Sciamano

Quelle lenzuola puzzavano

Era proprio quello l’odore. Beh, si: erano pulite. Ma puzzavano.
Come quando le hai tenute troppo tempo nell’armadio. Che schifo.

La faccia premeva sul cuscino. Forse era un po’ troppo duro. Non era quello cui ero abituato.

Il silenzio era forte. Troppo forte. Assordante. Neanche l’ombra della mia vecchia e cara labirintite.

La bocca arida come ogni mattina da un po’ di tempo a questa parte.
Ogni mattina era sempre più difficile svegliarmi ed alzarmi. Avevo perso tutto. Aspettavo solo di morire tra una notte insonne ed una ubriaco.

Ho spostato la mano per accendere la luce ma è caduta su un piano freddo, gelato. Bruciava. Anche nel buio più scuro avresti visto alzarsi il mio sopracciglio e la mia espressione rifletteva chiaramente il mio unico pensiero: “DOVE. CAZZO. SONO?!”

“Ogni volta la stessa storia …”
Una voce fortissima, assordante. Un bisbiglio. Un sibilo di vento. Poi senza poter realizzare neppure cosa stessi pensando, di nuovo:
Beh l’ultima volta mi hai chiamato “stronzo”. Potresti farlo ancora. Vediamo come va a finire quando capisci di nuovo chi sono.“
“Non riesco a muovermi.”
Non puoi. Non senza un corpo, idiota!”
“Chi …? “
Chi sono?! Ma davvero?! Sono te. Sono altro. Son tutto quello che c’e in mezzo. Sono il niente. Sono il vuoto. Sono il nesso. Sono anche stanco di questa pagliacciata. Ogni volta la stessa storia. Che palle.”
“Ma … ?”
No, aspetta aspetta! pronto?! Si sei morto! Uhuuh che storia sconvolgente! Che rivelazione inaspettata! Adesso per favore vogliamo andare avanti?!”
“Non ricordo niente”
Oh guarda un’altra rivelazione sconcertante! Chi l’avrebbe mai detto?! Vuoi fare qualcosa di costruttivo?! PENSA!”

Non era solo la soluzione. Era un consiglio. Un ordine. Una Preghiera. Un mantra.
Ho pensato che volevo muovermi. Che volevo avere ancora un corpo. Ecco che oltre la faccia con il sopracciglio ancora alzato, fino alla mano che cercava invano la luce sul comodino per poi scendere fino ai piedi con tanto di dolorante unghia pestata contro il piede del letto, il resto del corpo ha preso forma. Nudo. Al freddo. Su una superficie talmente gelida da bruciare.
“Hai freddo?! PENSA!”

Una volta capito il trucchetto tutto è diventato fin troppo facile.
Ma solo adesso capisco quanto fosse pericoloso. Bastava pensare ed in un attimo i pensieri si facevano realtà. Anche i più assurdi o pericolosi. Distrazione: un lusso che imparai di non potermi permettere.
“Concentrati. Idiota.”

Dopo un qualche tentativo avevo addosso un paio di vestiti ed ero in una stanza con una luce diffusa il tanto da non accecare ma al contempo forte per vedere chiaramente le poche cose prendere forma davanti a me.
“Abbiamo tutto il tempo che vuoi. Ma allo stesso tempo ricordati che hai fretta.”
Direi che prima vorrei prendermi un caffè.
“Lo puoi prendere direttamente in Biblioteca, fidati. Andiamo! PENSA.”

Di colpo, un fondersi di scena e colori. Accompagnato da un piacevole odore di legno lustrato. Degli ordinatissimi scaffali color mogano, stracolmi di libri. Poi l’odore della carta. Infine la luce che filtrava dalla volta di vetro e finestre laterali.  Enorme, sconfinata, infinita in lunghezza eppure quasi identica alla Public Library di Adelaide, a me molto cara. Non so manco perché: io non ci sono mai stato. Guardavo dal piano di mezzo, sotto di me, ombre senza un nitido contorno sfrecciare. Qualcuna, sempre diversa, di tanto in tanto faceva una piccola pausa, per salutare al volo. Non mi son mai sentito così lento. Non ho fatto in tempo mai a ricambiare il saluto. 

“Forse dovresti leggere IL libro. Di nuovo.”
“No, prima son sicuro di volere …” ed una tazza calda mi appare in mano senza neanche aver finito la frase. Dietro di me a seguire una poltrona ed un tavolino su cui poggia un libro spesso quanto un quaderno e dalla buffa copertina con una scimmia spelacchiata.
“Se hai bisogno di una guida basta chiedere al bibliotecario.”

Dalle ombre che sfrecciano attorno una arriva a pochi centimetri da me. Prende forma un uomo distinto, una barba folta ma molto ordinata, una coda per tenere i capelli. Un paio di occhiali con montatura di pasta per tenere su due lenti degne del fondo delle migliori bottiglie del latte. Una faccia leggermente familiare e rassicurante: un misto tra il Babbo Natale della coca cola, un guru dei computer ed un rocker dei migliori anni ‘70.
“HA! Un universo ed un mondo  interessanti quello dove ti sei andato a cacciare. Non so cosa tu avessi in mente quando l’hai scelto ma forse ha funzionato: Abbiamo recuperato almeno tre interi settori della libreria! Gli altri sciamani erano in estasi! Quel tuo quadernino e’ diventato così grande ed in così poco tempo da riempire un intero scaffale da solo. Hanno dovuto aprire un wormholes bruciando due stelle nane bianche prima di riuscire a ridare un senso a quell’esplosione di fogli. Cose di questo tipo non si vedevano dai tempi del tuo amico Hammurabi! Una vera leggenda degna della biblioteca di Alessandria e delle sue storie dei mondi!”

Mi siedo e poggio il caffè sul tavolino.

Cosa preferisci che accada?

  • Parlo con il bibliotecario e leggo il libro. (53%)
    53
  • Un cambio di scena completo (ma pertinente alla storia!) (33%)
    33
  • Mi metto la faccia tra le mani e grido disperato! (13%)
    13
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49 Commenti

  • è strano che dopo un primo capitolo così caotico e confuso, all’improvviso, le cose si facciano molto più chiare. Sono sinceramente… scombussolato da questa piega degli eventi, ma anche molto intrigato.
    Molte cose confuse ancora, come il misterioso figlio mezzelfo(?) e la nebbia della biblioteca, ma mi intriga l’idea che ognuno abbia il suo “libro personale” e che solo tu puoi leggerlo. Aggiunge pepe alla storia e sicuramente se fossi lì, la curiosità , mi farebbe uccidere. ;P
    Ancora non capisco, tuttavia, dove vuole andare a parare la storia. Sembra quasi che non abbia ancora una direzione precisa, anche se la cosa sembra voluta. La curiosità è tanta quindi aspetto con trepidazione il prossimo capitolo.

  • Dopo la grande confusione dell’Incipit, qui c’è tanto, tanto ordine. Alcuni si saranno presi per strada o si sentono smarriti, ma a me tutto sembra molto ordinato.
    Che dire… Comincerei dal fatto che questo tuo secondo capitolo è decisamente più focalizzato e meglio scritto rispetto al primo. Ergo, sei cresciuto di tenore, hai espanso e contratto il tuo universo narrativo come nasce e muore una stella.
    La Biblioteca di Alessandria e le innumerevoli citazioni che ci hai ficcato dentro mi hanno fatto riassaporare il gusto di Ready Player One.
    Quanto all’ambientazione, sono convinto che oltre a The Magician (di cui ci sono sicuramente tracce), dovresti recuperare, se non lo conosci, FABLES , capolavoro scritto da Bill Willingham. Leo mi ha ricordato il bibliotecario di Favolandia, Bufkin (una scimmia volante).
    Complimenti.
    Sono sempre più curioso

    • Cercherò di colmare le mie lacune anche con Fables. Sto provvedendo con the Magicians (le serie da un paio di giorni…) e son parecchio colpito da alcune coincidenze (piccolezze e dettagli che ho deciso di mantenere ma per non far spoiler mi limiterò a segnalarle nel caso non le dovreste “sgamare”)

      Son contento che il capitolo ti piaccia, si le cose stanno prendendo forma ed ordine, come quando uno ha finalmente bevuto il suo caffè la mattina!

  • Penso che questo stile “confuso” sia perfetto per descrivere come si sente il protagonista, con informazioni che arrivano da tutte le parti e la mente che riesce a malapena ad assimilarne la metà.
    L’idea del mezz’elfo è stata fantastica! E ho adorato tutte le citazioni che hai inserito.
    Io ho votato per un po’ di storia su Cloe e il protagonista, ma in ogni caso sono molto curiosa di vedere come proseguirà!

  • Sempre interessante, un pò confusionario, ma in senso buono,; credo sia una confuzione “mentale” del protagonista che si ritrova sparato a 200 all’ora, mentre lui ancora segue il limite dei 30…
    Fantastico il mezzo elfo e tantissime citazioni tra i personaggi, continua su questa strada.

  • Ciao Alberto!
    Sensazioni a go-go, racconto per tutti e cinque i sensi, forse anche tattile. Ritmo come se piovesse, frasi di indubbio fascino sul ruolo della biblioteca, del libro, sugli effetti della lettura. Beh, sei proprio bravo ad evocare questo ed anche altro. Un po’ di follia e sense of humor, che non guasta mai, il ristorante “Tiri vispi” 😁. Direi che vedo qualche pacco di validi motivi per seguire e vedere come dipani la mitica matassa…
    Voto per le ragioni dello sciamanesimo e resto in attesa del prossimo.
    Ciao!

  • Voto “perché son diventato sciamano” perché 10 capitoli sono troppo pochi per narrare tutto, anche se un passaggio tra Cloe e lui mi sarebbe piaciuto.

    Ti faccio che nell’ultima frase (quella che inizia con “Io?!”) non si riesce a capire chi sta parlando.

    Ciao 🙂

  • Ciao! Racconto interessante, che mi ha lasciata un po’ confusa – esattamente come immagino sia confuso il protagonista, almeno in un primo momento. Nonostante alcune piccole imperfezioni mi piace il tuo modo di scrivere: trovo che i periodi corti si adattino bene ai contenuti narrati.

    Per quanto riguarda la prossima puntata, io voto per leggere il libro e parlare con il bibliotecario, per mantenere un po’ di linearità in una narrazione che altrimenti rischierebbe di “sbattacchiare” troppo il lettore.

  • WoW…ok…il mio commento è solo…WoW
    All’inizio proprio non capisco niente, poi cerco di analizzare la situazione, poi cerco di dare un senso. Alla fine mi rendo conto che sono come il protagonista! Mi sento lui, io non capisco…ovvio! neanche lui capisce quindi come può dare una spiegazione?

    Fantastico, mi hai preso di brutto ed adesso voglio sapere tutto!

  • Ottimo inizio, un pò disorientante ma molto ben scritto. La voce fuori campo mi attira parecchio! Ho scelto la prima opzione perché voglio sapere di più del libro! E di Hammurabi e di come è legato alla faccenda!

  • Proprio il tipo di racconto che mi piace, secondo me mischiare fantasia e realtà funziona sempre, ho scelto parla col bibliotecario nella speranza di avere più contesto nel prossimo capitolo e poter delineare un meglio la situazione

  • Un cambio di scena completo (ma pertinente alla storia!) in modo da aumentare la confusione prima di riannodare i fili 🙂

    Incipit decisamente interessante. Non si capisce niente e ti fa venire il curioso. Solo una domanda: quello che parla è il bibliotecario, giusto? E la voce iniziale ed il bibliotecario sono la stessa… ehm… persona?

    Ciao 🙂

    • Per ora c’e’ un pareggio tra le due opzioni ed io non ho ancora votato.
      Il cambio di scena porterà (perché quella scena prima o poi arriverà lo stesso) di fatto altri elementi quindi si: altri capi da saldare in futuro.
      Il bibliotecario e “la voce un pelino insofferente” son due personaggi diversi.

  • In alcuni punti mi sono sentito leggermente spaesato, ma per il resto il racconto sembra interessante e sono curioso di capire come funziona questo potere legato all’immaginazione.
    Di certo il nostro nuovo arrivato parla di cose MOLTO grandi e si direbbe che il potere di cui sta’ parlando si eleva molto al di sopra della normale magia a cui siamo abituati. Quindi ora sono curioso di scoprire quali sono i limiti di questo potere e, possibilmente, vedere altri cambi di scena.
    Vediamo come va avanti

  • Ciao, benvenuto. Incipit interessante per le tante porte che potrebbe aprire, anche io sono per il cambio di rotta perché la storia potrebbe dilatarsi e respirare arie nuove senza tradire l’aria di magia e di mistero. Hai sottolineato il malessere dell’uomo ricorrendo spesso all’ossimoro e a una punteggiatura ricca di punti esclamativi e interrogativi. questo mi accende una visione un poco da fumetto colto che usa il tratto grafico per sottolineare i passaggi. Adesso dipende da come la storia evolverà e forse le mie impressioni saranno spazzate via, fai tu, ti seguo. ciao 🙂

  • Ho trovato il racconto molto scorrevole e, per quanto in alcuni punti mi sentissi leggermente spaesata, sono rimasta coinvolta dalla storia e con la testa piena di interrogativi.
    Non vedo l’ora di scoprire qualcosa in più nei prossimi capitoli! Sia sul suo potere, che sulla sua vita e sul mondo in cui si trova.

  • Interessante, strano e penso volutamente un pò confusionario (per il protagonista, non per noi).
    Voto per la disprazione, troppe cose da capire (o ri-capire?), io probabilmente farei così, urlerei a squarciagola, ma solo per svuotare la testa dai pensieri e dalle emozioni, per poi riuscire ad agire con più lucidità, vedremo cosa ci aspetta.

  • Scelgo il cambio di scena pertinente alla storia perché a questo punto mi spiacerebbe capire come funziona esattamente il potere. Il bibliotecario ha appena nominato wormholes, nane bianche e Hammurabi e quindi mi piacerebbe scoprire come reagisce la sua mente/immaginazione evocativa quando gli raccontano qualcosa!
    Ti seguo!

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