Le streghe di New York

Dove eravamo rimasti?

Come andrà a finire l'esperimento di Miranda su Lana? Lana non dimentica nulla. (100%)

3 - Fallimento

“Detective, che piacere vederla. Come mai qui?” gli chiese Lilliana, sorridendo per cercare di nascondere il chiaro nervosismo dipinto sul suo volto.

“Mi è stato segnalato che nel vostro istituto sono state avvistate delle anomalie, quindi mi trovo qui per riferire tutto ciò di sospetto che mi capita all’occhio alla polizia.” spiegò l’uomo, entrando nell’edificio.

Lilliana chiuse la porta e si voltò a guardarlo. Che cosa sarebbe successo? La scuola avrebbe chiuso? Ci sarebbero stati degli arresti? Questo lei non lo sapeva.

A fine giornata, terminate le lezioni, Arthur Morgan si presentò anche alle studentesse, le quali erano sedute su delle sedie disposte in fila nell’atrio.

“Io sono il detective Morgan e sono stato mandato qui per scoprire le anomalie, così vengono definite, che avvengono in questo istituto. Avete domande?” detto questo, Malisia alzò la mano. “Mi dica.”

“Un detective? Ma stiamo scherzando? È una scuola di streghe, è ovvio che accadano cose strane: si sperimentano pozioni, si provano gli incantesimi e si pratica il voodoo. Che cosa si aspettava?” disse scontrosamente la ragazza, la quale ricevette un’occhiataccia da Lilliana.

“Denbrough, porti rispetto al suo superiore!” la rimproverò quest’ultima.

La diciottenne sbuffò e si alzò dalla sedia, andando via e dirigendosi in camerata, seguita a manetta da Jessie. Anche Lana si alzò dalla propria sedia, ma, a differenza delle sue compagne di stanza, entrò in un lungo, spoglio e buio corridoio.

“Ehi!” venne spaventata da Miranda che comparve improvvisamente davanti a lei. “È il momento.”

La studentessa aveva compreso cosa intendeva l’insegnante con quell’affermazione. Si sentiva pronta, carica e motivata, nessuna traccia di paura e tensione. Aveva intenzione di rimuovere quell’orribile momento dalla sua memoria il prima possibile, con tutti i mezzi necessari.

La sessantasettenne le strinse la mano e la condusse verso le scale che portavano nei sotterranei della scuola. Scesero i gradini, ritrovandosi in un corridoio oscuro e sporco. 

“Dove stiamo andando?” chiese Lana, iniziando a preoccuparsi.

“Nel mio laboratorio.” rispose la donna, riprendendo a camminare a passo svelto.

Giunsero a una porta di legno chiusa con un lucchetto malandato e arrugginito. Miranda estrasse dalla tasca dei pantaloni a palazzo neri la chiave di esso e lo sbloccò, entrando nel laboratorio.

Vi erano mensole con sopra ampolle vuote, nell’angolo del muro un bancone e al centro una barella. L’insegnante le ordinò di sedersi su quest’ultima e lei obbedì, senza proferire parola.

La sessantasettenne aprì il cassetto del bancone ed estrasse la pozione preparata precedentemente, porgendola a Lana e dicendole di berla tutta, senza lasciare neanche un goccio.

“È sicura che funzionerà?” chiese la diciottenne, titubante.

“Sì, ne sono certa.” le assicurò la strega.

La ragazza bevve tutta d’un sorso la sostanza violacea, lasciando l’ampolla immacolata. Dopo poco più di cinque secondi, un’improvvisa nausea la colpì ed ebbe un mal di testa atroce. Non riuscì a resistere e vomitò sul pavimento.

“Lana, ehi, ehi, ehi. Ti senti bene?”

“Sì, mi sento soltanto un po’… stordita.”

“Ti ricordi come sono morti i tuoi nonni?”

“In un incendio ed è stata colpa mia.”

“Dannazione.”

La donna sospirò, realizzando che l’esprimento non era andato a buon fine e che era stato un fallimento. 

Intanto, il detective Morgan stava esplorando l’intero edificio insieme a Lilliana, restando in silenzio. L’uomo si fermò davanti alla camera settantacinque e guardò l’interno dalla piccola finestra rettangolare sulla porta: era vuota, non vi era alcun letto, tantomeno una scrivania.

“Come mai questa camera è vuota?” chiese alla direttrice, nutrendo alcuni sospetti.

“Una cosa terribile è accaduta in passato.” disse soltanto e lui era deciso a scoprire di più.

“Si spieghi meglio.”

“Era il 1988, il nostro istituto aveva ancora una discreta reputazione a causa dei pregiudizi e degli stereotipi sulle streghe. Una nostra studentessa, eccellente in tutte le materie, attuò un rito satanico e il demone che aveva evocato la spinse a commettere il suicidio. Da quel giorno, le cose nella sua camera si spostavano in continuazione, quindi decidemmo di svuotarla e chiuderla a chiave, senza aprirla mai più. Ero molto affezionata a lei, ma decise di seguire la strada sbagliata. Povera Clarice.”

“Clarice? Era quello il suo nome?”

“Sì, Clarice Parker.”

Il volto del detective si rabbuiò e divenne privo di qualsialsi espressione facciale. Aveva appena scoperto qualcosa di sconvolgente.

“Detective, si sente bene?”

“Clarice Parker era mia zia.”

Che cosa accadrà nel prossimo episodio?

  • Viene scoperto qualcosa di terrificante nei sotterranei (100%)
    100
  • Lo spirito di Clarice appare (0%)
    0
  • Flashback del 1988 con Clarice (0%)
    0
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5 Commenti

  • Ciao!
    Non sono un’amante degli horror, però devo dire che il tuo incipit mi ha incuriosita, quindi ho continuato. C’è qualche errore di battitura, ma ci sta, succede ?
    Comunque, ho votato “Non trova nulla”…
    p.s. se ti va e se hai tempo, passa a dare un’occhiata al mio racconto ?

  • Ciao! Anche io ho votato che si troverà bene e sono curiosa di continuare a leggere la tua storia 🙂
    L’unico consiglio che vorrei darti è quello di rileggere bene e diverse volte quello che scrivi (l’ho imparato a mie spese!) ed evitare di usare troppe volte gli stessi avverbi…anzi, secondo me, meno li usi e meglio è 😀
    Alla prossima storia!

  • Primo e penso anche per la prima volta!
    Benvenuta su TheIncipits WWW ( hai un nick troppo lungo, lo abbrevio, perdonami).
    Cosa possa dire? Iniziamo dal fatto che, adoro il fantasy, quindi, leggo streghe, poi però vedo Horror e non fantasy, quindi, ho delle grosse aspettative dal tuo romanzo ( ma niente pressioni eh!).
    Ho votato che si troverà bene, ma si, non complichiamo la vita di sta ragazza da subito, ci sono altri 9 capitoli, volendo, per fargliene passare di tutti i colori.
    Per la parte pratica, sono praticamente alle prima armi come scrittore, quindi non me la sento di farti delle correzioni, perdonami, ma son sicuro che qualche scrittore piu navigato, potrà darti tanti consigli.
    In bocca al lupo e al prossimo capitolo!

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