IL VIAGGIO INIZIATICO DEL FIGLIO DEL CONTE

Dove eravamo rimasti?

Cosa sa ancora Talbot? Il ballo è al termine, evviva soprattutto: la letizia (42%)

Il pepe delle Ardenne

“Non ho ancora terminato la mia triste storia” – riprese Talbot. “Mia madre prese il mio gemello e lo affidò senza nemmeno registrarlo all’anagrafe. Pertanto, poiché la vittima non compare negli elenchi comunali, il Conte dovrà versare solo un’ammenda pecuniaria!”.

Un fragoroso applauso salutò la definitiva riabilitazione del Conte. Tutto era bene quello che finiva bene. A parte l’ammenda.

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“Paladino, tu ti fermerai qui con me, e insieme condurremo la tenuta di famiglia” – disse Alphonse.

“Non posso, devo andare. È stato un piacere incontrarti, dann…”. – la voce del filosofo s’incrinò.

“Perché non mi chiami “dannato seccatore” ora?”.

“Perché mi sono affezionato… come vedi non posso restare, il mondo ha bisogno di incoerenza! Ti lascio il mio schiavo Amos: gli ho appena reso la libertà. È già incoerente; ha imparato a disgiungere il labiale dal concetto di cui sta discettando. Una volta nella foresta incontrammo un assassino; Amos gli disse “tranquillo, non ti denunceremo”, ma contemporaneamente si rivolse a me e lessi il labiale: “colpiscilo al mento!”. Io eseguii e lo consegnammo alla giustizia. Con lui come assistente ti troverai bene! Ti faccio un ultimo dono, se ti troverai in una spedizione punitiva ti sarà molto utile. È un tirapugni per mancini; mi accorsi tempo fa che un aggredito raramente si aspetta un colpo da destra. Addio Alphonse, vorrò sempre sapere di te!”

“E io di te, Paladino! Addio e grazie!” – Alphonse gli sorrise. Il filosofo lasciò il palazzo e nessuno lo vide più; di lui si seppe solo che non morì mai.

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“Il marchese Gillingham!” – annunciò l’araldo.

“Buonasera a tutti!” – esordì il nobile. “Grazie ai miei buoni uffici con la Corona, sono stato nominato capo di Scotland Yard; tutto bene signor Conte? Si è risolta l’antipatica questione che la riguardava?”.

“Sì, signor Marchese; prepareremo i locali per la mostra di Desmond e per le attività benefiche dei gemelli di Chamberlain e Stapleton. Poi congederò i miei cugini di Londra Ethel e Edmund, così gentili ad aiutare mio figlio nella conduzione della tenuta” – il Conte sorrise loro, che ricambiarono di malavoglia.

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“Mi aspettavo delle indagini più rapide, ispettore. La vedo molto indeciso!”.

“Ho una storia difficile alle spalle, signor Marchese” – rispose Sharp – “Ho un gemello omozigote che differisce da me solo perché ha accumulato una fortuna nel commercio delle spezie, mentre io ho fatto fallimento. Un galeone è affondato e ho perso il carico. In polizia ho avuto successo, ma conservo il terrore di sbagliare, per cui anche se l’identità dell’assassino è certa, ho bisogno di mille prove per arrestarlo.

“Mi aspetto molto da lei Sharp” – disse il marchese. “A proposito, cosa trasportava il galeone?”.

“Del pregiatissimo…” – due lacrime rigarono il volto del funzionario di Scotland Yard – “…pepe delle Ardenne”.

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“Le mie vicissitudini” – disse il Conte – “potrebbero nuocere all’immagine tua e del casato. “Desmond” – si rivolse supplichevole alla star – “le affido mio figlio, lo aiuti nella sua formazione”.

“Mi piacerebbe” – rispose – “ma la mia ascesa sociale mi assorbe completamente, e non avrei tempo. Faremo così: vede quest’uomo mascherato da John Falstaff? Altri non è che Ecclestone, espressione di punta della nuova generazione di assistenti. Vi affido a lui”.

“Grazie, Desmond!” – disse il Conte, sollevato. “Ecclestone, ecco il mio giovane figlio, ha buona volontà: gli insegni tutto quello che sa!”.

“Sarebbe un onore” – rispose Falstaff/Ecclestone – “ma anche la mia ascesa sociale necessità di continue attenzioni, e non sarei un buon tutor. Ma dispongo di una ottima alternativa: vede quest’uomo mascherato da Jack lo Squartatore? Altri non è che Lancaster, numero uno nel ranking degli assistenti degli assistenti. Ha più talento di me, e innalzerà la protofotografia a livelli tali di tecnica che presto potremo omettere il prefisso proto”.

Il Conte si sentì improvvisamente vecchio e superato. Il suo sguardo smarrito incontrò quello di Alphonse: “figliolo, non mi riconosco più in questa realtà… ci sono troppi assistenti”.

Il conticino ricambiò lo sguardo del padre con infinita tenerezza, e provò a rassicurarlo: “padre, voi avete gestito la transizione come meglio non avreste potuto, ma la nostra società, basata sul censo e sui titoli nobiliari, volge al tramonto. È l’alba di una nuova era, dove tutti potranno emergere, purché abbiano voglia di lavorare. Con l’aiuto di Lancaster” – proseguì – “crescerò e mi affermerò professionalmente, e la mia ascesa sociale beneficerà di un’energica accelerazione”.

Il Conte guardò per la prima volta con orgoglio al proprio erede; si sentiva finalmente fiero di lui.

“Il conticino non esiste più” – sentenziò con le lacrime agli occhi – “ma presto avremo Alphonse McPherson, fotografo professionista!”.

Padre e figlio si abbracciarono forte, commossi. La scena fu davvero toccante e persino Desmond, Ecclestone e Lancaster si mossero a pianto.

E uno stuolo di assistenti porse loro alcuni box di protokleneex.

Così è (se vi pare).

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219 Commenti

  • Ho trovato questo finale veramente azzeccato, forse un po’ meno esilarante degli altri capitoli ma più riflessivo. Ho apprezzato in particolare la riflessione sul mondo che cambia e sull’incoerenza, e sono convinto che dietro la buona comicità ci sia sempre una profondità senza limiti. Come diceva Hitchcock: “I giochi di parole sono la forma più alta di letteratura” 😀
    Ciao e a presto!

    • Ciao Lorenzo!
      Grazie tantissimo per le tue parole di apprezzamento; non conoscevo questa frase di Hitch, regista che pure amo assai, onorato per averti ispirato a citarla.
      Grazie per la tua assidua presenza, spero di poter leggere presto una tua nuova.
      Nel frattempo stammi ben bene, ciao!

  • L’ho fatto, Minollo, ho riletto tutto.
    Ho riso meno, stavolta, forse perché conoscevo già le battute e gli incredibili espedienti linguistici che usi con vera maestria. Ho trovato qualcosa che prima mi era quasi del tutto sfuggito. Un secondo piano di lettura che dietro il faceto nasconde inviti ad una attenta riflessione. Il filosofo Paladino, che predica l’incoerenza, come fine ultimo della maturazione, mi è apparso come lo specchio su cui proiettiamo l’immagine di noi, che cerchiamo di mostrare costante, fissa, sempre riconoscibile.
    Ma l’aspirazione dello schiavo albino di diventare un giorno anche lui incoerente, come il suo padrone, svela il bisogno di ognuno di riconoscersi mutevole, contraddittorio e pur sempre unico nel cambiar foggia. Bravo Minollo , ma anche ironico, lieve e intelligente.

    • Buonasera Anna!
      La ringrazio moltissimo per il tempo che ha ridedicato al mio racconto! La chiave di lettura che propone è davvero ispirata, e rivela dei comportamenti senza tempo dell’essere umano, dei tentativi non di rado patetici di piacerci e di piacere, di stimarci e di essere stimati.
      Scrivo come già ho affermato per ridere e per far ridere, ma le parole sono misteri che affascinano da sempre; quando qualcuno non ride leggendomi (nella mia famiglia nessuno trova divertenti le mie storie) io rispondo: “chi non gioca con le parole non scoprirà la verità”, e sorrido perché la frase suona molto bene nel mistero che propone, anche solo perché non si capisce se l’ultima parola abbia la maiuscola o la minuscola. Mi lasci dire che sono molto fiero di aver suscitato le sue nobili riflessioni. Grazie ancora per la sua dedizione, e a presto, davvero!!

    • Ciao Artemis!
      Sono assai felice di averti tenuto compagnia con i nobilastri della contea inglese di circachissadove ?. Grazie per le tue parole e per l’assiduità; per il prossimo ci sto ragionando, vedremo cosa ne esce. Intanto occupiamoci di Leonidi… in attesa del famoso racconto del doganiere di Chiasso che di nome fa Alberto ?? ma sai che non mi interessa più? Ormai mi sono affezionato al tuo cosmo; quindi, via libera a Hirò.
      Ciao buona settimana!

  • E, dunque: così è se vi pare, è giusto chiudere così questo bellissimo inno all’incoerenza, concetto davvero mitico esplorato in modo insufficiente. Mi piacerebbe molto dibattere e approfondire il tema ma sono anche insistentemente, “incoerentemente”, spinto a farne a meno per non diminuire l’efficacia del messaggio.
    Congratulazioni, vado a farmi una tisana al pepe, ne possiedo una scorta! ciao, grande!????

    • Ciao Ottaviano!
      Il pepe delle Ardenne, dopo il naufragio, vale un Perù, quindi è stato saggio farne scorte. Ognuno coltiva la propria incoerenza, le proprie piccole cialtronerie che ci rendono più umani e simpatici, e quindi Paladino non muore mai. Attenti a non esagerare però!
      Grazie per avermi accompagnato nel viaggio, un po’ tu e un po’ Fenderman, e grazie per il gradimento e la simpatia accordatami.
      A presto con i nostri racconti.
      Ciao stammi molto bene!

  • Capitolo 10)

    E alla fine ci siamo: è la fine! 🙁

    Chiudi il viaggio del figlio del conte, ora conte effettivo, in un modo che lascia il lettore sia divertito che con molte curiosità. Come già ti ho detto, la questione del mitico Paladino io la porterei avanti: è un personaggio super divertente, anche se forse la sua bellezza è data anche dalla parsimonia con cui hai gestito i suoi interventi all’interno della trama.
    Tanti giochi di parole e divertimento 🙂
    Che altro dire, se non farti i complimenti per l’ennesima storia meravigliosa!

    Aspetto di certo il prossimo progetto in cantiere!

    Trovi la lettura del finale sempre su Youtube:
    https://youtu.be/gs07pdAT3H0

    Alla prossima!
    E buona scrittura!

    • Ciao GG!
      Siamo giunti alla decima, ti ringrazio tantissimo per il supporto e per la tua interpretazione sul tuo canale: sono stato contentissimo, mi chiedevo come sarebbe stato ascoltarla da quando ho scoperto il diario della notte un pó di mesi fa. Quindi grazie ancora!
      Pensa che quando ancora la storia non mi era chiara avevo intenzione di uccidere Paladino, una morte divertente che fungesse da momento di crescita del “figlio” Alphonse. È andata benissimo così; vedremo, in effetti il personaggio è cresciuto ed è piaciuto molto anche a me, penserò a come possa tornare. Stasera proverò a ascoltare bene la puntata; in ogni caso l’appuntamento sul tubo continua con voi.
      Grazie ancora e a presto!

    • Ciao EPP!
      Grazie mille per il tuo supporto! Evviva le lacrime dal ridere e i box di protokleenex che fungono da argine! Vedremo se arriveranno nuovi personaggi o se rivedremo questi, di certo cercherò di far ridere. Speriamo di riuscirci.
      Grazie ancora, intanto ci si incontra alla locanda.
      Ciao a presto!

  • Ed eccoci giunti al termine… di questa storia esilarante e coinvolgente. Piena, sì, di personaggi, ma solidi e variegati e tanto tanto simpatici.
    Mi auguro di ritrovarti presto con una nuova storia, perché, specie in questo momento assurdo, c’è proprio bisogno di leggerezza, di quella buona però eh, non troppo a buon mercato ?.
    Bravissimo, non te li devo dire io.

    Alla prossima!

    p.s. il tirapugni per mancini lo hai preso al Leftorium di Ned Flanders?

    • Ciao Keziarica!
      Ma certo che l’ho preso lì, da bravo mancino quale sono io stesso; lo trovo una manna dal cielo ??.
      Grazie per il tuo sostegno costante e per i tuoi commenti appassionati, che sono poi il sale dell’interazione, momento fondamentale su una piattaforma come questa. Lietissimo di averti divertito, vediamo che storia troveremo da raccontare.
      Ciao alla prossima!

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