Il ragazzo maledetto

Dove eravamo rimasti?

Cosa risponderà Luca a Simone? "Certo, nessun problema" (67%)

Memorie dimenticate

“Certo, lascia fare a me, le parlerò il prima possibile”

Il volto di Simone si illuminò di gioia prima di continuare il discorso: “se non ti spiace, riusciresti a parlarci questa mattina? Sai, avevo già intenzione di chiederle di iniziare a frequentarci finita la giornata scolastica”

Quelle parole mi colpirono come un pugno allo stomaco.

“Ok” gli risposi con un filo di voce.

“Grazie”

Suonò la campanella.

Simone tornò al suo posto, mentre Anna arrivò poco dopo.

Per la prima ora di lezione non riuscii a dirle niente; avevo come un nodo alla gola.

Alla fine dell’ora le rivolsi la parola.

“Senti, devo dirti una cosa”

Mi gettò uno sguardo interrogativo, quasi preoccupato.

“D-Dimmi”

“Cosa ne pensi di Simone?” le dissi, indicandolo con un movimento della testa.

“Mhmm… perché?

“È un bravo ragazzo e parecchio affascinante, potresti chiedergli di uscire ogni tanto”

Alzai leggermente la voce.

Mi guardò confusa.

“Certo, come se volesse uscire con una come me”

Rimanemmo in silenzio per qualche secondo, poi mi colpì piano con un pugno sulla spalla.

“Ehi, non starai cercando di liberarti di me, vero?”

La sua voce tremava leggermente.

Entrambi facemmo una breve risata, ma sapevamo tutti e 2 che quella dell’altro era forzata.

Al secondo intervallo, Simone si avvicinò ad Anna e le disse qualcosa che non riuscii a sentire.

Una volta tornata di fianco a me, mi disse: “puoi aspettarmi all’uscita di scuola una volta terminate le lezioni? Devo fare una cosa prima”

Io e Anna tornavamo spesso a casa insieme.

Annuii.

Al termine della giornata mi diressi verso l’uscita della scuola, ma qualcosa mi stava facendo sentire incredibilmente male.

Ad un certo punto mi fermai; dovevo sentire ad ogni costo che cosa si fossero detti.

Mi voltai ed iniziai a correre.

C’era un solo posto in cui Simone avrebbe potuto parlarle, ovvero sotto il salice nel giardino nella scuola.

“In questo periodo è un luogo davvero incantevole” pensai.

Arrivai al giardino e mi fermai dietro un piccolo muretto; riuscivo a vedere e sentire Anna e Simone, appostati proprio sotto il salice.

“Quindi, cosa volevi dirmi?”

Lo sguardo di Anna era rivolto a terra.

“Sai, sei una ragazza davvero meravigliosa, mi piacerebbe uscire con te qualche volta”

Seguii una breve pausa.

“Prima di risponderti” disse Anna “ti devo chiedere una cosa. Se accettassi, diventeresti amico di Luca?”

A quelle parole sentii come un tuffo al cuore.

“Per te qualsiasi cosa”

“Riformulo la domanda allora. Diventeresti amico di Luca, anche se non te lo chiedessi?”

Una folata di vento fece fluttuare dolcemente i capelli di Anna.

“No”

Non aveva quasi neanche finito di dirlo che Anna lo colpì con uno schiaffo.

Si girò per iniziare a dirigersi verso l’uscita.

“Allora la mia risposta alla tua domanda sarà uguale”

Stava singhiozzando rumorosamente.

Si incamminò verso l’uscita.

Mi misi a correre il più velocemente possibile per non farmi vedere da lei, asciugandomi gli occhi pieni di lacrime prima di arrivare al punto dove la aspettavo solitamente.

Anna arrivò poco dopo con un largo sorriso in volto, quasi come se non fosse successo nulla.

“Andiamo?” mi disse, mentre iniziò a camminare verso casa.

Durante il tragitto rimanemmo entrambi in silenzio.

“Ti va’ di passare un attimo da casa mia? Oggi i miei non ci sono fino a cena e mi sentirei un po’ sola. Ma non farti strane idee, eh?!” disse Anna, mettendosi a ridere subito dopo.

Sorrisi.

“Certamente”

In quel momento capii quanto Anna tenesse a me; soffocava il dolore solo per non farmi pensare che avesse sofferto ancora a causa mia.

Dopo poco arrivammo a casa sua; era da un sacco di tempo che non ci andavo.

“Aspetta un attimo qui, devo sistemare un paio di cose in camera. Nel frattempo, togliti pure le scarpe e lascia tutto all’entrata.”

Corse velocemente su per le scale, tornando poco dopo facendomi cenno di salire.

Camera sua era esattamente come la ricordavo; letto e comodino, qualche armadio, un paio di librerie, una grande TV su un mobile con un paio di console collegate e una spaziosa scrivania davanti a una luminosa finestra.

Quel posto mi fece sentire notevolmente nostalgico, eppure non ricordavo l’ultima volta in cui ci misi piede.

Notai un paio di cose strane appena entrato; su un muro c’era una specie di alone, come se un quadro fosse stato rimosso da poco, mentre sulla scrivania c’era una cornice per foto rivolta verso il basso.

Mentre ero assorto in questi pensieri, Anna mi appoggiò piano un controller sullo stomaco.

“Che ne dici di una partita?”

Ovviamente accettai.

Era sempre stata un’appassionata di Street Fighter e Mortal Kombat; di solito la battevo continuamente, ma, un po’ perché ero parecchio arrugginito e un po’ perché lei probabilmente si era allenata parecchio, non riuscii a vincere una singola partita quel giorno.

Ad un certo punto, tra una partita e l’altra, mi arrivò una notifica sul telefono.

Mi stupii vedendo un messaggio da parte di Martina.

“Forse ti sei dimenticato qualcosa di importante. Incontriamoci stasera dopo cena alla Balconata dell’Eco. Oh, e non dire niente ad Anna.”

Cosa deciderà di fare Luca?

  • Ignora il messaggio di Martina (14%)
    14
  • Decide di incontrare Martina, ma dice ad Anna del messaggio (29%)
    29
  • Incontra Martina senza dire niente ad Anna (57%)
    57
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49 Commenti

  • Ciao Riccardo!
    Complimenti per aver portato a termine il racconto, e per come lo hai terminato. E’ sempre una bella soddisfazione metter la parola fine, e tu lo hai fatto bene, con l’amarezza per il destino di Anna ma con la gioia per i progressi di Amy e per il matrimonio. Il protagonista insicuro ha davvero trovato una serie di amiche premurose ed affezionate, ed è cresciuto come persona.
    Complimenti ancora, ed alla prossima.
    Ciao!

  • Ciao Riccardo! Eccoci alla fine, quindi…una bellissima storia, davvero. Complimenti! Il blocco e l’amnesia di Luca, causati da un trauma come quello che ha subito, è un modo molto interessante per affrontare argomenti difficili come quelli del disturbo post-traumatico o della depressione e devo dire che tu hai fatto un ottimo lavoro. La storia è iniziata come un racconto semplice di un ragazzino alle prese con le solite problematiche di un adolescente, ma sei stato in grado di farla proseguire e farla diventare una storia importante, quindi bravo davvero!
    Spero di poter leggere presto un tuo nuovo racconto, chissà magari sulla vita di Martina 😀
    Mi piacerebbe restare in contatto con te, quindi se ti va seguimi su Twitter (anche se lì pubblico per lo più le mie storie in inglese, ma non importa!): il mio nome è Giulia_S92.
    Spero continuerai a seguire la mia storia, a breve pubblicherò un nuovo capitolo.
    Ancora complimenti e a presto!

    • Ciao Giulia!
      Grazie mille per avermi supportato fino alla fine e per tutti i complimenti!
      Adesso mi prenderò un attimo di pausa dallo scrivere, ma tornerò presto.
      Purtroppo non ho Twitter, ma nel caso creassi un account, ti verrò a seguire.
      Intanto, se vuoi, possiamo restare in contatto via Instagram.
      Il mio account è bacchiriccardo.
      Continuerò a seguire la tua storia con grande interesse.
      Alla prossima!

  • Ciao Riccardo!
    Scelgo Anna, forse più per riconoscenza. La scelta mi sembra di difficile risposta, soprattutto per un ragazzo fragile, così almeno deve apparire a Martina e Anna, assai materne nei suoi confronti.
    Complimenti per essere arrivato sin qui, ora vediamoci l’epilogo.
    Ciao!

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