Giada

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Giada aprì la porta di casa, cercando di fare meno rumore possibile per non svegliare sua madre, ma notò che la TV era ancora accesa.

Il suo cellulare si connesse alla rete e in un attimo ricevette decine di messaggi e notifiche, ma lei li ignorò.

Vide che sua madre si era addormentata sul divano e che, sul pavimento, c’era un sacchetto di patatine lasciato a metà che, probabilmente, era stato la sua cena. Del resto, il frigorifero era come sempre vuoto perché sua madre preferiva spendere il suo magro stipendio nell’acquisto di Gratta e Vinci, nell’attesa di una grossa vincita che non sarebbe mai arrivata.

Giada spense la TV e andò in camera sua. Si sdraiò sul letto e diede un’occhiata alle notifiche.

C’era un messaggio di sua sorella Gemma: «Ciao Giadina, ho lasciato Leo e ora mi ospitano Giovanni e Angelo».

La ragazza si mise subito a sedere, chiedendosi cosa fosse successo di tanto grave. Era felice che sua sorella avesse finalmente lasciato Leo, un totale idiota che pretendeva di decidere cosa lei potesse fare, chi potesse incontrare al di fuori del lavoro, quale vestito andasse bene e quale no. Però, se finalmente Gemma, dopo dieci anni, era finalmente riuscita ad aprire gli occhi e a liberarsi di quella palla al piede di Leo e di quella relazione ormai tossica, era chiaro che qualcosa di grave dovesse essere successo.

Le scrisse per chiederle il motivo della sua decisione, ma, poiché dopo cinque minuti Gemma ancora non aveva ancora visualizzato il messaggio, capì che probabilmente dormiva o aveva spento il telefono.

Così, Giada decise di leggere gli altri messaggi che le erano arrivati, e dopo un po’ arrivò a quello del suo amico Lorenzo: «Hai fatto la scheda del libro per domani?», le aveva scritto.

Giada si sentì svenire: «No, cavolo! Non sapevo nemmeno che dovessimo fare la scheda di un libro!».

Il suo amico le inviò una emoji che rideva fino alle lacrime: «Non avevo dubbi. Per questo ne ho fatta una anche per te. Ho scelto Chiamami col tuo nome di André Aciman perché, da quando il film è disponibile su Netflix, mi hai costretto a vederlo almeno 20 volte, quindi sai già di che si tratta».

Lei rispose con delle emoji stupite: «Davvero?».

«Sì», rispose lui, che le inviò le foto dei fogli su cui aveva scritto. «Però dovresti ricopiare tutto, perché se lo faccio io la prof se ne accorge!».

Giada tirò un sospiro di sollievo: «Grazie», gli scrisse, aggiungendo poi una emoji che mandava un bacio.

Poi, la giovane, che fino a una mezz’oretta prima si trovava in compagnia delle sue amiche nonché compagne di classe Bianca e Irene, decise di scrivere loro un messaggio nella loro chat su WhatsApp per sapere se fossero al corrente dell’assegnazione di questo compito.

Ovviamente, entrambe risposero di sì. Irene era rimasta sul classico, e aveva letto Se questo è un uomo di Primo Levi. Bianca, invece, spinta dall’attualità più recente, aveva letto Mille splendidi soli di Khaled Hosseini.

Giada continuò a leggere la conversazione tra le sue amiche, che si stavano accordando per prestarsi i rispettivi libri, e si intristì. Avrebbe voluto essere come loro, più attenta e responsabile, e non avere sempre la testa fra le nuvole. Del resto, lei non soltanto non aveva fatto la scheda ma, per di più, non sapeva nemmeno che questo compito fosse stato assegnato: probabilmente, mentre la professoressa ne parlava, lei era troppo impegnata a progettare il suo prossimo video su TikTok.

Avrebbe voluto chiedere a Bianca e Irene di prestare i loro libri anche a lei, ma non lo fece perché aveva paura di apparire ridicola. Non temeva di essere presa in giro da loro, perché sapeva che loro le volevano bene, così come era, però aveva paura di non risultare credibile se, tutto d’un tratto, avesse manifestato il desiderio di leggere un libro sull’Olocausto e uno che parlava di due donne afghane: argomenti distanti anni luce dal suo mondo fatto di Instagram e TikTok.

Lasciò perdere la conversazione con le sue amiche e cominciò a copiare su un foglio la scheda del libro. E, anche se scriveva, questi pensieri non accennavano ad andar via. Perché era certamente vero che Lorenzo, scegliendo Chiamami col tuo nome, era andato sul sicuro perché lei gli aveva fatto sciroppare il film innumerevoli volte. Però era anche vero che probabilmente lui non la ritenesse all’altezza di argomenti più impegnativi.

Amava tantissimo la storia tra Elio e Oliver, senza dubbio, ma il fatto che probabilmente nessuno l’avrebbe mai ritenuta in grado di affrontare argomenti di maggior spessore rispetto ad un romanzo d’amore la portava a farsi delle domande su quale fosse l’immagine che gli altri avessero di lei.

Una volta terminato di scrivere, Giada controllò di nuovo il suo telefono: ancora nessun messaggio da parte di Gemma.

Così, decise di scrivere a Giovanni per autoinvitarsi a casa sua: «Ciao fratello, domani pranzo con voi!».

Poi, un po’ triste perché era preoccupata per Gemma e un po’ delusa da quello che gli altri potessero pensare di lei, spense la luce per cercare di dormire.

A casa di Giovanni:

  • Non c'è una terza opzione (20%)
    20
  • Una cattiva notizia (40%)
    40
  • Una buona notizia (40%)
    40
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42 Commenti

  • Ciao, Flavia.

    Una chiusura complicata quanto la vita di un’adolescente ^_^ Ho fatto un po’ fatica a districarmi tra tutte le relazioni e alla fine mi resta solo l’umore amaro di Giada e la sua cicatrice. Che forse è ciò che è giusto che mi resti.

    Grazie e ci leggiamo sulla storia di Irene.

    • Ciao Achillu,
      Se devo dire la verità, questo capitolo non mi piace particolarmente perché ho sempre difficoltà a rimanere all’interno dei 5000 caratteri, ma in qui ho faticato ancora di più perché era il capitolo finale e dovevo chiudere la storia. Quindi il risultato è, a mio avviso, un po’ affrettato.

      Posso chiederti come mai dici di aver faticato a districarti tra le relazioni? Cosa non è chiaro? Io credo di averle spiegate abbastanza chiaramente nel corso dei capitoli, ma mi interessa la tua opinione perché a volte quello che sembra chiaro a me può non esserlo per chi legge.

      Sì, l’umore nero di Giada e la sua cicatrice sono importanti però io volevo anche evidenziare tutta la delusione che la ragazza prova nei confronti di sua madre.
      Quando Giada viene ferita, si ricrede su Alice (che ha “odiato” per tutto il racconto), che ha chiamato i soccorsi: addirittura la abbraccia, sorprendendo tutti. Quindi Giada esce migliorata da questa brutta esperienza, perché si lascia alle spalle una sciocca rivalità. Mentre la madre di Giada non riesce a uscire dalla sua apatia nemmeno dopo aver saputo che la figlia è finita in ospedale e preferisce rimanere nella sua solitudine, schiava della ludopatia. Quindi volevo sottolineare questa diversa reazione a quanto accaduto: Giada ne approfitta per migliorarsi, sua madre no.
      E questo ovviamente, delude molto Giada che, invece, ha passato il periodo della sua convalescenza a sperare almeno in un messaggio da parte di sua madre, che non è mai arrivato.

  • Ciao Flavia. Mi piace il netto contrasto tra la parte iniziale della storia e la finale. Da un lato la pace, la comunicazione, la rassicurazione. Dall’altro la paura, la forza e la voglia di proteggere qualcuno. Molto brava.

    Ormai siamo arrivati al capitolo finale, credo che Samuel si sia precipitato da lei dopo aver saputo della situazione. Sono curioso di cosa succederà a Leo, sperando che finalmente paghi per tutto quello che sta causando.

    Al prossimo capitolo!

  • Ciao Flavia! Questo capitolo è davvero coinvolgente, pieno di tensione e emozioni. L’inizio con Giada e Samuel aggiunge un tocco di intimità, ma poi la storia prende una svolta inaspettata con l’arrivo di Leo. Hai descritto molto bene l’ansia e la paura di Giada durante questo momento critico, e la sua determinazione nel proteggere sua sorella. La scena si fa davvero intensa quando Lorenzo interviene per aiutare Giada. Non vedo l’ora di scoprire cosa succederà dopo questo momento di tensione. Continua così!

  • Ciao Flavia.
    Anche questo capitolo ti è ben riuscito. Si riesce ad entrare in sintonia molto bene con i personaggi e con quello che provano. Molto bello che sia Angelo che Samuel facciano da paciere tra Alice e Giada, soprattutto Samuel che fa capire a Giada che effettivamente lei e Alice si odiano solo perché sì, senza conoscersi a fondo.

    In questo capitolo avrei approfondito un po’ di più la scena dell’incontro tra Giada e Leo visto l’importanza e l’impatto emotivo che deve aver causato in lei.

    Voto per la situazione di pericolo (in cui presumo centri Leo) in casa.

    Attendo il prossimo capitolo 🙋‍♂️

    • Ciao,
      anche io l’avrei approfondita, solo che i caratteri a disposizione non me lo hanno permesso.
      Per quanto riguarda questo capitolo, invece, ho cercato una soluzione che unisse le due risposte che si trovavano in parità, quindi la situazione di pericolo si è verificata per la strada, ma fuori di casa!

  • Ciao Flavia.
    Ho recuperato tutti i capitoli. La storia è molto interessante e realistica. Nonostante i tagli sei riuscita comunque a far percepire al lettore a grandi linee quelli che sono gli avvenimenti e quelle che sono le sensazioni dei personaggi.

    Una parte che mi è piaciuta particolarmente è stata la scena in cui la madre preferisce la sua routine ludopatica e i suoi gratta e vinci all’amore per la figlia che, a causa sua, aveva deciso di andarsene.
    Molto bella anche la scena in cui Giada, alla confessione di Samuel, si pente di quello che ha fatto in discoteca e trova il coraggio di confidarsi con lui.

    Mi sarei aspettato una scena in cui Giada parla alle sue amiche della discoteca. Sarebbe stata una discussione molto interessante per me.

    Da quello che hai scritto Samuel sembra abbia in qualche modo capito la situazione di Giada e la sua posizione circa la serata in discoteca. Chiaramente entrambi tengono l’uno all’altra e quindi credo che, nonostante tutto, Samuel accetti di avere un confronto con Giada.

    Vediamo come continuerai e a presto! 🙋‍♂️

    • Ciao, grazie mille per il tuo commento!
      La scena in cui Giada parla alle sue amiche effettivamente era prevista. Solo che poi, a causa del limite dei caratteri, l’ho eliminata perché non aggiungeva nulla di nuovo alla storia.
      A me piace molto la scena in cui, mentre cammina per strada, Giada pensa a Irene che può contare sull’affetto di sua madre e abbracciarla quando vuole mentre lei, al contrario, soffre perché la madre la ignora completamente e, sotto sotto, vorrebbe il suo affetto. Ma sa che ciò non avverrà, infatti poi rinuncia a parlare con lei e torna a casa.

  • Capitolo 5-6)

    Ehi!

    Ritornare sulla storia non è stato semplice, e ho avuto un po’ di difficoltà a ricollocarmi nel bel mezzo dell’avventura. I ricordi sono affiorati a poco a poco, ma trovo sarà necessario recuperare i precedenti capitoli per ricontestualizzare quanto letto in questi due capitoli.
    Si avverte un po’ di fretta, nel senso che si va avanti veloce, ma hai scelto di trattare alcuni argomenti interessanti – nonché discutibili, soprattutto per le considerazioni di alcuni dei personaggi.
    Cercherò di essere più presente per il prossimo! 😉
    Tagliare è difficile, ma puoi sempre tenere la parte completa per il file privato!
    Alla prossima!

    • Ciao, grazie per il tuo commento.
      Il file privato ovviamente contiene la versione integrale del capitolo, senza tagli.
      Spero che si capisca bene che Giada e Samuel non sono una coppia, o almeno non ancora. E forse per questo capisco che possa non risultare molto comprensibile il motivo per cui Giada decide di fare quello che fa in discoteca. Cioé la sua è una scelta che prende in previsione di una futura storia con lui.
      E poi, sempre a causa dei tagli, non ho potuto raccontare come avrei voluto né il suo pentimento per l’infelice decisione presa, né i suoi sentimenti contrastanti verso sua madre: da un lato non ci vorrebbe avere più nulla a che fare a causa del suo atteggiamento (e, per questo, se la prende con i fratelli che invece continuano ad andare a casa sua) ma, dall’altro sente molto la sua mancanza e si sente una sciocca perché continua a sperare in un gesto d’affetto da parte sua.
      A presto!

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