L’OCCULTA PASSIONE

Dove eravamo rimasti?

Che cosa trova Nico nel cassetto del comodino? Non trova nulla, il picchiettio cessa, ma all'improvviso sente la botola della soffitta chiudersi dietro di lui . (63%)

Le tenebre su di voi

Si precipitò sul comodino tirando violentemente i cassetti verso di sé, era così sicuro di cogliere il roditore sul fatto, che aveva già il pugno alzato sopra la testa pronto a colpire.

«Cazzo qui non c’è!» urlò rabbioso e carico dell’adrenalina che non era riuscito a sfogare sul povero sventurato.

Non ebbe neanche il tempo di richiudere i cassetti che sentì il rumore sordo della botola serrarsi dietro di lui.

«Cassie? Sei tu?»

Nessuna risposta.

«Cassie perché hai chiuso? Sono ancora quassù!»

Niente.

La lampadina appena sostituita lampeggiò e dopo un secco ronzio, scoppiò rilasciando nel buio una scia luminosa come piccole stelle cadenti. Si tastò le tasche per recuperare il cellulare, ma doveva averlo poggiato da qualche parte mentre cambiava la lampada. L’oscurità divenne tale che non poteva nemmeno intuire in che direzione si trovassero la botola o la lampadina. Preso dal panico inciampò attutendo il colpo con le mani, mentre era per terra, accovacciato sulle ginocchia cominciò a sentire dei passi. Sembrava che lì sopra insieme a lui, ci fosse un cavallo impazzito il cui volteggiare risuonava e si moltiplicava in ogni angolo della soffitta. Girò la testa a destra e a sinistra per capire da quale parte provenissero, ma quell’orrore sonoro sembrava trovarsi in ogni luogo allo stesso tempo. L’aria divenne spiacevolmente dolciastra e irrespirabile, aveva i conati di vomito e quando si portò le mani sul volto per non respirare quell’odore disgustoso, qualcosa lo colpì proprio al centro delle scapole e lo scaraventò faccia a terra sul pavimento. Delle mani con delle lunghe dita gli scivolarono lentamente lungo il collo; erano avvolte da una coltre di peluria polverosa e arruffata; erano peli sfibrati e ruvidi, ma erano talmente tanti da farle sembrare morbide.

«Chi cazzo sei? Che vuoi?» disse rigirandosi su sé stesso per riprendere vantaggio sull’immonda creatura, peccato che una forza sovrumana lo tenne inchiodato al pavimento. A quel punto sentì l’alito caldo dell’essere riversarglisi sul collo, e si accorse che lo stava studiando ed assaporando tramite le sue grosse narici.

«Se proprio vuoi saperlo, te lo dico subito; io sono il Karabasan, il Mara, alcuni mi conoscono come Tokolosh, ho tanti nomi, da queste parti mi chiamate Incubo, voi umani mi temete ma allo stesso tempo mi venerate sperando così di esorcizzarmi, che onore per me avere così tanto spazio all’interno del vostro folklore!»

«Perché sei qui?»

«Beh Nico, la domanda più opportuna da porsi è: perché VOI siete qui»

«Cosa intendi?»

«Umani, tanto affascinanti quanto stupidi, siete giocattoli con cui mi piace divertirmi per un po’ di tempo, ma vi rompete presto, siete tra le creature più robuste del pianeta, ma siete nulla in confronto alla mia eternità. La senti la vostra fragilità Nico? La senti sotto il mio ginocchio che potrebbe spezzarti la spina dorsale in due da un momento all’altro? La senti nella paura che vivete ogni giorno di avere un incidente, di ammalarvi o ancora peggio di vedere un vostro caro che si ammala? Siete esseri finiti, ma c’è da riconoscervelo; avete fegato, e provate a sfidare ciò che nemmeno potete immaginare. Vi ammiro sai? Senza di voi sarei embrionale, è da tempo immemore che mi nutro delle vostre paure, siamo simbiotici, chissà che il “nostro comune amico” lassù non vi abbia creato al solo fine di soddisfare il mio piacere. Lascia che ti spieghi un po’ come funzioneranno le cose; di te non mi frega nulla, a me interessa Sandra, tu sei solo un ostacolo perciò bada bene a non impicciarti. Verrò a trovarvi molto spesso nel lettone sai? Preparati a fare un po’ di spazio tra quelle coperte amico, anzi direi che ultimamente ce n’è fin troppo o sbaglio? Non mi sembra che stia andando alla grande con il bum bum,  quando è stata l’ultima volta che si è concessa? Te lo ricordi? Ultimamente mi sembra che si scoperebbe molto più volentieri il vostro can…»

«Vaffanculo!» la creatura, colta di sorpresa lasciò momentaneamente la presa permettendogli di recuperare la posizione supina, Nico ne approfittò per divincolarsi, si rialzò ma si accorse che il demone non era più davanti a lui, lo sentiva dissolvere la sua essenza tutto intorno alla stanza ma non riusciva più a vederlo.

«Questa volta è andata così mio caro amico, ma tu preparati perché i tempi stanno per cambiare, finalmente dentro questa casa ci si divertirà con un po’ di sano bum bum cha cha, ciao pivello ci rivediamo presto»

«Al diavolo!» urlò Nico all’oscurità, gli dispiaceva che non glielo avesse potuto urlare in faccia, ma in cuor suo era contento del fatto che la creatura se ne fosse andata. Prosegui tastoni per recuperare la dimensione dello spazio, identificò il luogo dove aveva lasciato il cellulare, lo recuperò e fece finalmente luce in quella tomba; tutto sembrava perfettamente a posto. Era incredibile pensare che un paio di minuti prima lì dentro si fosse consumato un incontro così allucinante. Sul display lampeggiava incessante il simbolo di un messaggio ricevuto, Nico lo lesse.

Quale messaggio compare sul display del cellulare di Nico?

  • Un messaggio della madre di Sandra che gli dice di correre a casa loro. (67%)
    67
  • Un messaggio della compagnia telefonica che gli comunica che non ha più credito residuo. (0%)
    0
  • Un messaggio di Sandra che gli chiede dove sia finito. (33%)
    33
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30 Commenti

  • Ciao Larry!
    Episodio tremendo, visivamente forte; voto per la madre di Sandra. Rendi bene le sensazioni fisicamente spiacevoli, tattili ed olfattive, ed il disagio è servito. Belle e amare per noi le considerazioni in merito alla natura umana che si concede lo spirito, che dà giudizi impliciti sulla virilità di Nico.
    Bene, vediamo come lui si comporta con Cassie.
    Ciao e buona domenica!

  • Buon giorno Larry,
    ho appena finito di leggere i quattro episodi del tuo racconto che ho trovato coinvolgenti e ben scritti..
    Non so capire se il problema è la casa o la malattia di Cassie, profeta di sventure.
    Fin qui propendo per la seconda ipotesi, perciò ho votato per il roditore.
    Aspetto di saperne di più nel prossimo capitolo. A presto.
    Se ti fa piacere potresti venire a leggere il mio racconto, mi interessa il parere sincero di un collega in scrittura.

  • Ciao Larry!
    La storia va avanti bene, il mistero di Sandra mette alla prova i due sposi, e per ora sembra dividerli. Scelgo che la botola si chiude; la casa è ostile. Quello delle case è un genere horror che mi piace particolarmente, perché vede intrecciarsi ai momenti forti i rapporti umani tra congiunti che subiscono la tensione del momento. Un momento catartico per i membri della famiglia. Aspetto il prossimo episodio dunque.
    Ciao!

  • Ciao, Al quarto capitolo ci sta bene anche il ghiro… non corriamo. Capitolo in cui la casa si rivela per quello che (forse) è: una fabbrica di paure. La tensione sale… bisogna alimentarla pian piano per non guastare l’effetto.
    A me non disturba ma i sapienti dicono che il corsivo va limitato all’essenziale… vedi tu.
    Per il resto tutto benissimo bravo. 🙂

    • Cia fender, grazie per aver votato…una scelta insolita, ma va bene così!
      Riguardo al corsivo, lo sapevo che qualcuno avrebbe storto il naso, e me ne sono assunto tutti i rischi, del resto a me non disturba ed essendo un grandissimo fan di King (che lo usa abbondantemente) ci ho voluto provare, lungi da me mettermi sul piano del Maestro, ma mi sono basato sull’esperienza di ciò che leggo e tocco.

  • Ciao Larry!
    Ho votato con la maggioranza, Sandra fa pressione per acquistare la casa, mi sembra realistico a prescindere dal genere della storia:)). In realtà anche l’opzione su di lei che si vede malata è valida, perché lei sembra pensarlo. L’influenza della casa è un topic classico che a me piace sempre molto nei racconti del terrore, quindi sia la benvenuta!
    Occhio “Tentarono più volte di riavvicinarsi, e così gli venne l’idea acquistare una nuova casa”; venne loro l’idea, il soggetto è plurale. Lidea di acquistare, il “di” è facilmente scomparso ritoccando la frase, ne so qualcosa anch’io 😉.
    Bene! Bravo, buona continuazione!

  • “Il richiamo la attrae verso la casa, non dice nulla a Nico e gli fa pressione per acquistarla.” Mi pare l’opzione più consona alla storia, serve un twist per farla decollare e far partire la discesa verso il terrore 😉
    Ciao, Larry.
    Anche in questo capitolo hai compiuto un balzo nel tempo e ci hai mandati avanti di ben tre anni, alla fine la visione sul padre non ha dato esito e pare si sia trattato solo di un espediente per portare avanti la storia, magari dando da pensare al lettore sul fatto che la protagonista possa essere malata di mente… anche questo serve in una storia, ma, a meno che tu non voglia eccedere le 10 parti, stai attento a non sprecare caratteri o ti ritroverai a rincorrere il finale 🙂 te lo dico perché a me capita sempre.
    Comunque, ho trovato interessanti i dialoghi, mi sono parsi verosimili e ho quasi percepito la tensione tra i due, bravo.
    Ci si rilegge.
    Alla prossima!

  • Ciao, buon capitolo scorrevole di piacevole lettura anche se non succede molto però avrai tempo per terrorizzarci😊 a parte questo se posso, vorrei dirti che avrei usato , “sospetta” invece che ” sospettosa” e avrai marcato meglio il passaggio dei tre anni. Voto il richiamo che attrae, per entrare nel tema paura. Ciao alla prossima.🙋

  • Ciao, Larry Perry.
    Sono passata a rendere la cortesia.
    Trovo un racconto con tutti gli ingredienti per diventare un buon horror, mi ricorda u neo’ l’Avvocato del Diavolo (i due che cambiano casa e lui che fa l’avvocato) e La Zona Morta (per le visioni, anche se lì le visioni avvenivano in altro modo); al di là di questo trovo che ci siano vari spunti interessanti, attento a non lasciare andare troppo il raccontato, facci vedere e sentire quel che vedono e sentono i protagonisti. La visita a casa dei genitori l’avrei approfondita un po’ di più, caratterizzando un minimo il padre e la madre, ma è scelta tua 🙂

    Alla prossima!

  • Ciao Larry!
    Trova un oggetto inaspettato, scelta interlocutoria, non ho voluto partire con le boccette subito. Sandra vive il suo dramma e Nico ne fa le spese, quello che si vede è che la situazione li sta ricompattando, almeno temporaneamente. La lettura scorre piacevole; forse solo nel paragrafo che comincia con “Mi stavo recando a casa dei miei genitori” avrei inserito un punto e virgola verso la fine, ma è solo un’opinione mia. Poca roba, complimenti e buon prosieguo!

  • Ciao Larry,
    ho trovato il tuo racconto girando tra le novità….in cerca di qualcosa da legger in questo caldo mese. La scelta è stata proficua, a pizzicato le corde giuste e ora sono curioso di vedere cosa succederà.
    Ho votato per “la catalessi profonda”….Magari Sandra avrà rivelazioni importanti per la storia, chissà. Aspetto i prossimo capitolo.
    Grazie,
    ePP.

  • Ciao Larry!
    Darsi una seconda chance comprando casa è notevole… e rischioso! Interessante questo incipit di visioni misteriose; lei è spiritosa, perché accetta il soprannome di Cassie in un aspetto della sua vita che le deve procurare angoscia.
    Secondo me sei bravo a destare curiosità, quindi voto per una reazione diversa di Sandra.
    Mi lascia perplesso la frase: “affinché entrambi avrebbero potuto avere uno studio personale.”, io vedrei meglio il congiuntivo piuttosto che il condizionale, e poco dopo in effetti lo utilizzi in una subordinata simile. Vedi tu, spero di non sembrarti noioso, perché in effetti un po’ lo sono 😁.
    Ciao e buona scrittura!

  • Ciao benvenuto al nuovo racconto. Un incipit che promette molte cose. Se ti può servire ti vorrei dire di stare attento che la lettura sia agevole e le frasi rese fruibili senza dover esercitare un’eccessiva attenzione. es: “…ed in cambio di promesse di aumenti di stipendio ed avanzamenti di carriera che non arrivavano mai, lo avevano reso schiavo.” si capisce il senso ma la frase ha un che di stonato che la rende vagamente oscura. Puoi scriverla in modo diverso e più chiaro.
    di seguito poi:
    “Tempo di qualità, intimo, non lo passavano dal giorno dell’incidente.
    “L’incidente avvenne (era avvenuto) il 14 maggio 2017, circa un anno dopo la prima visione di… “anche qui tutto il paragrafo seguente, ( fino a “non cadde nessun aereo”) scritto con il verbo nel tempo giusto è molto più chiara.
    Queste sono le mie impressioni, valuta tu se tenerne conto o meno, non è detto affatto che io abbia ragione. Ti faccio i miei migliori auguri e complimenti. Ciao alla prossima… 🙂

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