Il dissuasore di promesse

Geremia

Geremia non poteva sapere che il suo interlocutore, avrebbe preso molto sul serio quanto si erano detti. Salutò con una smorfia degna della sua levatura culturale ed imboccò il viottolo alla sua destra.

L’uomo in giallo scosse la testa. Indugiò un momento prima di compiere il primo passo in direzione opposta; si girò e mostrò un ghigno che costrinse una madre che gli passava accanto, a coprire gli occhi del figlio. Accompagnò con lo sguardo la figura che svaniva nella penombra. “Se Geremia avesse solo potuto immaginare”, sembrava voler dire. Ma non disse nulla e si allontanò. 

Per Geremia i primi passi furono incerti, immerso com’era nel ripercorrere le fasi di quella conversazione. Ma non era un uomo molto intelligente e sveglio. Perse subito il filo dei suoi pensieri e si fece distrarre dalle grida di una rozza donna di borgata, che rimproverava il marito alticcio di rientro. Un gatto che ciondolava ai lati della strada lo fece sorridere, ma le bianche Nike immerse nell’unica pozza che avrebbe potuto incontrare, lo riportò al suo stato di consapevole inerzia. Rise della sua goffaggine e proseguì verso casa.

Basso, non bello, con una pancetta tonda che gli ricordava quanto fosse piacevole oziare sul divano, mentre i suoi coetanei si rendevano ridicoli al campo di calcetto. Per i suoi quarantanove anni aveva festeggiato con birra in lattina, quella da cantiere, salsicce e serie tv. Quando pubblicò su Facebook le foto di questo evento, raccolse ilarità e qualche insulto. La cosa non lo sconvolse più di tanto.

A casa lo aspettava Matilde, sua moglie. Sì, nonostante tutto, era riuscito a trovare chi sopportasse lui e non trovasse disgustosa la sua presenza. A lei doveva tutto; un tetto sopra la testa, la pancia sempre troppo piena e quattro soldi in tasca. In passato qualche lavoro era riuscito anche ad iniziarlo. Ma come spesso si vantava di raccontare a chi gli chiedeva cosa facesse nella vita, lui rispondeva sempre con la stessa arroganza: “lavorare non è certo cosa per tutti e sicuramente non lo è per me”, accompagnato da una fragorosa risata.

Ma lui non le era riconoscente, no di certo. La sua seppur banale vita, fatta di sciocche ricompense, a Geremia bastava e piaceva. Ma c’era sempre per Matilde e Matilde, purtroppo, c’era sempre per lui.

Matilde era morta da dodici anni.

Riuscirà Geremia a proseguire verso la fine del viottolo?

  • Non subito, prima decide di fare qualcosa che lo aiuterà a star meglio (50%)
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  • No, torna indietro alla ricerca dell'uomo in giallo (0%)
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  • Sì, e percorrerà una strada misteriosa e cupa (50%)
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