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Dove eravamo rimasti?

Cosa fa in India Enrico? Si trova in India per una ricerca universitaria (50%)

Albergo e stramberie

Il viaggio fino all’albergo non fu dei migliori. I due personaggi da telenovela continuavano a parlare con sempre maggiore complicità. Enrico si limitò ad osservare il paesaggio dal finestrino. Provò ad interessarsi a quanto vedeva, ma un senso di apatia lo portava a rinchiudersi nei suoi pensieri. Era come cieco: non vedeva ciò che lo circondava, ma era come sei i suoi pensieri si materializzassero davanti a lui. Si trovava in India per una progetto finanziato dall’Unione Europea: “analisi del suolo per riconversioni agricole”. Sostanzialmente avrebbe trascorso il mese ad effettuare analisi chimiche di campioni estratti dal terreno, per verificare se quelle terre fossero idonee allo sviluppo agricolo. Il viaggio durò circa un’ora. Finalmente arrivarono alla meta. Si trattava di un vecchio edificio coloniale riconvertito a struttura turistica. L’albergo era caratterizzato da alti archi e cupole ortogonali, in una sorta di fusione tra stile occidentale e stile orientale. Scesi dalla macchina, e la lasciati i bagagli ad un facchino, i tre, superato un cancello in legno, entrarono nella struttura accompagnati dal direttore dell’albergo. Proseguendo in linea retta dall’ingresso, si arrivava ad un patio centrale circondato da un colonnato e da un rigoglioso giardino. Dopo poco giunsero nella sala d’attesa, arredata in perfetto stile inglese. Ad attenderli c’era un uomo sulla cinquantina, basso e tarchiato che vestiva all’occidentale. “Salve, sono Najar Nevi, il proprietario dell’albergo. Spero che il viaggio sia stato di vostro gradimento. A breve verrete accompagnati nelle vostre camere. Se permettete vorrei…”, “può bastare così!”. Queste parole furono pronunciate da una voce femminile.  Si trattava della sorella di Najar. Doveva avere circa quarant’anni. aveva capelli neri medio lunghi e due ipnotici occhi color smeraldo. A differenza del fratello, che vestiva all’occidentale, indossava un abito tradizionale, un lungo pezzo di stoffa verde lungo circa 5 metri intorno alla vita mentre l’altra estremità è drappeggiata sulla spalla in modo tale che l’ombelico era lasciato nudo. “Meglio non perdere tempo in chiacchere” disse, “immagino che i nostri ospiti saranno stanchi, mostriamogli le loro camere”. Un cameriere li accompagnò nelle loro stanze. Enrico scambiò qualche parola col suo messo. Gli riferì che il signor Najar e sua sorella Darika discendevano da una natica e nobile famiglia indiana in seguito decaduta durante il periodo coloniale. Questo palazzo era ciò che rimaneva delle loro passate ricchezze. Entrò finalmente in camera: era una stanza con stanza con pavimenti in legno, foyer privato, soffitto a volta, mobili in legno massello, divani e una grande scrivania cesellata. A sinistra del letto, tra due armadi, c’erano che alcuni affreschi sul moro rappresentai, probabilmente, alcune scene tratte dalla mitologia indiana. Enrico le guardò per un po’, poi  preferì affacciarsi dalla finestra che dava sul giardino. Il giardino era ricco dei cosiddetti Raphiolepid dell’India, un arbusto molto ornamentale che non sfigurerebbe in un giardino giapponese. Enrico era stanco. Si gettò a letto e dormì per circa quattro ore. Si era da poco alzato, quando sentì bussare alla porta. Aprì. Un cameriere lo informò dell’orario della cena. Enrico si era dimenticato di chiedere se si potesse fumare in camera. Si guardò attorno e non vide nessun simbolo di divieto. Si rimise alla finestra e accese una sigaretta. Ora nel giardino c’erano Darika con una cameriera dell’albergo sulla cinquantina. Raccoglievano dei fiori e li usavano per fare qualcosa di simile ad una corona. Le guardò incuriosite per qualche minuto. Decise di farsi una doccia. Ora era pronto per andare a cena e potere testare la cucina indiana, elemento che contemporaneamente lo ansiava e lo incuriosiva.

Chi si ritroverà Enrico come assistente di laboratorio?

  • Darika (25%)
    25
  • Marco (50%)
    50
  • Un bambino (25%)
    25
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8 Commenti

  • Darika.
    Perché non credo proprio che stia raccogliendo fiori per fare una semplice corona…c’è qualcosa sotto e voglio vederci chiaro.
    Ciao Matteo, il racconto mi piace ed è appassionante, solo una cosa, non so se è voluta, ma te la devo dire…ho trovato la lettura un po’ appesantita dalla mancanza di spazi tra i paragrafi, vedo che anche nelle parti di discorso diretto non vai a capo e quindi magari è una scelta stilistica, ma ti riporto solo il mio feeling.
    Ciao e congratulazioni.

  • Mi piacerebbe il bambino ma voto Marco perché così è costretto a confrontarsi coi suoi “compagni da telenovela” 😀

    Refusi che ho trovato:
    – natica al posto di antica (e questa fa ridere perché cambia il significato della frase 😆 ).
    – che al posto di anche
    – rappresentai al posto di rappresentanti

    Lettua piacevole e descrizioni accurate: mi piace 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, come dice Giulia ci sono un pò di errori qua e la. Una buona rilettura di quanto hai appena scritto potrebbe portarti a notare quegli errori e magari a scrivere alcune parti in maniera differente per far suonare meglio il racconto. Le parentesi che inserisci con delle spiegazioni le eliminerei, o almeno è questo il mio parere. Per dirne una, hai specificato con la parentesi la destinazione dell’aereo per darci un’informazione che poi però ribadisci quando il volo decolla. Inoltre se riuscissi a farlo leggere anche da una seconda e una terza persona prima di pubblicarlo, potrebbero fare accorgimenti che ti aiuterebbero ulteriormente. Io non ho molta esperienza come scrittore ma parlo per quello che so come appassionato lettore di libri.
    Comunque, il racconto è interessante e potrebbe avere un buon seguito. Ho votato per la ricerca a titolo privato. Chissà che sia uno scienziato pazzo!
    Ciao!

  • Ciao Matteo, e benvenuto! L’inizio della storia sembra interessante, c’è qualche refuso qua e là, quindi ti consiglio di rileggere un paio di volte prima di pubblicare 😉
    Ho votato che Enrico si trova in India perchè deve incontrare qualcuno, la ricerca universitaria mi sembrava un po’ noiosa >.<
    Aspetto il secondo capitolo, a presto!

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