Moonlight Shadow

Genova, 12 - 02 - 2030

Il debole sole di febbraio illuminava ancora la spiaggia mentre mi perdevo fra le pagine de Il mare senza stelle. La mia fidata coperta della Quechua a quadretti blu e azzurri mi riparava dall’umido della sabbia, ancora bagnata dalla pioggia dei giorni precedenti, ma almeno da mezz’ora avevo dovuto cedere a rimettermi il cappotto se non volevo rischiare di passare la serata alla mercé di un’emicrania.

Girai pagina e tornai a nascondere la mano dentro la manica, dandomi della stupida per essermi dimenticata i guanti nelle tasche del piumino.

Ma nemmeno la prospettiva di prendermi un colpo di freddo poteva distrarmi in quel momento, già una volta avevo perso il filo della narrazione e avevo dovuto rileggere le venti pagine precedenti per tornare sugli intricatissimi fili che creavano il racconto.

No, Il mare senza stelle non era uno di quei libri in cui potevi permetterti d’interrompere la lettura a metà capitolo, ma soltanto quando lo decideva lui, ovvero, quando iniziava un’altra parte di storia.

Girai pagina con foga, ritrovandomene davanti una bianca affiancata da una decorata che indicava l’inizio di un altro libro, il quarto, intitolato: Scritto nelle stelle.

Il mio cuore fece una capriola quando un altro piccolo tassello di quell’avventura andò al suo posto, riempiendomi di quella dolce sensazione che soltanto scoprire un segreto prima che venga rivelato può regalarti.

Feci un respiro profondo mordendomi le labbra, mettendo il segnalibro fra le pagine mentre lasciavo stemperare tutte le informazioni ed emozioni in cui ero immersa.

Poggia il libro al mio fianco con cura sulla coperta, dando una piccola pacca amorevole sulla copertina.

– Ci voleva – sospirai alla spiaggia deserta, allungando le gambe nella sabbia di sassi e lasciando che le punte dei Dottor Martens vi affondassero.

Era da giorni che agognavo un pomeriggio simile; una fuga da casa, dagli esami e dai pensieri.

Una piccola onda rotolò poco lontano dai miei piedi con un fruscio, l’acqua cristallina non ancora inquinata dagli scarichi delle barche dei turisti.

Chiusi gli occhi, respirando a fondo l’aria salmastra così carica di sale da fartelo sentire sulla pelle e sulla lingua soltanto respirando, mentre piccole onde s’infrangevano irregolari contro gli scogli vicini.

In lontananza c’era un cane che giocava nella sabbia, dietro la Aurelia con il traffico delle cinque del pomeriggio, ma che magicamente non riusciva a raggiugere la spiaggia.

Forse questo posto è letteralmente magico mi ritrovai a pensare mentre infilavo una mano fra i piccoli sassi facendoli scorrere fra le dita. 

E non sarebbe nemmeno così strano visti gli ultimi tempi… visto cosa sta accadendo…

Guardai il sole sparire dietro l’orizzonte, illuminando ancora per qualche minuto le gru del porto prima di lasciare soltanto una leggera luce che non sarebbe mai bastata per tornare a leggere.

Sospirai e iniziai a rimettere le cose dentro lo zaino, facendo ancora una carezza al libro, promettendogli che presto sarei tornata a dipanare i suoi misteri.

Quando finì di arrotolare con difficoltà la coperta, però, ero sicura di una cosa: per quanto fossi rilassata, non ero ancora pronta a tornare a casa.

Non posso scrivere i miei incubi in una stella di carta e buttarla via, ma posso prendermi una cioccolata calda e regalarmi una dose extra di endorfine decisi lanciando un’occhiata distratta al telefono, ignorando la serie di messaggi ricevuti.

Arrancai sulla collinetta di sabbia, approfittandone per infilarmi le cuffiette prima di raggiungere il muretto che separava la sabbia dal lungomare, confine dopo il quale il rumore del traffico e della città avrebbero preso il sopravvento sul mare.

Il cambio di terreno mi fece incespicare, rischiai di scivolare sulle piastrelle lucide della passeggiata ancora leppegose per la pioggia e la mareggiata. Scrollai i piedi, sbuffando quando mi accorsi che immancabilmente mezza spiaggia si era infilata nelle scarpe, nonostante la chiusura fosse ben oltre la caviglia.

Questa è decisamente una magia di cui farei a meno sbuffai incamminandomi.

In quel momento la tasca della giacca cominciò a vibrare in modo persistente.

Presi il telefono, sperando che fosse solo una catena di messaggi, ma il display era acceso e sopra, nero su bianco, vi troneggiava la scritta MAMMA.

Respirai a fondo, mentre una morsa mi stringeva il petto, ma risposi.

-Dimmi mamma. –

-Dove sei? –

-In spiaggia a leggere. –

-Torni a casa? –

-Fra poco, volevo fare ancora un giro per… –

-Monrith McGowan, il sole è calato, fa freddo, non è estate, devi tornare a casa. –

-Si sta ancora bene, neanche mezz’ora e torno. –

-Ho detto torna. Subito. A casa. –

Vaffanculo.

Ma non posso risponderle così, per quanto avrei voluto.

Smisi di camminare e fissai la mano libera, che si apriva e chiudeva in un pugno circondato da una rassicurante nebbiolina nera.

-Il tempo di prendere l’autobus – risposi infine, girando i tacchi verso la fermata al di là della strada.

-Ti voglio bene –

Io non lo so.

– Te ne voglio anche io – e chiusi la chiamata.

Come si comporterà Monrith una volta a casa?

  • Sarà arrabbiata e non vorrà sentire ragioni (19%)
    19
  • Sarà nervosa ma riuscirà a trattenersi (81%)
    81
  • Sarà tranquilla e amichevole (0%)
    0
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36 Commenti

  • “Fissai le ombre avvolte intorno al corpo, pronte a proteggermi e creare il luogo sicuro in cui sarebbe stato così facile rifugiarsi.” e sono con te, con la tua protagonista, immediatamente e questo potere… Wow.
    Bello, bello, bello.

    Altro che capitolo di passagio… le cose si fanno veramente, veramente interessanti!
    Io vorrei vederla sul mezzo pubblico!

    Alla prossima 🙂

  • Boom!
    Dopo il primo capitolo in cui ci facevi annusare qualcosa, ecco la bomba che ci esplode in faccia!
    Il capitolo mi è piaciuto veramente tanto, ho votato per l’amica, insomma, abbiamo capito che con la madre non và d’accordo, almeno una migliore amica dovrà avercela…spero!
    Al prossimo capitolo.

  • Ciao Sagiwi, bel capitolo, introduci un mondo in conflitto con le razze classiche del fantasy in un periodo storico moderno, in una guerra che viene combattuta sia con tecnologia che con magia e un possibile destino per la nostra protagonista. Molto efficace mi è piaciuto molto!

  • Avrei detto i mezzi pubblici ma sono curioso di sapere cosa si racconteranno tra di loro 🙂

    Io al posto della madre sarei terrorizzato: terrorizzato da quanto sta succendendo, da quanto stanno mostrando e che potessero circuire la propria figlioletta (che sia un lato oppure l’altro). Con intento opposto l’avrei richiamata a casa 😛

    Le immagini delle morti in primo piano mi lasciano inoltre perplesso: chi ha avuto la possibilità di fare simili zoom in piena battaglia?

    Ciao 🙂

  • Bel capitolo! Le tue descrizioni mi piacciono molto! In questo capitolo qualcosa si muove, dopo un primo capitolo tranquillo un pò d’azione non guasta. Mi è piaciuta l’idea di far vedere cosa succede tramite il telegiornale. Io voto per i mezzi pubblici!

  • Nervosa ma riuscirà a trattenersi esattamente come ha fatto al telefono!

    Un inizio dolce ed intrigante per un racconto che si prospetta abbastanza incasinato (stante la trama). Hai tutta la mia curiosità: ti seguo 🙂

    Ciao 🙂
    PS: il pezzo più bello è quello delle onde 🙂

  • Ciao, Sagiwi.
    Mi ha incuriosito il titolo di questo capitolo e mi sono fermata a leggere. Da come l’ai descritta e da quel che si vede potrei pensare a una spiaggia pegliese, ma forse sbaglio. 😉
    Trovo il tuo incipit carino e scorrevole; la sabbia di sassi è intesa come tanti sassolini minuscoli, vero? Perché è intuibile ma, dato che prima parli di sabbia umida per la pioggia delle giornate precedenti, potrebbe sembrare un’incongruenza scrivere poi: sabbia di sassi, non è chiarissimo. Sono io che sono tarda, gli altri lettori potrebbero aver capito al volo. 😉
    Ti segnalo anche un refuso nella frase: “Poggia il libro al mio fianco…” manca la “i” a poggiai; e un piccolo errore qui: “Ma non posso risponderle così, per quanto avrei voluto.” immagino sia solo un errore di battitura.
    Bene, la storia sembra interessante, sono curiosa di leggere di più. Mi piace l’idea che la magia possa contaminare una realtà che conosco. Carino anche il nome, strano per il contesto geografico, ma assolutamente in linea con un racconto fantasy. 😉

    Alla prossima!

    p.s. sarà nervosa.

    • Ciao!
      Si, è proprio una spiaggia Pegliese, mi fa piacere che qualcuno l’abbia riconosciuta.
      Per la spiaggia si, intendevo quella di piccoli sassolini, forse avrei potuto usare un altro termine per descriverla quando era umida per rendere il concetto più chiaro.
      Grazie per avermi segnalato i refusi! Purtroppo ne scappa sempre qualcuno, non importa quante volte lo rilegga hahaha
      Grazie per esserti fermata a leggere! :3

  • Come hanno scritto gli altri, il rapporto della protagonista con le sue letture richiama un po’ la storia infinita. Il racconto ha tuttavia una buona personalità, e sia i pensieri quanto le descrizioni dell’ambiente circostante sono efficaci. Interessante il conflitto con la madre. Curioso di vedere l’elemento fantasy in azione. Buon incipit.

  • Ciao Sagiwi!
    Direi che nonostante la bella serata al mare, Monrith ha una bella nuvoletta nera sulla testa, e questo mi piace, perché hai creato un contrasto tra il mondo esterno e il mondo interno della protagonista.
    Al momento non ho ancora intravisto la traccia “fantasy”, ma questo primo capitolo mi sa tanto di rincorsa prima di un salto…

    Io voto per l’autocontrollo!
    Ti seguo!

  • Rassicurante nebbiolina nera??????
    e da quando nebbia e nero sono rassicuranti????
    Ah…onestamente l’inizio e la descrizione del libro che sta leggendo mi ha fatto pensare subito a La Storia Infinita. Ma la ragazza nasconde più di questo.
    La descrizione del mare autunnale è bellissima. Sentivo quasi l’aria salmastra.
    Ti seguo e spero di scoprire i segreti della ragazza!!!!!!!

    • Ora che me lo avete fatto notare, in effetti un po’ l’inizio lo ricorda, ma penso perché in entrambi il “rapimento” nella lettura sia molto forte :3
      Sono contenta che la descrizione ti sia piaciuta e ti abbia presa così tanto!
      Tranquilla, piano piano tutti i segreti verranno svelati 😉

  • Finalmente hai pubblicato e finalmente ho modo e tempo di commentare.
    Che dire, ripeto quello che ho detto prima: il capitolo mi è molto piaciuto, una fotografia in primo piano della protagonista. Per ora i problemi sono lasciati molto sullo sfondo per focalizzarci sui suoi e direi che nel suo caso funziona. A me è piaciuto un sacco e la protagonista sembra già molto ben delineata.
    L’ambientazione moderna è chiaramente poco usata nel genere (anche se un po’ abusata in altri casi) quindi sono curioso di come te la gestirai.
    In bocca al lupo u.u

  • Mi è piaciuto particolarmente il rapporto tra la protagonista e il libro che legge, anche io non riesco a non finite un capitolo prima di chiudere le pagine, la descrizione del mare è molto coinvolgente, la scena mi ha fatto pensare un po’ a Sebastian che legge la storia infinita in quella soffitta.
    Piaciuto molto!

    • Non avevo pensato alla storia infinita, ma in effetti andandomi a rivedere quel pezzo un po’ lo ricorda.
      Sono contenta che ti siano piaciute le descrizioni e c’è molto di personale nel modo in cui Monrith si rapporta con i libri.
      Grazie per aver letto!

  • Mi piacciono molto le descrizioni, mi fanno quasi sembrare di essere li. Ho votato per la seconda opzione, forse perché anche io sono così, spesso quando si è arrabbiati è meglio trattenersi! Comunque ottimo inizio! Non vedo l’ora di leggere il seguito!

  • Mmmh!
    Sono rimasto abbastanza dubbioso, non saprei come definirlo, forse, strano?
    Mi piace tantissimo il tratto descrittivo, è conciso e per niente noioso, questi sono tanti punti a tuo favore, d’altra parte, questo Incipits non mi ha fatto capire granchè su dove andrà a finire, forse suscitare la curiosità dei lettori è una strategia? In tal caso, complimenti, ci sei riuscita in pieno!
    Riguardo la scelta, ho optato per quella che secondo me si adattava di più, in base a quello scritto, quindi nervosa ma si tratterrà, spero ci svelerai il perchè dell’attrito con la madre ed anche la titubanza nel rientrare a casa.

    • Ciao! Grazie per i complimenti e sono davvero contenta che la descrizione ti sia piaciuta. L’idea era proprio quella di creare un’introduzione che attirasse il lettore ma senza dargli troppe informazioni, perciò mi fa davvero molto piacere vedere d’esserci riuscita.
      Posso dirti che nel prossimo capitolo verrai in parte accontentato, si inizierà a capire come mai abbia questo rapporto con la madre ma non sarà l’ultima volta di cui se ne parlerà.

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