Moonlight Shadow

Dove eravamo rimasti?

Come si comporterà Monrith una volta a casa? Sarà nervosa ma riuscirà a trattenersi (81%)

Casa McGowan, 17:32

-Sono a casa! – annunciai facendo sbattere la porta alle mie spalle.

-Tesoro! –

La voce allegra e squillante di mia madre mi fece chiudere la gola.

Davvero?!

È così difficile mostrare un minimo di dispiacere?

Non chiedo molto, giusto il minimo per farmi capire che ti dispiace d’impedirmi di vivere una vita normale.

Molti dicono che la rabbia monti come un’onda, la mia arrivava tutta insieme, come un pungo in pieno viso che stordisce e riempie la testa d’ovatta.

Fissai le ombre avvolte intorno al corpo, pronte a proteggermi e creare il luogo sicuro in cui sarebbe stato così facile rifugiarsi.

Non ora…

Ordinai alle ombre di ritirarsi dentro di me, respirando profondamente, immaginando che la rabbia uscisse dal mio corpo insieme all’aria.

Rimase solo un leggero fastidio, accompagnato  dalla dolce sensazione del potere acciambellato nel mio petto. Era come avere vicino un gatto intento a fare le fusa, caldo e rassicurante, solo che questo poteva decidere di scattare e difendere la sua padrona, arrivando letteralmente ad uccidere il problema.

Lasciai andare un ultimo respiro e rilassai le spalle, stampandomi un sorriso in faccia mentre percorrevo il corto corridoio che conduceva al salotto-cucina.

Mia madre era seduta sul divano e guardava la televisione, il ricamo poggiato sulle gambe in attesa che lo riprendesse.

-Com’era la spiaggia? – indagò scansionandomi con una lunga ma fugace occhiata, cercando le ombre.

Respira Monrith

-Tranquilla, c’era poca gente, nessuno che conoscessi – le raccontai mentre poggiavo lo zaino sul tavolo e levavo la giacca. Non avevo voglia di chiacchierare ma per il quieto vivere della casa lo avrei fatto, soprattutto visto che mamma sembrava esser tranquilla.

-Magari puoi tornarci nei prossimi giorni – disse sorprendendomi tanto che non riuscì a trattenermi dall’inarcare un sopracciglio.

-Ti ho chiesto di tornare perché ero preoccupata, è arrivata la notizia di un grosso scontro in Norvegia e il pensiero che non fossi qui con me al sicuro mi ha mandata nel panico – spiegò con voce tremante, come se bastasse il solo pensiero a terrorizzarla.

-Oh… ma sono sicura che l’esercito abbia la situazione sotto controllo – la rassicurai, rimanendo vittima di quel senso di colpa che m’impediva di prendere una valigia e andarmene da casa.

-Ma certo, guarda tu stessa! – esclamò eccitata levando il muto al televisore, rendendo vano il mio tentativo d’ignorare le immagini in loop.

In sovraimpressione spiccava il titolo a chiare lettere rosse:

SCONTRO A TRONDHEIMSFJORD: VITTORIA ALL’UMANITÀ

La voce della giornalista divenne un suono incostante, ero paralizzata, l’unica cosa che il mio cervello riusciva ad assimilare erano le immagini che mi scorrevano davanti agli occhi.

Un gigante dall’espressione confusa emerge dal fiordo di Trondheimsfjord. L’intervento dell’esercito norvegese è immediato.

come da protocollo internazionale l’operazione puntava al rallentamento della creatura

 Gli elicotteri sparano creando un diversivo dall’alto. Le truppe di terra puntano a gambizzare la creatura e a immobilizzarla.

Zoom sulla creatura che cade in ginocchio, sradica un albero e lo usa per spazzare il cielo. Gli elicotteri cadono come mosche. L’esercito di terra spara un missile contro la spalla del gigante facendolo crollare sulla costa vicina. Il gigante grida.

solo a questo punto il nemico ha mostrato le sue carte

 Focus sui soldati a terra intenti a caricare le macchine lancia cavi per immobilizzare la creatura.

Una freccia si pianta con precisione chirurgica nella gola di un saldato. Rantola, crolla a terra e una pioggia di dardi comincia a tartassare le truppe di terra.

Inquadrano il soldato, sputa sangue e ansima disperato finché un’altra freccia non gli trapassa l’occhio uccidendolo.

L’inquadratura cambia all’improvviso, primo piano dei boschi circostanti da cui si riversano un centinaio di driadi ed elfi. Si gettano sui soldati a sangue freddo, ignorano i proiettili deviati dai loro scudi magici.

ma non ci hanno trovato impreparati

 Appare una camionetta delle Forze Unite, vi escono dieci ragazzi in uniforme nera apparentemente senza armi.

Sono arrivati gli Hopers.

La telecamera non li molla, si focalizza sui salvatori dell’umanità, coscritti perché nelle loro vene scorre la magia come in quelle del nemico.

Dal fiordo si elevano colonne d’acqua che vanno ad imprigionare e annegare il gigante.

Il vento si alza rendendo inutili le frecce e risollevando gli aerei.

Le radici bucano il terreno e attaccano le creature che sino a pochi secondi prima le consideravano alleate.

Due ragazzi evocano un tornado di fuoco che divora tutto ciò che incontra, risparmiando solo le forze umane.

Tornai in me solo quando mandarono in onda l’intervista pro-arruolamento agli Hopers.

-Sai, potresti essere una di loro – esordì mia madre guardandomi con gli occhi pieni d’orgoglio e speranza decisamente mal risposta.

-Domani vado in Università, ho un recupero – tagliai corto.

Prima che potesse anche solo pensare cosa rispondere, mi chiusi in camera e lasciai libere le ombre.

Con cosa andrà in Università Monrith il giorno dopo?

  • Si farà dare un passaggio da una sua compagna (54%)
    54
  • Userà i mezzi pubblici (31%)
    31
  • Andrà in macchina (15%)
    15
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100 Commenti

  • Secondo me vorrebbe partire subito, ma io sono curioso di questi luoghi, quindi la facciamo riposare per una sera 🙂

    Ottimo lo spaccato familiare: ora ne sappiamo qualcosa di più, anche se ancora non ho capito il ruolo del padre in tutta questa storia eccetto che lui voleva bene a Monrith a differenza della madre che, a quanto sembra, sia più interessata ai suoi poteri che alla figlia.

    Ciao 🙂

  • Un altro bellissimo capitolo la tua storia mi piace sempre di più, la citazione a terminator non è solo simpatica oltre che ben inserita, ma ha reso questo urban fantasy molto piu reale.
    Voto per il salto in avanti facciamo correre questa storia.
    ti segnalo un paragrafo che mi ha fatto storcere un po’ il naso:
    “-Sono Ruth Laviani, posso percepire le emozioni e i pensieri delle persone.

    Prima che tu lo dica: no, non ti sono entrata nella testa, eri così terrorizzata che era come se stessi urlando – mi anticipò facendomi mordere la lingua – io e altri ragazzi giriamo per le città cercando quelli come noi, per salvargli il culo quando vengono beccati e nel caso farli unire alla famiglia.” qui il dialog tag si poteva evitare in modo da non spezzare la frase di ruth e i due punti nei dialoghi non si usano, se una persona ti deve spiegare qualcosa te lo dice.
    Io da dilettante allo sbaraglio quale sono avrei fatto così:
    -Sono Ruth Laviani, posso percepire le emozioni e i pensieri delle persone e prima che tu lo dica no non ti sono entrata nella testa, eri così terrorizzata che era come se stessi urlando. Io e altri ragazzi giriamo per le città cercando quelli come noi, per salvargli il culo quando vengono beccati e nel caso farli unire alla famiglia.
    Così mi sembra un po’ più naturale.

    • Ciao!
      Sono contenta che la storia ti stia piacendo! Per ora sta vincendo il salto indietro ma dopo di che si partirà in quarta.
      Grazie per il consiglio! I due punti non avrei dovuto metterli in effetti e per il “taglio ” in effetti senza scorre meglio, ma ho deciso di farlo per inserire anche una reazione di Monrith, per far capire ancora qualcosa del suo modo di fare/carattere.
      Grazie ancora per essere passato e al prossimo capitolo! :3

  • Ciao Sagiwi!
    Sono tornato dopo una piccola assenza e ho recuperato i capitoli che mi mancavano. La storia entra nel vivo e il mondo che hai costruito è vivo e credibile. La scrittura e scorrevole e chiara, senza troppi virtuosismi. Sotto l’aspetto narrativo, ora sono curioso sia di scoprire qualcosa sul padre, ma vorrei che scegliessi tu in quale situazione raccontarci di lui. Per ora mi incuriosisce questa sorta di gruppo di resistenza, e voglio proprio vedere chi sono, che poteri hanno e come sono organizzati. In ogni caso voto per ripartire da qui. Complimenti in ogni caso, e ciao.

    • Ciao, ben tornato!
      Sono davvero felice che la storia ti piaccia sotto tutti i punti di vista, per ora sembra star vincendo il salto indietro quindi potresti venir accontentato sul fatto di scoprire qualcosa del padre.
      Grazie per aver recuperato e letto tutto, al prossimo capitolo!

  • Ciao Sagiwi!

    Ti mando un abbraccio virtuale per la bellissima citazione a Terminator <3

    Devo dire che sta facendo un ottimo lavoro di worldbuilding perché non è semplice utilizzare locaità nostrane e ficcarci dentro bene il fantasy come fai tu. Questo modo che hai di gestire l'urban mi piace molto e credo che funzioni bene perché riesce nella difficile impresa di risultare credibile.

    Ho idea che tutto questo conflitto a livello di sfera famigliare sfocerà in qualcosa di grosso. Monrith è nel momento in cui sente davvero il peso della madre, quindi in futuro, mi aspetterei che a loro succeda qualcosa… Monrith vuole andare via, certo. Vuole essere libera, ovvio. Ma già gli Hopers hanno spiegato di essere una sorta di seconda famiglia… Quindi mi incurioisce molto l'idea di vedere come queste due realtà collideranno, ad un certo punto.

    Brava come al solito!

    Alla prossima!

    • Ciao!
      Sono felice che tu abbia apprezzato la citazione, un po’ di vecchia scuola ci sta sempre bene eh eh
      Sono davvero contenta di star riuscendo a rendere bene l’idea di urban fantasy, non ne ho mai trovato uno che mi soddisfacesse e ho pensato di creare un mondo molto più “normale” in cui gli elementi fantasy vi si fondano senza esservi inseriti a forza. Spero di riuscire a renderlo bene anche quando uscirò dalla zona di comfort delle città.

      Puoi star certo che le varie realtà in cui potrebbe vivere Monrith si scontreranno e, a seconda di come andrà la storia, potrebbe succedere anche molto presto.

      Grazie mille per tutto e per essere passato! :3

  • L’Irlanda è bellissima…..e immaginarla neutrale…ci sta…mi piace l’idea…. sarebbe bello sapere che Monrith ha lasciato un ricordino alla madre….prima di andar via…tipo una cancellazione totale e definitiva della sua esistenza dalla testa di quella stronza…ma vabbè….magari…. XDXDXD
    Mi piace…e sono curiosa di conoscere meglio Ruth ed il resto della famiglia…

  • La situazione si complica e diventa più pericolosa.
    La nostra protagonista si è presa paura ed è meglio che stia lontana dall’F.U. e da altri simpatici militari. Chissà cosa accadrà nel prossimo capitolo? ;P
    Sicuramente la storia racconta molto bene una vita quotidiana turbata dagli eventi di una guerra “lontana”, eppure possibilmente molto vicina.

  • Non puoi capire l’onda anomala di feels e ricordi che mi ha suscitato questo capitolo: solidarietà tra amiche, università dove succede di tutto, forze armate più belligeranti del solito, tattica del terrore,resistenza silenziosa… E gli immancabili allupati di Ingegneria che cercano di cuccare in prossimità delle macchinette. Bello, anzi: belìn!!!

  • Ciao Sagiwi!

    La tua storia mi sta piacendo davvero un sacco! F.U, gente con saette ricamate sulle divise. Super poteri. Inoltre, ci sono certe vibes alla Life Is Strange che mi piacciono un casino! Brava davvero! 🤩

    Allura… Secondo me deve resistere ancora pochi istanti; consegna i documenti e si toglie di torno il prima possibile. Anche perché, mi sembra che Monrith sia sul punto di esplodere…

  • È nel panico: creerà un diversivo mentre fingerà di cercare i documenti!

    Questo capitolo è assolutamente fantastico: amicizie, leggerezza, colpo di scena, salita della tensione, finale col botto!
    Interessante la questione della perdita dei poteri che non può avvenire se non sai di averli: quindi uno non può perdere il controllo sict ed impliciter, ma deve sapere di essere “diverso”. Questo mi piace 😀

    Ciao 🙂

  • “Fissai le ombre avvolte intorno al corpo, pronte a proteggermi e creare il luogo sicuro in cui sarebbe stato così facile rifugiarsi.” e sono con te, con la tua protagonista, immediatamente e questo potere… Wow.
    Bello, bello, bello.

    Altro che capitolo di passagio… le cose si fanno veramente, veramente interessanti!
    Io vorrei vederla sul mezzo pubblico!

    Alla prossima 🙂

  • Boom!
    Dopo il primo capitolo in cui ci facevi annusare qualcosa, ecco la bomba che ci esplode in faccia!
    Il capitolo mi è piaciuto veramente tanto, ho votato per l’amica, insomma, abbiamo capito che con la madre non và d’accordo, almeno una migliore amica dovrà avercela…spero!
    Al prossimo capitolo.

  • Ciao Sagiwi, bel capitolo, introduci un mondo in conflitto con le razze classiche del fantasy in un periodo storico moderno, in una guerra che viene combattuta sia con tecnologia che con magia e un possibile destino per la nostra protagonista. Molto efficace mi è piaciuto molto!

  • Avrei detto i mezzi pubblici ma sono curioso di sapere cosa si racconteranno tra di loro 🙂

    Io al posto della madre sarei terrorizzato: terrorizzato da quanto sta succendendo, da quanto stanno mostrando e che potessero circuire la propria figlioletta (che sia un lato oppure l’altro). Con intento opposto l’avrei richiamata a casa 😛

    Le immagini delle morti in primo piano mi lasciano inoltre perplesso: chi ha avuto la possibilità di fare simili zoom in piena battaglia?

    Ciao 🙂

    • Ciao!
      Per le immagini mi sono immaginata le riprese fossero state fatte sia da droni che da telecamere portate addosso ad alcuni soldati, inoltre il servizio non era in diretta quindi ho immaginato un montaggio in cui hanno scelto le immagini più significative :3
      Diciamo che la madre ha le sue ragioni per reagire così, a seconda di come andrà la storia potrebbero vedersi meglio.
      Grazie per aver letto!

  • Bel capitolo! Le tue descrizioni mi piacciono molto! In questo capitolo qualcosa si muove, dopo un primo capitolo tranquillo un pò d’azione non guasta. Mi è piaciuta l’idea di far vedere cosa succede tramite il telegiornale. Io voto per i mezzi pubblici!

  • Ciao, Sagiwi.
    Mi ha incuriosito il titolo di questo capitolo e mi sono fermata a leggere. Da come l’ai descritta e da quel che si vede potrei pensare a una spiaggia pegliese, ma forse sbaglio. 😉
    Trovo il tuo incipit carino e scorrevole; la sabbia di sassi è intesa come tanti sassolini minuscoli, vero? Perché è intuibile ma, dato che prima parli di sabbia umida per la pioggia delle giornate precedenti, potrebbe sembrare un’incongruenza scrivere poi: sabbia di sassi, non è chiarissimo. Sono io che sono tarda, gli altri lettori potrebbero aver capito al volo. 😉
    Ti segnalo anche un refuso nella frase: “Poggia il libro al mio fianco…” manca la “i” a poggiai; e un piccolo errore qui: “Ma non posso risponderle così, per quanto avrei voluto.” immagino sia solo un errore di battitura.
    Bene, la storia sembra interessante, sono curiosa di leggere di più. Mi piace l’idea che la magia possa contaminare una realtà che conosco. Carino anche il nome, strano per il contesto geografico, ma assolutamente in linea con un racconto fantasy. 😉

    Alla prossima!

    p.s. sarà nervosa.

    • Ciao!
      Si, è proprio una spiaggia Pegliese, mi fa piacere che qualcuno l’abbia riconosciuta.
      Per la spiaggia si, intendevo quella di piccoli sassolini, forse avrei potuto usare un altro termine per descriverla quando era umida per rendere il concetto più chiaro.
      Grazie per avermi segnalato i refusi! Purtroppo ne scappa sempre qualcuno, non importa quante volte lo rilegga hahaha
      Grazie per esserti fermata a leggere! :3

  • Come hanno scritto gli altri, il rapporto della protagonista con le sue letture richiama un po’ la storia infinita. Il racconto ha tuttavia una buona personalità, e sia i pensieri quanto le descrizioni dell’ambiente circostante sono efficaci. Interessante il conflitto con la madre. Curioso di vedere l’elemento fantasy in azione. Buon incipit.

  • Ciao Sagiwi!
    Direi che nonostante la bella serata al mare, Monrith ha una bella nuvoletta nera sulla testa, e questo mi piace, perché hai creato un contrasto tra il mondo esterno e il mondo interno della protagonista.
    Al momento non ho ancora intravisto la traccia “fantasy”, ma questo primo capitolo mi sa tanto di rincorsa prima di un salto…

    Io voto per l’autocontrollo!
    Ti seguo!

  • Rassicurante nebbiolina nera??????
    e da quando nebbia e nero sono rassicuranti????
    Ah…onestamente l’inizio e la descrizione del libro che sta leggendo mi ha fatto pensare subito a La Storia Infinita. Ma la ragazza nasconde più di questo.
    La descrizione del mare autunnale è bellissima. Sentivo quasi l’aria salmastra.
    Ti seguo e spero di scoprire i segreti della ragazza!!!!!!!

    • Ora che me lo avete fatto notare, in effetti un po’ l’inizio lo ricorda, ma penso perché in entrambi il “rapimento” nella lettura sia molto forte :3
      Sono contenta che la descrizione ti sia piaciuta e ti abbia presa così tanto!
      Tranquilla, piano piano tutti i segreti verranno svelati 😉

  • Finalmente hai pubblicato e finalmente ho modo e tempo di commentare.
    Che dire, ripeto quello che ho detto prima: il capitolo mi è molto piaciuto, una fotografia in primo piano della protagonista. Per ora i problemi sono lasciati molto sullo sfondo per focalizzarci sui suoi e direi che nel suo caso funziona. A me è piaciuto un sacco e la protagonista sembra già molto ben delineata.
    L’ambientazione moderna è chiaramente poco usata nel genere (anche se un po’ abusata in altri casi) quindi sono curioso di come te la gestirai.
    In bocca al lupo u.u

  • Mi è piaciuto particolarmente il rapporto tra la protagonista e il libro che legge, anche io non riesco a non finite un capitolo prima di chiudere le pagine, la descrizione del mare è molto coinvolgente, la scena mi ha fatto pensare un po’ a Sebastian che legge la storia infinita in quella soffitta.
    Piaciuto molto!

    • Non avevo pensato alla storia infinita, ma in effetti andandomi a rivedere quel pezzo un po’ lo ricorda.
      Sono contenta che ti siano piaciute le descrizioni e c’è molto di personale nel modo in cui Monrith si rapporta con i libri.
      Grazie per aver letto!

  • Mi piacciono molto le descrizioni, mi fanno quasi sembrare di essere li. Ho votato per la seconda opzione, forse perché anche io sono così, spesso quando si è arrabbiati è meglio trattenersi! Comunque ottimo inizio! Non vedo l’ora di leggere il seguito!

  • Mmmh!
    Sono rimasto abbastanza dubbioso, non saprei come definirlo, forse, strano?
    Mi piace tantissimo il tratto descrittivo, è conciso e per niente noioso, questi sono tanti punti a tuo favore, d’altra parte, questo Incipits non mi ha fatto capire granchè su dove andrà a finire, forse suscitare la curiosità dei lettori è una strategia? In tal caso, complimenti, ci sei riuscita in pieno!
    Riguardo la scelta, ho optato per quella che secondo me si adattava di più, in base a quello scritto, quindi nervosa ma si tratterrà, spero ci svelerai il perchè dell’attrito con la madre ed anche la titubanza nel rientrare a casa.

    • Ciao! Grazie per i complimenti e sono davvero contenta che la descrizione ti sia piaciuta. L’idea era proprio quella di creare un’introduzione che attirasse il lettore ma senza dargli troppe informazioni, perciò mi fa davvero molto piacere vedere d’esserci riuscita.
      Posso dirti che nel prossimo capitolo verrai in parte accontentato, si inizierà a capire come mai abbia questo rapporto con la madre ma non sarà l’ultima volta di cui se ne parlerà.

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