Casa, stranissima casa

L’incontro

Avete presente quelle soffitte impolverate, con annessi topi della grandezza di un gatto? Bene, io ero seduto proprio al centro di una di esse. Nel buio della notte anche il minimo scricchiolio dava l’apparenza di un movimento funesto. Al piano sottostante non doveva esserci nessun umano, ne ero sicuro. Una riflessione fuggì dalla testa nel momento esatto in cui, un topo di dimensioni notevoli, usciva da un buco nel muro di legno. Si sforzò e sgattaiolo nella stanza, pareva spaventato. In fondo stava scappando da qualcosa, almeno così credetti. Forse un gatto grosso come un cane, forse da un Troll. Bhe era risaputo che i Troll, erano ghiotti di topi e più essi erano puzzolenti e arruffati, più i Troll si leccavano i baffi. Un nuovo pensiero si insinuò nella mente, proprio quando, nuovamente, qualcosa attirò la mia attenzione. Per esattezza il cigolio della scala e unghie che grattavano la botola.

< Chi c’è? >

Nessuna risposta, ma diamine avevo sentito bene.

< Chiunque tu sia, se sali ti ucciderò >

Le parole di un coniglio spaventato. Il rumore proseguì, qualcuno o qualcosa si accingeva a spostare il coperchio della botola. Ma non sarebbe stato facile giacché vi ero seduto sopra. Ma bastò pensarci un istante, che una forza incredibile mi scaraventò su un fianco, mentre la botola si apriva. Il buio non permette visioni positive, eppure questa creatura che saliva in soffitta non pareva avere fretta, come avrebbe avuto invece un Troll, nell’intento di scaraventarsi sulla preda. O io o il topo.

< Prendi il topo, è li >

indicai alla creatura nell’ombra.

Poi la voce dell’individuo rivelò, un uomo.

< Desideri del caffè? >

Rimasi interdetto..

< Vai via coso.. ho perso anni di vita mentre salivi >

< Ah lo so.. Ma il coraggio nasce dalla paura..> ci fu un silenzio di quelli densi .. < vuoi del caffè? Si raffredda sai. Se lo vuoi scendi >

Diamine, non ricordavo come ero giunto in quella soffitta ne da quanto c’ero. Ma una cosa la sapevo, nella casa, quando mi ero intrufolato, non c’era anima viva o morta.

Cosa farà il protagonista?

  • Resta nella soffitta e cerca un arnese con il quale difendersi, prevenire è meglio che curare (0%)
    0
  • Chiude la botola e cerca una via di fuga, per non incrociare più quell'uomo (0%)
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  • Scende nella stanza sottostante tramite la botola, per parlare con l'uomo e magari, bere del caffè (100%)
    100
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4 Commenti

  • Capitolo un po’ corto ma colpisce bene. Andiamo a bere questo caffé ed a capire con chi o cosa stiamo parlando!

    Ti suggerisco di sfruttare tutti i 5000 caratteri: il capitolo 10 arriva prima di quanto ti aspetti.

    Ciao 🙂
    PS: fine prossima settimana parto, quindi è probabile che leggerò al mio ritorno, se non scrivi entro Venerdì 🙂

    RiCiao 🙂

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