Moonlight Shadow

Dove eravamo rimasti?

Quale attrazione turistica andranno a visitare il giorno dopo Monrith e Ruth? L'Opéra (50%)

Calais, 04 - 03 - 2030

Notre Dame svettava nella sua imponente bellezza, le torri protese verso il cielo mentre i gargoyle non perdevano di vista i passanti, pronti a difendere la cattedrale se qualcuno avesse osato danneggiarla.

Avevano cercato di allontanarli ma la cattedrale era loro dall’inizio dei tempi e niente o nessuno avrebbe potuto portarli via. La soluzione si era rivelata lasciarli in pace; se la cattedrale veniva rispettata loro non si muovevano dai loro cornicioni, se non per allontanare qualche piccione invadente.

Forse anche per tutto il resto basterebbe semplicemente lasciarlo in pace mi ritrovai a pensare mentre uscivamo dal portone.

Eravamo rimaste dentro quasi due ore, volevamo goderci la nostra piccola gita appieno prima di ripartire. Era stato fantastico, mano nella mano con Ruth sotto i rosoni illuminati e su per i 422 scalini delle torri senza un pensiero, almeno sino a quel momento.

Ora dovevamo raggiungere la stazione de Gare de Paris Nord sperando che i documenti falsi  superassero i controlli e ci permettessero di prendere il treno per Calais.

-Hai ancora il cellulare?- mi chiese Ruth all’improvviso.

Annuì, avevo levato la sim ma mi era sembrato un azzardo buttarlo via.

Lo presi e lei me lo rubò dalle mani, cingendomi le spalle con un braccio mentre apriva la fotocamera.

-Sorridi-

Alzai gli occhi al cielo ridendo, mentre Ruth mi baciava una guancia e scattava.

-Ora va bene- commentò mentre superavamo la Senna.

-Non ti facevo una tipa da selfie-

-Solo nelle occasioni giuste-chiosò facendomi l’occhiolino.

*

La Gare de Paris Nord era una stazione di testa, enorme e dieci volte più pericolosa rispetto ad una di transito dove non era così facile creare una barriera di controlli.

Ruth mi strinse la mano mentre ci mettevamo in fila, i documenti falsi in mano e biglietti in borsa per non far sapere la nostra destinazione.

I rumori della stazione cominciarono a sparire man mano che la fila scorreva, il cuore che accelerava mentre tutti i miei sforzi andavano nel controllare le ombre che avrebbero solo voluto farci sparire.

Bonjour­-salutai porgendo i documenti al controllo, l’uomo mi riservò un sorriso di cortesia.

Lesse i miei con attenzione, senza perdere il sorriso, poi prese quelli di Ruth riservandogli lo stesso trattamento.

Ci stava davvero mettendo una vita o era una mia impressione?

Sentivo le ombre agitarsi sottopelle, lanciai un’occhiata a Ruth ma sembrava tranquilla e non smetteva di sorridere.

Bon Voyage-ci augurò riconsegnandoci i documenti.

Sospirai, ma Ruth mi prese a braccetto camminando veloce verso il binario.

La guardai confusa e il respiro mi si bloccò in gola quando vidi sul suo viso un misto di rabbia, frustrazione e paura.

Sanno chi siamo, sta arrivando l’FU mi rispose nella mente.

-Cosa?!-m’inchiodai nel panico.

Ruth mi prese la mano, costringendomi a riprendere a camminare per non attirare l’attenzione.

Ci hanno visto dalle camere del metrò, non so’ quale linea, ma il tizio al controllo gongolava all’idea di poter dire di averci parlato prima dell’arresto.

Scossi il capo stringendo la mano libera a pugno.

Fanculo, non ci prenderanno ora!

Il treno sarebbe partito in una decina di minuti, potevamo eludere l’FU e salire, ma Ruth si fermò frenando la mia furia.

La guardai confusa, tirandola verso il binario.

-Tu vai, io li depisto-

-Col cazzo Ruth-sibilai.

Fanculo no, non ti lascio a fare l’esca!

Serve una distrazione o capiranno che treno abbiamo preso e sarà finita

Le ombre si allungarono verso il suo braccio per trattenerla, ma lei si ritrasse con un sorriso.

Vai Moon

No!

Si, vai cogliona, ci vediamo dall’altra parte

Mi baciò, prendendomi il viso fra le mani e paralizzandomi i nervi con i suoi poteri, impedendomi di correrle dietro mentre spariva tra la folla.

Incespicai quando il mio corpo tornò a rispondermi, come se fossi appena inciampata in un sasso.

Le ombre spingevano per mettere a soqquadro la stazione finché non l’avessimo trovata… ma non potevo. Mi costrinsi a camminare verso il treno, trattenendo le lacrime che mi serravano la gola.

Salì e mi sedetti al mio posto senza problemi pochi minuti prima che il treno partisse fischiando. Fissai il posto vuoto accanto a me, stringendomi nella giacca, mentre dall’altra parte della stazione esplodevano dei colpi di pistola e poi il caos, ma ormai eravamo partiti.

Scoppiai a piangere silenziosamente mentre ci lasciavamo la stazione alle spalle.

*

*

*

Guardo il biglietto che ho in mano.

Un biglietto, solo andata.

Il viaggio è stato tranquillo, ho avuto molto tempo per pensare e il leggero caos dell’area d’imbarco è una bella novità.

-Monrith McGowan?-

Mi volto, capisco che è finita non appena vedo l’H ricamata e alcuni soldati che ci circondano tra la folla.

-Non creiamo altro caos, venga con noi e andrà bene-

Fisso il traghetto, lasciandomi sfuggire una risata mentre lotto contro la forza delle ombre, ultimamente non la pensiamo sempre allo stesso modo.

Ho guadagnato solo un mese, ma ne è valsa la pena.

Credo proprio che ci incontreremo dall’altra parte penso mentre porgo i polsi all’Hopers.

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172 Commenti

  • E così siamo arrivati anche a questo finale.
    Storia con una conclusione abbastanza drammatica, ma che ho trovato appunto per questo piuttosto interessante. Non esclude possibili seguiti, in realtà, lasciando al lettore la liberta di immagine cosa possa accadere.
    I miei complimenti!
    Sono contento del fatto che tu sia riuscita a portare a termine questa storia 😉
    Continuerai?

    Trovi la lettura della storia sempre su Youtube:
    https://youtu.be/qXPn2PnnQuA

  • Io voto La Cattedrale di Notre-Dame: mi sembra adatta alle due.

    Ok, è passato un sacco di tempo e mi sono scordato un sacco di dettagli, ma il capitolo precedente me lo ricordo. Vediamo se nel prossimo capitolo riusciamo almeno a capire qualche cosa, in vista della seconda parte 🙂

    Ciao 🙂

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