LA MERAVIGLIA DI DOVERTI RAGGIUNGERE

Il “colloquio”

A.N.A.L.

Agenzia Nazionale per l’Avviamento al Lavoro.

Così c’era scritto sulla targa dorata fuori dal 42 di via Siena.

L’acronimo era uno schifo, ma ne parlavano bene. Pare che gente lì trovasse lavoro senza troppe difficoltà.

L’ufficio era un coso tutto metallizzato già da fuori, tanto che avevi paura di prendere la scossa solo a suonare il campanello.

(Se accendevi il telefono, però, dopo esserti prenotato, loro ti vedevano arrivare sul tablet e non avevi nemmeno bisogno di suonare. Al tuo avvicinarti si apriva automaticamente la porta ed eri dentro.)

Successe proprio così a Palmira quel giorno in cui andò lì.

Il tablet, la prenotazione e tutto il resto le andavano benissimo, visto che era sorda, sì sorda davvero; e non poteva parlare al telefono. Non voleva però rinunciare alla sua indipedenza economica, e quindi si propose. Era disposta a tutto, anche a sposare il capufficio pur di avere un cazzo di lavoro che durasse qualcosa più di una settimana e quella sembrava l’occasione giusta.

L’accolse una specie di valletto simil guardia giurata, con una faccia da stronzo che non ti dico. Era muto, e meno male, perché tanto lei non avrebbe sentito quello che diceva.

L’accompagnò all’ascensore che, quando le porte si chiusero davanti a lei, partì automaticamente verso un piano imprevedibile. Palmira si sentì come una gallina che inizia il suo percorso in una fabbrica di pollo in tranci fritto e surgelato. L’importante, però, pensò, era non porsi domande, ma aspettare gli eventi.

Il metallico, lucido sollevatore si fermò; le porte si aprirono, e un corridoio bianco latte con moquette variegata al peperoncino la introdusse, previa pochi passi, a un ufficio aperto, di quelli senza porte, dove c’erano due tipe con le scrivanie affacciate una di fronte all’altra, tutt’e due uguali sputate. Chignon, occhiali e tailleur grigio perla con motivo a quadretti. Una differenza: quella a sinistra si voltò a considerarla, mentre l’altra rimase indifferente.

Gaudio? Disse quella. Sì, rispose la ragazza.

“Venga, lasci la borsa. Ha il green pass? Sì? Ok, lo metta qui.”

Palmira era a disagio; guardò l’altra donna mentre la sua era sparita dietro la porta che aveva davanti.

Notò che quella si mangiava le unghie e aveva uno strano rossore sul collo. “ E’ infelice,” pensò “si vede che vorrebbe essere altrove. Si mangia le unghie e si gratta il collo ogni cinque minuti. Non vorrei essere al suo posto; o forse sì, farei qualunque cosa per il suo comodo posto al caldo d’inverno e al fresco d’estate, e lo stipendio fisso… va be’, dove è andata questa?”

La donna in grigio ricomparve dopo un minuto, sembrava scocciata “ la routine!” pensò la ragazza e la perdonò per la malagrazia.

Quella la introdusse nell'”ufficio” e la fece voltare, così che aveva ancora la porta in faccia, seppure stava dalla parte opposta.

Silenzio. Non accadeva nulla.

Passarono trenta insensati secondi e poi finalmente una faccia da cavolo con il parrucchino giallo fece capoccella a sinistra della sua spalla sinistra.

“Ue’, ragassuola… sei sorda?” disse il tale.

“Sorda? Si certo lo sono.” rispose lei.

“Sorda? E che ci fai qui?”

Palmira era sorda dall’età di nove anni per via di una malattia improvvisa e implacabile. Negli anni aveva però imparato a leggere il labiale, e capiva perfettamente cosa le si dicesse se vedeva l’interlocutore.

“Io cerco lavoro… capito?”

“Cazzo!… davvero?”

“Certo. Che vi fermate alla prima difficoltà?”

Il tipo, riuscito esempio di prototipo di venditore di auto di Palm Springs, mise per un momento da parte i suoi principi, e si approssimò a studiare quella minorata fisica deficiente che aspirava a un lavoro.

“Un lavoro qualsiasi?” chiese.

“Uhm sì” disse lei.

Fatti vedere, disse lui, e la girò prendendola per un braccio. Fare sesso con una minorata non gli era mai capitato, ma questa poteva essere l’occasione giusta. Soppesò il soggetto, ne misurò a occhio la circonferenza seno, vita, cosce, e la fece accomodare sulla scrivania, in piedi e piegata con la faccia appoggiata al piano. Dopo un attimo disse “Comoda?”

Lei non sentì. Aspettava l’evolversi degli eventi.

“Comoda’” ripeté lui postando la sua faccia a filo tavolo davanti a lei. (Aveva degli strani occhi a palla che facevano capolino da dietro gli occhiali).

“Levami le mani dal culo,” rispose lei “ prima che ti spezzi un ginocchio.”

“Ehi, sorda! Fai la difficile?”

“No, io sono normale, quello strano sei tu.”

“Alzati va’, mi hai rotto il cazzo.”

“Di già? Pensa se fossimo sposati!” disse lei.

Lui si attaccò all’interfono, voleva cacciarla via, ma lei lo bloccò in tempo per dirgli senza testimoni:

“Trovami un lavoro stronzo, e non ti denuncio… chiama la tipa là fuori e sei morto.”

“Sei una tosta, vieni dalla strada… cos’è non ti piace il c…?”

“Mi piace moltissimo, ma non sono in vena; e poi tu non sei il tipo d’uomo adatto a fare certe cose.”

“Cioè? Che cazzo vuoi dire, stronza?”

“voglio dire… voglio dire che tu sei piuttosto uno adatto a temperare matite. Ecco… quello.”

Vogliamo conoscere meglio...

  • l'ufficio A.N.A.L. (33%)
    33
  • Lui? (0%)
    0
  • lei? (67%)
    67
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138 Commenti

  • Ciao Fenderman 🙂
    Trovata e letta tutta d un fiato 🙂
    Ovviamente la storia non è finita 🙂 finale un po’ macabro ma adesso ho più chiari i personaggi presenti all’interno di legami 🙂
    Complimenti di cuore 🙂
    P.S. Leggere green pass mi ha fatto venire i brividi, lockdown e COVID, quanto è stato veramente parte delle nostre esistenze…
    Ora superato, diciamo, ma ha fatto parte della storia comune di tutti noi 🙂
    A presto 🙂

    • Ciao Cat, grazie davvero. Io dico sempre che al.di là dell’attualità certe storie complete andrebbero.riscoperte. Alcune sono bellissime!
      Proseguire poi l’avventura di Palmira, Paride e Carlotta anche con “Personaggi in prestito” di Ottaviano, e poi “Talee” di Fenderman e altro, mi è servito anche a questo: mantenere viva una storia che oggi sarebbe semplicemente dimenticata.
      Spero che Legàmi sia all’altezza anche se in seguito la vicenda ha virato su note più da commedia giallo-rosa.
      Grazie ancora, ciao!?

  • Dritti al capitolo tre, verso la dolcezza e il dramma, aggiungerei!
    Una bella sorpresa, devo ammetterlo.
    Leggerlo è stato abbastanza divertente, anche se ho avuto un problemino con l’impostazione del racconto in video.
    Aspetto di poter andare avanti! 🙂
    Leggendo la storia in contemporanea con quella di ottaviano, mi sono beccato degli Spoiler, temo!

    Ben scritta come al solito!

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/19RiLo647sw

  • E sono andato avanti con l’episodio 2.
    Questa volta mi hai messo un po’ in difficoltà: molti dialoghi e toni abbastanza differenti. Non sempre sono riuscito a seguirti nell’interpretazione, quindi mi scuso per alcuni punti. Ho dovuto fare parecchi tagli!
    La storia è interessante, quindi la continuerò di sicuro 😉
    Ti aggiorno al prossimo capitolo!

    Come al solito, trovi la lettura su Youtube:
    https://youtu.be/ZDLlYC8k4kI

  • Ed eccomi anche qui, sulle tracce di qualcosa di sconcio e misterioso! 😀
    Ho seguito il consiglio di lettura, e spero di essere riuscito ad interpretare adeguatamente la situazione 😛
    Oggi ero un po’ più energico del solo, ed è capitato di sbilanciarmi forse un po’ troppo!
    La storia è indubbiamente divertente, anche se son al primo capitolo.
    Sono curioso di sapere dove mi porterai con questa avventura, anche se è un peccato non poterla più indirizzare 😉

    Al solito, trovi qui il capitolo letto su Youtube:

    https://www.youtube.com/watch?v=06zEx5_rrqE

    Alla prossima!

  • Ciao, scusa per il ritardo, ma questa settimana è stata un po’… diciamo movimentata!!! Sai una cosa? Mi aspettavo un finale così, è come una scarpa comoda che calza a pennello e con la quale puoi fare ancora tanta strada. In effetti, dalla costola della tua storia, si sta già sviluppando un altro intreccio!!!
    Nell’attesa buon ponte di Ognissanti.

    • Ciao Isabella, è vero.Non era un giallo, era un’avventura, nel labirinto di sentimenti di una famiglia. L’amore romantico, tragico, tradito, evocato e rifiutato era il protagonista. E la grande forza dell’ intelletto, con la capacità di Palmira di superare un apparente handicap, e il candore meraviglioso e rivelatore di misteri di Carlotta… Insomma un bel cammino che, però, continua…
      Grazie ancora, a presto!??

  • Ciao Fenderman!
    La tristezza infinita della condanna a vivere dopo la tragedia e Carlotta, la speranza già corrotta alla visione delle bambole. Le vere tragedie sono quelle famigliari, quelle avvolte dall’amore che si fa malsano. Hai ragione, non è un horror, ma in quella casa qualche zombie, magari inconsapevole, ci vive.
    Bravissimo, l’ho trovato molto originale e ben scritto, as usual.
    Una ottima domenica e a presto!

    • Grazie, come sempre.
      Il “mistero” che si cela dietro ogni porta chiusa sia in cantina o sulla strada con tanto di campanello, nome e targa. Ogni famiglia ha i suoi segreti, alcune hanno il dramma. Da questa storia un’altra vicenda che chissà dove porterà ricomincia da Anna e dell’aggressione subita… Vedremo. Grazie ancora.? Ciao.

  • Ciao, Fenderman.
    Un’amata sorpresa. Il racconto si è evoluto, trasformandosi man mano in qualcosa di più profondo. Pareva un giallo leggero, a tratti anche spiritoso, ma sotto nascondeva un dramma infinito. Menomale che la piccola Carlotta spunta come un fiorellino qua e là per portare leggerezza.
    Hai fatto un buon lavoro, te lo dico ogni volta, e ogni volta è meritato.
    Ci vediamo da Ottaviano, buona domenica e buon Halloween ? alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie.
      È vero il racconto è cambiato molto da come era iniziato e questo è dovuto forse al fatto che è nato non da un’idea ma da un impulso: dopo dieci minuti che avevo visto in tv la storia di una ragazza sorda che suonava il violino già scrivevo. È la meraviglia sua e di Carlotta che fa del candore un’arma micidiale e abbatte i misteri, la condanna a vivere di una madre “anomala” come Diletta eccetera. Tutto è venuto anche grazie a voi. E adesso mi dovete aiutare perché anche “chez Anna” succederanno delle cose. A presto, grazie!??
      A

  • Mi ha messo tristezza. Mi immaginavo fosse successa una cosa simile. Però mi ha messo tristezza. Soprattutto la cosa dell’abbraccio… 🙁

    Carlotta continua ad essere simpatica. Strano che non si accorga di niente di quello che le capiti intorno eppure sappia sempre dove prendere le cose, quando apparire e quando sparire. 🙂

    Ciao 🙂

  • ciao Fenderman.
    strana bambina la piccola maghetta, non trema, non teme. Bravo come sempre, a tenere sulla corda il lettore. Ho appena letto gli ultimi tre capitoli. Mi ha commosso il biglietto, scritto dal marito. peccato che ormai non usi più scrivere lettere d’amore così belle. Per fortuna ci sei tu, ancora capace di trovare parole tanto belle. A presto.

    • Ciao Anna, bello ritrovarti.Grazie.
      Fai finta che Carlotta non esista, è l’idea di lei che mi interessa, mi piace. L’idea del candore che non ha paura, di tutto gioisce e non pone paletti all’esistenza. Come del resto Palmira, il fatto che sia sorda mette gli altri in condizione di confrontarsi con lei: lei sorprende perché è così efficiente e tranquilla, anche se è afflitta da un handicap. Insomma il “dramma ” di quella famiglia è quello di tutti coloro che non sanno spogliarsi degli stereotipi e delle paure e non sanno vivere come natura comanda. Questo l’intento, riuscirci è un’altra storia: ma siamo qui per provarci ed imparare? grazie, buona giornata e a presto.
      P.s. Su un’altra storia (di Ottaviano) alcuni dei personaggi trovano nuova vita…. Ciao.??

  • Ciao Fenderman!
    C’era qualcosa nell’aria, la porta chiusa, la nonnina dei misteri… ma anche io ci sono rimasto. Mi accodo ai complimenti per l’efficacia della descrizione, una scena di terrore risolta con classe. Bravissimo!
    Scelgo l’errore di Palmira, curioso di vedere di cosa si tratta.
    Ciao!

    • Ciao Minollo, non aprire quella porta funziona sempre, ma questa storia non vuole essere un orror, semmai un dramma d’altri tempi, (d’altri tempi come Diletta), calato nel duemila. Grazie per averlo letto e commentato, a breve il finale… Grazie, ciao.?

  • Ciao, Fenderman.
    Ero convinta dì aver commentato, invece ho letto in pausa a lavoro e me ne sono dimenticata.
    Meravigliosa scena finale, con morta infestata dal ragno ? e sorpresa terribile per la povera Palmira. Hai il tocco magico e, secondo me, potresti scrivere qualsiasi genere senza fatica e con ottimi risultati.
    Bravo, come sempre.
    Voto il gioco d’astuzia ?
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica sempre troppo generosa. Il tocco magico, come hai visto ce l’hanno i bambini: con un click illuminano e risolvono la scena. Se solo si riuscisse a
      farli crescere senza cambiarli troppo! Ma non si può.
      Grazie ancora, pronto per il finale che arriverà presto. Ciaooo ??

  • Ciao F
    Ho recuperato i capitoli non letti ed eccomi qui.
    Scelgo “la scelta di Elena” e non riesco proprio ad immaginare il finale di questa storia.
    Le scene descritte sono talmente reali che potresti cimentarti tranquillamente in un racconto genere horror… ci hai mai pensato?
    L’ultima scena mi ha lasciato davvero di stucco, l’ho trovato inquietante e l’effetto mi è piaciuto.
    A presto
    Ilaria

    • Ciao Ilaria_Si bentornata, grazie del commento. L’ unico racconto horror che ho scritto è stato il primo che ho pubblicato qui, e si chiamava “3×1”. Non era neanche male tutto sommato ma poi ho intrapreso strade che ritengo più a me congeniali anche se non posso escludere di scriverne magari un centinaio (?) in seguito.
      Mai dire mai dunque. Per ora mi godo questo finale che arriverà presto. Grazie ancora! Ciao??

  • Ciao Fenderman,
    sei già arrivato alla conclusione…una cavalcata mozzafiato….con un finale di capitolo da brivido. A casa di mia madre c’era una vecchia bambola in ceramica e stoffa che da bambino mmi terrorizzava…le tue bambole hanno risvegliato quelle paure…complimenti, una scena raccontata con maestria. A questo punto mi aspetto il finale a breve….con la tesnione alle stelle
    ePP

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