La parèa dei racconti incompiuti. Delitto a Teheran.

Nove amici annoiati.

Il kafenìo è quella cosa che si crea quando un certo numero di greci si mette insieme per spettegolare, giocare al tavli e criticare il governo. Al kafenìo si mangia, si beve, si legge il giornale. C’è chi parla, chi risponde e chi interviene. Il kafenìo è un’entità metafisica consustanziale alla parèa che, sempre metafisicamente parlando, rappresenta la quintessenza della socialità greca: ritrovarsi e stare insieme senza nessun motivo, solo per il gusto di farlo.

Oggi come oggi, tuttavia, dobbiamo prendere atto del fatto che dove non sono riusciti i turchi, la povertà, le guerre mondiali e la trojka è riuscito un virus: kafenìa, bar, ristoranti e pizzerie dell’Ellade sono stati chiusi a tempo indefinito.

Qui a Ermoupoli la piazza è deserta, il porto turistico è deserto, l’agorà è deserta. I rari passanti sono frettolosi e mascherati. E la parèa del kafenìo di piazza Miaùli si è trovata abbandonata a se stessa. Per qualche giorno i componenti si sono visti passeggiare lungo il molo con aria smarrita. Ma non è durato a lungo, nessun impedimento è seriamente in grado di fermare un gruppo di greci che vogliono riunirsi a chiacchierare e spettegolare.

E quindi, eccoli qui. Una fila di anziani seduti sul molo di Vaporia: tutti discendenti di quegli Ioni avventurosi che all’inizio del XIX secolo lasciarono Chio massacrata dai turchi e si rifugiarono qui a Syros, dove fondarono Ermoupoli. Che a fine ‘800 era la capitale mediterranea della cantieristica navale, della tessitura del cotone egizio e della bella vita.

Costretti oggi a migrare nuovamente, anche se di pochi metri, non si sono persi d’animo e hanno individuato un loro spazio privato sulla scalinata che dalla chiesa di Aghios Nikolaos scende verso il mare. Il kafenìo metafisico per eccellenza, fatto di niente. Qualcuno ha disposto sui gradoni dieci sedute di paglia, chiaramente tolte ad altrettante vecchie sedie. Anche se siedono tutti in fila, la struttura interna della parèa si è mantenuta. Da sinistra a destra, sono nove in tutto.

Il posto al centro della fila è riservato ad Anna, Despina e Angeliki. Tutti gli uomini del gruppo sono stati innamorati di loro. Hanno tutte la stessa età, sessantacinque anni, e sono totalmente diverse l’una dall’altra: Anna è di bassa statura, rotondetta e con gli occhi del colore di un dolcissimo marron glacé; Despina, alta e segaligna, indossa occhiali scuri anche nei giorni di pioggia; Angeliki è evanescente.

Chissà se anche Panaghiotis è stato uno dei loro spasimanti, prima di andarsene per il mondo: a quasi ottant’anni è bello come quando ne aveva cinquanta di meno. Bello come i pescatori greci di cui tutti siamo stati gelosi almeno una volta nella vita. I capelli biondo cenere sono raccolti a coda sulla nuca e indossa di preferenza jeans e camicia. Nato da una famiglia di armatori, è stato destinato alla Marina fin dalla nascita ma, una volta cresciuto, si è rivelato poco incline ad affrontare i disagi di una vera e propria vita in mare e ha preferito optare per l’accogliente velluto della diplomazia. Ha prestato servizio come addetto navale in varie ambasciate elleniche.

Maria e Vassilis sono fratelli, entrambi musicisti. Lei appare più giovane e attiva, lui sembra non si trovi più molto a suo agio nella vita.

Stella, o Stellitza come la chiamano tutti, con i suoi cinquantacinque anni è la più giovane del gruppo. Una ragazzina: alta e smilza, ogni mattina scende a Vaporia verso le dieci, in tutte le stagioni dell’anno, e si tuffa. Se non è caldo si limita a una ventina di bracciate poi risale, si riveste e arriva a sedersi con gli altri.

Il successivo della fila è Stamatis, medico. Alto e dinoccolato, sembra un adolescente cresciuto troppo in fretta. Ha studiato in Italia, a Padova, e alla fine degli studi non è rientrato in Grecia ma ha lavorato in Africa fino alla pensione. Qualcuno sostiene che è stato spinto dalla disperazione per essere stato rifiutato da Angeliki.

Alexandros è stato innamorato di un’altra delle tre amiche, Anna, e sono stati anche fidanzati. Poi non se n’è fatto nulla ma lui non sembra essersela presa più di tanto. È di carattere piuttosto ridanciano, la sua battuta preferita è che con il nome che si ritrova non poteva fare altro che l’avvocato.

La voglia di un racconto nasce senza un motivo preciso. È mattina e nessuno è particolarmente di buon umore, il confinamento comincia a pesare. Alla fine Despina esplode.

Panaghia! Madonna Santissima, che mortuorio! – Li squadra tutti, da destra a sinistra – Non c’è nessuno che abbia qualcosa da dire o da raccontare? Vogliamo starcene qui zitti ad aspettare di crepare?

Chi racconta la prima storia?

  • Panaghiotis, che ha prestato servizio presso l' ambasciata di Grecia a Teheran. (0%)
    0
  • Vassilis, che ha molta fantasia. (100%)
    100
  • Stella, a cui l'ha raccontata un amico iraniano. (0%)
    0
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18 Commenti

  • Ciao Francesca,
    ho letto adesso tutti e tre i capitoli del tuo racconto. Mi è piaciuto molto il tuo stile di scrittura scorrevole e chiaro. Bella, la fila di personaggi che hai saputo descrivere con pochi tratti sapienti per renderli interessanti. Ho votato la conversazione col proprietario del ristorante. Seguo il racconto e per ora ti auguro una piacevole serata. alla prossima.

  • Ciao, Francesca.
    Sono passata a rendere la cortesia.
    Sei partita in quarta con un racconto ricco di descrizioni, eventi e personaggi ben caratterizzati. Mi piace lo stile fluido che dà informazioni , senza risultare pesante. Dato che si tratta di un giallo, e siamo al terzo capitolo, forse sarebbe utile inserire qualcosa di più sul fatto criminoso. Almeno, io farei così.
    Per il resto che dire? Seguo e direi di seguire gli invitati verso il ristorante.

    Alla prossima!

  • Buongiorno, sono riuscito a cavarmela tra tutti quei termini sconosciuti; grazie a te è come andare a scuola dove se hai voglia puoi imparare da chi ne sa più.
    Anche se quello che racconti fosse inventato, come parlassi, tu, di Marte, o della Luna sarebbe comunque un assaggio di un mondo tanto diverso dal nostro. Ha ragione Vassilis: quale storia migliore da raccontare?
    Grazie, brava, a presto.🙏

  • Il tuo modo di scrivere e descrivere è fantastico, mi piace molto e da questo punto di vista questo secondo capitolo non è da meno del primo! Aspettando il terzo capitolo io voto per entrare nel ristorante Armeno!

  • Ciao! Ottimo inizio e come ti è stato già detto strizza l’occhio a Boccaccio e la cosa mi piace molto! Sono proprio curioso di sentire le storie di questi “giovanotti con parecchie decadi alle spalle”! Io voto per Vassilis!

  • Ciao, bevenuta. Ho l privilegio di poterti dire per primo: ecco un nuovo Decamerone, altri lo faranno, lo so. Immagino che stai raccontando di gente vera che conosci. Bene. Bene le storie e il contesto, le figure vive che hai descritte. Buon viaggio, ti seguo. Stai attenta ai piccoli inciampi che capitano a tutti, tipo questo: … …dove fondarono Ermoupoli. Che a fine ‘800 era…
    Ti è scappato il punto, sicuramente in sede di revisione. Ciao alla prossima! 🙋🌻

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