L’uomo universale

Dove eravamo rimasti?

Come prosegue e finisce l'interrogatorio? Chiamano il manicomio e lo fanno internare (75%)

Imprevisti parte 2

«Potremmo diventare celebri, dei veri eroi!», lo sceriffo si rivolse in un attimo a Martok: «Sei forse scappato da qualche parte?».

«Io non sono scappato da nessuna parte. Il mio popolo, i Lyrans, compie di frequente questi pellegrinaggi per valutare la nostra capacità di adattamento in territori sconosciuti e ostili».

«Quindi sei qui per vacanza!» «Non proprio, è un viaggio di ricerca» «E che cosa hai ricercato, parla!» Lo sceriffo scosse la testa di Martok con una manata. «Quello che state facendo è un abuso, anche per le vostre leggi, quindi mi appello alla facoltà di non rispondere più alle sue domande». «Certo, ti piacerebbe, ma non nella mia città, adesso qui parli con me o ti giuro che te la farò pagare molto cara!».

«Signori, pestatelo un po’ per schiarirsi le idee!» Lo sciolsero e lo tenevano per le braccia in piedi. Un altro agente cominciò a colpirlo con i pugni alle costole e al capo, Martok, seppur terrorizzato non reagiva e sanguinava indomito senza proferire parola. «Basta così, questo non è un divertimento!», ordinò lo sceriffo che si avvicino nuovamente a Martok stordito. «Allora amico, ti sei schiarito le idee? Adesso parla oppure non uscirai di qui per un pezzo! Gli afferrò i capelli per un attimo mentre vedeva Martok sanguinante e con lo sguardo fisso, a cui balenò un pensiero.

“Probabilmente sarebbe stato ucciso, doveva trovare una soluzione e alla svelta.

«Voi siete in grande pericolo!». La voce di Martok era più serena mentre dal suo capo cominciano a cadere gocce di sangue sul pavimento gelato. «Che cosa vuoi dire?» Disse lo sceriffo dall’espressione più interessata del solito. «La vostra gente, il vostro pianeta, siete in un pericolo mortale, vi state scavando la fossa ogni giorno e questo perché siete ingannati ogni giorno da chi credete siano i vostri salvatori».

«Sono ancora le assurdità di questo pazzo, non si riuscirà a cavare un ragno dal buco!», disse Davis incredulo. «Forse siete voi a non volere capire, negoziare fra noi e i vostri capi è a quanto pare impossibile, siete la razza più ostinata finora mai incontrata». «Non so dove vuole arrivare ma io mi sono rotto di starlo a sentire!». Lo sceriffo non tenne conto di quello che disse l”uomo in cappotto della stazione di servizio, e si rivolse ancora a Martok: «Se sei quello che dici, dove sono i tuoi simili e perché non ce ne sono altri come te qui? ». «Loro non si faranno vedere al momento perché al momento non ne hanno bisogno, il vostro pianeta è in studio da molti millenni. Inoltre, i terrestri hanno un’evoluzione morale e spirituale molto arretrata, e se qualcuno avesse l’occasione di osservare il vostro mondo come la possiamo fare noi, ne sarebbe atterrito». «Tu dici che la terra è in pericolo. Di cosa si tratta?», lo sguardo di Malloy era concentrato solo su di lui. «Non intendo solo una guerra totale con armi nucleari, ma anche la distruzione generale di condizioni vitali, per esempio dell’atmosfera, dell’acqua. Ma prima di tutto del contegno spirituale dell’uomo». Ciò che i nostri sensi non possono percepire lo percepiscono i nostri apparecchi. Noi possiamo degli apparecchi che possono registrare persino il comune modo di pensare dei terrestri. Possiamo vedere se è dove vi sono dei pensieri negativi o positivi». «E a quale conclusione siete arrivati?» «Purtroppo in gran parte negativi. Registriamo una terribile empietà. Ai vertici della società mondiale ci sono capi empi e senza scrupoli, senza rispetto di Dio e senza alcuna conoscenza di se stessi. Per favore, cancellate dei libri tutto quello che non appartiene al vostro tempo, ma non cancellate la fede in un creatore che esiste davvero. Anche se siete ancora troppo sciocchi e inesperti per capirlo. Vi aggrappate sui vostri slogan dicendo: «A pensare provvede la materia!».

Ormai erano rimasti solo in due in quella stanza. «Una cosa ti voglio dire amico, non mi interessa chi sei e cosa vuoi, io sono qui in questo posto da molto tempo e le cose funzionano così.

Io ho la responsabilità di governare al meglio questo posto, credi che mi piace arrestare i ragazzini che rubano o spacciano? Noi siamo gente per bene, te lo posso assicurare!»

Lo sceriffo si staccò da lui che venne rimesso dopo qualche minuto in condizioni di camminare di nuovo.

«Forza, lasciatelo andare, ordinò Malloy, e non farti più rivedere in giro, è un mio consiglio personale!».

Martok si toccò i polsi ancora doloranti per la stretta delle corde e si mosse lentamente verso la porta di metallo dell’uscita, era quasi a un metro di distanza, uno degli agenti l’aprì dall’esterno. Con la mano sinistra Martok aggrappò lo stipite della porta. All’improvviso comparvero due inservienti robusti in tenuta bianca che repentinamente lo immobilizzarono da dietro e in pochi attimi, con estrema crudeltà gli infilarono una camicia di forza. Cercò di dimenarsi, ed emise qualche mugolio, ma non aveva più forze per opporre resistenza, venne trascinato di peso verso l’interno di una furgone con le porte già spalancate.

Come trascorrerà i primi giorni di detenzione Martok?

  • Gli viene concesso un colloquio con il direttore e accertato che non ha malattie mentali di alcun genere (50%)
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  • Verrà sedato e praticato l'elettroshock (50%)
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  • Verrà trattato umanamente e gli verrà concesso di parlare con gli altri. (0%)
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25 Commenti

  • Ciao Gianluca!

    Io direi che a questo giro Martok verrà pestato.
    Più che altro, al di là del fatto che mi sia piaciuta l’atmosfera che hai reso del pianeta, sono curioso di capire perché lo sceriffo e i suoi uomini ce l’hanno così a morte con Martok. Che nasconda qualcosa?
    E soprattutto? Se nominano il manicomio, c’è la possibilità che ci sia qualcosa che nemmeno Martok ricorda, o non sa?

    Alla prossima!

    • Buongiorno, mi fa piacere che ti piaccia l’atmosfera della storia. Vedi, io sto estremizzando un po le cose a volte ma la realtà a volte è anche più crudele della finzione. Martok potrebbe rappresentare anche ciascuno di noi, con il bisogno di farci accettare in un ambiente molto diverso dal nostro ma cosa ben più importante Martok è come quella nostra voce della coscienza che ci dice che stiamo sbagliando molte cose nella nostra vita, il modo di pensare, di agire nei confronti degli altri e con l’ambiente che ci circonda. E’ un essere talmente evoluto rispetto ai terrestri che lo ritengono una minaccia al loro stesso modo di vivere a cui sono abituati, pensano che i sacrifici che si fanno nella vita quotidiana siano già abbastanza e nessuno deve osare mettere in dubbio le nostre scelte. Martok vuol dare una messaggio per risvegliare le nostre coscienze, per farci capire che ognuno di noi può contribuire al miglioramento delle nostre condizioni di vita, non solo quelle economiche e ci propone una cambiamento spirituale piuttosto che tecnico o materiale. Gesù Cristo indubbiamente è stato il primo innovatore spirituale della storia umana ed è stato crocifisso.

    • Ciao Pietro, grazie del prezioso consiglio, per me questo è come un laboratorio per sperimentare nuovi stili personali, che a primo avviso sembrano buoni, ma più volte rileggi più incontri delle imperfezioni. Sto tenendo volutamente la tensione e il mistero abbastanza elevati per il momento.per rendere avvincente la narrazione. Il prossimo episodio sarà come un crocevia fra le tenebre e le prime rivelazioni.

  • Ciao Gianluca, ho votato per raggiungere la radura senza problemi.
    Devo dire che è particolare questo racconto, solitamente si scrive per la maggiore, di terrestri che esplorano l’universo, tu invece hai voluto fare il contrario, un alieno che esplora la terra; una scelta non molto comune, mi piace e continuerò a seguire Martok, nonostante il voto, spero che per un qualche motivo continui a restare sulla terra per studiarci meglio 🙂
    Al prossimo capitolo!

  • Ciao. 😊 Il temporale imprevisto. Mi sembra la più misteriosa. Questo racconto mi sta catturando. In effetti nel pianeta Terra gli esseri umani vivono in uno di continuo conflitto e separazione, ma non tutti mali vengono per nuocere. 😉

  • Ciao, Gianluca.
    Sono felice che tu abbia ascoltato i consigli degli altri autori e abbia deciso di sfruttare i caratteri a disposizione per il tuo racconto. 🙂
    Il secondo capitolo ci svela qualcosa in più sul protagonista e sul taglio che potresti voler dare all’ambiente che lo circonda; l’idea di base è già stata utilizzata in molte versioni, sta a te rendere la tua interessante e originale. Non vorrei sembrare pedante, ma ho notato qualche altra disattenzione che mi permetto di farti notare, anche perché se si approda a una piattaforma di scrittura, di solito lo si fa per migliorarsi e confrontarsi, o no?
    Nella frase: “l’uomo s’incamminò verso l’entrata del locale, che nel frattempo si era nuovamente voltato con il suo sorriso a denti stretti” chi sorride a denti stretti? Forse Martok? A una prima lettura parrebbe il locale a voltarsi. 😉
    Un’altra cosa: la risoluzione del conflitto tra Martok e i due terrestri mi è parsa molto sbrigativa: lo hanno legato, interrogato e poi lo slegano e lo lasciano andare, dopo aver confabulato qualcosa che noi lettori non conosciamo, in un paio di righe. Forse i due energumeni avevano il ruolo di far raccontare al protagonista il perché si trovi sulla Terra, e questa è una buona idea, ma avrei visto un finale della discussione differente, meno frettoloso.
    Secondo me, è tutta questione di rilettura; le capacità per tirare fuori un bel racconto le hai, mettile in mostra 🙂

    Alla prossima!

    p.s. io sono una pasticciona che fa un sacco di errori e ha ancora tanto da imparare, per questo mi permetto di muovere critiche che spero ti risultino costruttive.

    • Grazie Keziarika per le tue osservazioni, la frase sulla descrizione dell’uomo alla stazione di servizio a un prima rilettura scorreva, ma adesso non più, cercherò di fare di meglio!

      Per quanto riguarda la risoluzione del conflitto sembra troppo sbrigativa, ma non preoccuparti, l’ho fatto deliberatamente proprio per non far capire tutto subito, in un libro molte cose trovano spiegazione alla fine. A presto

  • Ciao Gianluca! Per come hai descritto il personaggio, mi piace l’idea che Martok sia “dominato” dai sentimenti di paura e diffidenza.
    Un consiglio: personalmente l’ambientazione che stavi raccontando mi stava piacendo parecchio e mi è dispiaciuto che tu non abbia utilizzato tutti e 5000 i caratteri! La prossima volta mi piacerebbe leggere un pochino di più!
    Ti seguo! Alla prossima

  • Ciao, benvenuto, ho letto il commento di Keziarica, che condivido e non insisto se non nel chiederti di scrivere di più per farti seguire con più attenzione. Di solito chi scrive poco lo fa per buttare giù un’idea ma non ha molta voglia di svilupparla. Io, tanto per essere a mia volta cattivello, vorrei invece chiederti come mai in un tempo in cui i viaggi interplanetari sono ormai cosa ordinaria, si va ancora a fare benzina con una misera automobile così come la conosciamo oggi? Ti seguo ciaooo 🙂

    • Ciao Fenderman, ogni osservazione è utile per conoscere meglio i lettori e quello che percepiscono mentre leggono. Ho buttato giù la mia idea e intendo svilupparla meglio, questo è sicuro!
      In merito alla tua osservazione probabilmente non hai capito la mia scelta deliberata di evidenziare il contrasto fra il considerare banali e semplici le cose che viviamo ogni giorno come le strade, le automobili ecc. con la stupefacente tecnologia per viaggiare nello spazio. Vedi, Martok il viaggiatore solitario rappresenta noi che ogni tanto vorremmo catapultarci in un’altra dimensione pur vivendo nella realtà odierna. Il senso di smarrimento e di considerare tutto quello che ci circonda come la vita che non vorremmo vivere consente alla nostra mente di proiettare una realtà alternativa più reale e più consona al nostro modo di essere.

  • Grazie Keziarica per il tuo appassionato intervento, in effetti hai ragione su tutto, non ho curato affatto la forma e l’editing, non ho scuse, ho trascritto di getto un’idea che mi è venuta ieri sul tardi. Inoltre volevo testare anche questo sito e tu come gli altri siete la prova che funzioni. Grazie ancora, farò tesoro dei tuoi consigli.

  • Ciao, Gianluca.
    Mi hai incuriosita con la tua presentazione, ho dato un’occhiata e ho visto che hai pubblicato molti libri su Amazon, non so se autopubblicati o meno. Per questo mi stupisce che tu abbia scritto pochissimo, che tu non ti sia preoccupato della formattazione, usando i segni più e meno anziché le caporali, che tu abbia lasciato un paio di refusi nelle opzioni e non che non ti sia accorto delle ripetizioni a inizio paragrafo, proprio nell’incipit che dovrebbe essere la parte più importante del racconto: “Quelle luci in LONTANANZA gli facevano ricordare il corridoio siderale della sua astronave, i viaggi interstellari come un’eco perduta nella sua testa.
    Le persone in LONTANANZA che passava in rassegna…”
    Detto ciò, il racconto potrebbe avere risvolti interessanti e per questo ho deciso di seguirti comunque, ti consiglio di sfruttare più caratteri, in modo da poter raccontare la tua storia in modo da coinvolgere maggiormente il lettore e ti consiglio anche di rileggere prima di pubblicare, in fondo siamo anche noi lettori e ci meritiamo un po’ di attenzione. 🙂
    I miei sono consigli spassionati che, a suo tempo, diedero a me (e continuano a farlo e per questo sono grata) quindi, tu fanne quel che vuoi.
    Voto per la persona pericolosa, vediamo come reagisce il nostro messo alle strette.

    Alla prossima!

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