La festa

Usciamo?

Simon faceva fatica a vivere nel “mondo post-pandemia”, come lo chiamavano tutti, anche se ormai non c’era più nulla di cui spaventarsi. La sua ansia sociale era peggiorata durante quella crisi mondiale, anche se all’inizio gli sembrava di vivere in un sogno; poteva stare a casa tutto il tempo che voleva e nessuno poteva dirgli nulla. Adesso però tutto era tornato come prima, incluse le uscite dopo il lavoro e quello che Simon aveva sempre temuto, da tutta la vita: le feste di compleanno. Il suo atteggiamento solitario l’aveva sempre tenuto lontano da eventi sociali del genere, ma a quasi trent’anni si rendeva conto di doversi sforzare ad essere più amichevole e meno bizzarro.

Mentre si preparava per la sua prima festa dopo tantissimo tempo, non faceva altro che ripetersi che stare in mezzo alla gente gli avrebbe fatto bene; la sua immagine riflessa nello specchio della camera da letto, però, non era d’accordo. Le spalle ricurve e il corpo snello lo facevano sembrare uno stuzzicadenti pronto a spezzarsi; gli occhiali dalla montatura spessa, poi, gli coprivano i lineamenti delicati del viso. Provò a raddrizzarsi e si tolse gli occhiali: spostò dalla fronte i capelli leggermente arruffati e i suoi occhi blu brillarono come due piccole pietre preziose. “Ok, ci provo”, pensò tra sé. E uscì di casa, prima di cambiare definitivamente idea.  

Quelle strade sembravano tutte maledettamente identiche: antichi portoni a destra e sinistra, auto parcheggiate da un lato e marciapiedi stretti dove a stento si poteva camminare. Simon girava e girava per quei vicoli da quasi mezz’ora, maledicendo sé stesso e quella città. «Ma com’è possibile che sia tutto identico qui?!» esclamò, mentre svoltava l’ennesimo angolo. «Lo sapevo che non avrei mai dovuto accettare quello stupido invito» disse ancora a sé stesso. «Finalmente ti ho trovato!» esclamò all’improvviso, osservando il portone numero 54.

La musica si sentiva già dalle scale e il battito del suo cuore martellava nelle sue orecchie a ogni passo. Suonò il campanello dell’appartamento ma nessuno veniva ad aprire; suonò ancora, ma nulla. “E ora che faccio?”, si chiese, rimanendo impalato davanti la porta. Dopo qualche minuto di indecisione, quando stava per suonare per una terza volta, si accorse che in realtà la porta era aperta. Si decise ad entrare, e cercando di sorridere senza sembrare troppo impacciato, si ritrovò in un ambiente a lui completamente estraneo: c’erano almeno cinquanta persone che chiacchieravano tranquille in piccoli gruppi, ognuno con un cocktail in mano e vestiti di tutto punto. 

«Oh eccoti finalmente!» sentì una voce femminile avvicinarsi minacciosamente da dietro. Laura era bellissima: indossava un vestito rosso aderente di pizzo e un paio di scarpe con il tacco color oro. Lì per lì Simon rimase imbambolato a osservarla, quando notò un minuscolo cambiamento nel suo volto, quello che notava ogni volta che qualcuno voleva provare a parlare con lui e lui non rispondeva. Si riprese immediatamente e la salutò con un sorriso. «Sei splendida» le disse. «Anche tu non sei niente male, stasera», gli sorrise Laura, «Andiamo a prendere da bere!». Gli afferrò la mano e lo trascinò verso un’area del grande salotto che era stata allestita a open bar. Simon si avvicinò timidamente e ordinò un gin tonic per la sua amica e una birra per lui. «Laura!», esclamò qualcuno mentre Simon aspettava i due cocktail, «Oh, ehi!» rispose Laura, allontanandosi. Simon rimase impalato davanti al bar, con i drink in mano e incerto sul da farsi. Odiava quelle situazioni, ma quando Laura l’aveva invitato alla sua festa di compleanno non aveva potuto rifiutare. Fece un profondo respiro e si avvicinò al gruppo di ragazzi con cui stava parlando la sua amica. «Ecco a te» le disse spuntandole alle spalle. «Grazie! Sei un tesoro. Ragazzi lui è Simon, un collega» lo presentò lei. Simon fece un cenno con la testa e abbozzò un timido saluto. Poi, come sempre, tutti persero interesse e lui si rintanò in un piccolo angolo, a osservare tutta quella gente socializzare e divertirsi.

La birra aveva un sapore amaro ma almeno gli permetteva di tenersi occupato; la musica di sottofondo era anonima come in tutte le feste, serviva solo a fare confusione e a fare parlare le persone a voce più alta. Riconobbe qualche ragazza dall’ufficio, tutte accompagnate dai rispettivi fidanzati, e tutto il resto delle persone erano sconosciuti. “Forse dovrei avvicinarmi a qualcuno e presentarmi”, pensava tra sé, “sì, potrei avvicinarmi a quel gruppo di ragazzi e…”. «Bella festa, eh?», il suo flusso di pensieri fu bruscamente interrotto da una voce. Una piccola ragazza bionda dai capelli corti era spuntata improvvisamente accanto a lui. Simon la guardò, confuso. «Sì», rispose alla fine, «Laura ha sempre saputo organizzare delle belle feste». La ragazza annuì, ciondolando su sé stessa e spostando il peso del suo corpo da un piede all’altro. «Ti va di sederti? Fuori in terrazzo c’è una splendida vista», propose la sconosciuta.

Cosa fa Simon?

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56 Commenti

  • Ciao, eccoci alla fine!!! Io ho tifato Nadia fin dall’inizio, anche se Simon a volte si lascia travolgere dagli eventi in modo quasi passivo (purtroppo ne conosco anche troppi di maschietti così…).
    Spero di leggere un’altra storia scritta da te e quindi ti rivolgo un sentito “Alla prossima”!!!

  • Ciao, alla fine ha vinto la ragazzina. Non l’avrei detto. Il ragazzo forse l’ha indpvinata, ma non direi. Auguri a lui e a te che hai chiuso con un capitolo davvero ben scritto. Complimenti dunque è ti aspetto alla prossima storia.??.

    • Ciao fenderman, grazie! Devo essere sincera, io ho sempre tifato per Nadia, infatti ero molto contenta che i voti fossero dalla mia parte ? Ti ringrazio per aver seguito la mia storia e per i suggerimenti che mi hai dato e i complimenti per il mio stile di scrittura! Significa davvero tanto per me riuscire a trasmettere qualcosa con ciò che scrivo e sapere che effettivamente c’è qualcuno che lo apprezza è fantastico ?
      Inizierò presto una nuova storia, quindi probabilmente ci sentiremo molto presto ? Alla prossima!

  • Ciao Giulia, mi è piaciuto molto questo capitolo, credibili loro e loro sentimenti. Simon sta maturando, lei mostra la sua fragilità.Il loro amore buttato via potrebbe riaccendersi, sarà complicato, ma nessuno dei due sembra voler arrendersi ad una sconfitta. Chi perderà sarà Nadia ma è giovane e si rifarà, questo penso io.
    Per me S. Farà quel che vuole lei, (ma in fondo, forse anche lui.) Ultima cosa: molto gradevole, scorrevole la prosa: brava davvero.

    • Ciao fenderman, grazie mille davvero! Apprezzo tantissimo il tuo stile di scrittura e sentire i tuoi complimenti mi fa veramente piacere.
      Siamo arrivati a un bel bivio, vediamo se Simon deciderà di tornare al passato oppure darà una chance a qualcosa di nuovo…sono curiosa anch’io di vedere dove arriveremo 😀
      Alla prossima!

  • Ciao, mi sono iscritta oggi al sito e ho letto tutto d’un fiato il tuo racconto fino a qui. Complimenti bell’atmosfera e bella la gestione della tensione. sono proprio curiosa di vedere come andrà a finire.
    Grazie.

  • Ciao!!! Mi è piaciuta molto la descrizione di Samantha e della sorpresa-rabbia di Simon, una bella alchimia. Mi pare di poter toccare con mano i loro sentimenti contrastanti e contrastati
    Un solo peccatuccio. “Nadia si prese di coraggio”, la prossima volta prova con un “Nadia prese coraggio” e il tuo racconto sarà perfetto!!! Voto anch’io per la rossa, cosa ci sta nascondendo? À la prochaine fois.

    • Ciao Isabella! Grazie come sempre per i tuoi suggerimenti, vado subito a sistemare la frase incriminata ? Ti ringrazio per i complimenti, il mio obiettivo è proprio quello di riuscire a trasmettere i sentimenti dei personaggi e sono felice di vedere che effettivamente ci riesco! Alla prossima ?

  • Ciao, GiuliaS. : rossa, riccia, occhi verdi… Ti credo che se ti lascia ci rimani secco e magari diventi anche timido.? Adesso che non ha bisogno di lei… Lei ritorna, e come ti sbagli!? Mi dispiace per Nadia ma io voto Samantha, l’hai voluto tu! Interessante risvolto, sul filo di lana l’affare si complica… Brava! Vediamo come va a finire. Per ora buona notte. ??

  • Ciao Giulia!
    Ho letto i capitoli della tua storia, e mi sono messo in pari. Tra l’altro vedo che non utilizzi al massimo lo spazio concessoci, però è una scelta tua, quindi ok.
    Credo tu sappia scrivere bene; la storia non è nuova, ma la tratti da par tuo. Hai scelto di chiudere l’obbiettivo sui due protagonisti e poco altro, e descrivi con una certa minuzia di particolari le sensazioni di benessere crescente di Nadia e Simon.
    Scelgo qualcuno che sta entrando; in fondo, a trent’anni, dovrebbe essere una situazione gestibile, sia pure con imbarazzo (vediamo chi è, magari invece è imbarazzante ?).
    Ciao!

    • Ciao Minollo! Grazie per aver letto la mia storia! Alcuni capitoli ho deciso di lasciarli più corti per non lasciare troppo il discorso “a metà”, diciamo così, anche se spesso è stato difficile. Descrivere le sensazioni è quello che mi viene più naturale e che mi piace di più. quindi per i miei personaggi ho deciso di focalizzarmi su questo e spero di essere riuscita a trasmetterle 🙂 Al momento sto lavorando a un altro progetto, quindi il prossimo capitolo uscirà un po’ più tardi del solito…vedremo chi sarà ad interrompere questo momento…:D Alla prossima!!

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