Sciamano

Dove eravamo rimasti?

Con chi continua la storia. Con chi iniziamo il prossimo capitolo? Lo sciamano (67%)

Un pesce fuor d’acqua!

In caduta libera accelero risucchiato dalla gravità del buco nero supermassiccio alle mie spalle e l’unica cosa che posso fare è osservare Leo contorcersi di dolore, mentre la fine linea che lo divide a metà si incendia di un fortissimo blu elettrico. Lo sento imprecare e recitare delle formule con la sua solita incredibile precisione. I suoi contorni si fanno meno definiti. La sua mano umana si allunga verso di me come per chiedere aiuto, la mano elfica mi deride con un gestaccio. La sua figura si distorce e svanisce implodendo, lasciando ai miei occhi un senso di vuoto ancora maggiore dello spazio nero e solitario che mi circonda.

Di colpo una botta, non troppo violenta, all’altezza dei reni, mi ricorda dove sono. Non è un ammasso supermassiccio qualsiasi ma il passaggio, che conosco fin troppo bene, verso una terra ormai a me ostile. Attorno a noi solo detriti e gas incandescenti destinati ad alimentare il mostro nero alle mie spalle che ruggisce rabbioso quanto Leo.

Non son sicuro di voler tornare a vivere. Non ora. Perché dovrei volerci provare di nuovo?! Ho già fallito troppe volte. 

Un altro frammento mi colpisce più violentemente la testa: è ora di concentrarsi per diventare incorporeo. Da quando ho letto il mio libro ricordo tutte le formule. 

I frammenti si fanno più densi e veloci mentre entro nel disco di accrescimento. Mi attraversano perché esisto su una fase della materia differente ormai. Sento solo la ferita alla spalla bruciare, la osservo. Sembra sporca. Ho mal di testa.

Dopo esser morto la prima volta mi aveva affascinato a lungo come l’arte della magia degli sciamani fosse un miscuglio di scienza e sensazioni, di idee melliflue che inseguono una maniera di vivere la realtà fisica. Dopo qualche centinaio di quelli che potresti considerare anni, avevo strappato alla natura del cosmo un piccolo segreto. L’avevo condiviso con pochissime persone che studiavano con me il fenomeno e che inseguono il mio stesso scopo. O almeno lo inseguivano. Cazzo che mal di testa.

Conosco la formula. Mi giro per guardare in faccia quella magnifica bestia divoratrice per attraversare il passaggio quando una voce balbetta: “V-v-v-vie-v-vieni q-qua I-i-imb-imbecille”.

So esattamente cosa devo fare: me l’ha detto Cloe poco fa. Vado.

La stanza era piena di fumo di sigaretta, proprio come quando da ragazzini passavamo ore a scrivere canzoni con uno dei miei più cari amici. Una figura dagli arti sproporzionati sta seduta di spalle e guarda sullo schermo del monitor le tracce di una registrazione. Una canzone, suppongo.
Si girà ma no, non è “Mitch”. Non è Giovanni.

“Sono M-mh-mhm-Mercurio” mi anticipa. Si avvicina zoppicando al piano ed inizia suonare.
Tutti i nostri strumenti sono intorno a noi. Il mio basso storico, il clarinetto, gli altri bassi e le chitarre.
Su quattro accordi inizia a cantare con una voce precisa ed intonata. Improvvisa: 

“Scusa se canto ma almeno ci risparmiamo il balbettìo.
Ci siamo già visti altre volte.
Ma questa è la prima volta in cui ci siamo visti secondo la percezione che hai avuto del tempo finora.
Un giorno mi racconterai che oggi hai capito
che questo è solo un modo come un altro
per accarezzare la vera natura del multiverso.
Che uno spartito ha senso quanto un intero scaffale della Libreria.
Che il tempo ha senso solo quando lo vivi.
Quando marchi ogni scelta.
Che poi porta ad un universo alternativo.
Le scelte sono infinite e lo sono gli universi.
Mi dirai che te l’ho detto. Che questo è barare!
Esiste un universo dove tu stai già vivendo la vita che vuoi.
Per trovarlo devi imparare a suonare.
Non imparerai nè oggi nè domani nè tra qualche migliaio di anni.
Ma forse ieri sapevi già tutto quello di cui avevi bisogno.”

Lo osservo … (F4) basito mentre canta, ed un occhio di bue che lo illumina tra la nebbia del fumo di sigaretta diffumina i contorni deformi, in una scena tra il noir, il comico e l’assurdo. “Smarmella” penso. E la scena si illumina con il format cromatico preferito di Boris.

Mercurio è un collage cucito alla bella meglio. Una sorta di coperta patchwork di parti di corpi. Completamente sproporzionato. Un braccio sinistro enorme tozzo e peloso, cucito ad un torso magro rachitico, con una mano femminile di una certa età, che snella ed agile fa vibrare i bassi del piano. Il braccio sinistro magro ma muscoloso, multi-colore, lungo, con dita provenienti da mani palesemente diverse, accompagna ogni sillaba con una nota differente su una melodia ovvia e scontata quanto perfettamente adeguata. 

Tutti i pezzi tenuti insieme da delle venature di luce simili a quella che divide in due Leo.
Lo guardo negli occhi. 

“Sono un insieme di pezzi di Golem diversi.
Un misto di coscienze che ogni lembo che mi compone si porta dietro.
Sono un’entità unica e differente.
Son un insieme che collabora per esser il più completo possibile.
Mi avete assemblato in un futuro che ancora non hai vissuto” 

“Che cagna!” esclamo quando riconosco gli occhi di Renè!

Ridiamo.
Ho mal di testa. Una fitta alla spalla.
Poi un boato.

Preferiresti:

  • Padre Desmond ... "La sete." (23%)
    23
  • Sciamano ... "Un deficiente patentato." (62%)
    62
  • Leo ... in "Un mezzelfo in difficoltà.." (15%)
    15
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168 Commenti

  • Ciao Alberto,
    non voglio veder chiudere nessuna linea di pensiero…ho votato per la psichedelia ad oltranza.
    Leggere questa storia è stato un bello sforzo…ma anche scriverla non deve essere stato affatto uno scherzo…quindi chiuderla come una storia qualsiasi mi sembra un po uno spreco, tante linee in movimento che non possono semplicemente essere interrotte. Ti aspetta un bel lavorone…
    ..e io aspetto il prossimo.
    ePP

    • In questo caso in particolare come voce narrante mi potrei “immondamente” con una qualsiasi delle vostre scelte… Il personaggio di Leo potrebbe sicuramente essere intrigante e fondamentalmente è quello di cui sapete meno ora come ora. con gli altri lo Sciamano ci ha già parlato bene o male.

  • Da quanto!
    Aspettavo da parecchio questo capitolo… e i pensieri, in vista dell’imminente finale, si fanno più contorti, un po’ “Cripitici” (proprio come ho detto in video).
    Non so cosa aspettarmi dal finale…
    Colgo l’occasione per scusarmi per la pronuncia di Orsomth, ma adesso mi toccherà sempre leggerlo Orsmith! Il danno è fatto!

    Aspetto il prossimo!

    • In primis: Grazie di esser tornato e del tempo dedicato sul tuo canale!

      In questo capitolo, scritto molto di impulso, lo ammetto, ho voluto mettere deliberatamente un po’ di storia, un po’ di Desmond (riflesso di un qualcosa ben peggiore), un po’ dello Sciamano che cercava di riordinare le sue idee dopo esser stato tentato di abbandonare …

      Po… bhei son quasi sicuro che il padre stesso di Orsomth lo pronunci esattamente come hai fatto tu 😉

      Il prossimo arriverà presto. Voglio solo capire che voce narrante usare.

  • Ciao Alberto.
    Ho votato per Leo, più che altro perché mi è parso tu voglia spingere il lettore verso quella direzione – citandolo più volte verso la fine di questo capitolo – e non ho nessun motivo per oppormi al tuo messaggio subliminale.
    Anche perché, ti confesso – così come scritto anche da Red – che ho perso il filo della storia e non vorrei fare un scelta ancor più incoerente di quella che probabilmente ho già mosso.
    Effettivamente è passato un po’ di tempo dall’ultimo capitolo e non ho materialmente – mea culpa – il tempo per riprendere tutti gli altri capitoli.
    Immagino sia il medesimo problema di chi affronta il mio scritto – ho buttato giù un capitolo al mese! – per cui non te ne faccio minimante una colpa.
    Alberto, scrivi bene, intendiamoci. Davvero bene.
    Buon proseguo, e alla prossima 😉

    • Forse troppe cose in un capitolo…
      Un piccolo pezzo di storia di una “codina diabolica” che sembra piacere;
      Un po’ della fine annunciata di Desmond;
      Un po’ di Sciamano che cerca di riordinare le sue idee;

      Ma volevo “ricapitolare” un attimo prima di iniziare la conclusione.
      Il nono capitolo probabilmente sarà più ordinato.
      Sarà una storia, un pezzo della storia, raccontata daaaa,,,

      … vedremo da chi. Boh!

  • Ciao Alberto!

    Io voto affinché Desmond cerchi di lottare approfittando della confusione temporanea.

    Anche se sostengono che sia un golem, un’immagine dello sciamano, una proiezione è comunque una frammento che ha una sua volontà e anche se è un entità empia e “infestante” dello sciamano, secondo me tenterà di sopravvivere perché NIENTE e NESSUNO ci sta a dissolversi nel nulla…

    • Se’ … MAster, mi ero perso il suo commento. Desmond ci ha provato. Ha fallito miseramente.
      Al resto non è il caso che risponda in questa sede per non fare spoiler… Scusa ma ho perso un botto di notifiche e questo messaggio è di una vita fa!

  • Cercar di lottare approfittando della confusione temporanea. Mi sembra da Desmond!

    Non mi aspettavo la comparsa di questa figura demonica. Sarà viva? Uno Sciamano? O scopriremo che è anche lei un Golem? Forse un “sistema di sicurezza” della Biblioteca per quando qualche Golem dà di matto? Od ancora qualcosa d’altro?
    E che cosa sta succedendo?
    Aaaah! Voglio leggere il seguito! ^_^

    Ciao 🙂

  • Svanire, morire, dissolversi.
    Perdonami, ma Desmond mi sta un po’ sul ca***.
    Che dire, il capitolo è bello, però mi sembra che tu lo abbia scritto con grosse difficoltà, non è fluibile come i precedenti, si intravede che ti sei dovuto sforzare molto per scriverlo, forse dovuto alla scelta che non ti era proprio congeniale?
    Chissà, magari è solo una mia impressione, in ogni caso, attendo il prossimo!

    • Ciao Pie’!!

      In verità ho faticato molto per scriverlo “bene” tanto che alla fine làho riscritto da zero.proprio per evitare cio che dici.
      Quello che si ho dovuto fare invece è stato falciare circa 3500 caratteri con la massima attenzione a non tagliar fuori parti e dettagli importanti per la storia….

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