Cèpparo

Dove eravamo rimasti?

E per il finale? FIESTA! (33%)

la deposizione

Alle dieci di sera la festa per l’addio alle armi del maresciallo era al culmine.

Al momento del saluto il sindaco gli aveva chiesto di restare a Cèpparo anche da pensionato, e lui aveva risposto “Obbedisco!”, scatenando l’applauso.

Ai saluti formali era poi seguito il ballo, con la gazzarra di una improbabile, inarrestabile performance pop della banda del paese.

Carmine era emozionato, ma anche teso perché colto dal sospetto che cibo, vino e musica fornissero a tutta quella gente un’occasione e una scusante per mostrare una contentezza stonata, sospetta, nel vederlo finalmente spogliato della sua divisa e della sua autorità. Lisetta però colse quel suo primo imbarazzo da “ex”, e con un giusto sorriso l’aiutò a superarlo.

L’appuntato Teodoro La Cernia intanto mangiava con gli occhi una ragazza, Colombina, cameriera volontaria per una sera, che sorrideva e faceva lo slalom fra i bambini che scorrazzavano in giro. Alle dieci, però, costretto com’era nella divisa, sentì il bisogno di uscire per respirare.

Era lì che si godeva quella strana eccitazione che viene dal sentirsi fuori dalla via battuta; speciali, autoesiliati, esentati dal sorridere e compiacere, quando proprio quella ragazza inaspettatamente lo raggiunse.

“Ha, uff, finalmente!” disse lei “Che fai? Mamma che stelle, che bellezza!”

“Ciao, sì è vero, pensavo la stessa cosa: tutto ha un che di speciale stasera. Come mai sei uscita?”

“Uh, per salvarmi la vita; e le orecchie.”

“Anche tu? Anche io. E poi Cèpparo di sera è un posto bellissimo. Senti? Oltre ai grilli, e a quella musicaccia, sembra quasi di udire una campana.”

“Campana?” disse Colombina “queste sono campane: è quella di San Lorenzo! Ma che hanno organizzato anche la scampanata?”

“No, non credo; e poi il prete è dentro.”

“Vero… è vero! Lo chiamo; ci penso io.” fece lei risoluta, e sparì.

Due minuti dopo don Mariano, Carmine con Lisetta appresso e La Cernia, mentre Colombina era rimasta al chiodo, si affrettavano verso la chiesa.

Arrivato al portone, cento metri e un angolo di strada più in là, il prete fermò tutti, – cioè solo Teodoro, perché Carmine era rallentato da Lisetta che aveva i tacchi -, ed entrò, perché era aperto.

La chiesa era immersa nel buio, solo, dalla sacrestia, filtrava una timida, tremolante luce di candela.

Don Mariano avanzò con cautela. La sagrestia era vuota, non c’era nessuno; allora accese tutto; e quello che vide, oltre a Teodoro che entrava spaventandolo a morte, fu una piccola lapide buttata a terra. Era stata rimossa dai suoi ganci nel muro, e aveva lasciato il posto a una nicchia in cui c’era una ciotola con della terra. Poi guardò ancora; e s’accorse che aveva quasi calpestato un foglio di carta ingiallito dagli anni, tutto stropicciato e buttato lì. C’era scritto qualcosa; lesse:

Eravamo e saremo solo polvere. Bravo, hai vinto. Indossa questo anello; sposa la tua Chiesa. Tutti quelli che abbiamo aiutato ad avere una casa, una scuola, San Lorenzo restaurata, pregano per te.”

Don Mariano, basito, cercò l’anello che, però, non c’era. Poi finalmente guardò anche alla lapide. Era una delle tante che stavano in San Lorenzo, e non l’aveva mai particolarmente notata. C’era inciso qualcosa:

FLAVIUS VINICIUS FECIT

A. D. MDCIX

“Ecco chi era Vinicius,” pensò “ed ecco cosa c’era scritto dietro il quadro della madonnina: Vinicius custodiens! Era l’ultimo indizio di don Sebino.”

“E’ Vinicio Bocci da Terni,” disse Lisetta “il capo mastro che ha fatto questa chiesa e sant’Ivo a Colle d’Utri. Da noi lo insegnano alle elementari.”

Carmine, sorpreso, volle salvare il prete dalla figuraccia e disse: “Ma don Mariano e io non abbiamo studiato qui.”

“Maresciallo!”, l’urlo improvviso di Teodoro che, pistola alla mano, ispezionava tutto intorno, spaventò Lisetta. “Ecco il campanaro.” disse affacciato dalla porticina del campanile. E il “campanaro” in effetti c’era, e stava appeso per il collo alla corda della campana maggiore.

“Terenzio!” disse Carmine.

Si buttarono in tre addosso a lui, e a forza di intrupparsi e pestarsi i piedi, riuscirono a tirarlo giù. La fune scappò via, e la campana ricominciò. Stavolta, con due rintocchi lenti, sembrò suonare a morto.

“È andato.” disse Mariano il pessimista.

“Forse no,” disse Carmine il possibilista.

“Mo’ si riprende.” disse Teodoro l’ottimista.

“Chiamo la medico.” disse Lisetta che voleva solo uscire da lì.

“No, vado io” obiettò Teodoro “ io corro.”

“Sì, da Colombina!” pensò lei, e uscì appresso a lui.

Quella che seguì, subito dopo, fu una vera e propria “deposizione”. La strana coppia in tonaca e divisa portò l’uomo a braccia fuori da quel bugigattolo, buono per un sacrestano vivo, ma non adatto a un moribondo, e lo distese a terra.

Carmine lo guardava: per lui quel guastafeste era l’ultimo caduto della seconda guerra mondiale. A don Mariano invece sembrò un martire cristiano traslato anzitempo tra quei marmi grigi e rosa; si inginocchiò accanto a lui, sentì che respirava, vide l’anello che portava al dito, e disse:

“Se servono due schiaffoni vorrei pensarci io.”.

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138 Commenti

  • Tanto di cappello a te Fender, le conclusioni che traggo dalla lettura di questo racconto sono tante, ti confesso che ho avuto più volte difficoltà a seguire tutte le vicende che si intrecciavano, ma sei sempre riuscito a tenere alta l’attenzione e anzi questo metodo di scrittura non lineare ti ha permesso di esprimere ancora meglio lo spirito di questa comunità. Hai scritto un gran bel racconto, sinceramente non mi ero mai imbattuto in questo genere dove giallo e comicità si intrecciano di continuo.
    Complimenti ancora!

    • Grazie Larry_Perry, lusingato.
      Sono contento ti sia piaciuto perché tengo molto per vari motivi a questo racconto. In quanto allo “stile” di scrittura è francamente quello che preferisco, il mio guru è Camilleri, sono anni che bacio dove cammina…
      Tanto per insistere sono già al terzo capitolo ( io scrivo molto in fretta!) di una nuova storia: stesso stile naturalmente anche se decisamente diversa. Spero vorrai, magari a tempo perso onorarmi della lettura. Grazie ancora e buona giornata.

  • Ciao Fenderman!
    Nell’ultima frase vedo il mistero della vita di una minuscola comunità, dove i cattivi non sono mai davvero cattivi, e c’è perdono e benevolenza per tutti. Hai disegnato con sapienza i ruoli, soprattutto quelli dell’autorità religiosa e dello Stato, e dei paesani affezionati ai loro totem.
    Bellissimo spaccato, la benevolenza viene anche da parte tua. Da parte mia viene invece l’ammirazione che ti meriti per come coniughi qualità e quantità, tanto e bene.
    Bravo, una volta di più.
    A presto amico mio!

    • Ciao carissimo, è vero, quando si gestiscono gli esseri umani non si può mai stare solo col bilancino in mano, bisogna comprendere e punire se necessario, senza però dimenticare l’umanità, e in questo certi preti di campagna sono maestri. Se poi sanno fare la norma sono perfetti. Grazie di averlo letto e commentato, ora se ne hai voglia, sono già fuori con una storiella di tutt’altra specie… spero ti piaccia. Ciaooo 🙂

  • Eccomi ritornata, dopo le vacanze.
    Ho riletto per intero tutto il racconto per rinfrescarmi la memoria.
    Avevo già commentato alcuni capitoli ed è superfluo ripetermi.
    Ora un finale inaspettato, ma sono i personaggi così sapientemente delineati, tanto da sembrare reali, quelli che più mi sono piaciuti. Complimenti, Fenderman e buona domenica.

    • Ciao Anna, bentornata.
      Anche io spesso rileggo, specialmente i gialli, la storia per intero, è inevitabile se non si vuole perdere il filo. Sono contento che ti sia piaciuto, soprattutto i personaggi, grazie anche a nome loro. Ci ritroviamo su un’altra storia mia che è già partita, proprio ieri, e su una tua naturalmente (spero presto).Ciao 🙋🌻

  • Ciao, Fenderman.
    Scusa il ritardo, ho visto che hai già cominciato un nuovo racconto; io, in questo periodo, sono un po’ latitante, mi rifarò 🙂
    Degno finale, a sorpresa, per un racconto riuscito che, lo ripeto, non ha nulla da invidiare ai pubblicati. Ci sono i sentimenti, le persone, vere e palpabili, i paesaggi evocativi dei quali, quasi, si può sentire l’odore. Hai lavorato bene e sono curiosa di leggere il nuovo episodio, appena riesco do un’occhiata.
    Intanto, ti saluto e ti auguro un’ottima domenica.

    Alla prossima!

    p.s. sei uno scrittore molto prolifico, un po’ ti invidio 😉

    • Ciao Keziarica, leggere il tuo commento è sempre un piacere. Ti ringrazio. In quanto alla nuova storia ne parliamo lì; intanto sappi che è nata da uno di quegli impulsi improvvisi a cui non si sa mettere freno, mentre avrei voluto fare una pausa.Vedremo se riuscirà. Grazie ancora. Ciao.🙋🌻

  • Ciao fenderman, ho seguito con molto interesse la tua storia e trovo questo finale semplicemente perfetto per il piccolo paese di Cèpparo e i suoi abitanti. Spero di poter leggere qualcosa di nuovo molto presto. Alla prossima!

    • 😎 Ciao GiuliaS, volevo prendermi una pausa poi ieri sera ho visto una cosa e non ho potuto evitare di buttarmi su una nuova storia. Grazie per aver letto Cepparo, sei molto gentile. Il primo episodio della storia di Palmira è già pubblicato. Grazie ancora, buona domenica.🙋🌻

  • Ciao Fenderman,
    che dire…bello!
    Finale con sorpresa che rimette pace tra Cepparo e gli accadimenti avvenuti in guerra. Don Sebino ha reso giustizia ad una intera comunità, lasciando gli avidi, a becco asciutto….condannati da un fato (quasi) beffardo.
    Un finale a sorpresa, ma senza botti…giusto e pacato, come si addice ad un pacifico paesino di montagna.
    Ciao a presto,
    ePP.

  • Ciao, non so perché, ma mi è sembrato un finale quasi rasserenante. È molto in tono con la dolcezza della serata con stelle, grilli e campane che suonano!!!
    Eh sì, il cerchio si è chiuso un’altra volta, non mi resta che darci appuntamento alla prossima storia di entrambi.

  • Ciao, ti dirò, che un paio di settimane fa ero a Castel San.Pietro, sotto il balconcino davanti la chiesa, quello da dove affacciava De Sica il maresciallo. Delizioso Paese che si fa un vanto di quel ricordo e adesso su quel balcone troneggia un cartonato del grande maestro ad uso e consumo dei turisti.
    Come al solito hai colto bene quello che provo, è vero, provo un grande amore per i miei piccoli eroi fatti di parole e mi piace giocare con loro. ( ma in fondo credo sia così per tutti). Quello che mi preme di più è scavare alla ricerca del lato umano vero, con pregi e difetti, quello che non trovi negli stereotipi come il “buono”, il “cattivo” eccetera. Grazie per il tuo commento, a sabato per il finale. ciao 🙂

  • Ciao Fenderman!
    Scelgo addio alle armi. Il morto già c’è stato… I dialoghi mi riportano con la fantasia a qualche pane amore e… (con in più un cadavere), Carmine potrebbe essere un Vittorio de Sica (ma manca la bersagliera). Tu vuoi bene a tutti e ogni tanto li prendi in giro per bene. Il fatto che l’assassinio sia una… asinata contribuisce a farmi guardare con i tuoi occhi la vicenda.
    Bravo come sai esserlo sempre, a sabato dunque.
    Ciao!

    • Ciao, ti dirò, che un paio di settimane fa ero a Castel San.Pietro, sotto il balconcino davanti la chiesa, quello da dove affacciava De Sica il maresciallo. Delizioso Paese che si fa un vanto di quel ricordo e adesso su quel balcone troneggia un cartonato del grande maestro ad uso e consumo dei turisti.
      Come al solito hai colto bene quello che provo, è vero, provo un grande amore per i miei piccoli eroi fatti di parole e mi piace giocare con loro. ( ma in fondo credo sia così per tutti). Quello che mi preme di più è scavare alla ricerca del lato umano vero, con pregi e difetti, quello che non trovi negli stereotipi come il “buono”, il “cattivo” eccetera. Grazie per il tuo commento, a sabato per il finale. ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Con la naturalezza che contraddistingue quelli che sanno fare, ci porti in fondo al tuo racconto e ci fai restare in attesa che se ne conosca la fine. Belli i racconti dei due e la trovata del mulo (allora usatissimo) che scalcia Ubaldino spedendoli in fondo allo strapiombo (un po’ ben gli sta, povero Galileo).
    Aspetto il finale è voto “Addio alle armi”.

    Alla prossima!

    • Ciao, Ubaldino col suo caratteraccio aveva sottovalutato il carattere del mulo che sarà pure mansueto e affidabile ma ha una sua dignità e quando lo offendi scalcia, non si mette a discutere di torti e ragioni… Scalcia e basta.
      Siamo al finale, arriverà sabato, spero con l’ultimo episodio di accontentare tutti e non deludere soprattutto chi ha avuto la pazienza di leggermi. Grazie, ciao🙋

    • Ciao, il milite buongustaio non si farà distrarre, il suo sugo uscirà buonisimo, non può essere altrimenti.
      Stiamo filando via verso l’epilogo che, in un certo senso, non deluderà nessuno… Grazie per avermi seguito fin qui, a sabato per il finale.🙋🌻

  • Ciao Red, certo sarebbe un’idea lasciare tutto in sospeso come accade il più delle volte nella realtà, ma non questa volta. In letteratura prima o poi arriva la parola fine, succede sempre. E allora sapremo tutto. Grazie, buona serata, a presto.🙋

  • Io voto Addio alle armi!

    Non mi aspettavo che la morte di Ubaldino fosse dovuta ad una “fesseria” da lui fatta! E quindi alla fine è rimasto solo un altro indovinello. Ma scopriremo alla fine qualcosa su questo fantomatico oro, oppure avremo solo un ultimo indovinello tra le mani?

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, certo sarebbe un’idea lasciare tutto in sospeso come accade il più delle volte nella realtà, ma non questa volta. In letteratura prima o poi arriva la parola fine, succede sempre. E allora sapremo tutto. Grazie, buona serata, a presto.🙋

  • Ciao Fenderman,
    sforni capitoli ad una velocità impressionante….e sono tutti uno piu bello dell’altro. Ho letto dal sesto all’ultimo e il giallo storico che stai imbastendo sta diventando una trappola per chi lo legge…complimenti.
    I personaggi che hai costruito , le loro storie e i modi in cui li fai interagire sono eccezionali. La storia d’amore di Lisetta e una cornice perfetta per il giallo che il Maresciallo deve risolvere. E sullo sfondo di tutto c’è sempre Cepparo che abbraccia tutti….molto bello.
    ePP

    • Ciao, graze, grazie, grazie.
      Cinque, sei giorni al massimo, specie nei gialli, e non di più, secondo me, sono il giusto ritmo. Sono soprattutto un lettore, e capisco la difficoltà di seguire certe storie… Che si trascinano per mesi. Ti ringrazio per il tuo apprezzamento, Cepparo mi piace, mi dispiace lasciarlo presto ma i gialli pretendono un finale, ahimè. CIao🙋

  • Ciao, Fendeman.
    Voto: non è finita, forse perché, in cuor mio, spero che questa storia possa continuare (anche se non so se è questo l’intento).
    Ho trovato la prima parte dell’episodio perfetta, degna di un romanzo da libreria (di quelli buoni, non le porcherie che, sempre più spesso, ingombrano gli scaffali a pagamento). La seconda parte un po’ mi ha confuso, dovrei rileggerla, i dialoghi serrati non sempre li afferro alla prima.
    Tutto il resto scorre veloce verso il finale che si chiude in tenerezza al quasi chiaro di luna. Bello, bello e basta.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie, troppo gentile.
      Quella parte, Lisetta e la mamma, necessariamente compressa in poche righe contiene nomi e circostanze che, capisco può essere non immediato collocare per via del solito meccanismo del racconto a puntate, purtroppo non si riesce a superarlo sempre con facilità. Prometto di riuscire nel prossimo capitolo e intanto, naturalmente un saluto, buona giornata 🙋🌻

  • Ciao Fenderman!
    Terenzio nega e confessa, mi incuriosisce, voglio andare a prenderlo, anche perché oltre c’è qualcun altro; nei tuoi racconti chercher la femme è d’obbligo. Lisetta, Carmine, il don, mi sembrano certi miei parenti di quando andavo in campagna… buffissimi i due vecchietti… Riesci a far dimenticare che c’è un cadavere al centro della scena. Bello anche questo episodio, ora viene il bello…
    Ciao stammi bene!

  • Non è finita! Ci sono ancora due capitoli per scoprire l’assassino 😀
    Ciao, fenderman.
    Bellissima la preoccupazione della mamma di Lisetta.
    Capitolo godibilissimo e scritto molto bene, come tuo solito. Unica annotazione: il maresciallo dovrebbe specchiarsi un po’ meno 🙂
    Ciao, a presto

  • Ciao, ammappete!!! Tanta carne al fuoco con tante macchiette di colore “folcloristico”. Il dialogo in pigiama-tuta d’acetato viola mi è comparsa davanti agli occhi in tutto il suo fulgore e mi sono venuti i brividi…
    Ho votato per Terenzio che nega e confessa, le due cose mi sono apparse in contrasto e mi stuzzicano la fantasia. Alla prossima!!!

    • Ciao, togli a un uomo la divisa dietro cui si nasconde e scopri la sua vera natura… Siamo tutti così, siamo simpatici e ci vogliamo bene, ma non facciamoci scoprire! Carmine ormai è oltre, la divisa è quasi archiviata, e se lo può permettere.! Grazie, un salutone! Ciao🙋🌻

  • Siccome il prossimo è il penultimo ma non l’ultimo capitolo, io voto per “Non è finita”.

    Sento di avere in mano i pezzi del puzzle ma non riesco a comporne la figura…

    Ciao 🙂
    PS: Carmine mi ha fatto sorridere con la sua “faccia da ladro”.

  • Terenzio e Vittoria.
    Ciao F
    Questo capitolo, come gli altri, scorre che è una meraviglia. Mi piace leggere e capire all’istante senza soffermarmi e tornare indietro di intere righe per comprendere ciò che sta succedendo all’interno della storia. Tu scrivi in maniera lineare e semplice ma per “semplice” non intendo affatto superficiale, anzi! Penso che sia un talento pazzesco riuscire ad arrivare direttamente al cuore del lettore e riuscire a catturarne l’attenzione.
    Bravo
    Ilaria

    • ciao Ilaria_Si, c’è un solo modo per ringraziarti ed è continuare a scrivere come dici di apprezzare. THe iNCIPIT in questo è una vera scuola, educa il lettore ma soprattutto l’autore che impara a capire le difficoltà di chi legge tante storie a puntate. La semplicità è d’obbligo anche se molto difficile da praticare senza snaturare il racconto e/o annacquarlo . Io ci provo e spero di riuscire ancora a farlo. Grazie davvero, ciao 🙋🌻

  • Per me, interrogare Terenzio e Vittoria.
    Ciao, fenderman.
    Confermo quanto già scritto: ammiro tantissimo la tua capacità di creare gli sfondi e muovere i personaggi con una efficacia e naturalezza invidiabili. Se ci aggiungi che scrivi con una velocità per me impensabile, mi chiedo come mai non ti ho ancora visto in libreria.
    O forse ti ho visto, e qui usi uno pseudonimo.
    In questo capitolo, il prete mi ricorda (molto) Lino Banfi 😀
    P.S.: Non sono un nuovo lettore, d’ora in poi userò questo nick per commentarti (con più costanza – spero – del mio alter ego snob 😀 ).
    Ciao, a presto

    • Ciao nuovo, per me, nick!
      Piacere. Grazie per il commento e i complimenti.
      Banfi fa ridere, è vero, perché da l’idea di pensare, come noi, la parolaccia e a stento la trattiene. Per don Mariano è lo stesso anche se non per un copione studiato ma semplicemente perché è un prete.
      Conosco preti così, sono più vicini alla gente perché conservano una consueta forma di umanità non dispersa in una pratica di fede elitaria lontana dalla vita della gente comune.
      Grazie ancora e a presto, ciao 🙋

  • Ciao amico mio, sempre troppo buono, ho scelto un taglio ironico perché certi temi potrebbero risultare indigesti se affrontati in chiave drammatica. E poi anche se qualcuno muore si può anche dire che ci rimette le penne, in fondo è la stessa cosa ma è diverso perché
    la vita continua e il paesello dopo il brivido aspetta un po’ e rifiorisce. Grazie ancora, a presto!

  • Ciao Fenderman!
    La leggerezza dei dialoghi che mi muovono al riso è protagonista sempre nei tuoi personaggi, a Cepparo ancora di più. Il don che si barcamena tra i suoi fedeli e poi va a gambe all’aria con Terenzio è reso con la tua ormai nota abilità. Voto per il personaggio che lo aiuterà.
    Stai orchestrando alla grande tutti i reparti, la tua bravura è sempre più evidente.
    Stammi bene bene ciao!

    • Ciao amico mio, sempre troppo buono, ho scelto un taglio ironico perché certi temi potrebbero risultare indigesti se affrontati in chiave drammatica. E poi anche se qualcuno muore si può anche dire che ci rimette le penne, in fondo è la stessa cosa ma è diverso perché la vita continua e il paesello dopo il brivido aspetta un po’ e rifiorisce. Grazie ancora, a presto!🙋

  • Ciao, Fendernan.
    Se dovessi paragonare la tua scrittura a un mestiere, sceglierei quello di chef: per la perizia con cui dosi tutti gli ingredienti, dialoghi, descrizioni e incursioni nei sentimenti e nei pensieri dei personaggi. Hai il tocco dell’artista, quello vero, che poco ha a che fare con il dilettante (come me) che scrive per proprio diletto e spera di interessare gli altri. Come ti ha scritto Erri, anche io vedo bene questa storia in un romanzo, e sono felice che tu abbia in mente di svilupparlo, sarebbe una buona cosa.
    Non ti dico bravo, come sempre, perché risulterei ripetitiva, ma lo sei e non c’è altro da dire.
    Ti auguro un meraviglioso weekend di fine estate (o quasi) e ti saluto.

    Alla prossima!

    • …Mi piace cucinare, hai indovinato, ma non sono uno chef, un cuoco come dico io.
      Questa storia mi sta stretta, è cominciata come un gioco ma apre un mondo davanti a me…. mi piacerebbe dargli respiro… vedremo. I tuoi complimenti mi fanno felice, so da chi vengono e dunque… Grazie, grazie, grazie. A presto, buona domenica. 🙂

  • Un consiglio di guerra: qui ognuno ha un pezzo del puzzle, quindi mi sembra proprio adatto.

    Don Maria’ ma fatto scompiscia’ 😆
    Il Giallo avanza e l’atmosfera rimane sempre quella tranquilla e bucolica dell’inizio, il che è un bene 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, e dopo dicono che i preti hanno molta pazienza!!!! In effetti ne ho incontrati più come don Mariano che il contrario, anche se in effetti… a volte i “postulanti” fanno diventar matto anche un santo.
    Ho votato per qualcuno che non muoverà un dito ma lo aiuterà. La cosa stuzzicava la mia curiosità. Alla prossima e buon fine settimana!!!

    • Ci sono un paio d’autori su questa piattaforma che mi leggono nel pensiero… Tu sei uno.
      Questa storia, forse diventerà quello che dici, ci stavo pensando. In quanto agli immeritati complimenti ti ringrazio e ti invito a leggere il nuovo capitolo che esce mentre tu stai commentando 🙂 Grazie, ciaooo

  • Bello, mi piace il clima sonnolento di paese che nasconde segreti antichi, forse delitti inconfessabili.
    Il vecchio quadro e l’iscrizione misteriosa sveleranno il mistero?
    Ho votato per l’intuizione del prete e aspetto di saperne di più.
    Ah dimenticavo, sei davvero bravo. Ciao Fenderman.

    • Ciao Anna, grazie, Meno male che hai votato il prete perché sono uscito col nuovo capitolo e lui era in pole position tra le opzioni… Piano, piano si arriverà alla verità, anche se non tutto si può ricostruire il paese potrà tornare ai suo ritmi consueti, e tutti potranno ancora parlare del tempo e di politica. Grazie del commento, a presto. 🙂

  • Ciao Minollo, grazie del commento devo dire centrato nel senso che è vero che il mio intento è coinvolgere una serie di personaggi nella storia e ognuno col suo tassello contribuisce alla costruzione del quadro finale, vediamo se ci riesco… 🙂 grazie, ciaooo

    • Ciao IlariaSi, anche ame Lisetta piace, femminile e determinata capace di suscitare sentimenti in un vecchio scapolone come il maresciallo ma anche di analizzare un caso studiando i fatti e le persone che lo hanno determinato. Spero di riuscire a darle ancora spazio. grazie ancora e ciaoooo 🙂

  • Ciao Fenderman!
    Il mistero ha radici lontane e storiche, il quadro si scopre lentamente. Direi di passare la palla al don questa volta; una delle cose che mi piace della storia è la coralità, dove tutti sanno qualcosa e si muovono per cercare. Tu rilasci indizi a poco a poco; sembra essere un giallo in piena regola, un mistero nascosto in un ambiente tranquillo e famigliare e che proprio per questo potrebbe essere assai tremendo. Bravissimo, stai rendendo da par tuo la calma prima della tempesta.
    Al prossimo dunque, stammi bene!

    • Ciao Minollo, grazie del commento devo dire centrato nel senso che è vero che il mio intento è coinvolgere una serie di personaggi nella storia e ognuno col suo tassello contribuisce alla costruzione del quadro finale, vediamo se ci riesco… 🙂 grazie, ciaooo

  • Ciao, Fenderman.
    Voto per il maresciallo.
    Spaccato del vissuto del tutto realistico di un piccolo paese italiano, con le contraddizioni e i segreti che ne formano la memoria e ne decretano la storia. Ognuno sa qualcosa, tutti insieme hanno in pugno la verità senza, forse, esserne consci. Mi piace il realismo dei dialoghi anche se, a volte, fatico leggermente a seguirne il filo, ma mi riprendo subito. Sento l’odore della stufa nella casa di Annabella ed è bastato un angolo annerito… forse non era quello il tuo intento, ma io l’ho vista così.
    Bravo, ancora una volta.

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie. Hai colto perfettamente la situazione che avevo condensato in parte con la battuta sulla ricetta della Norma.:vedere tutti gli ingredienti non significa individuare il piatto finito, e così è per quello servirà infine una sintesi.La stufa c’è, garantito! Buone vacanze! Ciao🙋🌻

  • Ciao fenderman 🙂 Molto interessante questo tuffo nel passato, mi sembra perfetto per un piccolo paese che ne ha da raccontare, di storie del passato! Voto anch’io per Don Mariano, perchè i preti ne sanno sempre più di quanto dicono 😉 Alla prossima!

  • Ciao Isabella, i torrenti, si sa, se piove scorrono, se no languono. E’ una delle poche certezze che abbiamo sulla natura dei nostri colli. A volte restituiscono un cadavere, altre volte danno una chance ai briganti o ai partigiani…
    Loro sono sinceri, non tradiscono e non si smentiscono mai. Tra i nostri personaggi invece… Grazie per il tuo commento e buona serata, ovunque tu sia… A proposito: dove sei? Ciao 🌻🙋

  • Ciao, storie di vecchi partigiani e segreti con annessi e connessi… Be’ i preti di paese c’entrano sempre e comunque in questi casi, voto per lui. Solo una domanda: ma da quelle parti i ruscelli/fiumi ingrossati combinano sempre guai? Alla prossima, speriamo che non piova (qui da me stiamo rischiando d’affogare o rimanere fulminati!!!!).

  • Sei stato molto prolifico, non avevo seguito la storia e mi sono perso diversi capitoli. Concordo con chi ti ha già detto che sei bravo nel far sentire vivo questo paesello e l’animosità dei suoi abitanti. Io ho votato per il maresciallo, credo che la sua situazione sia quella più divertente da seguire.

  • Sei stato molto prolifico, non avevo seguito la storia e mi sono perso diversi capitoli. Concordo con chi ti ha già detto che sei bravo nel far sentire vivo questo paesello e l’animosità dei suoi abitanti. Io ho votato per il maresciallo, credo che la sua situazione sia quella più divertente da seguire.

  • Ciao Federman,
    ho votato per Lisetta.
    Questo capitolo è bellissimo, mi piace la relazione tra la montagna e il paese, a tutti gli effetti sono due personaggi di questo racconto corale. E’ molto interessante come le storie degli abitanti si intreccino tra loro man mano che vengono presentati e raccontati. Bello anche il risvolto sulla vita passata del povero Ubaldino e delle novità raccontate da Lisetta. L’interesse del Maresciallo per la vita vissuta dei suoi compaesani lo rendono molto umano e profondo.
    Grazie per le belle sensazioni, aspetto il prossimo capitolo.
    ePP

    • Grazie a te, per quello che dici, non è la prima volta che siamo in sintonia, mi ricordo anche del Pigneto e altre cose ancora. Per me è molto importante che chi legge si riconosca e mi riconosca, in fondo si scrive anche per questo. Grazie ancora.. 🙂

  • Ciao Fenderman!
    Scelgo la strada del prete, anche se forse seguire una donna porta ancora più lontano…
    Mi ha preso subito la personificazione del monte, davvero mirabile perché in fondo la natura nei paesini di collina è uno degli abitanti, il più importante e a volte il più temuto. Le descrizioni sono splendide, Cèpparo si delinea sempre più come il protagonista. Bel pezzo davvero, adesso vediamo l’indagine.
    Ciao stammi assai bene!

    • Ciao Minollo, il protagonista è Cèpparo e gli uomini il contorno. Come darti torto? Glu uomini durano poco e lui resta e ricorda… Vedremo l’opzione che prevarrà, forse Lisetta la spunta ma don Mariano sicuramente non si farà i fatti suoi… 🙂 Ciao! Grazieee!

  • Ciao, un inizio oserei dire poetico!!! Ah quanti ricordi di violenti acquazzoni estivi che trasformano i sentieri in torrenti di acqua e fango e i tuoni fragorosi che sembrano spaccare a metà la terra… Tutto ben reso, soprattutto il ritrovamento e il funerale di Ubaldino. Leggere è stato leggero e piacevole come un bel bicchiere d’acqua quando hai una sete maledetta.
    Ho votato per Lisetta, mettiamo un altro po’ di pepe!!! Alla prossima.

  • Ciao, Fenderman.
    “Quel giorno però, con quel temporale, il torrente si gonfiò al punto che chi doveva passare rimase bloccato, costretto ad aspettare almeno che spiovesse. Quella era una cosa che capitava sempre; tutti lo sapevano, e tutti, puntualmente, ci cascavano.” Questo passaggio mi ha fatto venire in mente quel che accade puntualmente sotto casa mia: quando piove davvero tanto, l’acqua si ferma tutta in strada, che scende da entrambi i lati a formare una conca, e si alza di parecchio, alcuni temerari (anche un po’ sciocchi) si pensano di attraversarla, restandovi ogni volta impantanati;
    Sei riuscito a portarmi dentro il racconto, il temporale è vivo e profuma di vegetazione bagnata, ho ascoltato i rombi e visto i bagliori, ho sentito il quadro cadere e annusato l’odore della polvere. Bravissimo, come sempre, questo racconto sta diventando il mio preferito ora che c’è anche un’indagine da portare avanti…
    Voto il filone inaspettato di Lisetta e aspetto il sesto episodio.

    Alla prossima!

  • Ciao fenderman, bellissimo capitolo come sempre. Mi è piaciuto molto come hai descritto il temporale, mi sembrava quasi di sentire i tuoni e vedere i lampi illuminare la madonnina. Io voto per il prete! Alla prossima 🙂

  • Caro ePP, è il magnetismo della memoria, che a volte innesca una storia e ti prende. Io ne sono autore e allo stesso tempo preda… Spero solo di non deludere nessuno in futuro. E, intanto, grazie, troppo buono. Ciao, al prossimo capitolo. 🙂

  • Ciao Fenderman,
    ho votato per l’indizio fornito dalla natura.
    Questo racconto è stupendo, la descrizione del paese e i luoghi circostanti, tutti i paesani raccontanti che ricordano immancabilmente i vecchietti del paesino frequentavo da bambino, le storie del posto…ogni elemento è una calamita. In tutto questo c’è il mistero di Ubaldino e la pazzia di Terenzio…mi sembrano le storie di provincia che sentivo dai parenti che vedevo solo l’estate. Aspetto il prossimo capitolo…come le comari aspettavano i nuovi pettegolezzi.
    ePP

  • Ciao!!! Un bel brano di passaggio… l’attesa per qualcosa che incombe nell’aria… la stessa lenta e gustosa attesa che devi mettere nella preparazione di una buona Norma!!!
    Se c’è bisogno di un “miracolo”, ci può aiutare solo la Madonnina, spero solo che qualcun altro voti per districare il pareggio. In attesa di una svolta, ti auguro un’altra buona giornata.

    • Ciao, vero Isabella questo capitolo mi serviva a introdurre i protagonisti che mancavano. Ora tocca a loro capire che succede e anche quello che succederà.
      Appuntamento alla prossima, vedremo quale sarà la linea guida… Grazie, 🙋🌻

  • Ciao, Fenderman.
    Quando si dice: mostra non raccontare, ecco l’esempio lampante di come va scritta e descritta una storia e i suoi personaggi. Ti bastano pochi tratti per dipingere una situazione, una persona, i sentimenti di quella persona, hai proprio una buona penna.
    Io voto la moglie di Terenzio e ti dico la verità: una cosa hai tralasciato, una cosa importantissima… la preparazione della Norma 😉

    Bravo, come sempre.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie, i complimenti di quelli bravi fanno doppiamente piacere. Sono molto contento. Ho scelto di scrivere una storia di gente “normale” e questo aiuta perché non c’è l’obbligo di inventare anche se ognuno dei personaggi deve possedere i caratteri necessari a renderlo vivo e interessante.
      Per la ricetta chiederò a don Mariano 😊 vediamo che dice. Grazie ancora. Buona giornata!🙋🌻

  • Ciao Fenderman!
    Il maresciallo è nervoso; e ci credo, sembra Somerset di Seven, che ad una settimana dalla pensione si trova alle prese con un serial killer. Qui si spera in qualcosa di meno.
    Hai una gran facilità a far parlare i tuoi personaggi, ogni dialogo è estremamente “vivo”, che sia in un paesello o in una metropoli; anche qui il maresciallo attratto dalla donna e le chiacchiere con il curato sono imperdibili!
    Voto per la natura, forse inebriato dagli ingredienti della Norma; l’ho mangiata giovedì scorso, con la ricotta “giusta”, arrivata dalla Sicilia.
    Caro Fenderman buona settimana e stammi bene!

    • Bentornata Ilaria, mi sei mancata!😊 rispondo anche al tuo commento per Marina. Naturalmente grazie, sei molto Gentile. Cercherò di non deluderti in futuro. il n. 4 di Cepparo è quasi pronto per oggi o domani. Il paesello vive nuove inquietudini che è giusto raccontare, senza troppi affanni, e con un pizzico di ironia finché si può. A presto dunque… Ciao 🌻🙋

  • Ciao, Fenderman.
    “ È un messaggio in bottiglia lanciato nel mare della storia” basterebbe questa frase per farti un mare di complimenti, ma il fatto è che tutto il capitolo è bello. C’è chi dice che le descrizioni sono roba vecchia, che non piace e non si usa più… forse sarò vecchia anche io, perché a me le tue descrizioni piacciono tanto, davvero.
    Ho votato per il nervosismo del maresciallo e aspetto trepidante che arrivi il nuovo capitolo, hai fatto centro, un’altra volta. 🙂

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie. Le descrizioni quelle non gratuite ma finalizzate al racconto sono necessarie, non tutti i racconti sono spiegabili se non coniugati ai luoghi in cui avvengono. Poi naturalmente si andrà da un’altra parte ma la scenografia come in teatro vuole l sua pare, (e se poi è bella meglio). Questa storia in particolare, è intrisa di una realtà rurale che è a tutto titolo protagonista, e devo tenerne conto. Grazie ancora, alla prossima.🙋🌻

  • Ciao Fenderman!
    Il ritmo lento ben si addice alla realtà del paesello, così come le descrizioni di “monumenti” che assurgono a simboli del borgo, come proprio il passetto. La foto che gli scatti, con le ipotesi riguardo alla doppia faccia e la sua, natura di messaggio in bottiglia che “si fa leggere ma non spiega“, ruba la scena per quanto è nitida. Voto per qualcuno che trova un legame della” pazzia” di Terenzio con la sparizione di Ubaldo, due piste collegate all’interno della storia.
    Sempre bravo, Stammi assai bene.
    A presto!

    • Ciao Minollo, grazie. Il paesino è uno dei veri protagonisti di questa vicenda, paesaggio e natura compresi. Entrare in quella realtà può aiutare a capire e anche a godere dell’intreccio. Speriamo di riuscire a farlo ancora, come si deve. Appuntamento a presto, ciao🙋

  • Ciao fenderman! Come al solito, capitolo scritto meravigliosamente. E’ una storia intrigante, sono davvero curiosa di continuare a leggere. Nel frattempo voto per il nervosismo del maresciallo, qui c’è sotto qualcosa di strano…
    Bravo, alla prossima!!

    • Ciao GiuliaS. Certo che c’è qualcosa, figuriamoci!
      Grazie per l’apprezzamento, è la benzina che alimenta il motore di quelli come noi… In quanto al maresciallo è giusto che entri in gioco e anche subito perché…😊 lo saprete alla prossima puntata!😁 grazie ancora, ciao🙋🌻

  • Ciao Erri, … certi borghi appenninici si somigliano un po’ tutti, e la gente poi è sempre la stessa, per non parlare delle bestie! Insomma pare che il micromondo descritto sia molto convenzionale. Il difficile è farne un set da pelle d’oca con sorriso: chissà se riuscirò. Io ci provo. Intanto incasso i complimenti e ringrazio. Appuntamento al terzo capitolo. Ciao 🙂

  • Tri-eccomi, fenderman. Naturalmente ho votato che anticipa nuovi inquietanti eccetera.
    Avvincenti, questi due capitoli, che te lo dico a fa’? 😀
    Hai il potere di creare immagini vivide, reali, c’è qualcosa di tremendamente efficace nel tuo modo di raccontare: non mostri solo un paese, mostri un’intera società: un territorio (descritto magistralmente, tanto da far sospettare che siano luoghi realmente esistenti), chiesa e case, vegetazione, addirittura stalle mostrate con rapide pennellate e completate dall’umanità che abita quei luoghi.
    Davvero bello, complimenti.
    Ciao, ti auguro un’ottima giornata!

  • Ciao Fenderman!
    Mi trovo anche io a votare per nuovi fatti inquietanti, scelta naturale di fronte alle anomalie notate da Modestino. Il conoscere i personaggi attraverso i loro dialoghi semplici è un tuo modus operandi che metti in pratica con consueta efficacia. In effetti pure io ho il mio paesello di collina, e non è difficile immaginarsi nei luoghi che descrivi. Vediamo dove ci porti in questa storia di paese, ora che ti sei concesso una pausa dai racconti romani.
    Ciao stammi bene!

  • Ciao, Fenderman.
    Non posso che votare per: “anticipa nuovi inquietanti e inspiegabili fatti”, mi piace l’introduzione del mistero, e mi piace il modo in cui hai instradato il lettore con semplici riferimenti dialoghi efficaci, che poi sono uno dei tuoi punti forti. Sei passato dal giorno pieno, con le chiacchiere e la leggerezza della piazza, alla sera con il cupo presagio portato in groppa dal povero mulo.
    La cosa si fa interessante, aspetto il nuovo episodio e so che non tarderai a pubblicarlo. 🙂

    Alla prossima!

  • Ciao Fenderman! Ho adorato il modo in cui hai scritto i dialoghi, li leggi con naturalezza e ti sembra di ascoltare le chiacchiere dei compaesani. Voto anch’io per i fatti inqientanti e inspiegabili, mi sembra la continuazione più adatta. Al prossimo capitolo!

  • Ciao, quando ero piccola andavo tutte le estati a “svernare” in un piccolo paese di montagna. Ho rivisto per un attimo l’atmosfera di quei tempi spensierati… che nostalgia.
    Voto anch’io per nuovi inquietanti e inspiegabili fatti, sembra il giusto susseguirsi dei fatti. Buon torrido, madido, rovente Ferragosto!!!

    • Cia Isabella, mi sa che moltissimi di noi hanno ricordi come i tuoi… Quando le vacanze duravano tre mesi a scorrazzare per i vicoli del paesino….
      Ti faccio un mare, speriamo calmo, di auguri di buon ferragosto. Ciao 🙂

  • anticipa nuovi inquietanti e inspiegabili fatti perché quel “cavallina storna” è troppo adatto!

    Non so perché ci sono un mare di spazi tra il finale del capitolo e la domanda. Trovo molto interessante lo scorcio di vita mostrato, prima di passare ai fatti.

    Ti auguro Buone Vacanze 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, grazie, massima simpatia per i maiali, purtroppo i contadini hanno una considerazione diversa degli animali da cortile, ma bisogna capire la loro mentalità e i loro bisogni… Spero che venga fuori un bel giallo di costume ovvero farcito di ironia e, per quanto possibile, di leggerezza. Grazie ancora, ciao!.🙋

  • Seguo con interesse questo tuo nuovo racconto, sembra che ci siano tutte le basi per uno di quei bei misteri all’italiana meridionale. Poveri maiali, descritti come essere spregevoli e buoni solo per ciò che renderà la loro carne, mi hai però fatto sorridere e te lo dico da vegetariano.
    Un saluto.

  • Ciao ePP, sì, è vero, molti possono dire di aver avuto esperienze come quella che dici: i nonni, il paesello, la tranquilla estate passata a correre da piccoli o a chiacchierare seduti al muretto da adolescenti…per la serie ” scrivi di ciò che sai” ecco servito un giallo un po’ fantastico nella conca reatina.

  • Una nuova storia! Promette bene. magnifica descrizione della location (si dice così adesso).
    Sono una tua fan e ti seguirò volentieri in questo nuovo racconto. Sei bravo a creare le giuste atmosfere, questa è idilliaca, ma sospetto che non lo resterà per molto. Ciao Fenderman e a presto

    • Ciao Anna grazie, benvenuta.
      Location non mi piace, molto meglio dire “Il posto” credo tu sia d’accordo.
      In quanto alla tranquillità presto sarà turbata, lo sappiamo. Speriamo non molto, ma non ci spererei troppo…. Grazie, per l’apprezzamento, che come sai è, (e c’è ragione!), ricambiato. Ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Bellissimo incipit, pare di attraversare il borgo e, alzando lo sguardo, si scorge la chiesa e la costruzione nuova sede della caserma dei Carabinieri. Hai mai pensato di partecipare a un qualche concorso letterario? Qualcosa d’importante, tipo IoScrittore.
    Mi piace molto questo inizio, promette proprio bene. Voto Sì e aspetto il secondo episodio.
    Ancora complimenti.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, sempre gentile. Non ho mai pensato a concorsi, sono nella fase divertimento e basta. Come vedi scrivo molto (e molto di più di quello che vedi…) Spero solo di non esaurirmi presto e, comunque, per il prossimo anno vedremo, può anche darsi…
      In quanto al paesello lo setaccerò a dovere a caccia di una storia…. a presto! ciao. 🙂

  • Ciao!!! Mi hai fatto ricordare quanto sono fortunata a vivere in questa meravigliosa Italia. Anche se non riuscirei mai a viverci, adoro visitare i magnifici borghi che hai descritto così bene. Il giusto underground per una storia di fantasia che s’intreccia con miti e credenze popolari!!!
    Sono curiosa di vedere dove andrai a parare… alla prossima e buon proseguimento di domenica.

    • Ciao Isabella, mi fai venire in mente che sarebbe bello raccontare dei propri borghi ogni tanto, chissà quante cose potrebbero affiorare, a margine della storia ufficiale. Viva l’Italia “minore” e la sua grazia. E grazie a te, grazie ancora, ciao 🙂

    • Ciao Minollo, visto che è vero è in arrivo Lucifero dall’Africa lo segnalerò alla madonnina del monte chissà che non abbia un consiglio per noi. Intanto torno dal refrigerio delle tue Himalaya e per un paio d’ore starò bene, Grazie di tutto e a presto! 🙂

  • per il suo bene adesso è meglio cambiare discorso. Perché ha iniziato bene ma ha finito male!

    Fantastica la descrizione del paesello: sembra ti passarci dentro 🙂

    Vai instancabile Federman: io ci sono! Se sparisco è perché vado in vacanza 😀

    Ciao 🙂
    PS: PRIMO!

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