ALTROVE LIQUIDO

Dove eravamo rimasti?

DANIA DIFFICILMENTE NON SI FARÀ COINVOLGERE DAL CASO CHE MASSIMO STAVA SEGUENDO, NEL PROSSIMO EPISODIO DOVE VOLETE ANDARE? IN UNA SALA AUTOPTICA, IN UN TEMPO PARALLELO (50%)

IL VENTO

Raoul non chiamò, erano passate le nove e Giulia decise di andare a stanarlo a casa. Era già capitato che non le rispondesse a un messaggio, ma quella mattina aveva davvero bisogno di lui. Doveva parlargli, dirgli della visione, farsi aiutare a capire.

Il tragitto fino a casa dell’amico non era lungo, lo fece a piedi, a passo svelto.

All’altezza della stazione, sentì un formicolio, proprio dietro la nuca, era una sensazione strana che le ricordava i giorni trascorsi in ospedale, quando, risvegliatasi dal coma aveva passato le giornate a fissare il cielo, dietro la finestra della stanza d’ospedale. Le capitava poco prima di perdere i sensi, prima il formicolio, poi la sensazione che il mondo rimpicciolisse e il campo visivo che si faceva nero.

Si fermò di colpo, tremante come se ogni fibra del suo corpo frizzasse, in una sorta di corto circuito. In lontananza voci che si intensificavano e affievolivano come onde che montavano e si ritiravano intorno a lei. Poi il buio, freddo.

***

Dell’obitorio vedo solo le piastrelle esagonali e il tombino di scolo sotto il tavolo settorio. So dove mi trovo, nella mia testa questo posto nuovo è un ricordo, un ricordo orrendo. Dalle finestre chiuse arriva il giorno ovattato dalla pioggia e c’è vento, un vento strano e rumoroso che tenta di parlare attraverso gli stipiti delle finestre.

Allungo un braccio, con l’intenzione di toccare qualcosa di solido davanti a me; sfioro solo l’aria gelida che ho intorno, tendo ancora le dita ma un dolore acuto mi trattiene, muovo l’unico occhio libero, vedo il tubicino di una flebo che finisce in una vena gonfia dell’avambraccio. Il mio cuore galleggia quieto in un mare di angoscia che probabilmente un mix di farmaci tiene a bada, impedendogli di farsi burrasca.

«L’ho fatto solo una volta. Una volta sola.» La voce che sento risuona distorta, eppure familiare. L’ho già sentita. Sì, ma dove?

Mormoro un lamento, esce dall’angolo della bocca schiacciata a metà contro l’acciaio freddo, in una bolla di saliva velata di rosso che mi scoppia in faccia.

«Se mi avesse dato retta, se solo avesse pensato prima di agire. Ci sarebbe stato altro tempo. Ci saremmo conosciuti e io sarei diventato parte della sua vita e della tua.»

Non mi illudo di poter capire, non posso. Però posso sperare, sperare che in qualche modo questa storia finisca. In un angolo remoto della mia mente si sta svegliando un pensiero: non voglio morire, non così. Non in una stanza vuota, fredda, tra le mani fredde di un uomo orrendo che mi chiama per nome.

«Lo senti, Giulia?»

Non rispondo, rimango a fissare il mio interlocutore, voltato di spalle. Con l’occhio libero.

«È il rumore del vento, non l’ho mai sopportato. Mi dà sui nervi. Lo sento gridare per ore, ogni giorno, da più di vent’anni. Sibila e scardina gli infissi, si infila nella testa e mi scombussola i pensieri. Lo senti? Si fa più insistente e io non ce la faccio a non ascoltare. Devo. Io, devo ascoltare. E mi dice che è arrivato il tempo di finirla. Questa storia è arrivata al termine. Non puoi esistere se esisto anch’io. Non posso vivere in un mondo dove una parte di lei ancora vive. No.»

Gemo, incapace di esprimermi se non con timidi sussulti della laringe. L’uomo rimane di schiena ancora qualche istante, poi si volta, sto per vederlo in faccia.

Sgrano l’unico occhio libero, tento di staccare la guancia appiccicata all’acciaio del ripiano su cui mi ha depositata.

La luce fioca del giorno oltre le finestre è inghiottita da un bagliore intenso.

No, penso, ma non posso dirlo.

«Ciao, Giulia. Sono papà» dice, nell’ombra umida di quel posto orrendo.

Un bip lontano si confonde con la voce del vento che preme contro i vetri, bip bip, e di nuovo quel bagliore forte che mi acceca.

Il volto dell’uomo sfoca inghiottito dalla luce artificiale di una grossa lampada accesa sopra di me. Chiudo gli occhi e per un istante smetto di esistere.

***

«Giulia, mi senti?»

La voce arrivò come soffiata nel collo di una bottiglia. Giulia, con le palpebre pesanti, non riuscì subito ad aprire gli occhi. Intorno a lei un vociare si accese e si spense fin quando, finalmente, riprese conoscenza e fissò, inebetita, il gruppo di persone intorno a lei.

«Giulia…»

«Dove sono?»

«Sei in ospedale, tranquilla, hai avuto una crisi» le rispose un medico anziano.

«Sono svenuta» disse la ragazza.

«Sì, più o meno. Ne parleremo più tardi. Qui fuori c’è tua madre, ora la faccio entrare, tu sta’ tranquilla, va bene?»

La ragazza sussurrò un .

Il medico si allontanò, un’infermiera con il trucco troppo pesante le ronzò intorno per liberarla dal misuratore di pressione. Poco dopo sua madre entrò, terrea, con gli occhi lucidi le labbra stirate in un sorriso che non voleva saperne di sbocciare.

«Come ti senti?» le disse, prendendole una mano.

«Sto bene, mamma, ma ho fatto un brutto sogno.»

La donna le sfiorò la fronte con un bacio. «Ora sei sveglia, parleremo con il dottor Carli. Tu non preoccuparti, sistemiamo tutto.»

Giulia tentò di sorridere, ma, come sua madre, senza troppo successo.

LE COSE STANNO ANDANDO PER LE LUNGHE, SERVE UN SALTO TEMPORALE

  • DI UN MESE (17%)
    17
  • DI TRE MESI (50%)
    50
  • DI UN ANNO (33%)
    33
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162 Commenti

  • Ciao Keziarica,
    a questo punto della storia e con il fiato sospeso non possiamo fare altro che aspettare i prossimi 10 capitoli. Interessante “la poliziotta con i capelli strani”. La storia è eccezionale e l’intreccio di personaggi ed eventi ti tiene incollato.
    Giulia alla fine mi pare un po spiazzata (anche io)….ma è questo il bello di queste storie, queste continue sorprese e colpi di scena.
    Aspetto i nuovi capitoli…..la curiosità impera.
    ePP

    • Ciao, ePP.
      “I capelli strani” si rifanno al primo incontro di Massimo con Dania, ma me lo ricordo solo io 😉
      Giulia è spiazzata perché, ovviamente, non sa cosa le sta capitando intorno, si è ritrovata in una cosa più grande di lei, con sconosciuti che la mettono in guardia gli uni dagli altri…
      Vediamo come fare per il prosieguo, non sono convintissima di andare avanti, ho già un’altra storia in mente, ma vedo che a molti interessa conoscere il seguito, vedremo. L’altra storia potrei pubblicarla con l’altro mio nick 🙂
      Grazie per l’incoraggiamento.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica.
    continua… non poteva essere altrimenti.
    io, che non sono perspicace, brancolo ancora nel buio.
    Va bene che il racconto prosegua. Incubi, visioni, persone che cercano di sapere da chi a quanto pare non sa niente, e poi Massimo. il grande assente. sono davvero curiosa e aspetto il prossimo capitolo. a presto e buona domenica.

    • Ciao, Anna.
      Probabilmente continuerò la storia su un’altra piattaforma, forse, non ne sono sicura, ma nel caso ti avviserò.
      Non sei tu che brancoli nel buio, sono io che ho tentato in tutti i modi di non farvi capire esattamente quel che accade, perché la verità che ho in mente è un po’ particolare e anche articolata, è un colpo di scena che arriverà, un giorno, col finale.
      Massimo avrà, prima o poi, la sua rivincita, ci vuole pazienza. 😉
      Grazie per il sostegno.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    A mano a mano che lo guardiamo, il quadro prende qualche particolare in più, I colori si definiscono meglio. Giulia è in pericolo, mentre la sua vita scorre tra visioni disperate, rapporti che si deteriorano (e anche Raoul è “sfortunato”) e una generale diffidenza verso gli intrusi che cercano di entrare per salvarla. E da cosa, poi?
    È un horror, certo, ma come spesso capita, c’è molto di più. Pare sia un genere che si presti particolarmente a parlare di noi, anzi, di Noi.
    Ovviamente non basta parlare di horror, bisogna saper scrivere bene, e direi che nella mia vita ho letto cose peggiori di “Altrove liquido” ?
    Bravissima, penso che tu possa scrivere cose anche più complesse di questo racconto, che è comunque un bell’impegno.
    A presto con il number two, E buon dolcetto scherzetto.
    Ciao!

    • Ciao, Minollo.
      Tutti vogliono salvare Giulia, ma sarà vero? Non credo che lo scopriremo presto, so che non è bello lasciare i lettori così, ma mi rendo conto (anche dai pochi riscontri) che questo racconto non è arrivato; forse perché io ho avuto difficoltà nel portarlo avanti. Quando scrivo cose che mi divertono, la cosa traspare e ne ho avuto conferma con altri racconti.
      Lo so che il racconto è mio, ma, evidentemente, non era la storia giusta per TI e non era il momento giusto per raccontarla. 🙂
      Ho già pronta una nuova idea, avrei voluto pubblicare ieri il primo episodio, proprio per Halloween, ma avendo lavorato nel pomeriggio e lavorando anche stamattina, non riesco. Probabilmente lo pubblicherò domani, salvo imprevisti. 🙂
      Grazie, grazie davvero.
      Alla prossima!

      • Ciao Keziarica!
        Non so se ho capito; forse non è come sembra per Giulia, ma questo non è necessariamente un problema o qualcosa che non è arrivato. Il mio giallo preferito di Agatha è Crooked House, dove alla fine c’è un ribaltamento totale, e questo è un pregio del racconto.
        Spero di leggere presto cmq di Giulia, perché la storia è molto bella.
        Ciao!

  • Eccomi qua, scusa il ritardo! Son giorni pazzi e sto cambiando idea tutti i giorni sul partecipare al NaNo oppure no (si va per il no)

    Voglio rispondere subito alla domanda che ci hai lasciato nel tuo commento al finale: il racconto mi è piaciuto, sì, ma trovo abbia sofferto un po’ della sua natura sperimentale, con quell’inizio folle (in senso buono) che faceva presagire grandi cosa ma poi è rimasto fine a sè stesso e queste visioni che per il momento non hanno portato moltissimo alla narrazione, se non il farti subodorare qualcosa in più rispetto alla vicenda “gialla” che però ancora non si è concretizzato… in definitiva trovo che la storia di Giulia in sè sia interessante ma risulti un po’ appesantita da questi espedienti che forse avrebbero dovuto/potuto valorizzarla. Comunque non è che sia un difetto in sè, anzi, è un tipo di narrazione che va a richiamare (forse non intenzionalmente?) alcuni grandi classici del cinema horror italiano d’altri tempi e mi piacerebbe che questi elementi particolari fossero ancora più presenti, non rimossi.
    Detto ciò fammi sapere quando e dove la continuerai, perchè di sicuro questo finale va venire voglia di andare avanti… intanto aspetto la tua prossima storia qui su THI 🙂

    • Ciao, Dapiz.
      Intanto, grazie per aver trovato il tempo di leggere e commentare e per la schiettezza garbata.
      L’incipit è nato da un esperimento e, come dici tu, forse, avrebbe avuto bisogno di un’evoluzione diversa, forse, anzi probabilmente, non era adatto a questa storia e sarebbe stato meglio tenerlo per qualcos’altro, ma ormai…
      Le visioni dovrebbero aiutare a tenere alta la curiosità, svelando, mai troppo, quel che si cela dietro la storia. Perché Giulia vede certe cose? Chi sono i due ragazzi morti? Perché i superiori di Dal Piatì gli avevano vietato di indagare? E che ruolo ha Moreno Delle Piane nella vicenda? Gli interrogativi sono molti e sicuramente la trama potrebbe giovarne, ma non qui. Gli spazi sono ristretti e questa storia ha bisogno di un’altra piattaforma; è che TI mi piace molto e pensavo di riuscire a utilizzarla per raccontarla, ci ho provato…
      Io parteciperò al NaNo, questa volta con un horror (ho provato con i gialli, non funziona, a meno di non preparare una scaletta dettagliata da seguire alla lettera). Ho in mente tante idee, come al solito, e non è un bene 😉
      Ti farò sapere se e quando porterò Giulia altrove, se partecipi al NaNo fammelo sapere, mi piacerebbe ritrovarti tra i “buddies” magari ci si sprona a vicenda.
      Ancora grazie per tutto, Buona domenica, buon Halloween e alla prossima!

  • Aggiungo un commento dopo aver letto un paio di tue risposte.
    1) ovviamente il racconto mi ha appassionato molto più di quanto mi aspettassi, essendo classificato come horror.
    2) il fatto che non ti stia divertendo, escludendo un momento di flessione dell’ispirazione (succede), potrebbe essere che stai cercando di scrivere un horror e ti è venuto fuori un giallo oppure che volevi scrivere un giallo dalle tinte horror e quest’ultime non ti vengono molto bene (sogni a parte). Escludo il contrario vista la classificazione che hai fatto. Il mio consiglio, in tal caso, è di lasciarsi andare e vedere dove ti porta la storia per i fatti suoi, come ho fatto io per la mia Isola degli Uomini Bestia: a volte i personaggi parlando da soli 🙂
    Se non fosse questo il caso, allora c’è la possibilità che l’idea che hai in testa, non prende piede su “carta”; allora, sì, ti serve un attimo di riflessione, magari passare ad un altro genere, e poi tornare alla carica con nuove idee.
    3) Se vuoi iniziare una storia la notte del 31 Ottobre, io consiglio i licantropi 😛

    Ciao 🙂

    • Ciao, Red.
      Il fatto che il mio racconto, nonostante sia un horror e nonostante io sappia perfettamente che non è il tuo genere preferito, ti sia piaciuto mi lascia una bella sensazione. Non ti so dire esattamente quale sia il problema, forse ho pensato di poter sfruttare TI per completare una storia che langue nella mia testa da parecchio tempo, ma ho sbagliato mezzo. Forse, occorre una piattaforma diversa, come ho scritto a Fenderman.
      Ora non so cosa farò, mi inventerò qualcosa, magari da cominciare proprio in occasione di Halloween. I licantropi non mi attirano molto, ma adoro le storie di fantasmi… e potrei avere un’idea… chissà. Staremo a vedere.
      Grazie tantissime per i consigli e per le riflessioni che hai fatto e che, sicuramente, racchiudono il problema anche se non so esattamente dove si trovi.
      Ci rileggiamo presto, intanto buon fine settimana.

      Alla prossima!

  • Ciao amica mia ci metti di fronte a un dilemma. Questo racconto a leggere l’ultimo episodio sembra un vero e proprio incipit che chiama a voce chiara un seguito e un seguito ci deve essere. Detto questo sta a te a quello che senti scegliere, non sei un bancomat e quello che scrivi lo devi sentire, siamo qui per scrivere quello che ci gratifica e il commento di quelli che ti leggono ti dovrebbe confortare nella scelta. Dunque scegli tu ; oggi o domani Giulia tornerà, ma se vuoi raccontare di streghe perché hai voglia di farlo ben venga io ti seguirò. ciao, ciao 🙂

    • Ciao, Fenderman.
      Sì, i commenti sono positivi e la storia, almeno credo, un po’ di interesse l’ha suscitato. Io, per la prima volta, ho in testa esattamente l’intero svolgersi dei fatti, ma mi manca la spinta per poterlo raccontare. Forse ho scelto la piattaforma sbagliata, forse avrei dovuto farlo altrove, magari trasferisco quest’idea su altra piattaforma, dove i caratteri non siano un problema. Senza nulla togliere a TI che rimane in assoluto il mio preferito!
      Vedrò che fare, intanto ci penso, vorrei partecipare al NaNoWriMo che inizia il 1mo novembre, ma per storia ho già cambiato idea quattro o cinque volte, sono una pasticciona 🙂
      Comunque sia, ti ringrazio tantissimo per l’incoraggiamento e per aver seguito la storia fino a qui, un giorno Giulia tornerà, chissà quando e chissà dove…

      Alla prossima!

      🙂

  • Questo non è il finale della storia, c’è ancora molto da dire, da raccontare. Intanto, però, vorrei ringraziare coloro che hanno avuto la pazienza e la bontà di seguirmi fin qui, spero di tornare a raccontare di Giulia, ma non sono sicura che lo farò subito, potrebbe essere che mi venga voglia di scrivere altro prima. Siate sinceri, questo racconto fin qui vi è piaciuto? Vi piacerebbe continuare a leggerne o preferireste leggere altro? Magari un horror classico, con case infestate e tutto il resto, visto l’approssimarsi della notte delle streghe?
    Fatemi sapere, io sarò felice comunque. 🙂
    Ancora grazie a tutti e alla prossima!

  • Ciao Keziarica,
    sempre più appassionante, il tuo racconto. Siamo alla fine e tra incubi e realtà, io non ho ancora la soluzione del mistero. Ma io non sono mai stata brava a svelare il finale di un racconto prima che finisca. Ti aspetto al prossimo capitolo e spero di capire bene. Comunque sempre bravissima. A presto.

    • Ciao, Anna.
      Come ho scritto anche agli altri, questo racconto non finirà con il decimo capitolo, non è possibile, praticamente non ho raccontato nulla.
      Ci sono tante cose da dire, una storia che piano piano dovrà essere svelata, solo non so se lo farò subito.
      Ho paura che per avere risposte dovrai avere pazienza… 🙂
      Grazie per i complimenti e alla prossima!

  • Ciao Keziarica,
    un mese….se penso che siamo già alla fine di questo racconto, in un arco temporale più lungo ce ne sarebbero almeno altri quattro.
    Hai messo su una atmosfera angosciante, ma che ti costringe ad andare avanti perché ti fa venire “fame” di notizie, visioni, frasi appena udite per arrivare a capire cosa succederà alla nostra Giulia.
    Secondo me c’è ancora tanto da raccontare e dieci capitoli sono pochi….ma sono curioso di sapere cosa ci offrirai al prossimo capitolo: un finale o un invito ad approfondire goi incubi di Giulia?
    Ciao,
    ePP

    • Ciao, ePP.
      Questo racconto è nato con l’intenzione di non esaurirsi ai 50000 caratteri. Il mio intento era di proseguire fino a portarlo a termine. Non mi sto divertendo molto a scriverlo, eppure l’idea che ho in testa mi piace a sono convinta che possa anche essere buona. Credo si percepisca dalle mie parole, ma siete tutti troppo buoni per farmelo notare… magari no, magari sono io a non esserne contenta.
      Tuttavia, non sarà possibile concludere la storia nel finale che verrà, c’è un mondo di cose ancora da raccontare, devo solo trovare il modo e lo stimolo per farlo.
      Ti ringrazio per avermi seguito fino alla fine, comunque, e mi auguro di ritrovarti anche al decimo.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Le frasi che Giulia sente e di cui non afferra il senso torneranno a farci visita, questo episodio nasconde più di quello che sembri; la voce del padre…
    Le immagini cupe e angoscianti di chi non può divincolarsi da un destino che non ha voluto sono come sempre efficacissime; una scena scarna in un luogo tetro, il vento, la saliva, la luce fioca, il bagliore. E l’immobilità di Giulia, l’immagine della sua impotenza. Trovo assai felice la scelta dei vocaboli che esprimono la sua incapacità a fare qualsiasi cosa, la sua condanna a subire.
    Bravina, così magari non dici che son troppo buono?.
    Scelgo un salto lungo e ti auguro una buona domenica!

    • Ciao, Minollo!
      Tu sei sempre troppo buono, non c’è “bravina” che tenga 🙂
      Ci ho messo impegno per trasmettere l’angoscia della povera Giulia, non è facile rendere l’idea di un qualcosa che non si è vissuto, non in questi termini almeno e per fortuna.
      Ci sono parole e frasi che servono a suscitare nel lettore ribrezzo, pena, compassione, terrore e angoscia, non so se ho usato quelle giuste, ma spero di aver trasmesso davvero il senso di quel che volevo intendere.
      Grazie per tutto, per il “bravina” soprattutto e anche io, in ritardo, ti auguro una buona domenica e anche il sabato spero sia buono 😉

      Alla prossima!

    • Ciao, Ilaria.
      Questo finale non sarà il finale definitivo, questa è, infatti, la prima parte del racconto, c’è ancora molto da raccontare e prima o poi lo completerò. Giulia ha bisogno di raccontare la sua storia, quel che è accaduto, ma ancora non lo sa.
      Cercherò di concludere (questa prima parte) al meglio delle mie possibilità. Grazie 🙂

      Alla prossima!

  • Tre mesi: una via di mezzo tra i due, mi sembra la soluzione più adatta 🙂

    Ragazza mia, fattelo dire, è fantastico: ci sono quei tocchi di horror ma soprattutto tanto mistero che mi tiene incollato. Interessante il sogno: a quanto pare abbiamo qualcosa di strano che è capitato nel passato di Giula. Quanto sia sogno, quanto ricordo e quanto visione è ancora da stabilire 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao, Red.
      Il tuo commento mi fa molto piacere, non ricordo di aver letto un altro tuo commento a un mio lavoro così sentito, deve esserti piaciuto questo capitolo e ne sono molto felice.
      È capitato molto nel passato di Giulia, solo che lei non lo sa… ma non farmi svelare troppo.
      Non so se continuerò la storia subito dopo questo finale, il tuo commento mi spingerebbe a farlo, staremo a vedere. Ho bisogno di riaffezionarmi all’idea che ho di questo racconto… vedremo. 🙂
      Intanto, molte grazie e alla prossima!

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