tocco d’artista

tatto, olfatto, contatto!

«Ecco,» disse il professor Biancogiglio «la meraviglia che vedi è il fine ultimo, la vera e propria dissoluzione di un percorso creativo nato chissà quando e come e per volontà di chi. Di quel percorso, che puoi immaginare facile oppure, magari, difficile, impervio, reso tale da ostacoli di ogni natura, in ogni misura… di quel percorso, dicevo, non resterà nulla. Forse una vaga memoria in qualche anfratto del cervello dell’artista? Certo;  e certo nei libri paga dei collaboratori; nei conti dei fornitori… Eppure questo percorso potrebbe rivelarsi sostanza esso stesso, valido e mirabile quanto il fine perseguito. Vedi,» continuò l’illustre accademico «si potrebbe per assurdo considerare che se quest’opera eccelsa domani venisse distrutta che so… da un fulmine, di lei rimarrebbe solo, forse qualche foto. E allora sì che la fase creativa, la sua vita di bozza, modello, -in scala o no è lo stesso-,  le correzioni, i ripensamenti, le rinunce, tornerebbero a brillare e rilucere intorno ad essa perché sono state parte integrante di lei e incidono più di lei perché molto più a lungo sono vissute ed evolute col tempo mai corrose dal fulmine maledetto: quello no, non le riguarda, loro c’erano prima e non furono toccate.»

La giovane studentessa con l’abitino morbido rosso bordò, la testolina in su a rimirare il grande quadro davanti a lei appeso sulla parete bianca, immensa di quel gran salone del grande museo civico della sua grande città, ebbe un brivido.

«Immagina,» riprese lui «immagina: chiudi un attimo gli occhi, i momenti transitori del giorno. L’aurora, il crepuscolo… così fragili e penetranti, capaci di stordire, capaci di restituirci la natura bambina, quella impura e innocente al tempo stesso, che accarezza e non picchia, che promette senza dover necessariamente mantenere giacché non le compete. Sono, quelli, i luoghi della poesia. Quei momenti appartengono alle persone che non si fermano mai, che s’inebriano d’un nulla prima che scompaia e sembrano saper cogliere il profumo delle cose acerbe, incomplete, che non sono destinate a maturare ma piuttosto a cedere il passo e morire.

Vedi, cara… Nadia vero? Vedi Nadia, chi apprezza il vigore come me e te, la forza indomabile del mezzogiorno, delle campane in festa, di un tuffo, di un bicchiere d’acqua ristoratore, non è dei loro.»

La ragazza guardò in su al viso dell’uomo accanto a lei, la sua barba sale e pepe, le labbra carnose. Sorrise debolmente riconoscendosi in quelle parole ma il sorriso, anche quello, come tutto durò poco.

L’uomo guardava avanti, al grande quadro del grande artista e invece la sua mano frugava in basso tra le natiche della fanciulla e alla parola vigore spinse più forte, togliendole ogni dubbio a proposito di quello che stava succedendo.

Lei provò senza voltarsi a sbirciare intorno, si sentì osservata, ma era paralizzata dall’imbarazzo. Allora decise di non fare nulla, del resto tutto dura poco, si disse, e tra poco saremo fuori di qui.

«…Loro sono quelli che in amore ardono di desiderio eppure cedono alla delusione per un sì precoce; sono quelli che nel sesso spostano sempre più in là ogni traguardo perché sarebbe, quello, l’assassinio del desiderio stesso e, soprattutto della ricerca del desiderio. Quello che desideri, dicono, non lo puoi esaudire senza annientarlo e alienarlo per sempre perché desiderio e oggetto del desiderio non possono coesistere.»

“Sì, come no!” pensò lei.

«…Sai, mia nonna ascoltava a volte delle vecchie arie napoletane e, ascoltandole piangeva di commozione. Un attimo dopo la fine della canzone però si dava della stupida. L’emozione era finita e a lei restava solo la consapevolezza di essere solo invecchiata di cinque minuti: diceva proprio così. Mentre ascoltava era in volo e incontrava strani compagni di viaggio, con l’ultima nota precipitava sulla terra, e il suo umore, appassito, la faceva sentire solo più vecchia.»

La mano destra di Biancogiglio oramai era a mèta da un pezzo e non sembrava avere intenzione di cambiare rotta. Il vestitino cominciava a sgualcirsi, la ragazza aveva caldo e ogni tanto guardava alla faccia da cazzo di lui, immobile, fissa sul quadro come se lei non esistesse. Eppure, a un certo punto le parve di cogliere una nota di emozione nella sua voce mentre una piccola gocciolina di sudore gli imperlava il mento.

«…Conosco persone che si occupano di progetti complessi, lunghi e faticosi, li seguono fin dal primo passo in ogni dettaglio, affascinati e compresi nel loro ruolo. Quando giungono al compimento dell’opera alcuni vengono colti da un turbamento, uno scoramento, perché un attimo dopo, la loro creatura finita comincerà a disfarsi… Vedi cara… La grandezza dell’artista sta nel superare certi imbarazzi e puntare la prua verso il largo senza curarsi della riva che lascia. L’isola più bella è quella che si deve ancora raggiungere.»

“Certo –superare certi imbarazzi, puntare la prua- ogni parola una stretta e io stupida che lo prenderei a calci e invece quasi quasi lo lascio fare…”

Come continua la storia?

  • lui ci condurrà a conoscere anche altri personaggi (0%)
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  • Le avventure di Nadia continuano con o senza di lui (80%)
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  • Finisce lì, si cambia tutto (20%)
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125 Commenti

    • Brava Isabella, acutissima come sempre hai colto bene il senso della chiusura con il professore. Era stato lui a iniziare a scatenare i dubbi e le paure in Nadia, e ritornare a lui con addirittura lei che in fondo gli da ragione significa proprio quello che hai detto: si chiude definitivamente una stagione e si apre al futuro. Grazie per averla letta fino alla fine. Al prossimo racconto. ciao 🙂

  • Ciao, Ottaviano.
    Quando ho letto 11 pensavo di avere le traveggole e invece… in qualche modo dovevano pur farti pubblicare il finale… finale che chiude in bellezza una storia particolare che mi è piaciuta a tratti (non per la tua capacità di esposizione, che resta eccellente, quanto per il tema trattato che a me, spero non me ne vorrai, non piace particolarmente).
    Hai chiuso bene, come c’era da aspettarsi, Nadia è cresciuta e ogni cosa è andata a posto.
    Pensi di tornare con un nuovo racconto?
    Nel caso, io ci sono.

    Buona giornata e alla prossima!

    • Ciao, non te ne voglio, ci mancherebbe!
      Io, per esempio non riesco a seguire le storie fantasy, quelle coi draghi e le fate… Ci provo, ci provo… Ma niente.
      Il prossimo racconto se verrà non so di che genere sarà… Vedremo. Grazie ancora! Buon Agosto e alla prossima! 🙏

  • Ciao Ottaviano, ricopio qui il commento che per sbaglio ho inviato a un lettore 😀
    “Il futuro è incerto, e io sono sola e imperfetta.” è la frase che sento più vicina a me. Complimenti, evoluzione riuscita per il personaggio di Nadia. Mi ha amareggiato in diversi punti la sua storia, proprio perché realistica. E alla fine tocca sempre alle donne fare passi indietro o a lato perché capiamo meglio le situazioni, e poi appunto rimaniamo sole e incomprese per via di uomini orgogliosi o stupidi. Senza generalizzare, ma per esperienza. Si cresce, come scrivi, ben oltre gli anni della maturità. Ciao.

    • “Il futuro è incerto, e io sono sola e imperfetta.”
      Siamo alla sintesi di tutto il processo. Prenderne coscienza non è da tutti, soprattutto all’età della spavalderia e dei sogni. Nadia è cresciuta in una sola estate, come capita solo nei romanzi, ma se qualcuno si può riconoscere in lei, vuol dire che è possibile. Grazie per la tua presenza e il sostegno. A presto, buona estate. 🙂

  • Ciao Ottaviano,
    eccoci al finale. Alla fine Dario mi è ancora più antipaco…la piccola “Nadia” è cresciuta nel tempo di una estate e sembra aver già trovato la sua strada, molto più matura di quanti la circondano. Nadia ha seguito un percorso pieno di gente interessante, bella storia, molto intensa e accattivante. Complimenti.

    ePP

    • “Il futuro è incerto, e io sono sola e imperfetta.” è la frase che sento più vicina a me. Complimenti, evoluzione riuscita per il personaggio di Nadia. Mi ha amareggiato in diversi punti la sua storia, proprio perché realistica. E alla fine tocca sempre alle donne fare passi indietro o a lato perché capiamo meglio le situazioni, e poi appunto rimaniamo sole e incomprese per via di uomini orgogliosi o stupidi. Senza generalizzare, ma per esperienza. Si cresce, come scrivi, ben oltre gli anni della maturità. Ciao.

  • Ciao Ottaviano!
    Bello e sentito il pistolotto di Biancogiglio. Nadia compie un percorso notevole dal primo episodio all’ultimo; da spettatrice annoiata delle cose che le accadono a donna conscia delle proprie imperfezioni e dell’incertezza del futuro. Una parabola mirabile; sono contento che non sia successo nulla di peggio, da come parlava Dario nel precedente episodio ho pensato ci potesse scappare il morto, o la morta.
    Bravissimo nel disegnare il percorso di Nadia, in una galleria di personaggi tutti con qualcosa da insegnare alla protagonista, e che alla fine si dimostra una spanna sopra gli altri. Sentiti complimenti Ottaviano e alla prossima storia.
    Stammi molto bene!

    • Ciao carissimo, il tuo commento mi conforta: evidentemente ho fatto bene a raccontare questa storia, Nadia è cresciuta, Biancogiglio in parte riabilitato e i cattivi messi all’angolo. A Nadia adesso non resta che vivere: un dettaglio, cosa vuoi che sia!? Grazie tante per il tuo sostegno e appuntamento alla prossima storia. ciao 🙂

  • Ciao Ottaviano,
    avevo cominciato a leggere i primi capitoli del tuo racconto, poi lo avevo perso tra i mille che invadono la piattaforma. Oggi l’ho riletto per intero. È bello il tuo racconto, non lo dico per farti piacere. Sai scrivere, Mi piace il tuo modo un po’ cinico di vedere le cose, che non riesce a nascondere un fondo di malinconica tenerezza. Bravo, seguirò i tuoi prossimi lavori perciò a presto.

    • Ciao Anna Grazie, colgo l’occasione per dirti che proprio oggi ho pubblicato l’ultimo episodio che si intitola “Prologo” ma il titolo è stato spostato dalla piattaforma sull’episodio precedente… insomma c’è un po’ di confusione. Grazie per l’apprezzamento, alla prossima. ciao

  • Ciao Ottaviano!
    Perderanno entrambi anche per me, ed il dialogo è violenza e sopraffazione. La sconfitta che soprattutto Nadia vede chiaramente, a dispetto della giovane età; le sue elucubrazioni amare sono acute, complimenti per come sei capace di renderle con splendida sensibilità. “vittima della sua solitudine ma non certo del rimorso“ è un esempio, non l’unico, di quello che cercavo di dire.
    Ciao a presto!

  • Ciao, Ottaviano.
    Per come si è svolta l’intera vicenda, a miei occhi tragica fin dal principio, direi che perderanno entrambi.
    Quando ho visto che siamo al decimo episodio, ho pensato: ahia, mi sono persa qualcosa, e invece ho capito, leggendo gli altri commenti, che si tratta di un problema del sito. Spero davvero che tu riesca a risolvere il problema per poter dare un degno finale a questo tuo racconto.
    Alla prossima!

  • Ciao GiuliaS, prima di tutto grazie… cupo forse, sicuramente sofferto; ogni transizione si sa, si paga e Nadia sta pagando molto, perché inutile dirlo, un po’ di lei è rimasto attaccato a quel sogno di un amore marcio e impossibile. Sarà il tempo a dire chi aveva ragione, anzi sarete voi ( se il sito lo consentirà) grazie ancora, buona notte.🙏

  • Ciao Ottaviano, spero riuscirai a risolvere questo problema perchè sono davvero curiosa di leggere il finale della storia. Questo capitolo è stato parecchio cupo, non posso negarlo, ma da un certo punto di vista anche un po’ liberatorio per Nadia, forse. Aspetto di leggere il finale, che sono sicura sarà un finale col botto! A presto!

    • Ciao GiuliaS, prima di tutto grazie… cupo forse, sicuramente sofferto; ogni transizione si sa, si paga e Nadia sta pagando molto, perché inutile dirlo, un po’ di lei è rimasto attaccato a quel sogno di un amore marcio e impossibile. Sarà il tempo a dire chi aveva ragione, anzi sarete voi ( se il sito lo consentirà) grazie ancora, buona notte.🙏

  • ATTENZIONE ALLA STRANA FOLLIA DEL SITO!
    DUPLICATO PER UN PROBLEMA TECNICO L’EPISODIO 8 E ASPETTATO, DOPO LA RICHIESTA DI PROVVEDERE, INUTILMENTE CHE QUALCUNO SE NE OCCUPASSE, OGGI HO PUBBLICATO UN ALTRO CAPITOLO. MI ASPETTAVO CHE FOSSE IL DECIMO E LA STORIA CHIUSA E INVECE Dà ANCORA LA POSSIBILITà DI VOTARE NONOSTANTE SIA IL 10, UNICA COSA è CHE MI HA SPOSTATO IL TITOLO DAL 10 AL 9, iNSOMMA CHI CI CAPISCE QUALCOSA è UN MAGO….

  • Ciao Ottaviano,
    è un po che manco, ma ho subito recuperato i due nuovi capitoli. Non credo che riuscirà a trattenersi dal rispondere a Dario, in fondo gli piace (anche se a me sta terribilmente antipatico). Un altro ingrediente in un cocktail di personaggi che sta per giungere alla fase finale della preparazione…continuo a leggere nell’attesa del botto finale, prima o poi Nadia farà delle scelte e credo , dall’attesa che hai preparato, che ne leggeremo delle belle.

    Ciao,
    ePP.

  • Ciao Ottaviano, finalmente ho avuto il tempo di leggere tutta la tua storia!
    Come hai scritto anche tu in un commento alla mia storia, anche uno dei miei personaggi si chiama Nadia ed è davvero una bella coincidenza 😀
    La tua storia mi è piaciuta, scorre molto piacevolmente, anche se a tratti forse la trovo un po’ veloce…ma non so, forse è perchè l’ho letta tutta d’un fiato 🙂
    Il personaggio di Nadia lo trovo molto particolare, all’inizio avevo avuto la sensazione che fosse una ragazzina semplice e innocente, invece andando avanti si scopre sempre un po’ di più della sua personalità un po’ ribelle e fuori dagli schemi…complimenti davvero per essere riuscito a darle una certa profondità!
    Mi piace molto il tuo modo di scrivere e spero davvero che non smetterai, come hai scritto in risposta a qualcun’altro…tra l’altro io sono nuova qui, e i tuoi feedback finora sono stati preziosi e molto ben accetti! Continua così e non ti scoraggiare, mi raccomando 🙂
    Alla prossima!

    • Ciao GiuliaS, mi fa piacere, molto, che anche tu ami leggere… Questa storia nasce da un’immagine che è quella della ragazzina/ragazza che guarda il quadro. Un’immagine molto bella che ho voluto turbare con la presenza di Biancogiglio; lui poteva essere il detonatore per un racconto. In effetti così è stato. Ora è naturale che lei cresca, maturi e cominci a scegliere. Grazie di averla letta. A presto.🙏

  • Ciao, Ottaviano.
    Devo essere sincera, dovrei tornare indietro per ricordare chi è Dario. Ultimamente, sono
    Un po’ fuori fase e mi sono persa il filo dei racconti, forse ne seguo troppi o forse ho troppe cose per la testa.
    Bel capitolo, i tuoi lo sono sempre. Mi fa strano che il padre presenti al regista la figlia e che questi subito si faccia venire idee… strano non è il termine corretto, non so… non trovo le parole. Immagino che non sia raro e forse una ragazzina moderna si accorgerebbe davvero di quel che sta sotto il sorriso del regista.
    Forse sono troppo vecchia per queste cose… 🙂
    Buona domenica e alla prossima!

    • Ciao Keziarica, ti capisco, capita anche a me… Comunque vorrei dire a proposito del passaggio in taxi del regista a Nadia: ci sono vari motivi che lo spiegano, l’interesse di lui, e Nadia l’ha pensato, ad accreditarsi presso la padrona del teatro; l’interesse di lei per lui che le piace; l’avvenenza di lei di cui sembra prendere piena coscienza solo a casa dopo la doccia, il suo potenziale talento che come le è già successo con quelli della tv, la fa brillare agli occhi di chi si occupa di spettacolo, e infine la semplice volontà di accompagnarla magari solo per fare una cortesia a suo padre.. A noi in fondo interessa solo quello che pensa lei, questo è un viaggio fatto con la tua testa, il resto è contorno. Grazie, lo so che leggi molto e sei una dei pochi, anche io lo faccio ma sono deluso perché vedo di nuovo un po’ di stanca sul sito. Forse è il momento di prendersi una pausa…. ciao grazie 🙂

  • Sempre affascinante il mondo del teatro… Ciao Ottaviano, dico che lo affronterà. Mi sembra abbia acquistato sicurezza con le ultime vicende, ero anche indecisa con “lusingata” perché si vede molto affascinante. Vediamo cosa voterà la maggioranza, ciao!

  • Ciao, Ottaviano.
    Vedo che il refuso te lo hanno già segnalato, perciò, lascio perdere.
    Il racconto delle due in camera sembra fatto da una delle due, segno che riesci a entrare nei personaggi chiunque essi siano, una dote invidiabile.
    Visto che si tratta di un racconto rosa, voto per il teatro e i nuovi amori.

    Alla prossima!

  • Ciao!!! Nadia mi sembra bella decisa ed entusiasta di fronte al suo “frontale” con la vita, come lo sono le ragazze della sua età. Il vero problema viene dopo, quando bisogna mantenere le promesse e gli impegni e soprattutto non si vogliono deludere i genitori!!! Voto per trova il teatro e nuovi amori, purtroppo sono monotona. Ah, per il nostro gioco “trova l’errore”, ti segnalo: “coi suo denti”. Buona domenica.

  • “Elisa Bettina Gaudio Flora”, ci credo che è scoppiata la signora, con un nome così!
    Comunque, ho votato per conciliare il tutto, tanto, già sta poveretta gliene capita una strana dietro l’altra, a sto punto diamole il colpo di grazia!
    Il racconto continua a piacermi, ma sarò sincero, sapendo che andava così, lo avrei intitolato “Le strane avventure di Nadia” o qualcosa di simile.
    Alla prossima!

    • …Mi piace giocare coi nomi, spesso il destino delle persone sembra avere uno strano legame col nome che porta, e poi Elisa Bettina-Elisabeth era troppo invitante. Vero che alla piccola rossa ne succedono, ma in fondo succede a tutti, forse a lei solo un po’ di più. Vedremo di farla respirare un po’ e soprattutto crescere. Ciao, grazie 🙂 Buona giornata Pietro.

    • Ciao Isabella, la solitudine, già: una delle angosce dell’uomo adulto. Nadia deve imparare in fretta se vuole entrare nel mondo dei “grandi”. Non bastano i social o gli amici, ci vuole l’esperienza diretta, gli sbagli, e allora anche il tema della solitudine e del bisogno d’amore arriva in primo piano. grazie, a presto.🙏

  • Ciao Keziarica, grazie. Ho usato …a dir poco altezzoso per dire che era qualcosa di anche peggio. Il capitolo racconta di paura e la donna a una ragazza impreparata, sembra all’inizio, non solo voler mantenere ben distaccati i rispettivi ruoli ma addirittura incutere timore, (anche se poi vorrà affermare esattamente il contrario.)
    Comunque grazie per il consiglio che apprezzo come sempre. Ciao 🙏

  • Ciao, Ottaviano…
    Ora so di quale altro nick scrivevi tempo fa o forse non eri tu e mi sbaglio… non so.
    Bello il capitolo, sono felice che la chiamata abbia posto un freno alla scoperta della sessualità di Nadia, succede tutto troppo in fretta🙂.
    Belle le immagini di questo episodio, avrei evitato l’espressione “a dir poco altezzoso” bastava altezzoso , secondo me, ma il resto merita la lettura.
    Voto: Che adesso dovrà conciliare o forse scegliere tra tv e teatro, coppie scoppiate e donne sole fuori di testa.
    Un saluto, alla prossima!

  • Buongiorno, grazie Tinarica.
    “Fuori di testa” non sono, forse Nadia oggi le vede così, ma deve cominciare a gestire la complessità dei rapporti tra adulti, fuori dalla famiglia dove i ruoli sono codificati e spesso si recita un copione, si celebra un rituale che, cambia forma e colore ma è sempre lo stesso.
    Insomma emancipazione e cambiamento: ci vuole tempo ed esperienza. Grazie ancora e a presto!🙏

  • Ciao Ottaviano, scelgo “conciliare”, ma non penso siano “fuori di testa”. Mi ha spiazzato l’inizio, mi aspettavo ci mettesse di più a uscire dalla situazione. Capisco che tu abbia voluto dare più spazio al nuovo incontro. Bello, mi è piaciuto. Io sceglierei Flora subito. Buona giornata!

  • Ciao Ottaviano,
    Capitolo interessante, ma mi è sembrato troppo frettoloso….un bell’incontro che meritava più spazio (ma ahimè 5000 caratteri sono pochissimi in certe situazioni), ma rimane sempre un bell’incontro. Molto interessante il personaggio Flora/Elisabeth, Per un po me la sono immaginata come Alda Merini.
    Ho votato per l’opzione “conciliare/scelta”, ma da amante del teatro spero che lei si dedichi a questo.
    ePP

    • È, vero caro ePP, troppo veloce ma mi sono imposto di aprire e chiudere per quanto possibile ogni episodio per agevolare chi legge tante cose e poi non ricorda… Questo episodio meritava almeno il doppio dello spazio. Comunque va bene così perché Nadia è in una fase in cui viene sorpresa e travolta dagli eventi e non deve avere il tempo di riflettere. Flora tornerà sicuramente, tutti torneranno credo, sono tutti tasselli dello stesso mosaico. Grazie, a presto.

  • Ciao Minollo, buongiorno.
    Adesso sei tu a mettermi in curiosità…
    Comunque: Nadia è un periscopio, anzi, meglio: un sonar che esplora un mondo sommerso sul quale ancora non è in grado di incidere. Inizia, però a farsi delle domande, e questo è il segnale che sta crescendo. Tifiamo per lei…
    Grazie del commento e a presto.🙏

  • Ciao… Grazie per i complimenti, grazie davvero. In quanto a Nadia è contradittoria e un poco fuori dalla realtà perché voglio che sia una viaggiatrice non ancora perfettamente consapevole in un mondo di sentimenti contrastanti, difficili da capire e affrontare. Finora ha scelto la fuga, e forse dovrà fuggire ancora, ma quello che capita alla fine l’avrà aiutata a crescere. Grazie ancora, a presto. Ciao 🙂

  • Ciao Ottaviano!
    Se scrivi così, fai bene a stare a casa! Vivace, divertente (il primo episodio con la profondità di pensiero di Biancogiglio e la mano “dissociata” è fortissimo), riuscito nei botta e risposta con l’amica e la madre. Complimenti per come delinei la personalità contraddittoria di Nadia. Ho votato per l’aiuto, anche se forse non ne ha bisogno e nemmeno lo cerca.
    Ciao!

  • Ciao. Siamo in perfetta sintonia: è proprio quello che voglio raccontare e questo aspetto emergerà ancora più decisamente nel prossimo episodio. Ciò non toglie che Nadia sia stupita ma non stupida e sempre meno sarà disposta a farsi “spingere” su sentieri pericolosi. Crescerà, rapidamente, i 5000x 10 non concedono troppo tempo e spazio. Alla prossima dunque. Grazie, ciao 🙋

  • Ciao Erri, benvenuto.
    In effetti Nadia l’ho immaginata un po’ come Alice. Una viaggiatrice trasportata da un treno che non controlla in un mondo nuovo che può sedurre o far male. Le servirà come sempre accade in questi casi, a crescere e a maturare una sua personale idea d’amore e sesso. Grazie ancora, alla prossima! 🙏

  • Rieccomi, Ottaviano. Ho votato che Nadia non farà nulla, mi pare che le capiti spesso di “osservare” ciò che le sta accadendo. Però trovo difficile inquadrarla: è una Lolita conscia del suo fascino oppure è un’Alice affascinata da un mondo nuovo?
    Boh! Di certo, questa ambiguità è molto efficace nel mantenere vivo l’interesse nella storia.
    Bravo!
    Ciao, ti auguro ottimi giorni

  • Ciao, Ottaviano.
    Non mi piacciono i sotterfugi e ho odiato il trabocchetto di Anna. Sospettavo che la casa potesse non essere sua; non è ricca, ma ha ereditato una villa di quelle proporzioni ha tra le mani un valore immenso… mah! Il mondo dello spettacolo è un po’ marcio di sicuro, a me pare che Nadia, però, si trovi sempre in situazioni strane per una ragazza della sua età. Ovviamente, dipende dalla trama che, sono sempre più convinta, appartiene al genere erotico. Chissà che non arrivi un tocco romantico, che lo faccia passare al romance, magari con un aiuto inaspettato. 😉

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica. Diciamo che Nadia è un po’ come un esploratore: giovane, ingenua quanto basta ma non stupida, percorre i sentieri per lei nuovi della sessualità, e spesso li confonde con l’amore.
      Abituiamoci perciò a vederla nelle situazioni più varie come in un film ad episodi dove il fil rouge sono il sesso e il sentimento amoroso. Appuntamento alla prossima, per ora grazie e ciao… 🙂

  • Ciao Keziarica, grazie. Nadia confusa e spinosa, come tanti ragazzi continua la sua via verso l’emancipazione, sessuale e non. Adesso c’è Anna sulla sua strada, può essere un bene o un male, certo, ma sicuramente contribuirà a farla crescere. In quanto alle mamme distratte ne conosciamo parecchie e di adolescenti riottosi alle regole poi… Insomma, sì è un rosa spinto ma è anche un pezzetto della vita di tanta gente normale che vive situazioni “speciali”. Grazie per il commento e alla prossima . 🙂

  • Ciao, Ottaviano.
    Una ragazzina scatenata e pronta a tutto. Una madre distratta che pensa solo a far fare carriera alla figlia nel cinema e si accorge di poco. Una moglie che di fa amica la ragazzina per impedire che si porti a letto il marito o forse è il contrario?
    Beh, gli ingredienti per un rosa spinto ci sono tutti, di sicuro hai una buona penna e i personaggi ne traggono giovamento.
    Voto per il travolgimento di Anna da parte del piano e vediamo che succede.

    Alla prossima!

  • Ciao Ottaviano, mi sono assentato un po e mi ritrovo a leggere due capitoli veramente interessanti. Nel terzo capitolo finalmente Nadia abbandona a se stesso lo scialbo amico coetaneo (che non ha saputo apprezzare il dono) per scoprire nel professore una alternativa “invitante”. Mi piacerebbe rivederlo in seguito come un concorrente diretto dei due nuovi entrati…anche se tra i due è Anna che spicca alla grande. E’ intrigante come personaggio, forse anche un po pericoloso….sarebbe bello vedere il suo piano ritorcersi contro.
    Aspetto il prossimo capitolo.
    ePP

    • Ciao pirata, concordo su tutto. In quando ad Anna definirla “pericolosa” è giusto se il termine si confina con dei solidi paletti: finita l’epoca delle grandi avvelenatrici infatti le donne gelose oggi raramente offendono, spesso si limitano a piangere e nei casi più eclatanti a tradire a loro volta. Nel caso di Anna che ha già sopportato tanto dal suo Ilario, stavolta c’è un interesse professionale e anche personale direi per la ragazzina rossa “maleducata”, cose che scopriremo, forse in seguito. Insomma, tranquillo: le donne diversamente da certi maschi che risolvono problemi analoghi con coltelli e pistole, spesso si avventurano alla ricerca di soluzioni tanto fantasiose quanto passibili di ritorsione verso loro stesse. Grazie del commento… ho visto l’ora: soffri d’insonnia? 🙂

  • Ciao Ottaviano, secondo me verrà travolta. Mi è piaciuto questo finale, anche tutto il resto del capitolo. Mi è piaciuto quando hai introdotto la descrizione di Anna lasciando in sospeso il dialogo. Forse mi spiazzano commenti tipo “un completino bicolore che non ti dico”, “uno di quelli che dici: “cazzo, figo!””, dove avverto il tuo intervento come autore. Ci sta anche, il Manzoni pure lo faceva, però non mi pare fosse il tuo stile di scrittura fino ad ora: se mi sbaglio, ci sta benissimo anche qui, altrimenti ti do lo spunto di mantenere coerenza anche nella forma e non solo nella sostanza. Al prossimo.

    • Cia Tinarica grazie del commento sempre prezioso. In quanto alle due espressioni da te commentate vorrei dire che non sono il pensiero dell’autore ma invece quello intimo, istintivo “…Cazzo, figo!” , di una ragazzina che guarda i telefilm e mastica la gomma, oppure nel caso de completino la lettura dell’altrettanto inespresso pensiero condito di soddisfazione della mamma che l’ha suggerito o addirittura imposto. probabilmente dovere rendere più espliciti questi punti scrivendoli in modo diverso. Grazie per il consiglio, ne terrò conto. ciao 🙂

    • Ciao. La “a” non pervenuta però grazie a te ho scovato questo: .”.che sembrava aver aver notato…”
      come vedi c’è di peggio. Questa caccia all’errore è molto stimolante e non si vince mai!
      Grazie per esserci sempre e appuntamento al prossimo … errore! ciao 🙂

    • Anna stavolta non vuole fare scene, non le conviene, deve tenersi la ragazza, una buona carta da spendere nei cast futuri. Il pericolo, però è il suo mestiere… chissà se avrà fatto bene. Un plauso comunque al coraggio, tifiamo per lei. Grazie, Francesca a presto. 🙂

  • Ciao, Ottaviano.
    Voto il colloquio dai risvolti inquietanti; in fondo, un po’ tutta la storia che ruota intorno a questa ragazza è inquietante. Il professore pervertito e giocherellone contrapposto a una vita semplice, normale come quella di molte ragazze. Non è giusto che Nadia scopra così la sessualità, ma forse si riuscirà a virare in tempo, giacché si tratta di un romance. Magari occorre un nuovo maschietto, un po’ meno audace, magari 🙂
    Al di là della questione morale, il racconto è ben scritto e stai lavorando bene. Nulla da segnalare. Aspetto il nuovo episodio.

    Alla prossima!

    • Buon Giorno Keziarica, certo che ci vorrebbe un maschietto: peccato che quelli spesso, anche i più vicini al concetto di normalità si portano appresso un sacco di problemi. Il vero problema è riuscire a capire come la ragazza, (che un poco si riconosce nella figura di Luca di Moravia, un quindicenne che non sa nulla del sesso) riuscirà a venire fuori da una realtà aggressiva che non le lascia in tempo di imparare le mosse giuste e spesso la porta all’errore. La sua famiglia per adesso non sembra in grado di aiutarla granché a meno di improbabili cambi di rotta, Insomma un cammino il suo in salita che le proporrà nuovi incontri disturbanti. Vedremo come si metteranno le cose. Grazie e alla prossima, se vuoi 🙂

    • Grazie Isabella, ti è piaciuta la normalità. Devo dirti che quella normalità spesso ruvida che caratterizza i rapporti madre-figlia qui mi serviva per introdurre la figura della madre, ex attrice di teatro ora confinata in ruolo di comparsa in televisione eppure è felice comunque, perché può varcare i cancelli di Cinecittà e respirare l’aria che ha respirato a suo tempo la Loren. Che contributo può dare una così all’educazione e alla crescita di una figlia “problematica”? Chi è più forte delle due? Insomma quattro chiacchiere in famiglia possono dire molte cose. Vedremo se in futuro il suo ruolo avrà un’evoluzione. Grazie come sempre e alla prossima, sempre se vorrai. 🙂

    • Ciao Tinarica, grazie, purtroppo in queste genere di storie confinate nei soliti limiti di spazio non c’è modo di percorrere i lenti sentieri della normalità e si deve correre bruciando le tappe se si vuole una storia che faccia emergere certi lati più o meno nascosti del vivere. Molti di questi aspetti sono decisamente “disturbanti” ma spero facciano pensare, riflettere. Sicuramente fanno riflettere me che cerco di rimanere credibile in un ambito così complesso. Grazie ancora, alla prossima se vorrai. Ciao. 🙂

  • Buon giorno Ottaviano,
    piacere di conoscerti, ho appena letto i due capitoli che hai pubblicato. Il ritratto di due uomini sbagliati, con un’idea dell’amore e delle donne da maschi retrogradi e di una ragazza che non ha chiaro ancora il valore della sua persona.
    L’inizio è promettente, il racconto ben scritto, scorrevole, interessante. Ho votato per Biancogiglio, voglio vedere dove vuole arrivare il vecchio sporcaccione.
    Ti segnalo un apostrofo mancante (un amica). Ciao e a presto.

    • Buon giorno Anna, ho trovato il refuso (grazie).
      Nadia, a solo diciotto anni, è in confusione riguardo certi argomenti dove l’esperienza conta, ah, se conta. Cercherò di seguirla nel suo emanciparsi, crescere e parare le botte della vita senza farsi troppo male. Grazie, al prossimo, ciao 🙂

  • Eccomi, anche se in ritardo!
    Molto ben scritto, riesci a descrivere l’eros in modo adeguato, non volgare, non pornografico; si te lo avranno già scritto in tanti, ma ci tengo a ribadirlo, non è una cosa facile da fare.
    Ho votato per Carla, am credo che vincerà il resto del mondo, vediamo che altro accadrà a sta ragazza, se troverà l’uomo giusto oppure tornerà sui suoi passi fino a cadere tra le braccia di biancogiglio, che mi pare sotto sotto, non abbi disprezzato poi tanto.
    Alla prossima

    • Va de retro volgarità, non c’è pericolo.
      Mi piace quello che c’è nella testa della gente, la “carne” la lascio ad altri.
      Scherzi a parte, grazie per l’apprezzamento, spero mi aiuterete ad affrontare temi tanto più delicati per chi come me e molti di noi hanno figli. Buona domenica ciao 🙂

  • Rieccomi, Ottaviano. Ho votato per il resto del mondo. Biancogiglio anche no, bleah, anche se sono sicuro che, qualunque opzione vinca, il terzo capitolo riuscirà a stupirmi come questi primi due. Stupore, direi che è questa la parola, o forse sorpresa. La tua scrittura mi sorprende, è lontana da schemi abituali. È originale, interessante e coraggiosa: esprimi benissimo situazioni e posizioni psicologiche molto originali, lo fai in poche righe e con uno stile piacevole e scorrevole.
    Davvero bravo, complimenti!
    Ciao, ti auguro un’ottima domenica 🖖

    • Ciao, il tuo commento mi incoraggia, sarà la mia Nadia la protagonista di una storia di maturazione, una che attraverserà il guado della gioventù, supererà mille ostacoli fino a diventare una donna, una donna vera. (Non prometto niente ma ci provo.) Ciao grazie 🙏

    • Brutta no, di più: è una esperienza voluta, cercata ma non desiderata e quindi nemmeno goduta. È stato un modo per chiudere un ciclo con un sigillo, per questo è ben attenta a non scordare, anzi a memorizzare bene tutto, è per avere bene in mente una cosa da non ripetere. Lei sta esattamente su quella cerniera della vita dei diciotto anni quando le cose possono orientarsi in modi differenti. Vedremo quali scelte farà… Grazie. Saluti buon fine settimana.

  • Nadia divisa tra rinuncia e dono: chi è il vincitore? , lei o Dario?, vale davvero la verginità?, e vale darsi ad uno che non ti ama solo per dimostrare che in fondo non ti importa di lui? Nadia è davvero in confusione, molte donne imboccano lo strano labirinto dove il filo di Arianna che le riporterebbe al controllo e alla felicità si spezza. Vediamo se lei sarà capace di trovare la strada giusta e chi la potrà aiutare oppure ostacolare.
    Grazie Buon fine settimana!🙏

  • Dopo questo capitolo il vecchio professore maniaco (o quasi) sembra a tutti gli effetti un’alternativa migliore allo scialbo Dario. Nadia in questo capitolo sembra piuttosto confusa, forse un incontro con il prof.(ho votato per lui) potrebbe aiutarla a capire cosa gli serva veramente o cosa sta cercando. Rispetto al primo capitolo questo sembra più una transizione…non ancora una presa di coscienza da parte di Nadia.

    • Diciott’anni e lamore: chi non è stato confuso… Nadia incarna le figure spesso fragili di tante donne anche di età moto diversa dalla sua. Noi maschi dovremmo avere un po’ più di rispetto certe volte… Grazie le il tuo contributo e alla prossima, ciao😊

      • Comunque Nadia non mi sembra una fanciulla così fragile….fare la scelta che ha fatto, donando quello che nel nostro immaginario femminile è il “dono” più prezioso ad un pirla come Dario è un atto a metà tra il coraggioso e il rassegnato, sicuramente frutto di meditazione. Aspetto il seguito della storia.

        • Giusta lettura: infatti la sua è stata una rinuncia e un dono (come dal titolo) e quindi sicuramente una decisione presa nel tempo quando ormai in lei era maturata la convinzione che l’amore romantico è bello ma non si può continuare a sognare per sempre.
          E a diciotto anni ci si può, sbagliando, sentire già in ritardo sulla vita) grazie, ciao alla prossima.

    • Ciao, grazie… Credo di aver capito a chi alludi, ma confesso che non mi sono ispirato a lui.
      Quest’uomo, se avrà un futuru, sarà diverso da quello, certamente, anche se devo ammettere lo ricorda. Vedremo, indicate la strada, io la seguirò. Un salutone (anche ai pirati) e buona notte. Ciao.

  • Il titolo del racconto (invertito) “Tatto , Olfatto , Contatto” con il titolo del capitolo “Tocco d’Artista” assumono a metà lettura una forza devastante e caricano le attese…ottima scelta. Bello il crescendo della descrizione del luogo con il crescendo della situazione che sta nascendo tra Nadia e il suo mentore. La situazione creata da un senso di vissuto che spesso abbiamo sentito dalle testimonianze di troppe donne…ma Nadia sembra molto combattiva e anche pronta a reagire (come lo si vedrà in futuro). Ho scelto Nadia e spero in una sua rivalsa, qualunque essa sia,

    • Ciao, noto con piacere che certe scelte a volte funzionano, in effetti tatto, olfatto, contatto era l’idea dell’amore sensoriale vista e udito esclusi perché troppo generici ed esercitabili anche a distanza. L’idea di due soggetti che accorciano le distanze e volenti o nolenti incrociano le loro sensazioni mi ha ispirato. Stavolta devo chiedere scusa a Nadia se sono stato cattivo con lei ma si rifarà se vincerà la lotteria della scelta dei lettori. Vedremo, intanto, ovviamente, grazie!

  • Ciao, Ottaviano. Ho scelto le avventure di Nadia. Che viscido, il professore! Il contesto artistico, il ruolo dell’uomo: forse questo esercita soggezione e fascino in Nadia, che lascia fare… Sono situazioni davvero spiacevoli per una donna, non mi è capitato in questo modo, ma penso che non sarebbe così facile sottrarsi, proprio come per Nadia, combattuta tra malmenarlo o starci, o anche solo per un “che cavolo succede” che ti paralizza invece di farti reagire. Quindi complimenti per le sensazioni, spiacevoli anche, che sei stato in grado di trasmettere. Tra l’alto ho imparato che in italiano si dice bordò, mentre io avrei usato il termine francese per quel tipo di rosso… Vedi, sempre utile leggere le storie altrui :). A me invece è piaciuta la ridondanza di “grande”, qui: “la testolina in su a rimirare il grande quadro davanti a lei appeso sulla parete bianca, immensa di quel gran salone del grande museo civico della sua grande città”. Penso sia voluto, per accentuare le sensazioni. Seguo, ciao.

    • Ciao, grazie per aver accolto il mio invito. Era un po” che non pubblicavo e devo mendicare lettori di buona volontà. Mi fa piacere che hai colto benissimo i segnali che ho lanciato, si può narrare anche di due che guardano un quadro, uno parla racconta le sue dotte verità, e lei che s’accorge che la verità vera è che qualcuno, chi se non lui, sta abusando della sua educazione e della sua pazienza.
      Saranno storie così, diverse per ambientazione e personaggi, oppure continueremo con questi due, decidete voi… Grazie ancora. A presto.
      .P.: Ho scelto il rosa perché l’erotismo sarà solo uno degli aspetti che saranno raccontati e mai in forma eccessivamente esplicita. Ciao

  • Ciao, Ottaviano.
    Eccomi qui.
    Bene, l’incipit ha colpito nel segno: tutto quieto, nel salone enorme di un museo, occhi fissi su un dipinto e poi l’impeto di un professore su una ragazza di cui a malapena conosce il nome. Dal mio punto di vista, questo racconto, seppur con intento romantico, starebbe meglio nel genere “eros”, ma se hai scelto così ci sarà certo un perché.
    Ho notato troppi “gran” “grande” nella narrazione, li avrei evitati, forse servono a dare enfasi, ma non aiutano la lettura, almeno la mia 😉
    Non so dove vuoi portarci con questa storia, siccome l’hai inserita nel genere rosa, immagino che avrà a che fare con una storia d’amore, magari un po’ particolare, chissà. Io voto: “finisce lì, cambia tutto” e vediamo dove ci porti.

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie di essere passata. Ti devo subito un chiarimento: tutto quel succedersi di grande, gran, immensa eccetera servono ad enfatizzare la distanza che c’è tra la ragazza e quello che ha intorno, come se l’osservatore fosse dietro i due personaggi e indietreggiasse ancora sollevandosi da terra lasciandoli sempre più piccoli e dispersi nell’ambiente che diventa enorme. Questo naturalmente soprattutto riferito a lei, che gioca fuori casa ed è annichilita dalla situazione. Lui no, lui in fondo è a suo agio in quel contesto, se ne nutre e ne approfitta!
      Ho inserito questa storia nel genere rosa perché non intendo scrivere un vero e proprio erotico ma tenermi a metà strada sul sentiero più consono all’amore sotto i suoi diversi aspetti. Se passa l’opzione si cambia tutto probabilmente spariranno anche i nostri primi due personaggi e ne arriveranno altri in contesti del tutto diversi. Grazie ancora e un salutone a te:

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