Giada

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio per Giada ci sarà una situazione di pericolo... per strada (50%)

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Giada era a casa di Samuel. Stavano facendo l’amore, ma lui ben presto dovette fermarsi, a causa di un forte dolore alla spalla causato da un incidente che aveva avuto con la bici.
«Scusa», le disse.
«Ma figurati», rispose lei sdraiandosi accanto a lui, «Guardiamo un film? Scelgo io!».
Sapendo che lei gli avrebbe fatto sciroppare una commedia teen, Samuel cercò di convincerla a vedere un crime o un thriller psicologico, ma lei fu irremovibile. Così lui dovette arrendersi.
Quando il film finì, i ragazzi si accorsero che erano già passate le 23:30. «Perché non dormi qui?», le propose lui.
«Non credo sia il caso. Perché domani mattina incontrerei i tuoi genitori e mi vergogno».
«Di cosa?».
Giada si mise a sedere. «Se mi fanno domande, non saprei cosa rispondere. Cosa dovrei dire? Che vivo con i miei fratelli perché a mia madre non importa nulla di me? Che passo le mie giornate sui social? Che non ho idea di cosa farò dopo il liceo?».
«Be’, mica tutti hanno le idee chiare sul futuro. E poi sei in quarta, hai ancora un anno per pensarci».
«Sì, ma Irene e Bianca sanno già cosa vogliono fare. Irene giurisprudenza e Bianca medicina. Pure tu sai già che vuoi fare ingegneria. Mentre io non ne ho idea, perché vado bene a scuola solo perché mi aiutano loro. Non te l’ho mai detto, ma io ti ho visto per la prima volta nella biblioteca vicino a casa di Gio: tu stavi prendendo un libro in prestito, mentre io ci ero andata per cercare di somigliare alle mie amiche, che amano leggere. Ma mi sono sentita un pesce fuor d’acqua e mi sono pentita subito. Non ci facevo niente lì. Giovanni e Gemma sono entrambi laureati, ma io non mi sento all’altezza».
«Giada, non è obbligatorio andare all’Università. Se non ti senti portata per lo studio, puoi fare tante altre cose. Potresti fare un corso di cucina, pasticceria, fotografia, oppure un corso per diventare parrucchiera, make up artist, tatuatrice, wedding planner. Hai l’imbarazzo della scelta».
«Non capisci, io non ho un sogno da realizzare, non c’è un qualcosa che vorrei fare. L’unica cosa che so fare è postare selfie su Instagram e video sciocchi su TikTok. Anzi, a dire il vero non so fare nemmeno questo, perché i video li monta Lolly. Quelli che faccio da sola fanno schifo. La verità è che io passo le mie giornate sui social perché, quando ricevo molti Mi piace, sono felice perché mi sembra che ci sia qualcuno che mi apprezzi, anche se sono persone che non conosco».
«Ma no, guarda che ci sono tante persone che ti apprezzano. Ad esempio io. E se vuoi ti dico anche perché: sei generosa, sei protettiva, vuoi che le persone a cui vuoi bene siano felici».
Giada non sembrò molto convinta, infatti abbassò lo sguardo.
«Guarda che dico sul serio», disse lui.
Giada sorrise e lui l’abbracciò.
«Scusa. Non pensavo che, chiedendoti di dormire qui, ti avrei messo così in crisi».
«Tranquillo, tu non c’entri, sono io che mi sento sempre a disagio».
«Va bene, se non vuoi dormire qui non insisto. Senti, ma perché non prendi la mia bici per tornare a casa? Mio padre l’ha controllata ed è a posto».
«Grazie, ma preferisco camminare».
Giada salutò Samuel e se ne andò ma, quando era quasi arrivata a casa, ricevette un messaggio. Era un vocale da parte di Giovanni. «Giada, senti… qui fuori di casa c’è Leo che insiste per parlare con Gemma. Io ci ho già litigato poco fa e gli ho detto di andarsene, ma lui continua a minacciare e non se ne va. Abbiamo già chiamato la polizia. Però tu puoi chiedere ospitalità a Bianca o a Irene? Altrimenti torna a casa da mamma, tanto è solo per stanotte!».
Giada si sentì il cuore scoppiare, perciò prese un respiro profondo. Ormai era passata la mezzanotte, non le andava di disturbare le sue amiche a quell’ora, e da sua madre non ci voleva andare. Si guardò intorno: apparentemente era tutto tranquillo, alla casa mancavano pochi metri. Restò qualche secondo a decidere se continuare verso casa oppure correre via.
Mentre ancora rifletteva, si sentì chiamare. Era Leo, che sbucò da dietro un albero. Spaventata, Giada decise di scappare e cominciò a correre, ma lui presto la raggiunse e la afferrò per il polso.
Giada cadde a terra e vide che, nell’altra mano, lui impugnava un coltello.
«Lasciami!», gridò lei, terrorizzata.
«Non ti faccio niente, Giada. Dammi le chiavi!».
«Non ti do nulla. Tu mia sorella non la tocchi!».
«Non faccio niente nemmeno a lei, ci devo solo parlare! Ma non mi fanno entrare. Dammi le chiavi, Giada!».
Leo cercò di strapparle lo zainetto, ma lei oppose resistenza e lui la colpì.
In quel momento si udì il rumore di un motorino: era Lorenzo, che stava riaccompagnando a casa Alice. Il ragazzo si accorse subito di quello che stava accadendo: «Lasciala!», gridò mentre accostava.
Leo fuggì e Lorenzo si precipitò da Giada. Vide subito che era ferita. La prese tra le sue braccia: «Giada! Come ti senti?».
Giada non riusciva a parlare, ma cercò di abbozzare un sorriso per tranquillizzare il suo amico. L’ultima cosa che sentì fu la voce di Alice che chiamava un’ambulanza, poi perse i sensi.

Chi sarà la prima persona che Giada vedrà al suo risveglio in ospedale?

  • Lorenzo (25%)
    25
  • Samuel (25%)
    25
  • Gemma (50%)
    50
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43 Commenti

  • Ciao, Flavia.

    Una chiusura complicata quanto la vita di un’adolescente ^_^ Ho fatto un po’ fatica a districarmi tra tutte le relazioni e alla fine mi resta solo l’umore amaro di Giada e la sua cicatrice. Che forse è ciò che è giusto che mi resti.

    Grazie e ci leggiamo sulla storia di Irene.

    • Ciao Achillu,
      Se devo dire la verità, questo capitolo non mi piace particolarmente perché ho sempre difficoltà a rimanere all’interno dei 5000 caratteri, ma in qui ho faticato ancora di più perché era il capitolo finale e dovevo chiudere la storia. Quindi il risultato è, a mio avviso, un po’ affrettato.

      Posso chiederti come mai dici di aver faticato a districarti tra le relazioni? Cosa non è chiaro? Io credo di averle spiegate abbastanza chiaramente nel corso dei capitoli, ma mi interessa la tua opinione perché a volte quello che sembra chiaro a me può non esserlo per chi legge.

      Sì, l’umore nero di Giada e la sua cicatrice sono importanti però io volevo anche evidenziare tutta la delusione che la ragazza prova nei confronti di sua madre.
      Quando Giada viene ferita, si ricrede su Alice (che ha “odiato” per tutto il racconto), che ha chiamato i soccorsi: addirittura la abbraccia, sorprendendo tutti. Quindi Giada esce migliorata da questa brutta esperienza, perché si lascia alle spalle una sciocca rivalità. Mentre la madre di Giada non riesce a uscire dalla sua apatia nemmeno dopo aver saputo che la figlia è finita in ospedale e preferisce rimanere nella sua solitudine, schiava della ludopatia. Quindi volevo sottolineare questa diversa reazione a quanto accaduto: Giada ne approfitta per migliorarsi, sua madre no.
      E questo ovviamente, delude molto Giada che, invece, ha passato il periodo della sua convalescenza a sperare almeno in un messaggio da parte di sua madre, che non è mai arrivato.

  • Ciao Flavia. Mi piace il netto contrasto tra la parte iniziale della storia e la finale. Da un lato la pace, la comunicazione, la rassicurazione. Dall’altro la paura, la forza e la voglia di proteggere qualcuno. Molto brava.

    Ormai siamo arrivati al capitolo finale, credo che Samuel si sia precipitato da lei dopo aver saputo della situazione. Sono curioso di cosa succederà a Leo, sperando che finalmente paghi per tutto quello che sta causando.

    Al prossimo capitolo!

  • Ciao Flavia! Questo capitolo è davvero coinvolgente, pieno di tensione e emozioni. L’inizio con Giada e Samuel aggiunge un tocco di intimità, ma poi la storia prende una svolta inaspettata con l’arrivo di Leo. Hai descritto molto bene l’ansia e la paura di Giada durante questo momento critico, e la sua determinazione nel proteggere sua sorella. La scena si fa davvero intensa quando Lorenzo interviene per aiutare Giada. Non vedo l’ora di scoprire cosa succederà dopo questo momento di tensione. Continua così!

  • Ciao Flavia.
    Anche questo capitolo ti è ben riuscito. Si riesce ad entrare in sintonia molto bene con i personaggi e con quello che provano. Molto bello che sia Angelo che Samuel facciano da paciere tra Alice e Giada, soprattutto Samuel che fa capire a Giada che effettivamente lei e Alice si odiano solo perché sì, senza conoscersi a fondo.

    In questo capitolo avrei approfondito un po’ di più la scena dell’incontro tra Giada e Leo visto l’importanza e l’impatto emotivo che deve aver causato in lei.

    Voto per la situazione di pericolo (in cui presumo centri Leo) in casa.

    Attendo il prossimo capitolo 🙋‍♂️

    • Ciao,
      anche io l’avrei approfondita, solo che i caratteri a disposizione non me lo hanno permesso.
      Per quanto riguarda questo capitolo, invece, ho cercato una soluzione che unisse le due risposte che si trovavano in parità, quindi la situazione di pericolo si è verificata per la strada, ma fuori di casa!

  • Ciao Flavia.
    Ho recuperato tutti i capitoli. La storia è molto interessante e realistica. Nonostante i tagli sei riuscita comunque a far percepire al lettore a grandi linee quelli che sono gli avvenimenti e quelle che sono le sensazioni dei personaggi.

    Una parte che mi è piaciuta particolarmente è stata la scena in cui la madre preferisce la sua routine ludopatica e i suoi gratta e vinci all’amore per la figlia che, a causa sua, aveva deciso di andarsene.
    Molto bella anche la scena in cui Giada, alla confessione di Samuel, si pente di quello che ha fatto in discoteca e trova il coraggio di confidarsi con lui.

    Mi sarei aspettato una scena in cui Giada parla alle sue amiche della discoteca. Sarebbe stata una discussione molto interessante per me.

    Da quello che hai scritto Samuel sembra abbia in qualche modo capito la situazione di Giada e la sua posizione circa la serata in discoteca. Chiaramente entrambi tengono l’uno all’altra e quindi credo che, nonostante tutto, Samuel accetti di avere un confronto con Giada.

    Vediamo come continuerai e a presto! 🙋‍♂️

    • Ciao, grazie mille per il tuo commento!
      La scena in cui Giada parla alle sue amiche effettivamente era prevista. Solo che poi, a causa del limite dei caratteri, l’ho eliminata perché non aggiungeva nulla di nuovo alla storia.
      A me piace molto la scena in cui, mentre cammina per strada, Giada pensa a Irene che può contare sull’affetto di sua madre e abbracciarla quando vuole mentre lei, al contrario, soffre perché la madre la ignora completamente e, sotto sotto, vorrebbe il suo affetto. Ma sa che ciò non avverrà, infatti poi rinuncia a parlare con lei e torna a casa.

  • Capitolo 5-6)

    Ehi!

    Ritornare sulla storia non è stato semplice, e ho avuto un po’ di difficoltà a ricollocarmi nel bel mezzo dell’avventura. I ricordi sono affiorati a poco a poco, ma trovo sarà necessario recuperare i precedenti capitoli per ricontestualizzare quanto letto in questi due capitoli.
    Si avverte un po’ di fretta, nel senso che si va avanti veloce, ma hai scelto di trattare alcuni argomenti interessanti – nonché discutibili, soprattutto per le considerazioni di alcuni dei personaggi.
    Cercherò di essere più presente per il prossimo! 😉
    Tagliare è difficile, ma puoi sempre tenere la parte completa per il file privato!
    Alla prossima!

    • Ciao, grazie per il tuo commento.
      Il file privato ovviamente contiene la versione integrale del capitolo, senza tagli.
      Spero che si capisca bene che Giada e Samuel non sono una coppia, o almeno non ancora. E forse per questo capisco che possa non risultare molto comprensibile il motivo per cui Giada decide di fare quello che fa in discoteca. Cioé la sua è una scelta che prende in previsione di una futura storia con lui.
      E poi, sempre a causa dei tagli, non ho potuto raccontare come avrei voluto né il suo pentimento per l’infelice decisione presa, né i suoi sentimenti contrastanti verso sua madre: da un lato non ci vorrebbe avere più nulla a che fare a causa del suo atteggiamento (e, per questo, se la prende con i fratelli che invece continuano ad andare a casa sua) ma, dall’altro sente molto la sua mancanza e si sente una sciocca perché continua a sperare in un gesto d’affetto da parte sua.
      A presto!

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