Racconti di Zodiac : I Figli del Deserto

Capitolo 1 - Eltaril

Eltaril colpì il manichino con la spada facendo una rapida piroetta e tagliandolo in due. Ansimò fissando il povero fantoccio con indifferenza, ricordando a se stesso di farne uno nuovo entro domani. Quando sentì il caldo sole di Marte colpirgli gli occhi, capì che mezzogiorno era ormai passato e che si era allenato a sufficienza quella mattina. Si scrollò di dosso un po’ della sabbia che la sua pelliccia ambrata aveva attirato e riponendo la spada nella faretra rientrò a palazzo, pregustando un bel bagno.

Come tutti i membri della famiglia reale, anche Eltaril era stato addestrato sin da piccolo all’uso delle armi e della strategia militare e pur avendo un notevole talento, non aveva mai mostrato interessa ad approfondire le sue abilità di combattente e per sua fortuna, essendo solo un principe minore, non era mai stato obbligato a farlo. Se si allenava lo faceva solo per il gusto di colpire qualcosa d’inanimato, necessario a sfogare le pressioni di palazzo, per tenersi in forma o semplicemente per passare il tempo con i suoi compagni che lo prendevano sempre in giro per preferire i libri alla spada, ma si zittivano ogni volta che si offriva di unirsi a loro. Eltaril non aveva ancora capito se la loro intimidazione era dovuta al fatto che fosse il fratello del Re, e per giunta il suo fratello prediletto, o per il fatto che lui era un Sekmir e loro no.

D’altronde i Sekmir, con i loro aspetto felino, la folta chioma che loro chiamavano capelli, la coda e gli occhi penetranti, avevano sempre suscitato una certa riverenza nelle altre razze.

Entrando nelle sue stanze, Eltaril vide la tinozza d’acqua piena e spogliandosi dei suoi abiti d’allenamento fece un profondo sospiro, godendosi l’acqua tiepida. Mentre era intento a lavarsi la chioma castana dai residui di sabbie e sudore, poté sentire fuori dalla finestra gli operai intenti a costruire il tempio di Nomaba, commissionato da suo fratello dieci lune fa. Gli fece tornare in mente quando lui e i suoi fratelli, ancora piccolissimi, erano intenti ad ascoltare i racconti del nonno e di come fu fondata la città di Neorea: furono i maestosi Draghi del Deserto, con la loro abitudine di covare le uova in luoghi umidi e freschi, a far scoprire ai loro antenati la regione di Shauna, la più ricca di fiumi e laghi di tutta Marte, e a dare una nuova casa a coloro che discendevano dal potente Impero del Raesh. Tutti a Neorea conoscevano la storia del Raesh e erano orgogliosi di discendere da quella nobile civiltà, eppure nessuno, neanche il Nonno, aveva mai avuto il coraggio di esplorarlo dopo la Grande Separazione, quando Pangaya fu distrutta e sostituita con i Nove Mondi.

Mentre pensava a tutto questo, Eltaril ripensò anche a  come gli sarebbe piaciuto visitare Raesh nel suo stato attuale e compararlo ai racconti del Nonno e alla città di Neorea, e sapeva che anche al Nonno sarebbe piaciuto, ma morì prima che potesse farlo e d’allora Eltaril non aveva più avuto il tempo per i suoi  sogni infantili; come consigliere del Re Farasif e suoi fratello prediletto  era suo compito stargli accanto e aiutarlo negli affari di corte. Fu in quel momento che sentì bussare alla porta.

“Avanti” disse Eltaril e fece capolino una giovane serva, Sekmir anche lei.

“Mi duole disturbarla durante il bagno, altezza, ma il Re chiede la vostra presenza all’istante. Vi aspetta nella stanza del consiglio” disse la serva. Eltaril sospirò e annuì.

“Digli che lo raggiungerò al più presto” la serve fece un cenno di assenso e se ne andò chiudendo la porta. Eltaril si alzò dalla tinozza e prendendo una lunga vestaglia rossa iniziò a decidere cosa indossare. Conosceva suo fratello e quando richiedeva la presenza alla sala del consiglio la situazione poteva essere più imprevedibile di un Twiller.

Il Re ha richiesto la presenza del Consiglio. Come reagiranno i suoi consiglieri?

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91 Commenti

  • Ciao Francesca. Sono contento di aver ripreso dopo tanto il tuo scritto. Hai una fantasia davvero invidiabile! Ora, lasciando stare il fatto che non sono amante del genere (mi sembra di leggere sempre degli spin-off di Avatar o del Signore degli anelli, e città e nomi mi paiono tutto uscire da una farmacia di Helsinki), la tua capacità di intelaiatura di personaggi e storia e invidiabile. Personalmente, per un racconto strutturato su dieci capitoli non avrei messo così tanti personaggi, in quanto rischia di essere dispersivo; ma se ne farai un romanzo sarà una bimba! Al prosiamo capitolo ?

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