Giada

Dove eravamo rimasti?

Giada avrà uno scontro con sua madre, al termine del quale: Si trasferirà anche lei da Giovanni (100%)

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Giada era quasi arrivata a casa. Era però certa di trovare sua madre in tabaccheria a scialacquare i suoi soldi acquistando Gratta e Vinci.

Non sbagliava.

Giada sbuffò, pensando a come farla uscire.

La chiamò, ma lei non rispose, così le toccò una spalla e lei si voltò.

«Andiamo», le disse.

La donna cominciò a camminare e Giada pensò che si fosse convinta ad uscire, invece acquistò altri Gratta e Vinci.

Giada non ci vide più dalla rabbia e glieli strappò di mano.

«Che fai? Ridammeli!», protestò sua madre.

«Se non vieni a casa, questi li gratto io. E se vinco non ti do niente».

Alla madre non rimase che seguire la figlia.

Arrivate a casa, Giada poté finalmente parlarle: «Perché hai detto tutto a Leo?».

«Doveva sapere che aspetta un figlio».

«No! Perché è stato grazie al bambino che Gemma ha capito di non voler più stare con un idiota che la maltratta! E poi che significa che Leo doveva sapere che aspetta un figlio? Pensa a te stessa, che di figli ne hai tre! Gio ci fa la spesa ogni domenica, ma tu l’anno scorso non ti sei presentata alla sua unione civile e tuttora lo consideri come un appestato! Poi, invece di essere felice che Gemma voglia essere libera per suo figlio, dici a Leo dove trovarla! E io sono invisibile per te! Non ti accorgi che sono io a tenere in ordine la casa, non ti preoccupi se faccio tardi la sera, di dove io possa essere o con chi. Da quando papà è morto, passi i pomeriggi in tabaccheria a giocare, quindi tocca a me fare le pulizie, il bucato, cucinare e lavare i piatti. E non è giusto: ho 17 anni e dovrei solo divertirmi con le mie amiche! Io tutto questo lo farei volentieri se tu avessi veramente bisogno di una persona che ti aiuti nelle faccende di casa, ad esempio se tu avessi una malattia che ti costringe a letto o se tu lavorassi da mattina a sera. Invece hai solo un lavoro part time e mentre io sto qui a pensare alla casa, tu passi il tuo tempo a giocare. E io mi sono stancata, quindi vado anch’io a stare da Gio».

«Quando te ne vai?».

«Oggi».

«Ok, ciao». La donna fece per andarsene, ma tornò subito indietro: «I Gratta e Vinci!».

Giada ebbe la tentazione di strapparli, ma non lo fece. Glieli rese senza dire una parola e la guardò uscire di casa.

Rimasta sola, Giada scoppiò a piangere, e mandò un vocale alle amiche per sfogarsi e per chiedere loro se avessero delle valigie.

Irene le disse che ne aveva due e che si sarebbe fatta accompagnare a casa sua da suo padre quando lui sarebbe rientrato dal lavoro.

Bianca, invece, avrebbe voluto saltare l’allenamento di pallavolo, ma Giada si oppose. Così, Bianca le disse che avrebbe raggiunto lei e Irene al termine dell’allenamento.

Mentre aspettava l’arrivo di Irene, Giada decise di dare una sistemata alla casa. Tra le lacrime, lavò i piatti e il pavimento, giurando a sé stessa che quella sarebbe stata l’ultima volta che lo avrebbe fatto per sua madre.

Quando Irene arrivò, abbracciò Giada, che la portò subito nella sua stanza.

«Ho detto a mia madre che sarei andata via e lei non ha detto niente per farmi cambiare idea. Anzi, mi ha chiesto quando me ne sarei andata», le spiegò.

«Mi dispiace».

«È una stronza!».

Irene le fece una carezza e Giada si fece abbracciare da lei.

Poi, per pensare ad altro, fecero le valigie.

Quando Bianca le raggiunse, le valigie erano ormai pronte, così Irene chiamò suo padre affinché andasse a prendere lei e le sue amiche, per portarle poi da Giovanni.

«Sicura di voler andare a stare da Gio?», chiese Bianca a Giada.

«Sì. Mi sono stancata di stare dietro mia madre».

«Non so che dire. Io non sono la persona più indicata per difendere la categoria dei genitori. Quando avevo sei anni, i miei sono partiti per gli Stati Uniti: dovevano stare lì sei mesi, e invece tuttora ci vivono. E io sto con mia nonna, un’altra stronza. Ma, per fortuna, mi lascia libera, a patto che io vada bene a scuola e mi comporti bene».

Giada preferì cambiare argomento: «Bibi, ma il tuo compleanno quando lo festeggiamo?».

«Sabato. Mia nonna parte per il weekend, quindi ho casa libera».

«Dove va?».

Bianca rise: «Boh!».

Anche Giada rise: «Per me ha un flirt con qualcuno e tu hai un nuovo nonno!».

«Chissà! In ogni caso, non credo che ce lo farà conoscere: mio nonno è morto giovane e lei non ha mai avuto un altro compagno ufficiale. Sicuramente qualcuno c’è stato, ma non ne hai mai parlato con nessuno».

Mentre Bianca parlava, Giada notò che Irene era un po’ giù e gliene chiese il motivo.

«Niente, è solo che, quando voi parlate dei vostri genitori, mi sento un po’ a disagio perché io, invece, amo tantissimo i miei. Quindi parlo poco di loro, perché non vorrei farvi soffrire».

«Ma no! Noi siamo felici se tu vai d’accordo con i tuoi!», disse Bianca, e Giada confermò.

Le tre ragazze continuarono a chiacchierare, poi, poco dopo, il padre di Irene arrivò per portarle a casa di Giovanni.

Prima di uscire, Giada osservò la sua casa. Da quando Giovanni e Gemma erano andati via, ma soprattutto da quando suo padre non c’era più, era diventata per lei invivibile. Perciò chiuse la porta senza rimpianti.

Nel prossimo episodio, Giada tornerà al suo proposito iniziale ed entrerà in una biblioteca. Lì...

  • Noterà la presenza di una persona che conosce, così scapperà via per timore di essere presa in giro da lei (0%)
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  • Proverà ad interessarsi veramente per cercare di migliorarsi (0%)
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  • Ben presto la sua attenzione sarà attirata da altro (100%)
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42 Commenti

  • Ciao, Flavia.

    Una chiusura complicata quanto la vita di un’adolescente ^_^ Ho fatto un po’ fatica a districarmi tra tutte le relazioni e alla fine mi resta solo l’umore amaro di Giada e la sua cicatrice. Che forse è ciò che è giusto che mi resti.

    Grazie e ci leggiamo sulla storia di Irene.

    • Ciao Achillu,
      Se devo dire la verità, questo capitolo non mi piace particolarmente perché ho sempre difficoltà a rimanere all’interno dei 5000 caratteri, ma in qui ho faticato ancora di più perché era il capitolo finale e dovevo chiudere la storia. Quindi il risultato è, a mio avviso, un po’ affrettato.

      Posso chiederti come mai dici di aver faticato a districarti tra le relazioni? Cosa non è chiaro? Io credo di averle spiegate abbastanza chiaramente nel corso dei capitoli, ma mi interessa la tua opinione perché a volte quello che sembra chiaro a me può non esserlo per chi legge.

      Sì, l’umore nero di Giada e la sua cicatrice sono importanti però io volevo anche evidenziare tutta la delusione che la ragazza prova nei confronti di sua madre.
      Quando Giada viene ferita, si ricrede su Alice (che ha “odiato” per tutto il racconto), che ha chiamato i soccorsi: addirittura la abbraccia, sorprendendo tutti. Quindi Giada esce migliorata da questa brutta esperienza, perché si lascia alle spalle una sciocca rivalità. Mentre la madre di Giada non riesce a uscire dalla sua apatia nemmeno dopo aver saputo che la figlia è finita in ospedale e preferisce rimanere nella sua solitudine, schiava della ludopatia. Quindi volevo sottolineare questa diversa reazione a quanto accaduto: Giada ne approfitta per migliorarsi, sua madre no.
      E questo ovviamente, delude molto Giada che, invece, ha passato il periodo della sua convalescenza a sperare almeno in un messaggio da parte di sua madre, che non è mai arrivato.

  • Ciao Flavia. Mi piace il netto contrasto tra la parte iniziale della storia e la finale. Da un lato la pace, la comunicazione, la rassicurazione. Dall’altro la paura, la forza e la voglia di proteggere qualcuno. Molto brava.

    Ormai siamo arrivati al capitolo finale, credo che Samuel si sia precipitato da lei dopo aver saputo della situazione. Sono curioso di cosa succederà a Leo, sperando che finalmente paghi per tutto quello che sta causando.

    Al prossimo capitolo!

  • Ciao Flavia! Questo capitolo è davvero coinvolgente, pieno di tensione e emozioni. L’inizio con Giada e Samuel aggiunge un tocco di intimità, ma poi la storia prende una svolta inaspettata con l’arrivo di Leo. Hai descritto molto bene l’ansia e la paura di Giada durante questo momento critico, e la sua determinazione nel proteggere sua sorella. La scena si fa davvero intensa quando Lorenzo interviene per aiutare Giada. Non vedo l’ora di scoprire cosa succederà dopo questo momento di tensione. Continua così!

  • Ciao Flavia.
    Anche questo capitolo ti è ben riuscito. Si riesce ad entrare in sintonia molto bene con i personaggi e con quello che provano. Molto bello che sia Angelo che Samuel facciano da paciere tra Alice e Giada, soprattutto Samuel che fa capire a Giada che effettivamente lei e Alice si odiano solo perché sì, senza conoscersi a fondo.

    In questo capitolo avrei approfondito un po’ di più la scena dell’incontro tra Giada e Leo visto l’importanza e l’impatto emotivo che deve aver causato in lei.

    Voto per la situazione di pericolo (in cui presumo centri Leo) in casa.

    Attendo il prossimo capitolo 🙋‍♂️

    • Ciao,
      anche io l’avrei approfondita, solo che i caratteri a disposizione non me lo hanno permesso.
      Per quanto riguarda questo capitolo, invece, ho cercato una soluzione che unisse le due risposte che si trovavano in parità, quindi la situazione di pericolo si è verificata per la strada, ma fuori di casa!

  • Ciao Flavia.
    Ho recuperato tutti i capitoli. La storia è molto interessante e realistica. Nonostante i tagli sei riuscita comunque a far percepire al lettore a grandi linee quelli che sono gli avvenimenti e quelle che sono le sensazioni dei personaggi.

    Una parte che mi è piaciuta particolarmente è stata la scena in cui la madre preferisce la sua routine ludopatica e i suoi gratta e vinci all’amore per la figlia che, a causa sua, aveva deciso di andarsene.
    Molto bella anche la scena in cui Giada, alla confessione di Samuel, si pente di quello che ha fatto in discoteca e trova il coraggio di confidarsi con lui.

    Mi sarei aspettato una scena in cui Giada parla alle sue amiche della discoteca. Sarebbe stata una discussione molto interessante per me.

    Da quello che hai scritto Samuel sembra abbia in qualche modo capito la situazione di Giada e la sua posizione circa la serata in discoteca. Chiaramente entrambi tengono l’uno all’altra e quindi credo che, nonostante tutto, Samuel accetti di avere un confronto con Giada.

    Vediamo come continuerai e a presto! 🙋‍♂️

    • Ciao, grazie mille per il tuo commento!
      La scena in cui Giada parla alle sue amiche effettivamente era prevista. Solo che poi, a causa del limite dei caratteri, l’ho eliminata perché non aggiungeva nulla di nuovo alla storia.
      A me piace molto la scena in cui, mentre cammina per strada, Giada pensa a Irene che può contare sull’affetto di sua madre e abbracciarla quando vuole mentre lei, al contrario, soffre perché la madre la ignora completamente e, sotto sotto, vorrebbe il suo affetto. Ma sa che ciò non avverrà, infatti poi rinuncia a parlare con lei e torna a casa.

  • Capitolo 5-6)

    Ehi!

    Ritornare sulla storia non è stato semplice, e ho avuto un po’ di difficoltà a ricollocarmi nel bel mezzo dell’avventura. I ricordi sono affiorati a poco a poco, ma trovo sarà necessario recuperare i precedenti capitoli per ricontestualizzare quanto letto in questi due capitoli.
    Si avverte un po’ di fretta, nel senso che si va avanti veloce, ma hai scelto di trattare alcuni argomenti interessanti – nonché discutibili, soprattutto per le considerazioni di alcuni dei personaggi.
    Cercherò di essere più presente per il prossimo! 😉
    Tagliare è difficile, ma puoi sempre tenere la parte completa per il file privato!
    Alla prossima!

    • Ciao, grazie per il tuo commento.
      Il file privato ovviamente contiene la versione integrale del capitolo, senza tagli.
      Spero che si capisca bene che Giada e Samuel non sono una coppia, o almeno non ancora. E forse per questo capisco che possa non risultare molto comprensibile il motivo per cui Giada decide di fare quello che fa in discoteca. Cioé la sua è una scelta che prende in previsione di una futura storia con lui.
      E poi, sempre a causa dei tagli, non ho potuto raccontare come avrei voluto né il suo pentimento per l’infelice decisione presa, né i suoi sentimenti contrastanti verso sua madre: da un lato non ci vorrebbe avere più nulla a che fare a causa del suo atteggiamento (e, per questo, se la prende con i fratelli che invece continuano ad andare a casa sua) ma, dall’altro sente molto la sua mancanza e si sente una sciocca perché continua a sperare in un gesto d’affetto da parte sua.
      A presto!

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