L’OCCULTA PASSIONE

Dove eravamo rimasti?

Come si comporterà Sandra in seguito alla nuova esperienza? Il richiamo la attrae verso la casa, non dice nulla a Nico e gli fa pressione per acquistarla. (83%)

Un ospite sgradito

«Ancora niente»

«Non ci credo! Che ti ha detto il tecnico?»

«Che la parabola è a posto e non c’è ragione perché non funzioni»

Da quando avevano messo piede nella nuova casa, Nico non era riuscito a seguire nemmeno una partita di calcio dal suo nuovo divano, e si era quindi dovuto organizzare con Stefano, un suo collega, per seguire le partite in un bar del centro.

Devo salire su in soffitta.

«Come la vedi oggi? Abbiamo un sacco di infortunati»

«Infatti, la vedo nera»

«Altre due per favore» disse Nico alla cameriera venuta a portare via i bicchieri.

Non mi ricordo cosa devo fare, ma devo proprio salire in soffitta.

«Vabbè abbiamo iniziato il campionato alla grande, sarà quel che sarà»

Questa lampadina continua a fulminarsi, giurerei di averla cambiata qualche settimana fa. Per fortuna ho la torcia del cellulare.

«Con Sandra come va?»

«Lei sembra stare meglio, ha meno episodi, ma tra di noi va male»

«Perché?»

«È distante, quando torno a casa è sempre persa nelle sue cose, mi accenna un saluto, a cena quattro chiacchiere e dopo se ne va subito a letto, non facciamo più niente insieme»

«Beh però anche tu te ne stai sempre chiuso in quel cazzo di ufficio, ultimamente non ti riconosco»

«Stè, è un momento cruciale, se le cause vanno in porto divento capo dipartimento, è l’opportunità che stavo aspettando»

Cosa ci faccio qui sopra? Questo stupido baule! Ho detto a Nico migliaia di volte di liberarsene! Cosa ce ne dobbiamo fare di tutte queste cianfrusaglie? Sono solo vecchie foto puzzolenti, ritagli di giornale ingialliti, giochi di cui non si vuole liberare e stupidi quadretti che disegnava quando era bambino.

E ora cosa c’è?

Le mie spalle sono immerse nell’oscurità, sento qualcosa che d’improvviso mi tocca la schiena, mi avvinghia, scivola fin sotto il mio seno, ora posso vedere; sono mani! Mani verdognole, fredde, quasi mummificate, hanno dei peli talmente lunghi che ricadono fin sulla mia pancia. Mi stano trascinando lentamente verso le tenebre, il mio cellulare è rimasto appoggiato sopra al baule.

«Scusa è Sandra, devo rispondere!»

Nico tornò al tavolo, tracannò la birra, lasciò cinquanta euro a Stefano per il conto, ed abbandonò il locale. Non aveva capito cosa fosse successo ma Sandra era sconvolta e proferiva frasi senza senso, l’unica cosa chiara che era riuscita a riferirgli fu che era rimasta chiusa in soffitta.

Arrivato davanti casa, frenò così bruscamente che lasciò i solchi degli pneumatici sul vialetto, scese in fretta dall’auto, e dal cancello poteva già sentire Hugo mugolare incessantemente, una volta dentro si mise ad abbaiare guidandolo verso la botola della soffitta. Nico aprì la botola, si lanciò su per le scale e provò ad accendere la lampadina senza successo, chiamò Sandra senza ricevere risposta, cercò di calmare il respiro alla ricerca di un segnale all’interno dell’enorme e buia soffitta e finalmente sentì provenire da un angolo dei singhiozzi.

«Cassie sei lì? Cassie sono io, sono a casa»

Non ci fu risposta, illuminò l’angolo con il cellulare e vide rannicchiata una misera figura vestita in abiti bianchi raggomitolata su sé stessa ed in preda alle lacrime.

«Cassie che è successo?»

Lei le buttò la testa sopra il petto e cominciò a piangere a dirotto.

«Nicky ho avuto una paura tremenda! C’era qualcosa qui sopra, qualcosa che mi ha voluto far salire, ha richiuso la botola, mi ha preso da dietro e mi ha trascinato qui nell’angolo; non so cosa voleva, mi toccava con insistenza, non credo che volesse uccidermi, ma è stato orribile!»

«Non ti preoccupare adesso ci sono io, cambiamo quella lampadina e vediamo di che si tratta, vedrai sarà un piccolo roditore, o un tasso»

Nico sistemò Sandra sul divano e Hugo le saltò pentito in grembo cercando commiserazione per non averla potuta proteggere, poi risalì in soffitta e montò la lampadina nuova; l’ambiente aveva tutto un altro aspetto, quelle che nell’ombra assomigliavano a mostruosità infernali pronte ad afferrarti nel buio, si rivelavano invece semplici mostruosità terrene (per la maggior parte regali dei genitori) che nessun uomo dotato di un minimo di buon senso avrebbe voluto tenere esposte in casa.

Per terra c’erano alcuni album di fotografie, da uno di questi partiva un sentiero di foto sparpagliate che arrivava fino all’angolo più estremo e buio della soffitta. Nico seguì le fotografie ed arrivò nell’angolo oscuro, dove sopra ad un vecchio comodino era poggiata una foto di Sandra in bikini. Nico sapeva di essere solo lì sopra, eppure dal comodino di fronte a lui proveniva un rumore incessante come un picchiettio, sorrise quando un’idea bizzarra lo sfiorò, quel rumore sembrava inequivocabile dinnanzi a quella scena; era come se qualcuno si stesse facendo una sega sulla foto di Sandra. Si convinse però che in quella soffitta non c’era proprio nessuno oltre a lui, quindi deciso a mettere fine a quella messinscena, si diresse verso il cassetto del comodino, per cogliere il roditore nel mezzo del suo rosicchiamento e cacciare una volta per tutte quello sgradito ospite.

Che cosa trova Nico nel cassetto del comodino?

  • Non trova nulla, il picchiettio cessa, ma all'improvviso sente la botola della soffitta chiudersi dietro di lui . (71%)
    71
  • Due mani putrefatte che lo afferrano e provano a trascinarlo dentro il comodino. (0%)
    0
  • Due occhietti neri che lo fissano interessati, l'ospite è un dolcissimo ghiro. (29%)
    29
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26 Commenti

  • Ciao Larry!
    La storia va avanti bene, il mistero di Sandra mette alla prova i due sposi, e per ora sembra dividerli. Scelgo che la botola si chiude; la casa è ostile. Quello delle case è un genere horror che mi piace particolarmente, perché vede intrecciarsi ai momenti forti i rapporti umani tra congiunti che subiscono la tensione del momento. Un momento catartico per i membri della famiglia. Aspetto il prossimo episodio dunque.
    Ciao!

  • Ciao, Al quarto capitolo ci sta bene anche il ghiro… non corriamo. Capitolo in cui la casa si rivela per quello che (forse) è: una fabbrica di paure. La tensione sale… bisogna alimentarla pian piano per non guastare l’effetto.
    A me non disturba ma i sapienti dicono che il corsivo va limitato all’essenziale… vedi tu.
    Per il resto tutto benissimo bravo. 🙂

    • Cia fender, grazie per aver votato…una scelta insolita, ma va bene così!
      Riguardo al corsivo, lo sapevo che qualcuno avrebbe storto il naso, e me ne sono assunto tutti i rischi, del resto a me non disturba ed essendo un grandissimo fan di King (che lo usa abbondantemente) ci ho voluto provare, lungi da me mettermi sul piano del Maestro, ma mi sono basato sull’esperienza di ciò che leggo e tocco.

  • Ciao Larry!
    Ho votato con la maggioranza, Sandra fa pressione per acquistare la casa, mi sembra realistico a prescindere dal genere della storia:)). In realtà anche l’opzione su di lei che si vede malata è valida, perché lei sembra pensarlo. L’influenza della casa è un topic classico che a me piace sempre molto nei racconti del terrore, quindi sia la benvenuta!
    Occhio “Tentarono più volte di riavvicinarsi, e così gli venne l’idea acquistare una nuova casa”; venne loro l’idea, il soggetto è plurale. Lidea di acquistare, il “di” è facilmente scomparso ritoccando la frase, ne so qualcosa anch’io 😉.
    Bene! Bravo, buona continuazione!

  • “Il richiamo la attrae verso la casa, non dice nulla a Nico e gli fa pressione per acquistarla.” Mi pare l’opzione più consona alla storia, serve un twist per farla decollare e far partire la discesa verso il terrore 😉
    Ciao, Larry.
    Anche in questo capitolo hai compiuto un balzo nel tempo e ci hai mandati avanti di ben tre anni, alla fine la visione sul padre non ha dato esito e pare si sia trattato solo di un espediente per portare avanti la storia, magari dando da pensare al lettore sul fatto che la protagonista possa essere malata di mente… anche questo serve in una storia, ma, a meno che tu non voglia eccedere le 10 parti, stai attento a non sprecare caratteri o ti ritroverai a rincorrere il finale 🙂 te lo dico perché a me capita sempre.
    Comunque, ho trovato interessanti i dialoghi, mi sono parsi verosimili e ho quasi percepito la tensione tra i due, bravo.
    Ci si rilegge.
    Alla prossima!

  • Ciao, buon capitolo scorrevole di piacevole lettura anche se non succede molto però avrai tempo per terrorizzarci😊 a parte questo se posso, vorrei dirti che avrei usato , “sospetta” invece che ” sospettosa” e avrai marcato meglio il passaggio dei tre anni. Voto il richiamo che attrae, per entrare nel tema paura. Ciao alla prossima.🙋

  • Ciao, Larry Perry.
    Sono passata a rendere la cortesia.
    Trovo un racconto con tutti gli ingredienti per diventare un buon horror, mi ricorda u neo’ l’Avvocato del Diavolo (i due che cambiano casa e lui che fa l’avvocato) e La Zona Morta (per le visioni, anche se lì le visioni avvenivano in altro modo); al di là di questo trovo che ci siano vari spunti interessanti, attento a non lasciare andare troppo il raccontato, facci vedere e sentire quel che vedono e sentono i protagonisti. La visita a casa dei genitori l’avrei approfondita un po’ di più, caratterizzando un minimo il padre e la madre, ma è scelta tua 🙂

    Alla prossima!

  • Ciao Larry!
    Trova un oggetto inaspettato, scelta interlocutoria, non ho voluto partire con le boccette subito. Sandra vive il suo dramma e Nico ne fa le spese, quello che si vede è che la situazione li sta ricompattando, almeno temporaneamente. La lettura scorre piacevole; forse solo nel paragrafo che comincia con “Mi stavo recando a casa dei miei genitori” avrei inserito un punto e virgola verso la fine, ma è solo un’opinione mia. Poca roba, complimenti e buon prosieguo!

  • Ciao Larry,
    ho trovato il tuo racconto girando tra le novità….in cerca di qualcosa da legger in questo caldo mese. La scelta è stata proficua, a pizzicato le corde giuste e ora sono curioso di vedere cosa succederà.
    Ho votato per “la catalessi profonda”….Magari Sandra avrà rivelazioni importanti per la storia, chissà. Aspetto i prossimo capitolo.
    Grazie,
    ePP.

  • Ciao Larry!
    Darsi una seconda chance comprando casa è notevole… e rischioso! Interessante questo incipit di visioni misteriose; lei è spiritosa, perché accetta il soprannome di Cassie in un aspetto della sua vita che le deve procurare angoscia.
    Secondo me sei bravo a destare curiosità, quindi voto per una reazione diversa di Sandra.
    Mi lascia perplesso la frase: “affinché entrambi avrebbero potuto avere uno studio personale.”, io vedrei meglio il congiuntivo piuttosto che il condizionale, e poco dopo in effetti lo utilizzi in una subordinata simile. Vedi tu, spero di non sembrarti noioso, perché in effetti un po’ lo sono 😁.
    Ciao e buona scrittura!

  • Ciao benvenuto al nuovo racconto. Un incipit che promette molte cose. Se ti può servire ti vorrei dire di stare attento che la lettura sia agevole e le frasi rese fruibili senza dover esercitare un’eccessiva attenzione. es: “…ed in cambio di promesse di aumenti di stipendio ed avanzamenti di carriera che non arrivavano mai, lo avevano reso schiavo.” si capisce il senso ma la frase ha un che di stonato che la rende vagamente oscura. Puoi scriverla in modo diverso e più chiaro.
    di seguito poi:
    “Tempo di qualità, intimo, non lo passavano dal giorno dell’incidente.
    “L’incidente avvenne (era avvenuto) il 14 maggio 2017, circa un anno dopo la prima visione di… “anche qui tutto il paragrafo seguente, ( fino a “non cadde nessun aereo”) scritto con il verbo nel tempo giusto è molto più chiara.
    Queste sono le mie impressioni, valuta tu se tenerne conto o meno, non è detto affatto che io abbia ragione. Ti faccio i miei migliori auguri e complimenti. Ciao alla prossima… 🙂

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