato il primo innovatore spirituale della storia umana ed è stato crocifisso.

  • Ciao!
    Se ti fa piacere, ho letto le tue storie su Twitch. Puoi trovarle sul canale GGPintore. L’ultima live si intitola The Incipit Episodio 5°.

    Ho lasciato anche qualche consiglio 😉

    Ad esempio, prenderti più tempo per le tue storie, così da dargli più respiro. 😉

    • Ciao Pietro, grazie del prezioso consiglio, per me questo è come un laboratorio per sperimentare nuovi stili personali, che a primo avviso sembrano buoni, ma più volte rileggi più incontri delle imperfezioni. Sto tenendo volutamente la tensione e il mistero abbastanza elevati per il momento.per rendere avvincente la narrazione. Il prossimo episodio sarà come un crocevia fra le tenebre e le prime rivelazioni.

  • Ciao Gianluca, ho votato per raggiungere la radura senza problemi.
    Devo dire che è particolare questo racconto, solitamente si scrive per la maggiore, di terrestri che esplorano l’universo, tu invece hai voluto fare il contrario, un alieno che esplora la terra; una scelta non molto comune, mi piace e continuerò a seguire Martok, nonostante il voto, spero che per un qualche motivo continui a restare sulla terra per studiarci meglio 🙂
    Al prossimo capitolo!

  • Ciao. 😊 Il temporale imprevisto. Mi sembra la più misteriosa. Questo racconto mi sta catturando. In effetti nel pianeta Terra gli esseri umani vivono in uno di continuo conflitto e separazione, ma non tutti mali vengono per nuocere. 😉

  • Ciao, Gianluca.
    Sono felice che tu abbia ascoltato i consigli degli altri autori e abbia deciso di sfruttare i caratteri a disposizione per il tuo racconto. 🙂
    Il secondo capitolo ci svela qualcosa in più sul protagonista e sul taglio che potresti voler dare all’ambiente che lo circonda; l’idea di base è già stata utilizzata in molte versioni, sta a te rendere la tua interessante e originale. Non vorrei sembrare pedante, ma ho notato qualche altra disattenzione che mi permetto di farti notare, anche perché se si approda a una piattaforma di scrittura, di solito lo si fa per migliorarsi e confrontarsi, o no?
    Nella frase: “l’uomo s’incamminò verso l’entrata del locale, che nel frattempo si era nuovamente voltato con il suo sorriso a denti stretti” chi sorride a denti stretti? Forse Martok? A una prima lettura parrebbe il locale a voltarsi. 😉
    Un’altra cosa: la risoluzione del conflitto tra Martok e i due terrestri mi è parsa molto sbrigativa: lo hanno legato, interrogato e poi lo slegano e lo lasciano andare, dopo aver confabulato qualcosa che noi lettori non conosciamo, in un paio di righe. Forse i due energumeni avevano il ruolo di far raccontare al protagonista il perché si trovi sulla Terra, e questa è una buona idea, ma avrei visto un finale della discussione differente, meno frettoloso.
    Secondo me, è tutta questione di rilettura; le capacità per tirare fuori un bel racconto le hai, mettile in mostra 🙂

    Alla prossima!

    p.s. io sono una pasticciona che fa un sacco di errori e ha ancora tanto da imparare, per questo mi permetto di muovere critiche che spero ti risultino costruttive.

    • Grazie Keziarika per le tue osservazioni, la frase sulla descrizione dell’uomo alla stazione di servizio a un prima rilettura scorreva, ma adesso non più, cercherò di fare di meglio!

      Per quanto riguarda la risoluzione del conflitto sembra troppo sbrigativa, ma non preoccuparti, l’ho fatto deliberatamente proprio per non far capire tutto subito, in un libro molte cose trovano spiegazione alla fine. A presto

  • Ciao Gianluca! Per come hai descritto il personaggio, mi piace l’idea che Martok sia “dominato” dai sentimenti di paura e diffidenza.
    Un consiglio: personalmente l’ambientazione che stavi raccontando mi stava piacendo parecchio e mi è dispiaciuto che tu non abbia utilizzato tutti e 5000 i caratteri! La prossima volta mi piacerebbe leggere un pochino di più!
    Ti seguo! Alla prossima

  • Ciao, benvenuto, ho letto il commento di Keziarica, che condivido e non insisto se non nel chiederti di scrivere di più per farti seguire con più attenzione. Di solito chi scrive poco lo fa per buttare giù un’idea ma non ha molta voglia di svilupparla. Io, tanto per essere a mia volta cattivello, vorrei invece chiederti come mai in un tempo in cui i viaggi interplanetari sono ormai cosa ordinaria, si va ancora a fare benzina con una misera automobile così come la conosciamo oggi? Ti seguo ciaooo 🙂

    • Ciao Fenderman, ogni osservazione è utile per conoscere meglio i lettori e quello che percepiscono mentre leggono. Ho buttato giù la mia idea e intendo svilupparla meglio, questo è sicuro!
      In merito alla tua osservazione probabilmente non hai capito la mia scelta deliberata di evidenziare il contrasto fra il considerare banali e semplici le cose che viviamo ogni giorno come le strade, le automobili ecc. con la stupefacente tecnologia per viaggiare nello spazio. Vedi, Martok il viaggiatore solitario rappresenta noi che ogni tanto vorremmo catapultarci in un’altra dimensione pur vivendo nella realtà odierna. Il senso di smarrimento e di considerare tutto quello che ci circonda come la vita che non vorremmo vivere consente alla nostra mente di proiettare una realtà alternativa più reale e più consona al nostro modo di essere.

  • Grazie Keziarica per il tuo appassionato intervento, in effetti hai ragione su tutto, non ho curato affatto la forma e l’editing, non ho scuse, ho trascritto di getto un’idea che mi è venuta ieri sul tardi. Inoltre volevo testare anche questo sito e tu come gli altri siete la prova che funzioni. Grazie ancora, farò tesoro dei tuoi consigli.

  • Ciao, Gianluca.
    Mi hai incuriosita con la tua presentazione, ho dato un’occhiata e ho visto che hai pubblicato molti libri su Amazon, non so se autopubblicati o meno. Per questo mi stupisce che tu abbia scritto pochissimo, che tu non ti sia preoccupato della formattazione, usando i segni più e meno anziché le caporali, che tu abbia lasciato un paio di refusi nelle opzioni e non che non ti sia accorto delle ripetizioni a inizio paragrafo, proprio nell’incipit che dovrebbe essere la parte più importante del racconto: “Quelle luci in LONTANANZA gli facevano ricordare il corridoio siderale della sua astronave, i viaggi interstellari come un’eco perduta nella sua testa.
    Le persone in LONTANANZA che passava in rassegna…”
    Detto ciò, il racconto potrebbe avere risvolti interessanti e per questo ho deciso di seguirti comunque, ti consiglio di sfruttare più caratteri, in modo da poter raccontare la tua storia in modo da coinvolgere maggiormente il lettore e ti consiglio anche di rileggere prima di pubblicare, in fondo siamo anche noi lettori e ci meritiamo un po’ di attenzione. 🙂
    I miei sono consigli spassionati che, a suo tempo, diedero a me (e continuano a farlo e per questo sono grata) quindi, tu fanne quel che vuoi.
    Voto per la persona pericolosa, vediamo come reagisce il nostro messo alle strette.

    Alla prossima!

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