L’OCCULTA PASSIONE

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede quando Nico rientra in casa? Sandra sentendo Nico rientrare dentro casa esce dallo stato di catalessi ed agisce in maniera inaspettata. (50%)

L’incidente

Nico slegò Hugo e si avvicinò a Sandra con l’intento di cingerla tra le sue braccia ma lei scattò su sé stessa ed iniziò a fissarlo, i suoi occhi brillavano di un’artificiosa luce blu. Nico si chiese se fosse vittima di un’allucinazione o di qualche scherzo prodotto dai riflessi del sole, ma la tempesta che imperversava fuori sempre più violenta lo portò ad escludere questa seconda ipotesi.

«Papà…pericolo» disse Sandra con voce roca, quasi robotica.

«Cosa? Cosa vedi? Che sta succedendo a papà?»

«Devo andare, devo salvarlo» rispose lei alzandosi all’improvviso dallo sgabello.

Nico le afferrò il polso cercando di trattenerla «Tu non vai proprio da nessuna parte in queste condizioni, vieni qui e mettiti comoda sul div…»

Puntura. Freddo metallico. Senso di pienezza nello stomaco. Lacerazione.

La lama entrò nell’addome di Nico prima ancora che avesse il tempo di realizzare  cosa stesse accadendo, in pochi istanti la sua maglietta si intrise di sangue, e quando ne fu inzuppata cominciò a gocciolare sul pavimento.

«Cosa hai fatto?» urlò in preda all’orrore.

«Ti ho detto di levarti di torno, devo andare a casa dei miei genitori, ORA!» urlò Sandra in tono talmente grave da essere ormai irriconoscibile.

La ferita non gli provocava dolore, lo shock era dovuto più che altro dall’aver ricevuto un attacco a sorpresa. Il coltello non era entrato in profondità, e nonostante avesse perso molto sangue, nel controllarsi la ferita, Nico non la trovò così devastante. Si fece coraggio e si buttò su Sandra afferrando il coltello, in quel momento lei sembrò rinsavire e smise di opporre  resistenza, la luce blu nei suoi occhi era diventata intermittente, e momenti di apparente lucidità si alternavano ad altri indefinibili. La sua voce stava tornando normale.

«Nicky che è successo? Cos’è tutto questo sangue? Ti sei fatto male?»

«Hai avuto uno dei tuoi attacchi e mi hai colpito con un coltello»

«Oh cielo! Stai bene?»

«Sì, per fortuna la ferita non è profonda»

«Dobbiamo correre all’ospedale»

«No aspetta, prima aiutami a sciacquare la ferita e vediamo bene di che si tratta»

Una volta disinfettata, convennero che la ferita avrebbe meritato cinque o sei punti di sutura, il sangue ora scorreva più lento ma non si era fermato del tutto.

«Cassie andiamo al pronto soccorso, ma fai parlare me, dirò che mi sono ferito facendo un lavoretto in casa, non possiamo raccontare la verità»

«Che mi sta succedendo Nicky? Ho tanta paura, come ho potuto farti una cosa del genere?»

«Non è stata colpa tua, non eri in te, eri come posseduta, farneticavi qualcosa riguardo tuo padre, dicevi che era in pericolo»

«Ma certo adesso ricordo, stavo preparando il tè, e all’improvviso sono caduta in trance, mi sono messa a fissare il bollitore e dentro ci ho visto me stessa. Mi stavo recando a casa dei miei genitori, arrivata all’ingresso chiedevo se qualcuno fosse in casa ma non ricevevo risposta, quindi entravo, salivo di sopra, era tutto buio e c’era un silenzio tombale, percorrevo il corridoio e vedevo la porta dello studio di mio padre socchiusa, entravo e lui era lì, seduto con la testa riversa sul petto e delle scatole di pillole vuote buttate sul pavimento, era morto Nic, ti giuro che era morto, si era suicidato, era così reale, adesso dobbiamo sistemare questa ferita, ma poi voglio andare a controllare se va tutto bene».

I dottori credettero alla storiella di Nico e lo suturarono con sei punti, Sandra lo attendeva scaldandosi le mani con una tazza di caffè, aveva un aspetto orribile e provato, e sembrava ancora molto preoccupata.

«Come stai?» chiese Nico

«Un cesso, tu?»

«Un cesso, mi hanno dato sei punti»

«Come ho potuto fare una cosa del genere? Mi dispiace tantissimo, Nicky credo di aver bisogno di aiuto»

«Fino ad ora nessuno ci ha potuto aiutare, ma vedrai che ne usciremo»

«Grazie, significa molto per me»

«Allora vuoi passare dai tuoi?»

«Te la senti con quella ferita? Ho sentito mia madre per telefono, non le ho raccontato dell’incidente, ma ha cominciato a domandarmi perché fossi così preoccupata»

«Se ti fa stare più tranquilla possiamo andare a dare un’occhiata»

«Ok te ne sarò grata»

Nel tragitto inventarono una storia per la visita a sorpresa, comprarono una torta, e decisero che Nico, con la scusa di dover andare in bagno, sarebbe salito di sopra e avrebbe ispezionato lo studio del padre di Sandra in cerca di qualcosa che avrebbe potuto dimostrare che la premonizione fosse reale.

Una volta lì, procedettero come da copione e Nico salì al piano superiore. La descrizione del corridoio buio, lungo e silenzioso fatta da Sandra doveva averlo impressionato, perché gli si raggelò il sangue mentre lo attraversava cercando a tentoni un interruttore che gli avrebbe permesso di illuminare quella buia caverna. Dopo alcuni tentativi lo trovò e il corridoio si illuminò mostrandosi in tutta la sua lunghezza, e proprio lì, in fondo a destra, ad una decina di metri da lui, poteva scorgere la porta socchiusa dello studio, avanzò in silenzio superando le altre stanze ed entrò.

Cosa scopre Nico nello studio del padre di Sandra?

  • Trova un oggetto, che per quanto lui ne sappia, non dovrebbe essere lì (86%)
    86
  • Non trova nulla di sospetto (0%)
    0
  • Trova le boccette delle pillole vuote (14%)
    14
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30 Commenti

  • Ciao Larry!
    Episodio tremendo, visivamente forte; voto per la madre di Sandra. Rendi bene le sensazioni fisicamente spiacevoli, tattili ed olfattive, ed il disagio è servito. Belle e amare per noi le considerazioni in merito alla natura umana che si concede lo spirito, che dà giudizi impliciti sulla virilità di Nico.
    Bene, vediamo come lui si comporta con Cassie.
    Ciao e buona domenica!

  • Buon giorno Larry,
    ho appena finito di leggere i quattro episodi del tuo racconto che ho trovato coinvolgenti e ben scritti..
    Non so capire se il problema è la casa o la malattia di Cassie, profeta di sventure.
    Fin qui propendo per la seconda ipotesi, perciò ho votato per il roditore.
    Aspetto di saperne di più nel prossimo capitolo. A presto.
    Se ti fa piacere potresti venire a leggere il mio racconto, mi interessa il parere sincero di un collega in scrittura.

  • Ciao Larry!
    La storia va avanti bene, il mistero di Sandra mette alla prova i due sposi, e per ora sembra dividerli. Scelgo che la botola si chiude; la casa è ostile. Quello delle case è un genere horror che mi piace particolarmente, perché vede intrecciarsi ai momenti forti i rapporti umani tra congiunti che subiscono la tensione del momento. Un momento catartico per i membri della famiglia. Aspetto il prossimo episodio dunque.
    Ciao!

  • Ciao, Al quarto capitolo ci sta bene anche il ghiro… non corriamo. Capitolo in cui la casa si rivela per quello che (forse) è: una fabbrica di paure. La tensione sale… bisogna alimentarla pian piano per non guastare l’effetto.
    A me non disturba ma i sapienti dicono che il corsivo va limitato all’essenziale… vedi tu.
    Per il resto tutto benissimo bravo. 🙂

    • Cia fender, grazie per aver votato…una scelta insolita, ma va bene così!
      Riguardo al corsivo, lo sapevo che qualcuno avrebbe storto il naso, e me ne sono assunto tutti i rischi, del resto a me non disturba ed essendo un grandissimo fan di King (che lo usa abbondantemente) ci ho voluto provare, lungi da me mettermi sul piano del Maestro, ma mi sono basato sull’esperienza di ciò che leggo e tocco.

  • Ciao Larry!
    Ho votato con la maggioranza, Sandra fa pressione per acquistare la casa, mi sembra realistico a prescindere dal genere della storia:)). In realtà anche l’opzione su di lei che si vede malata è valida, perché lei sembra pensarlo. L’influenza della casa è un topic classico che a me piace sempre molto nei racconti del terrore, quindi sia la benvenuta!
    Occhio “Tentarono più volte di riavvicinarsi, e così gli venne l’idea acquistare una nuova casa”; venne loro l’idea, il soggetto è plurale. Lidea di acquistare, il “di” è facilmente scomparso ritoccando la frase, ne so qualcosa anch’io ?.
    Bene! Bravo, buona continuazione!

  • “Il richiamo la attrae verso la casa, non dice nulla a Nico e gli fa pressione per acquistarla.” Mi pare l’opzione più consona alla storia, serve un twist per farla decollare e far partire la discesa verso il terrore 😉
    Ciao, Larry.
    Anche in questo capitolo hai compiuto un balzo nel tempo e ci hai mandati avanti di ben tre anni, alla fine la visione sul padre non ha dato esito e pare si sia trattato solo di un espediente per portare avanti la storia, magari dando da pensare al lettore sul fatto che la protagonista possa essere malata di mente… anche questo serve in una storia, ma, a meno che tu non voglia eccedere le 10 parti, stai attento a non sprecare caratteri o ti ritroverai a rincorrere il finale 🙂 te lo dico perché a me capita sempre.
    Comunque, ho trovato interessanti i dialoghi, mi sono parsi verosimili e ho quasi percepito la tensione tra i due, bravo.
    Ci si rilegge.
    Alla prossima!

    • Grazie delle belle parole, sinceramente non ho intenzione di eccedere le 10 parti, vedrò di farci stare tutto dentro, mi fa piacere che ti siano piaciuti i dialoghi, ci tengo molto e cerco di impegnarmici al massimo!
      Alla prossima!

  • Ciao, buon capitolo scorrevole di piacevole lettura anche se non succede molto però avrai tempo per terrorizzarci? a parte questo se posso, vorrei dirti che avrei usato , “sospetta” invece che ” sospettosa” e avrai marcato meglio il passaggio dei tre anni. Voto il richiamo che attrae, per entrare nel tema paura. Ciao alla prossima.?

  • Ciao, Larry Perry.
    Sono passata a rendere la cortesia.
    Trovo un racconto con tutti gli ingredienti per diventare un buon horror, mi ricorda u neo’ l’Avvocato del Diavolo (i due che cambiano casa e lui che fa l’avvocato) e La Zona Morta (per le visioni, anche se lì le visioni avvenivano in altro modo); al di là di questo trovo che ci siano vari spunti interessanti, attento a non lasciare andare troppo il raccontato, facci vedere e sentire quel che vedono e sentono i protagonisti. La visita a casa dei genitori l’avrei approfondita un po’ di più, caratterizzando un minimo il padre e la madre, ma è scelta tua 🙂

    Alla prossima!

  • …trova un oggetto… Ti da modo di spaziare con la fantasia. Il racconto fila via liscio come può farlo la storia di un accoltellamento, seppur involontario.?
    Vai bene così, ottimo lavoro; alla prossima!?

  • Ciao Larry!
    Trova un oggetto inaspettato, scelta interlocutoria, non ho voluto partire con le boccette subito. Sandra vive il suo dramma e Nico ne fa le spese, quello che si vede è che la situazione li sta ricompattando, almeno temporaneamente. La lettura scorre piacevole; forse solo nel paragrafo che comincia con “Mi stavo recando a casa dei miei genitori” avrei inserito un punto e virgola verso la fine, ma è solo un’opinione mia. Poca roba, complimenti e buon prosieguo!

  • Ciao Larry,
    ho trovato il tuo racconto girando tra le novità….in cerca di qualcosa da legger in questo caldo mese. La scelta è stata proficua, a pizzicato le corde giuste e ora sono curioso di vedere cosa succederà.
    Ho votato per “la catalessi profonda”….Magari Sandra avrà rivelazioni importanti per la storia, chissà. Aspetto i prossimo capitolo.
    Grazie,
    ePP.

  • Ciao Larry!
    Darsi una seconda chance comprando casa è notevole… e rischioso! Interessante questo incipit di visioni misteriose; lei è spiritosa, perché accetta il soprannome di Cassie in un aspetto della sua vita che le deve procurare angoscia.
    Secondo me sei bravo a destare curiosità, quindi voto per una reazione diversa di Sandra.
    Mi lascia perplesso la frase: “affinché entrambi avrebbero potuto avere uno studio personale.”, io vedrei meglio il congiuntivo piuttosto che il condizionale, e poco dopo in effetti lo utilizzi in una subordinata simile. Vedi tu, spero di non sembrarti noioso, perché in effetti un po’ lo sono ?.
    Ciao e buona scrittura!

    • Ciao Minollo, grazie per il tempo che hai dedicato alla lettura e al commento, vedo che sei un attento osservatore dei particolari, e la cosa mi fa molto piacere.
      Riguardo quel congiuntivo…non posso che essere d’accordo con te 😀

  • Ciao benvenuto al nuovo racconto. Un incipit che promette molte cose. Se ti può servire ti vorrei dire di stare attento che la lettura sia agevole e le frasi rese fruibili senza dover esercitare un’eccessiva attenzione. es: “…ed in cambio di promesse di aumenti di stipendio ed avanzamenti di carriera che non arrivavano mai, lo avevano reso schiavo.” si capisce il senso ma la frase ha un che di stonato che la rende vagamente oscura. Puoi scriverla in modo diverso e più chiaro.
    di seguito poi:
    “Tempo di qualità, intimo, non lo passavano dal giorno dell’incidente.
    “L’incidente avvenne (era avvenuto) il 14 maggio 2017, circa un anno dopo la prima visione di… “anche qui tutto il paragrafo seguente, ( fino a “non cadde nessun aereo”) scritto con il verbo nel tempo giusto è molto più chiara.
    Queste sono le mie impressioni, valuta tu se tenerne conto o meno, non è detto affatto che io abbia ragione. Ti faccio i miei migliori auguri e complimenti. Ciao alla prossima… 🙂

    • Ciao fenderman, ti ringrazio innanzitutto per l’apprezzamento. I tuoi suggerimenti circa i tempi verbali, mi fanno capire che hai letto il capitolo nel dettaglio ed in maniera tutt’altro che superficiale.
      Ci si vede presto con il nuovo capitolo!

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