Cèpparo

Dove eravamo rimasti?

seguiamo un indizio fornito da: la madonnina (40%)

Il temporale

Monte Bobbo con le sue spalle possenti e la capoccia pelata, rosa al tramonto, era un guardiano sempre in servizio, un conforto  e un amico. A volte però quando scrollava il suo pastrano verde dalle piogge estive, improvvise e brutali, diventava una minaccia. Quelle erano le occasioni in cui i due ruscelli che cinturavano il paesello come in un abbraccio, si gonfiavano di acqua fangosa, ribollente, capace di travolgere ogni cosa e trascinarla a valle.

La prima volta che successe, in quell’Agosto, don Mariano stava nella sua chiesetta in cima al colle. Fuori s’era messo a piovere a dirotto, improvvisamente, e lui fu bloccato. Pensando, tuttavia, che miglior luogo non ci fosse per pregare, mentre fuori si scatenava il demonio, s’inginocchiò ai piedi dell’altare con la madonnina del monte che vegliava su di lui.

A un tratto ai tuoni che insistevano già da un po’ s’aggiunse, seguito da uno schianto pauroso, un lampo che spazzò via per un attimo il buio calato tutt’intorno. Il prete vide una cosa che gli fermò il cuore. La madonnina, come colta di sorpresa, s’era mossa. Incredulo, col petto gonfio di paura e di una gioia inspiegabile, don Mariano s’avvicinò sgranando gli occhi per guardarla da vicino, ora che era di nuovo immersa nella penombra.

Quando fu sotto il quadro lo vide spostato, ruotato sul perno che lo sosteneva. S’avvicinò ancora, più che poté, e fu allora che un’altra saetta ancor più vigorosa riversò dentro quella chiesa una valanga di luce che annunciava l’ennesimo boato: un urlo spaventoso, puntualissimo, che sembrò arrivare direttamente dal ventre della montagna. Tutto intorno tremò ancora; un piccolo geco impaurito fuggì via da dietro la cornice e il prete si segnò, spaventato dalla sua enorme ombra di drago.

Prese uno sgabello che aveva in sagrestia per raddrizzare quel quadruccio per benino, ma appena lo toccò quello venne giù; si affrettò allora a raccoglierlo: stava  faccia a terra ma era intero…  Lo prese, e lo portò in sagrestia per ripulirlo dalla polvere vecchia di chissà quanto.

Mentre lo spolverava alla luce fiacca di una piccola lampadina, notò sul retro della cornice una frase scritta a china.  Riuscì a leggere soltanto “Vinicius cu…d.ens” a causa dei tarli che s’erano mangiata qualche lettera. “Che strana cosa!” pensò: “questa non è la firma dell’autore!” – L’autore lui lo conosceva, era un certo Alfio Masi da Orvieto, che usava firmare con le iniziali A.M. vergate in oro ai piedi del soggetto, tanto che molti, era noto, confondevano, traducendo quella firma con Ave Maria -.

Ora aveva un rebus da risolvere, ma presto sarebbe stato distratto da ben altro.

*

C’era un punto di guado del torrente Ripa facile da attraversare, anche con l’acqua. Era là dove tagliava una strada carrabile utilizzata per arrivare dal paese agli orti circostanti, o, proseguendo verso valle, alla provinciale.

Quel giorno però, con quel temporale, il torrente si gonfiò al punto che chi doveva passare rimase bloccato, costretto ad aspettare almeno che spiovesse. Quella era una cosa che capitava sempre; tutti lo sapevano, e tutti, puntualmente, ci cascavano.

 A un certo punto uno gridò: qualcosa nell’acqua lo aveva spaventato. Era una specie di fagotto tutto impastato di fango, che rotolando fra i sassi, era finito impigliato in un cumulo di frasche…

Assieme a un altro s’avvicinò a guardare, e la sorpresa divenne vero sconcerto: quel “fagotto” era ciò che restava di un uomo.

*

Il funerale di Ubaldino fu celebrato il 2 settembre, una settimana dopo che la montagna lo aveva restituito. Sul volto di tutti, – perché c’erano proprio tutti – il sole scavava ombre profonde; eppure era lo stesso sole che ingentiliva i verdi colli intorno.

Il Maresciallo, con un piede già saldamente posato sul predellino della pensione, si era messo in disparte con due dei suoi, e osservava tutto, con professionalità e compassione.

Lo raggiunsero il sindaco e Lisetta, che evidentemente avevano individuato nella sua posizione quella delle autorità.

«Poveraccio…» disse il sindaco Mazza con una mano a paletta sulla fronte per parare la luce.

«Già.» disse Carmine

«Era un uomo burbero; però ogni volta che capitava mi portava le caramelle.» Disse Lisetta commossa.

«È stato un eroe di guerra, un partigiano, e ha lavorato in miniera per vent’anni.» Aggiunse il primo.

«Non lo sapevo.» disse il secondo.

«…Come anche altri.» chiosò la terza.

Carmine la guardò: gli piacque com’era, illuminata dal sole, e con gli occhi umidi. 

«…Altri?» disse.

«Certo,» almeno tre o quattro come lui; ma sono tutti morti. Lui era l’ultimo.»

Carmine si rese conto che in dieci anni che era lì non s’era mai chiesto che storia avessero vissuta quei paesani tranquilli durante la guerra. Era stata un’occasione persa, pensò, e allora volle cogliere quel momento per saperne di più.

«Per esempio?» chiese.

«Be’, lui, Ubaldino, per esempio; e poi i fratelli Scarpa, cosiddetti anche se non lo erano… Poi se vuoi ti dirò di loro e del progetto della stele dedicata ai partigiani…»

Ora che c'è il morto si deve indagare. Quale filone seguire?

  • Quello, del tutto inaspettato di... Lisetta (67%)
    67
  • Quello del prete (33%)
    33
  • Quello del Maresciallo (0%)
    0
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138 Commenti

  • Tanto di cappello a te Fender, le conclusioni che traggo dalla lettura di questo racconto sono tante, ti confesso che ho avuto più volte difficoltà a seguire tutte le vicende che si intrecciavano, ma sei sempre riuscito a tenere alta l’attenzione e anzi questo metodo di scrittura non lineare ti ha permesso di esprimere ancora meglio lo spirito di questa comunità. Hai scritto un gran bel racconto, sinceramente non mi ero mai imbattuto in questo genere dove giallo e comicità si intrecciano di continuo.
    Complimenti ancora!

    • Grazie Larry_Perry, lusingato.
      Sono contento ti sia piaciuto perché tengo molto per vari motivi a questo racconto. In quanto allo “stile” di scrittura è francamente quello che preferisco, il mio guru è Camilleri, sono anni che bacio dove cammina…
      Tanto per insistere sono già al terzo capitolo ( io scrivo molto in fretta!) di una nuova storia: stesso stile naturalmente anche se decisamente diversa. Spero vorrai, magari a tempo perso onorarmi della lettura. Grazie ancora e buona giornata.

  • Ciao Fenderman!
    Nell’ultima frase vedo il mistero della vita di una minuscola comunità, dove i cattivi non sono mai davvero cattivi, e c’è perdono e benevolenza per tutti. Hai disegnato con sapienza i ruoli, soprattutto quelli dell’autorità religiosa e dello Stato, e dei paesani affezionati ai loro totem.
    Bellissimo spaccato, la benevolenza viene anche da parte tua. Da parte mia viene invece l’ammirazione che ti meriti per come coniughi qualità e quantità, tanto e bene.
    Bravo, una volta di più.
    A presto amico mio!

    • Ciao carissimo, è vero, quando si gestiscono gli esseri umani non si può mai stare solo col bilancino in mano, bisogna comprendere e punire se necessario, senza però dimenticare l’umanità, e in questo certi preti di campagna sono maestri. Se poi sanno fare la norma sono perfetti. Grazie di averlo letto e commentato, ora se ne hai voglia, sono già fuori con una storiella di tutt’altra specie… spero ti piaccia. Ciaooo 🙂

  • Eccomi ritornata, dopo le vacanze.
    Ho riletto per intero tutto il racconto per rinfrescarmi la memoria.
    Avevo già commentato alcuni capitoli ed è superfluo ripetermi.
    Ora un finale inaspettato, ma sono i personaggi così sapientemente delineati, tanto da sembrare reali, quelli che più mi sono piaciuti. Complimenti, Fenderman e buona domenica.

    • Ciao Anna, bentornata.
      Anche io spesso rileggo, specialmente i gialli, la storia per intero, è inevitabile se non si vuole perdere il filo. Sono contento che ti sia piaciuto, soprattutto i personaggi, grazie anche a nome loro. Ci ritroviamo su un’altra storia mia che è già partita, proprio ieri, e su una tua naturalmente (spero presto).Ciao 🙋🌻

  • Ciao, Fenderman.
    Scusa il ritardo, ho visto che hai già cominciato un nuovo racconto; io, in questo periodo, sono un po’ latitante, mi rifarò 🙂
    Degno finale, a sorpresa, per un racconto riuscito che, lo ripeto, non ha nulla da invidiare ai pubblicati. Ci sono i sentimenti, le persone, vere e palpabili, i paesaggi evocativi dei quali, quasi, si può sentire l’odore. Hai lavorato bene e sono curiosa di leggere il nuovo episodio, appena riesco do un’occhiata.
    Intanto, ti saluto e ti auguro un’ottima domenica.

    Alla prossima!

    p.s. sei uno scrittore molto prolifico, un po’ ti invidio 😉

  • Ciao fenderman, ho seguito con molto interesse la tua storia e trovo questo finale semplicemente perfetto per il piccolo paese di Cèpparo e i suoi abitanti. Spero di poter leggere qualcosa di nuovo molto presto. Alla prossima!

  • Ciao Fenderman,
    che dire…bello!
    Finale con sorpresa che rimette pace tra Cepparo e gli accadimenti avvenuti in guerra. Don Sebino ha reso giustizia ad una intera comunità, lasciando gli avidi, a becco asciutto….condannati da un fato (quasi) beffardo.
    Un finale a sorpresa, ma senza botti…giusto e pacato, come si addice ad un pacifico paesino di montagna.
    Ciao a presto,
    ePP.

  • Ciao, non so perché, ma mi è sembrato un finale quasi rasserenante. È molto in tono con la dolcezza della serata con stelle, grilli e campane che suonano!!!
    Eh sì, il cerchio si è chiuso un’altra volta, non mi resta che darci appuntamento alla prossima storia di entrambi.

  • Ciao, ti dirò, che un paio di settimane fa ero a Castel San.Pietro, sotto il balconcino davanti la chiesa, quello da dove affacciava De Sica il maresciallo. Delizioso Paese che si fa un vanto di quel ricordo e adesso su quel balcone troneggia un cartonato del grande maestro ad uso e consumo dei turisti.
    Come al solito hai colto bene quello che provo, è vero, provo un grande amore per i miei piccoli eroi fatti di parole e mi piace giocare con loro. ( ma in fondo credo sia così per tutti). Quello che mi preme di più è scavare alla ricerca del lato umano vero, con pregi e difetti, quello che non trovi negli stereotipi come il “buono”, il “cattivo” eccetera. Grazie per il tuo commento, a sabato per il finale. ciao 🙂

  • Ciao Fenderman!
    Scelgo addio alle armi. Il morto già c’è stato… I dialoghi mi riportano con la fantasia a qualche pane amore e… (con in più un cadavere), Carmine potrebbe essere un Vittorio de Sica (ma manca la bersagliera). Tu vuoi bene a tutti e ogni tanto li prendi in giro per bene. Il fatto che l’assassinio sia una… asinata contribuisce a farmi guardare con i tuoi occhi la vicenda.
    Bravo come sai esserlo sempre, a sabato dunque.
    Ciao!

    • Ciao, ti dirò, che un paio di settimane fa ero a Castel San.Pietro, sotto il balconcino davanti la chiesa, quello da dove affacciava De Sica il maresciallo. Delizioso Paese che si fa un vanto di quel ricordo e adesso su quel balcone troneggia un cartonato del grande maestro ad uso e consumo dei turisti.
      Come al solito hai colto bene quello che provo, è vero, provo un grande amore per i miei piccoli eroi fatti di parole e mi piace giocare con loro. ( ma in fondo credo sia così per tutti). Quello che mi preme di più è scavare alla ricerca del lato umano vero, con pregi e difetti, quello che non trovi negli stereotipi come il “buono”, il “cattivo” eccetera. Grazie per il tuo commento, a sabato per il finale. ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Con la naturalezza che contraddistingue quelli che sanno fare, ci porti in fondo al tuo racconto e ci fai restare in attesa che se ne conosca la fine. Belli i racconti dei due e la trovata del mulo (allora usatissimo) che scalcia Ubaldino spedendoli in fondo allo strapiombo (un po’ ben gli sta, povero Galileo).
    Aspetto il finale è voto “Addio alle armi”.

    Alla prossima!

    • Ciao, Ubaldino col suo caratteraccio aveva sottovalutato il carattere del mulo che sarà pure mansueto e affidabile ma ha una sua dignità e quando lo offendi scalcia, non si mette a discutere di torti e ragioni… Scalcia e basta.
      Siamo al finale, arriverà sabato, spero con l’ultimo episodio di accontentare tutti e non deludere soprattutto chi ha avuto la pazienza di leggermi. Grazie, ciao🙋

  • Ciao Fenderman,
    sforni capitoli ad una velocità impressionante….e sono tutti uno piu bello dell’altro. Ho letto dal sesto all’ultimo e il giallo storico che stai imbastendo sta diventando una trappola per chi lo legge…complimenti.
    I personaggi che hai costruito , le loro storie e i modi in cui li fai interagire sono eccezionali. La storia d’amore di Lisetta e una cornice perfetta per il giallo che il Maresciallo deve risolvere. E sullo sfondo di tutto c’è sempre Cepparo che abbraccia tutti….molto bello.
    ePP

    • Ciao, graze, grazie, grazie.
      Cinque, sei giorni al massimo, specie nei gialli, e non di più, secondo me, sono il giusto ritmo. Sono soprattutto un lettore, e capisco la difficoltà di seguire certe storie… Che si trascinano per mesi. Ti ringrazio per il tuo apprezzamento, Cepparo mi piace, mi dispiace lasciarlo presto ma i gialli pretendono un finale, ahimè. CIao🙋

  • Ciao, Fendeman.
    Voto: non è finita, forse perché, in cuor mio, spero che questa storia possa continuare (anche se non so se è questo l’intento).
    Ho trovato la prima parte dell’episodio perfetta, degna di un romanzo da libreria (di quelli buoni, non le porcherie che, sempre più spesso, ingombrano gli scaffali a pagamento). La seconda parte un po’ mi ha confuso, dovrei rileggerla, i dialoghi serrati non sempre li afferro alla prima.
    Tutto il resto scorre veloce verso il finale che si chiude in tenerezza al quasi chiaro di luna. Bello, bello e basta.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie, troppo gentile.
      Quella parte, Lisetta e la mamma, necessariamente compressa in poche righe contiene nomi e circostanze che, capisco può essere non immediato collocare per via del solito meccanismo del racconto a puntate, purtroppo non si riesce a superarlo sempre con facilità. Prometto di riuscire nel prossimo capitolo e intanto, naturalmente un saluto, buona giornata 🙋🌻

  • Ciao Fenderman!
    Terenzio nega e confessa, mi incuriosisce, voglio andare a prenderlo, anche perché oltre c’è qualcun altro; nei tuoi racconti chercher la femme è d’obbligo. Lisetta, Carmine, il don, mi sembrano certi miei parenti di quando andavo in campagna… buffissimi i due vecchietti… Riesci a far dimenticare che c’è un cadavere al centro della scena. Bello anche questo episodio, ora viene il bello…
    Ciao stammi bene!

  • Non è finita! Ci sono ancora due capitoli per scoprire l’assassino 😀
    Ciao, fenderman.
    Bellissima la preoccupazione della mamma di Lisetta.
    Capitolo godibilissimo e scritto molto bene, come tuo solito. Unica annotazione: il maresciallo dovrebbe specchiarsi un po’ meno 🙂
    Ciao, a presto

  • Ciao, ammappete!!! Tanta carne al fuoco con tante macchiette di colore “folcloristico”. Il dialogo in pigiama-tuta d’acetato viola mi è comparsa davanti agli occhi in tutto il suo fulgore e mi sono venuti i brividi…
    Ho votato per Terenzio che nega e confessa, le due cose mi sono apparse in contrasto e mi stuzzicano la fantasia. Alla prossima!!!

  • Terenzio e Vittoria.
    Ciao F
    Questo capitolo, come gli altri, scorre che è una meraviglia. Mi piace leggere e capire all’istante senza soffermarmi e tornare indietro di intere righe per comprendere ciò che sta succedendo all’interno della storia. Tu scrivi in maniera lineare e semplice ma per “semplice” non intendo affatto superficiale, anzi! Penso che sia un talento pazzesco riuscire ad arrivare direttamente al cuore del lettore e riuscire a catturarne l’attenzione.
    Bravo
    Ilaria

    • ciao Ilaria_Si, c’è un solo modo per ringraziarti ed è continuare a scrivere come dici di apprezzare. THe iNCIPIT in questo è una vera scuola, educa il lettore ma soprattutto l’autore che impara a capire le difficoltà di chi legge tante storie a puntate. La semplicità è d’obbligo anche se molto difficile da praticare senza snaturare il racconto e/o annacquarlo . Io ci provo e spero di riuscire ancora a farlo. Grazie davvero, ciao 🙋🌻

  • Per me, interrogare Terenzio e Vittoria.
    Ciao, fenderman.
    Confermo quanto già scritto: ammiro tantissimo la tua capacità di creare gli sfondi e muovere i personaggi con una efficacia e naturalezza invidiabili. Se ci aggiungi che scrivi con una velocità per me impensabile, mi chiedo come mai non ti ho ancora visto in libreria.
    O forse ti ho visto, e qui usi uno pseudonimo.
    In questo capitolo, il prete mi ricorda (molto) Lino Banfi 😀
    P.S.: Non sono un nuovo lettore, d’ora in poi userò questo nick per commentarti (con più costanza – spero – del mio alter ego snob 😀 ).
    Ciao, a presto

    • Ciao nuovo, per me, nick!
      Piacere. Grazie per il commento e i complimenti.
      Banfi fa ridere, è vero, perché da l’idea di pensare, come noi, la parolaccia e a stento la trattiene. Per don Mariano è lo stesso anche se non per un copione studiato ma semplicemente perché è un prete.
      Conosco preti così, sono più vicini alla gente perché conservano una consueta forma di umanità non dispersa in una pratica di fede elitaria lontana dalla vita della gente comune.
      Grazie ancora e a presto, ciao 🙋

  • Ciao amico mio, sempre troppo buono, ho scelto un taglio ironico perché certi temi potrebbero risultare indigesti se affrontati in chiave drammatica. E poi anche se qualcuno muore si può anche dire che ci rimette le penne, in fondo è la stessa cosa ma è diverso perché
    la vita continua e il paesello dopo il brivido aspetta un po’ e rifiorisce. Grazie ancora, a presto!

  • Ciao Fenderman!
    La leggerezza dei dialoghi che mi muovono al riso è protagonista sempre nei tuoi personaggi, a Cepparo ancora di più. Il don che si barcamena tra i suoi fedeli e poi va a gambe all’aria con Terenzio è reso con la tua ormai nota abilità. Voto per il personaggio che lo aiuterà.
    Stai orchestrando alla grande tutti i reparti, la tua bravura è sempre più evidente.
    Stammi bene bene ciao!

    • Ciao amico mio, sempre troppo buono, ho scelto un taglio ironico perché certi temi potrebbero risultare indigesti se affrontati in chiave drammatica. E poi anche se qualcuno muore si può anche dire che ci rimette le penne, in fondo è la stessa cosa ma è diverso perché la vita continua e il paesello dopo il brivido aspetta un po’ e rifiorisce. Grazie ancora, a presto!🙋

  • Ciao, Fendernan.
    Se dovessi paragonare la tua scrittura a un mestiere, sceglierei quello di chef: per la perizia con cui dosi tutti gli ingredienti, dialoghi, descrizioni e incursioni nei sentimenti e nei pensieri dei personaggi. Hai il tocco dell’artista, quello vero, che poco ha a che fare con il dilettante (come me) che scrive per proprio diletto e spera di interessare gli altri. Come ti ha scritto Erri, anche io vedo bene questa storia in un romanzo, e sono felice che tu abbia in mente di svilupparlo, sarebbe una buona cosa.
    Non ti dico bravo, come sempre, perché risulterei ripetitiva, ma lo sei e non c’è altro da dire.
    Ti auguro un meraviglioso weekend di fine estate (o quasi) e ti saluto.

    Alla prossima!

  • Ciao, e dopo dicono che i preti hanno molta pazienza!!!! In effetti ne ho incontrati più come don Mariano che il contrario, anche se in effetti… a volte i “postulanti” fanno diventar matto anche un santo.
    Ho votato per qualcuno che non muoverà un dito ma lo aiuterà. La cosa stuzzicava la mia curiosità. Alla prossima e buon fine settimana!!!

  • Bello, mi piace il clima sonnolento di paese che nasconde segreti antichi, forse delitti inconfessabili.
    Il vecchio quadro e l’iscrizione misteriosa sveleranno il mistero?
    Ho votato per l’intuizione del prete e aspetto di saperne di più.
    Ah dimenticavo, sei davvero bravo. Ciao Fenderman.

    • Ciao Anna, grazie, Meno male che hai votato il prete perché sono uscito col nuovo capitolo e lui era in pole position tra le opzioni… Piano, piano si arriverà alla verità, anche se non tutto si può ricostruire il paese potrà tornare ai suo ritmi consueti, e tutti potranno ancora parlare del tempo e di politica. Grazie del commento, a presto. 🙂

  • Ciao Fenderman!
    Il mistero ha radici lontane e storiche, il quadro si scopre lentamente. Direi di passare la palla al don questa volta; una delle cose che mi piace della storia è la coralità, dove tutti sanno qualcosa e si muovono per cercare. Tu rilasci indizi a poco a poco; sembra essere un giallo in piena regola, un mistero nascosto in un ambiente tranquillo e famigliare e che proprio per questo potrebbe essere assai tremendo. Bravissimo, stai rendendo da par tuo la calma prima della tempesta.
    Al prossimo dunque, stammi bene!

  • Ciao, Fenderman.
    Voto per il maresciallo.
    Spaccato del vissuto del tutto realistico di un piccolo paese italiano, con le contraddizioni e i segreti che ne formano la memoria e ne decretano la storia. Ognuno sa qualcosa, tutti insieme hanno in pugno la verità senza, forse, esserne consci. Mi piace il realismo dei dialoghi anche se, a volte, fatico leggermente a seguirne il filo, ma mi riprendo subito. Sento l’odore della stufa nella casa di Annabella ed è bastato un angolo annerito… forse non era quello il tuo intento, ma io l’ho vista così.
    Bravo, ancora una volta.

    Alla prossima!

  • Ciao fenderman 🙂 Molto interessante questo tuffo nel passato, mi sembra perfetto per un piccolo paese che ne ha da raccontare, di storie del passato! Voto anch’io per Don Mariano, perchè i preti ne sanno sempre più di quanto dicono 😉 Alla prossima!

  • Ciao Isabella, i torrenti, si sa, se piove scorrono, se no languono. E’ una delle poche certezze che abbiamo sulla natura dei nostri colli. A volte restituiscono un cadavere, altre volte danno una chance ai briganti o ai partigiani…
    Loro sono sinceri, non tradiscono e non si smentiscono mai. Tra i nostri personaggi invece… Grazie per il tuo commento e buona serata, ovunque tu sia… A proposito: dove sei? Ciao 🌻🙋

  • Ciao, storie di vecchi partigiani e segreti con annessi e connessi… Be’ i preti di paese c’entrano sempre e comunque in questi casi, voto per lui. Solo una domanda: ma da quelle parti i ruscelli/fiumi ingrossati combinano sempre guai? Alla prossima, speriamo che non piova (qui da me stiamo rischiando d’affogare o rimanere fulminati!!!!).

  • Sei stato molto prolifico, non avevo seguito la storia e mi sono perso diversi capitoli. Concordo con chi ti ha già detto che sei bravo nel far sentire vivo questo paesello e l’animosità dei suoi abitanti. Io ho votato per il maresciallo, credo che la sua situazione sia quella più divertente da seguire.

  • Sei stato molto prolifico, non avevo seguito la storia e mi sono perso diversi capitoli. Concordo con chi ti ha già detto che sei bravo nel far sentire vivo questo paesello e l’animosità dei suoi abitanti. Io ho votato per il maresciallo, credo che la sua situazione sia quella più divertente da seguire.

  • Ciao Federman,
    ho votato per Lisetta.
    Questo capitolo è bellissimo, mi piace la relazione tra la montagna e il paese, a tutti gli effetti sono due personaggi di questo racconto corale. E’ molto interessante come le storie degli abitanti si intreccino tra loro man mano che vengono presentati e raccontati. Bello anche il risvolto sulla vita passata del povero Ubaldino e delle novità raccontate da Lisetta. L’interesse del Maresciallo per la vita vissuta dei suoi compaesani lo rendono molto umano e profondo.
    Grazie per le belle sensazioni, aspetto il prossimo capitolo.
    ePP

  • Ciao Fenderman!
    Scelgo la strada del prete, anche se forse seguire una donna porta ancora più lontano…
    Mi ha preso subito la personificazione del monte, davvero mirabile perché in fondo la natura nei paesini di collina è uno degli abitanti, il più importante e a volte il più temuto. Le descrizioni sono splendide, Cèpparo si delinea sempre più come il protagonista. Bel pezzo davvero, adesso vediamo l’indagine.
    Ciao stammi assai bene!

  • Ciao, un inizio oserei dire poetico!!! Ah quanti ricordi di violenti acquazzoni estivi che trasformano i sentieri in torrenti di acqua e fango e i tuoni fragorosi che sembrano spaccare a metà la terra… Tutto ben reso, soprattutto il ritrovamento e il funerale di Ubaldino. Leggere è stato leggero e piacevole come un bel bicchiere d’acqua quando hai una sete maledetta.
    Ho votato per Lisetta, mettiamo un altro po’ di pepe!!! Alla prossima.

  • Ciao, Fenderman.
    “Quel giorno però, con quel temporale, il torrente si gonfiò al punto che chi doveva passare rimase bloccato, costretto ad aspettare almeno che spiovesse. Quella era una cosa che capitava sempre; tutti lo sapevano, e tutti, puntualmente, ci cascavano.” Questo passaggio mi ha fatto venire in mente quel che accade puntualmente sotto casa mia: quando piove davvero tanto, l’acqua si ferma tutta in strada, che scende da entrambi i lati a formare una conca, e si alza di parecchio, alcuni temerari (anche un po’ sciocchi) si pensano di attraversarla, restandovi ogni volta impantanati;
    Sei riuscito a portarmi dentro il racconto, il temporale è vivo e profuma di vegetazione bagnata, ho ascoltato i rombi e visto i bagliori, ho sentito il quadro cadere e annusato l’odore della polvere. Bravissimo, come sempre, questo racconto sta diventando il mio preferito ora che c’è anche un’indagine da portare avanti…
    Voto il filone inaspettato di Lisetta e aspetto il sesto episodio.

    Alla prossima!

  • Ciao fenderman, bellissimo capitolo come sempre. Mi è piaciuto molto come hai descritto il temporale, mi sembrava quasi di sentire i tuoni e vedere i lampi illuminare la madonnina. Io voto per il prete! Alla prossima 🙂

  • Ciao Fenderman,
    ho votato per l’indizio fornito dalla natura.
    Questo racconto è stupendo, la descrizione del paese e i luoghi circostanti, tutti i paesani raccontanti che ricordano immancabilmente i vecchietti del paesino frequentavo da bambino, le storie del posto…ogni elemento è una calamita. In tutto questo c’è il mistero di Ubaldino e la pazzia di Terenzio…mi sembrano le storie di provincia che sentivo dai parenti che vedevo solo l’estate. Aspetto il prossimo capitolo…come le comari aspettavano i nuovi pettegolezzi.
    ePP

  • Ciao!!! Un bel brano di passaggio… l’attesa per qualcosa che incombe nell’aria… la stessa lenta e gustosa attesa che devi mettere nella preparazione di una buona Norma!!!
    Se c’è bisogno di un “miracolo”, ci può aiutare solo la Madonnina, spero solo che qualcun altro voti per districare il pareggio. In attesa di una svolta, ti auguro un’altra buona giornata.

  • Ciao, Fenderman.
    Quando si dice: mostra non raccontare, ecco l’esempio lampante di come va scritta e descritta una storia e i suoi personaggi. Ti bastano pochi tratti per dipingere una situazione, una persona, i sentimenti di quella persona, hai proprio una buona penna.
    Io voto la moglie di Terenzio e ti dico la verità: una cosa hai tralasciato, una cosa importantissima… la preparazione della Norma 😉

    Bravo, come sempre.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie, i complimenti di quelli bravi fanno doppiamente piacere. Sono molto contento. Ho scelto di scrivere una storia di gente “normale” e questo aiuta perché non c’è l’obbligo di inventare anche se ognuno dei personaggi deve possedere i caratteri necessari a renderlo vivo e interessante.
      Per la ricetta chiederò a don Mariano 😊 vediamo che dice. Grazie ancora. Buona giornata!🙋🌻

  • Ciao Fenderman!
    Il maresciallo è nervoso; e ci credo, sembra Somerset di Seven, che ad una settimana dalla pensione si trova alle prese con un serial killer. Qui si spera in qualcosa di meno.
    Hai una gran facilità a far parlare i tuoi personaggi, ogni dialogo è estremamente “vivo”, che sia in un paesello o in una metropoli; anche qui il maresciallo attratto dalla donna e le chiacchiere con il curato sono imperdibili!
    Voto per la natura, forse inebriato dagli ingredienti della Norma; l’ho mangiata giovedì scorso, con la ricotta “giusta”, arrivata dalla Sicilia.
    Caro Fenderman buona settimana e stammi bene!

    • Bentornata Ilaria, mi sei mancata!😊 rispondo anche al tuo commento per Marina. Naturalmente grazie, sei molto Gentile. Cercherò di non deluderti in futuro. il n. 4 di Cepparo è quasi pronto per oggi o domani. Il paesello vive nuove inquietudini che è giusto raccontare, senza troppi affanni, e con un pizzico di ironia finché si può. A presto dunque… Ciao 🌻🙋

  • Ciao, Fenderman.
    “ È un messaggio in bottiglia lanciato nel mare della storia” basterebbe questa frase per farti un mare di complimenti, ma il fatto è che tutto il capitolo è bello. C’è chi dice che le descrizioni sono roba vecchia, che non piace e non si usa più… forse sarò vecchia anche io, perché a me le tue descrizioni piacciono tanto, davvero.
    Ho votato per il nervosismo del maresciallo e aspetto trepidante che arrivi il nuovo capitolo, hai fatto centro, un’altra volta. 🙂

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie. Le descrizioni quelle non gratuite ma finalizzate al racconto sono necessarie, non tutti i racconti sono spiegabili se non coniugati ai luoghi in cui avvengono. Poi naturalmente si andrà da un’altra parte ma la scenografia come in teatro vuole l sua pare, (e se poi è bella meglio). Questa storia in particolare, è intrisa di una realtà rurale che è a tutto titolo protagonista, e devo tenerne conto. Grazie ancora, alla prossima.🙋🌻

  • Ciao Fenderman!
    Il ritmo lento ben si addice alla realtà del paesello, così come le descrizioni di “monumenti” che assurgono a simboli del borgo, come proprio il passetto. La foto che gli scatti, con le ipotesi riguardo alla doppia faccia e la sua, natura di messaggio in bottiglia che “si fa leggere ma non spiega“, ruba la scena per quanto è nitida. Voto per qualcuno che trova un legame della” pazzia” di Terenzio con la sparizione di Ubaldo, due piste collegate all’interno della storia.
    Sempre bravo, Stammi assai bene.
    A presto!

  • Ciao fenderman! Come al solito, capitolo scritto meravigliosamente. E’ una storia intrigante, sono davvero curiosa di continuare a leggere. Nel frattempo voto per il nervosismo del maresciallo, qui c’è sotto qualcosa di strano…
    Bravo, alla prossima!!

  • Ciao Erri, … certi borghi appenninici si somigliano un po’ tutti, e la gente poi è sempre la stessa, per non parlare delle bestie! Insomma pare che il micromondo descritto sia molto convenzionale. Il difficile è farne un set da pelle d’oca con sorriso: chissà se riuscirò. Io ci provo. Intanto incasso i complimenti e ringrazio. Appuntamento al terzo capitolo. Ciao 🙂

  • Tri-eccomi, fenderman. Naturalmente ho votato che anticipa nuovi inquietanti eccetera.
    Avvincenti, questi due capitoli, che te lo dico a fa’? 😀
    Hai il potere di creare immagini vivide, reali, c’è qualcosa di tremendamente efficace nel tuo modo di raccontare: non mostri solo un paese, mostri un’intera società: un territorio (descritto magistralmente, tanto da far sospettare che siano luoghi realmente esistenti), chiesa e case, vegetazione, addirittura stalle mostrate con rapide pennellate e completate dall’umanità che abita quei luoghi.
    Davvero bello, complimenti.
    Ciao, ti auguro un’ottima giornata!

  • Ciao Fenderman!
    Mi trovo anche io a votare per nuovi fatti inquietanti, scelta naturale di fronte alle anomalie notate da Modestino. Il conoscere i personaggi attraverso i loro dialoghi semplici è un tuo modus operandi che metti in pratica con consueta efficacia. In effetti pure io ho il mio paesello di collina, e non è difficile immaginarsi nei luoghi che descrivi. Vediamo dove ci porti in questa storia di paese, ora che ti sei concesso una pausa dai racconti romani.
    Ciao stammi bene!

  • Ciao, Fenderman.
    Non posso che votare per: “anticipa nuovi inquietanti e inspiegabili fatti”, mi piace l’introduzione del mistero, e mi piace il modo in cui hai instradato il lettore con semplici riferimenti dialoghi efficaci, che poi sono uno dei tuoi punti forti. Sei passato dal giorno pieno, con le chiacchiere e la leggerezza della piazza, alla sera con il cupo presagio portato in groppa dal povero mulo.
    La cosa si fa interessante, aspetto il nuovo episodio e so che non tarderai a pubblicarlo. 🙂

    Alla prossima!

  • Ciao Fenderman! Ho adorato il modo in cui hai scritto i dialoghi, li leggi con naturalezza e ti sembra di ascoltare le chiacchiere dei compaesani. Voto anch’io per i fatti inqientanti e inspiegabili, mi sembra la continuazione più adatta. Al prossimo capitolo!

  • Ciao, quando ero piccola andavo tutte le estati a “svernare” in un piccolo paese di montagna. Ho rivisto per un attimo l’atmosfera di quei tempi spensierati… che nostalgia.
    Voto anch’io per nuovi inquietanti e inspiegabili fatti, sembra il giusto susseguirsi dei fatti. Buon torrido, madido, rovente Ferragosto!!!

  • Seguo con interesse questo tuo nuovo racconto, sembra che ci siano tutte le basi per uno di quei bei misteri all’italiana meridionale. Poveri maiali, descritti come essere spregevoli e buoni solo per ciò che renderà la loro carne, mi hai però fatto sorridere e te lo dico da vegetariano.
    Un saluto.

  • Una nuova storia! Promette bene. magnifica descrizione della location (si dice così adesso).
    Sono una tua fan e ti seguirò volentieri in questo nuovo racconto. Sei bravo a creare le giuste atmosfere, questa è idilliaca, ma sospetto che non lo resterà per molto. Ciao Fenderman e a presto

  • Ciao, Fenderman.
    Bellissimo incipit, pare di attraversare il borgo e, alzando lo sguardo, si scorge la chiesa e la costruzione nuova sede della caserma dei Carabinieri. Hai mai pensato di partecipare a un qualche concorso letterario? Qualcosa d’importante, tipo IoScrittore.
    Mi piace molto questo inizio, promette proprio bene. Voto Sì e aspetto il secondo episodio.
    Ancora complimenti.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, sempre gentile. Non ho mai pensato a concorsi, sono nella fase divertimento e basta. Come vedi scrivo molto (e molto di più di quello che vedi…) Spero solo di non esaurirmi presto e, comunque, per il prossimo anno vedremo, può anche darsi…
      In quanto al paesello lo setaccerò a dovere a caccia di una storia…. a presto! ciao. 🙂

  • Ciao!!! Mi hai fatto ricordare quanto sono fortunata a vivere in questa meravigliosa Italia. Anche se non riuscirei mai a viverci, adoro visitare i magnifici borghi che hai descritto così bene. Il giusto underground per una storia di fantasia che s’intreccia con miti e credenze popolari!!!
    Sono curiosa di vedere dove andrai a parare… alla prossima e buon proseguimento di domenica.

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