LA MERAVIGLIA DI DOVERTI RAGGIUNGERE

Dove eravamo rimasti?

Vogliamo conoscere meglio... lei? (67%)

Ape regina

Se sei uno che tiene al proprio ginocchio ti conviene prender tempo. Palmira è un gatto con la gobba, meglio non sottovalutarla. Per intanto abbranca il mazzetto di matite tutte uguali, gialle con la gomma, che hai sulla scrivania, e gettale nel cassetto. Lei ti guarda insolente, cacchio, è bellissima; ma che bellissima: è semplicemente fantastica. “E ti pare che non mi capitava una stronza adorabile proprio oggi che non ho tempo.” pensò Mr. Temperamatite “Come la sistemo io questa? Trovarle un lavoro… see… vabbe’, ma che davvero facciamo?”

«Pace, pace.» disse «Ferma lì. Vuoi un lavoro, un lavoro qualsiasi? Sei sicura? Che studi hai fatto?»

«Terzo grado? Comunque: ragioneria; lo so, non serve a niente. È uno schifo. E poi io avrei intenzione di vivere e quindi… fai tu: animali; radar; motoscafi; piano bar; poltrone e sofà. Ma fai in fretta che mi scade il parcheggio.»

«Sei pazza vero? Sei scappata dal manicomio ieri; ti cercano, e sei venuta qui… da me!? Dimmi che è così o brucio il manuale delle giovani marmotte. Non è possbile che tu sia vera.»

«Guarda, t’aiuto: sono tanto vera, e sono tanto sorda che per abitudine porto con me un registratore e registro tutto quello che mi succede, così che poi me lo faccio ripetere da… non te lo dico.»

«E io ti denuncio. Questa conversazione è privata, non puoi registrare. Ma lasciamo stare… non me ne frega niente. Io, guarda, un lavoro te lo trovo, ma tu lo devi accettare; non ammetto rifiuti; quello o nessuno. E tranquilla che non ti mando in galera.»

«Galera? Tu parli di galera a me? Questa non l’ho capita bene. Comunque: adesso dimmi che devo fare, o strillo. Dimmi dove mi devo presentare e quanto mi danno, o strillo. Guarda: io non ce l’ho con te, nonostante quello che stavi per fare un minuto fa, caro il mio Mr. Tempera…, eccetera. Ti rendi conto, però, che già solo per il nome che ha la tua agenzia ti meriti almeno cinque anni di quella cosa lì? E un’altra cosa: come fai a rendere infelici quelle due là fuori, quelle vestite uguali… Perché non gli fai indossare il burka? Sarebbe la stessa cosa, non ti pare?»

«Uh, che palle, ma chi sei? Per fortuna che non ce l’hai con me! Senti ragassuola, dacci un taglio. E poi lascia stare Anna e Anna Maria; la cosa non ti riguarda. Facciamo così: io un posto per te ce l’avrei anche, ma devo pensarci.»

«E no, caro mio: il “le faremo sapere” non mi basta. Io non esco da qui senza un buon impiego. Uff, che fatica con te. Ma sono tutti così i venditori di lavoro?»

«I che?… Ferma qui, non ti muovere. Arrivo.»

L’uomo dal parrucchino giallo girò intorno, a distanza di sicurezza, alla larga, e uscì.

Palmira attese nel silenzio più totale finché tornò. Sorrideva. Aveva forse raccattato nell’agenda di Anna-Annamaria un qualche lavoro, di quelli che nessuno vuole fare?

La ragazza lesse il foglio che le porse, fece una smorfia, e lo guardò in tralice. Poi disse: «Senti mister… quello lì: ma il nome dell’agenzia, che peraltro trovo bellissimo, l’hai pensato tu o il tuo dobermann annusa culi?»

Lui, sfinito, non rispose, e chiese invece: «Come hai detto che ti chiami?»

«Palmira. Per te Ira.»

«Ah, ecco mi pareva: un nome, un programma.»

Un secondo dopo la pazza era fuori dall’ufficio.

Davanti ad Anna-Anna Maria c’era una ragazza di quelle belle e sprecate, che masticava con grande classe a bocca aperta una gomma di colore rosa. Indossava una gonnellina di finta pelle fucsia e una canottiera nera di strass, mentre due esagerati pezzi di bigiotteria da bancarella le pendevano dalle orecchie.

La sua presenza spiegava tutto. Anna-Anna Maria era arrossita, mentre la dirimpettaia rideva sotto i baffi; Palmira capì al volo che aveva spedito dall’uomo che la comandava a bacchetta, e che forse amava, una piantagrane al posto della puttana che aspettava. Si chinò su di lei e le sussurrò: «La prossima volta, però, avvisami!»; le dette il cinque, e la salutò con affetto: capita di innamorarsi dell’uomo sbagliato, e il dispetto è lecito in certi casi.

A casa rilesse le indicazioni per il nuovo lavoro; un indirizzo e un nome: Chimera. “Sarà una cosa sicuramente illegale,” pensò acida “ma chi se ne frega; è nel lavoro che sta l’emancipazione della donna”.

Palmira, era una ragazza bellissima e fiera; il suo suo viso era intelligente e forte, di quelli che.tagliano l’aria quando passano. I capelli erano castano chiaro, aggrovigliati in ricci pesanti e gonfi, lucidi, gravidi di una linfa marziana. Lei li teneva spesso legati con un elastico così che sembrava avere un gatto accovacciato sulla schiena…

Aveva vent’anni, – beata lei -, e una madre di quaranta, con un marito disperso ormai da anni nella fitta nebbia, tipica di Roma, (per loro ormai era Mr. Livingstone); e un compagno latitante anche lui, guarda te, da quando era rimasta incinta.

«Sarà una femmina.» le aveva detto radiosa.

“Ecco fatto!” aveva pensato lei.

Non era pazza, semmai un’originale, e il lavoro le serviva anche per lei, per la sua ape regina che partoriva solo femmine.

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  • Palmira incontra una fata (83%)
    83
  • Il lavoro è uno schifo ma apre altre porte, - o botole, fate voi -. (17%)
    17
  • Il lavoro non c'è, ma... (0%)
    0
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105 Commenti

  • Ciao Fenderman,
    sei già arrivato alla conclusione…una cavalcata mozzafiato….con un finale di capitolo da brivido. A casa di mia madre c’era una vecchia bambola in ceramica e stoffa che da bambino mmi terrorizzava…le tue bambole hanno risvegliato quelle paure…complimenti, una scena raccontata con maestria. A questo punto mi aspetto il finale a breve….con la tesnione alle stelle
    ePP

  • Ciao Fenderman! Siamo già alla fine, incredibile! Le due “bambole” sono state una vera svolta, complimenti. Questa storia ha preso una piega un po’ inaspettata, ma decisamente interessante…mi domando come farai a chiudere proprio ora! Aspetto con ansia il finale. A presto!!

  • Ciao Ottavio!
    Ho appena corretto il tiro: ti seguo e seguo la tua storia 😉
    Mi piace il modo in cui adoperi il ritmo di narrazione, in particolare con frasi brevi e incalzanti.
    Finale da brivido!
    “Lo Spiraglio” è in realtà la cavità orale della malcapitata, dove il ragno trova dimora? 😀
    Ci troviamo tutti nel Finale! A presto 🙂

  • Ciao, senza accorgermene siamo arrivati già alla fine!!! Bel racconto, sembra ispirarsi in qualche modo all’imminente Halloween… e grazie per la comparsa/scomparsa del ragno, l’ho apprezzato.
    Per la scelta di come continuare ci ho dovuto pensare un po’, ero indecisa tra l’errore di Palmira e il gioco d’astuzia, alla fine ho optato per il secondo. Mi ricorda un po’ il ritorno di Ulisse a Itaca… ma non so il perché!!! Aspetto con ansia il finale.

    • Ciao Isabella. Ad Halloween preferisco la Catrina messicana, ma a parte questo, è vero che mai ho voluto che la storia deviasse in un vero horror, la mia è la storia di una famiglia e basta e Carlotta sta lì apposta a sdrammatizzare. Il ragno sta bene, ti saluta anche se si è preso un bello spavento. Al finale dunque! Ciao e grazie.🙋🌻

  • Ciao Fenderman!
    Anche una come Palmira deve rendere onore ad una lettera ed all’onesta’ di Diletta; il loro scambio da pari a pari è intenso, e la signora è davvero più viva di prima, quasi aspettasse un contraltare come lei, visto che in famiglia non ci può essere nulla di simile.
    La lettera è davvero commovente, come la confessione di Diletta. Bravo come sai essere. Voro per orrori e matrimoni e ti auguro un ottimo prosieguo.
    Ciao!

    • Ciao Minollo grazie come sempre per il commento puntuale e l’apprezzamento.
      Certo la grazia acerba di Palmira, la sua menomazione che la costringe a guardare sempre in faccia le persone, ( cosa che evidentemente non succede spesso a villa chimera), la stanchezza di Diletta e non ultimo quel suo nome, incidono molto sulla volontà della vecchina. È una vecchia volpe, è vero ma davvero stavolta ha trovato l’aquila con cui stringere un rapporto di mutuo soccorso.
      È l’ora della verità dunque e Carlotta innocente com’è è lei stessa l’emblema della verità, quasi ne è la depositaria e sarà forse lei a renderla manifesta al mondo.
      Insomma, cavolo, ecco 🙂 grazie ancora e alla prossima se vorrai. ciao.

  • Orrori, assolutamente!
    Ciao, Fenderman.
    La cara vecchia, quanto cara non si sa, ha tantissime cose da raccontare avendo vissuto molto e in un’epoca che ha fatto la storia; la lettera è molto realistica, allora si scrivevano cose così, forse c’è un refuso nella frase: “dove inseguono i leoni” non capisco se intendessi “dove inseguo” o “dove si inseguono” o magari capisco male io e la frase è proprio giusto come l’hai scritta, non so, dimmi tu. 🙂
    Anche se la chiave forse non è più una chiave tanto misteriosa, vorrei davvero sapere cosa apre.
    Bel capitolo, ma ci sono abituata e non mi aspetto altro.

    Alla prossima’

    • Ciao Keziarica, grazie sempre.
      “Inseguono i leoni” è voluto. È la forma espressiva che, secondo me, una ingenua diciottenne d’anteguerra poteva usare, innamorata, per evocare il pericolo; un animale meraviglioso che corre sulla sabbia, che per lei è l’Africa, e che meraviglia e spaventa. “Insomma fai conto di aver letto “là dove i leoni inseguono e minacciano gli eroi come te e le fanciulle innamorate che seguono le tracce del loro amore temendo di perderlo. ” Ecco, non molto chiaro lo so, ma come hai potuto notare Diletta è un poco criptica😁 Ancora grazie e a presto. 🙋🌻

  • ciao Fenderman,
    che personaggio zia Micia, sembra di vederla, anche se non c’è neanche un accenno al suo aspetto fisico. I gatti ‘ruffiani’, poi sono una specie che conosco bene, l’aggettivo è azzeccatissimo.
    Continui a mantenere alta l’attenzione, sia per la trama che per la scorrevolezza della scrittura.
    Ancora una volta un ottimo capitolo. Alla prossima.
    Ho votato la rivelazione di Diletta

  • Ciao Fenderman,
    sono stato assente per un po e mi ritrovo a leggere tre capitoli tutto di un fiato, uno più intrigante dell’altro….invidio e ammiro la tua costanza nello scrivere. Tornando al racconto, i personaggi sono sempre più coinvolgenti e i dialoghi eccezionali. Tutto sembra così vero, il tuo modo di scrivere permette di “stare” nella scena, complimenti.
    Ho votato per qualcosa di inaspettato…..però aspetto il prossimo caspitolo.
    ePP

  • Alla chiave del mistero non so dire di no!
    Ciao, Fenderman,
    mi pare di sentirli parlare i tuoi personaggi, la vecchina arzilla che con la voce acuta racconta del passato attorniata da gatti con la coda alzata, Palmira e la vecchia Diletta… metti su scene di vita che pare vera e che non lo è, almeno penso perché, a quanto hai detto una volta, trai molto spunto dalla realtà 😉
    L’ultima frase è da conservare nel prontuario della buona scrittura, non sbagli un colpo, forse te l’ho già detto, ma vabbè.

    Alla prossima!

    • Grazie Keziarica.
      La forza di the incipit! I racconti li scriviamo davvero insieme; il riscontro immediato, i consigli e gli incoraggiamenti sono utilissimi. Quei gatti con “la coda alzata” è una frase che io avevo scritta ma che poi ho tagliata perché ho pensato che fosse una cosa così ben radicata nell’immaginario comune da non avere bisogno di essere sottolineata. La prova che avessi visto bene me l’hai data tu inserendola nel commento! Mi fa molto piacere. Tu sei stata tra i primissimi a commentare e a consigliarmi nel marzo del 2019 quando ho scritto il primo racconto, e molto di quello che ho imparato lo devo a te. Grazie ancora dunque, e adesso orientiamo la prua verso il “mistero!” Alla prossima. 🙋🌻

  • Ciao Minollo, mi hai fatto pensare alla pentola a pressione che cova l’inferno e si limita a sussurrare un timido sss. In fondo è il vecchio meccanismo del giallo, che amo condire di umanità, non ci sono eroi muscolosi, no, solo gente curiosa, a volte stupida ma fortunata che vive situazioni “ordinariamente” strane e apparentemente incomprensibili. Palmira è il mio eroe, è sorda, e non è nemmeno un poliziotto: la protagonista ideale per la mia piccola storia. Grazie a per averla fin ora seguita e a presto! ciao 🙂

  • Ciao Fenderman!
    Qui sta crescendo un giallo, e la misteriosa Diletta comincia a giganteggiare. Certo, tutto per merito dell’intelligenza curiosa di Palmira, che forse si è trovata suo malgrado su un vaso di Pandora.
    Con i tuoi personaggi del popolino romano, i veri protagonisti del tuo scrivere, stai servendoci un thriller di ordinaria normalità, a fuoco basso, che scalda piano piano, ma che presto scottera`. Bravissimo. Ho votato con la maggioranza.
    Stammi molto bene e alla prossima!

  • Ciao Fenderman!
    Certo che la curiosità di curiosare la porterà lontano, scelgo il pressing a Diletta. Simpatico il sogno di Palmira, così come la disinvoltura con cui si muove all’interno della casa dei misteri. Tutelare Carlotta mi sembra una scusa per tutelare loro stessi, i genitori che mostrano una notevole unità di intenti…
    Come nei tuoi racconti precedenti, ad ogni episodio aggiungi qualche spezia al gran bollito, che prende sapori nuovi. Il tuo segreto sta secondo me nel dispenser automatico insito nella tua penna: hai misura.
    Mi sa però che Diletta non vince… ma aspetto comunque settima!
    Ciao!

  • Ciao Fenderman,
    a parte la trama interessante, è lo stile che apprezzo; i dialoghi sono molto realistici, sembra di sentirli parlare, i personaggi, vivi e presenti. Bravo, ti invidio un po’, in senso buono naturalmente.
    Voto zia Micia.
    Spesso è nel passato che si trova la soluzione dei misteri di oggi. Sono curiosa di aprire la porta sprangata. Alla prossima.

  • Zia Micia, anche se la Mossa del Cavallo, “Camilleristicamente” parlando, può essere una ficata.

    Bello questo capitolo. L’unico appunto che ti faccio è quando Palmira parla a “temperino”: non si capisce che c’è stato un salto scena e, inizialmente, ti lascia perplesso.

    Secondo me, Carlotta è una scusa: a loro interessano i quattrini. Non fino al punto di ucciderla, ma gli interessano i quattrini.

    Il profumo di mistero che aleggia in quella casa, è estremamente affascinante e la “magia” di Carlotta condisce il tutto, rendendo la cosa ancora più coinvolgente 🙂

    Vai avanti così!

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, grazie.
      Giusto il tuo appunto: prima di far parlare Paride ci voleva uno stacco, almeno un tratto grafico, non ho saputo mettermi nei panni di chi legge per la prima vola. Chiedo venia. In quanto alla storia cominciamo ad avvitarci con Palmira su un mistero. Può essere che quello che fin’ora ha avuto i connotati del gioco non lo sia. Vedremo.😎 Grazie ancora, buon fine settimana.🙋

  • Ciao Minollo. Ora che il presente a Villa Chimera è chiaro Palmira deve cominciare a cercare dove si annida il malessere…, se c’è una “mission” per lei, qual’è? Cosa c’è da rivelare, cosa nasconde quella strana improbabile famiglia? Lei non ha problemi, si diverte e guadagna due lire, il che non guasta!😏 Vedremo dove andrà a parare.
    Grazie come sempre e a presto🙋ciao

  • Ciao Fenderman!
    È una sfida deliziosa tra le due donne; in questo episodio la sfrontatezza di Ira maramaldeggia, in quanto vedo Agata “tradita” da Bea che consegna alla giovane dei segreti che bagnano le polveri della sua antagonista. Chi ti entra in casa inevitabilmente scopre qualcosa di te; e poi chissà cosa cela il passato della vecchia…
    Vedremo, si resta in attesa…
    In dialoghi veritas, episodio che dice con grande efficacia.
    Ciao a presto!

    • Ciao Minollo. Ora che il presente a Villa Chimera è chiaro Palmira deve cominciare a cercare dove si annida il malessere…, se c’è una “mission” per lei, qual’è? Cosa c’è da rivelare, cosa nasconde quella strana improbabile famiglia? Lei non ha problemi, si diverte e guadagna due lire, il che non guasta!😏 Vedremo dove andrà a parare.
      Grazie come sempre e a presto🙋ciao

  • Ciao, Fenderman.
    Palmira va avanti nel fare quello che ha voglia di fare divertendosi e fidandosi dell’istinto! Le lascio carta bianca, perché a briglia sciolta sarà capace di metter su una storia coi fiocchi, divertente e arguta di sicuro.
    Le situazioni escono dallo schermo e le parole si tramutano in visioni chiare, tu scrivi e io vedo ogni scena, nella mia testa vedo le stanze, le persone e le cose, vedo la porta chiusa e la immagino a modo mio, pescando tra i ricordi, questo significa che quel che leggo mi coinvolge e non ho altro da chiedere a una storia. Bravo, questa storia mi piace davvero tanto.

    Alla prossima!

  • Continuo a seguire il tuo racconto con piacere ma adesso sono proprio in imbarazzo sulla scelta. Escludo la perfida Agata, non mi sembra ben disposta verso Palmira. Ho votato comunque per Temperino, forse non è quello sciocco vanesio, finora mostrato. Bravo comunque Fenderman, come sempre. Ciao e alla prossima.

  • Diletta, assolutamente, e spero anche che veda (e ci mostri) qualche fantasma…
    Ciao, Fenderman.
    Sapevo che “temperino” le avrebbe giocato un brutto tiro, ma che poi tanto brutto magari non è.
    L’Acidina si farà in quattro per mettere in difficoltà Palmira, ma dubito che avrà vita facile (anche il marito è dalla parte della nuova venuta). Benissimo, pochi tocchi, dettati dai pochi caratteri, e tantissime nuove e interessanti informazioni, bravo, non è facile, io mi perdo sempre e nei miei 5000 caratteri, di solito, ci sta poco e niente 🙂
    Buona settimana e alla prossima!

    p.s. scusa il ritardo.

  • Ciao Fenderman!
    Scelgo Agata: entrambe ruvide e dirette, istintivamente mi fiderei di più che non del marito, anche se Diletta forse è meno “fuori” di quanto mostri. Il carattere la tiene ben a galla, la nostra Palmira è forte, e il moto di simpatia verso temperino lo dimostra.
    Chissà quale mistero nasconde il monumento, ho l’impressione che piano piano si andrà disvelando una matassa molto intrigante. Indagare nei rapporti famigliari è uno dei tuoi “luoghi”, trattato con la tua sensibilità. Sempre piacevole leggerti.
    A presto ciao!

  • Ciao, hai descritto così bene la “iena” che è stata antipatia a prima vista!!! Poi ho scoperto chi era il marito e ho avuto un moto di pietà…
    Ho votato comunque per Diletta, è quella più misteriosa e quindi interessante da conoscere. Alla prossima, continua così e soprattutto buon fine settimana.

  • Questa volta non lo so, quindi tiro a caso… roll… roll… Agata!

    Ok, questo capitolo è fantastico! Abbiamo tutte le carte in tavola per qualcosa di grandioso. E Palmira è la persona giusta a prenderli tutti per le corna e buttarli a terra!
    Allo stato attuale, l’unica che non sembra una pazza isterica è la “fatina” Carlotta (anche lei è matta, ma come una bambina può esserlo), ma scopriremo molto altro… credo.

    Ciao 🙂

  • Ciao Minollo, te lo ripeto: come sai leggere tu tra le righe… nessuno.
    L’amore che ho per l’universo femminile in tutti i suoi risvolti mi porta a cercare sempre nuovi esempi di meraviglia, e Palmira è per me, una meravigliosa grintosa ragazza sorda che della menomazione non si cura o ne fa uno sprone. Le donne non sono come noi, loro non hanno chi le consola quando sono in difficoltà, se la cavano sempre, altro che 007! Grazie come sempre e a presto. 🙂

  • Ciao Fenderman!
    Scelgo la magia, perché c’è l’hai descritta come la più logica! Scena carinissima con la fatina, la bisnonna e Ira, la quale non si arrende e ripensa allL’ANAL con la voglia di spaccare tutto. Dico che accetta la sfida, ha chiesto qualsiasi lavoro e ora non si tirerà indietro.
    Trovo che la tua scrittura indulga ogni racconto di più alla benevolenza verso i tuoi personaggi; già te l’ho detto ma mi sembra di vederlo anche qui. Altra storia molto bella, la tua galleria di figure femminili ha una nuova eroina.
    Ciao stammi bene!

    • Ciao Minollo, te lo ripeto: come sai leggere tu tra le righe… nessuno.
      L’amore che ho per l’universo femminile in tutti i suoi risvolti mi porta a cercare sempre nuovi esempi di meraviglia, e Palmira è per me, una meravigliosa grintosa ragazza sorda che della menomazione non si cura o ne fa uno sprone. Le donne non sono come noi, loro non hanno chi le consola quando sono in difficoltà, se la cavano sempre, altro che 007! Grazie come sempre e a presto. 🙂

  • Ciao, fenderman.
    Da amante dei gialli non posso che scegliere la seconda opzione… “mi vogliono ammazzare” non posso resistere alla curiosità di saperne di più.
    Un capitolo ben scritto, la frase “abbraccio tenace del glicine al muro di recinzione.” la dice lunga sulle tue capacità espositive.
    Solo un appunto, ma è cosa piccola e forse solo nella mia testa: in diverse occasioni, per esempio quando la cuoca chiama per conoscere il nome di Palmira, questa risponde, ma non è specificato il fatto che si trovi a portata di labbra per comprendere la richiesta. So che sono solo mie fisime, ma leggendo manuali e ascoltando consigli di scrittura creativa, ora, noto tante piccole cose e questa mi ha fatto venire un dubbio sulla gestione del punto di vista.
    Rinnovo i complimenti perché ogni capitolo porta con sé nuove gemme e ti auguro una buonissima giornata.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, hai ragione, io devo fare violenza molto spesso alla mia volontà per mettermi nei panni di chi legge e non vede la scena come io l’immagino. Questa parte dell’arrivo della cuoca eccetera mi ha molto impegnato per le diverse situazioni : interno, esterno, porta, cancello bambina cuoca scale, ingresso saluto e riaffaccio. Ho riscritto la cosa in più modi diversi e alla fine ho scelto questa forma perché dire che Bea si era ritirata nella stanza adiacente… insomma mi toglieva troppo caratteri. Ciò non toglie che tu abbia ragione, bisogna avere coraggio e tagliare quando si deve per forza. Peccato perché sento che anche questa storia compressa in 50.000 caratteri starà molto, molto stretta. Grazie tante come sempre, un caro saluto.🙋🌻

  • Ciao, sai una cosa? Conosco anch’io una Palmira, ma la chiamiamo tutti Mira!!! La fatina è proprio simpatica, per questo fino all’ultimo sono rimasta in dubbio tra il seguire la magia e il “troppo fico”. Alla fine ho scelto la seconda opzione, il mistero mi ha sempre attirata… Alla prossima.

  • Ciao Fenderman,
    il dialogo tra i due è fantastico, divertente e “dinamico”. il personaggio di Palmira è sempre più interessante…ho evitato un voto troppo onirico e ho optato per “il lavoro”…la possibilità di avere molte porte davanti mi ha sempre affascinato, mi piacerebbe vedere come reagisce Palmira.
    Ciao al prossimo capitolo.
    ePP

  • Dispettone!
    Ciao Fenderman!
    Botta e risposta divertente, vertiginoso, a metà strada tra discorso diretto ed indiretto. Tipetto sfacciato che a suo modo vuole sfondare; anche qui l’uomo pare vivere di rendita nella sua posizione di superiorità, e si trova davanti una donna con energia il triplo della sua. Ho votato per la fata; intriga anche me il tipo di soluzione, che non è necessariamente magica. Episodio che è una tirata unica dall’inizio alla fine. Bello!
    A presto!

  • Ciao, “Ira” se la sta cavando alla grande!!! Anch’io ho scelto la fata, diamo un attimo di tregua a sta pora ragazza.
    Ah, carino l’acquerello di Cepparo, sottolinea bene la storia. Faccio i complimenti a chi per esso. Aspetto il prossimo episodio di questa nuova storia con ansia.

  • Ciao Fenderman. Ho votato per l’incontro con la fata. E’ veramente tosta questa ragazza! Chissà se il racconto prenderà una piega fantasy o la fata è una persona vera, buona e che aiuta Palmira.
    Aspetto di leggere il prossimo capitolo.
    Ciao!

  • Ciao, Fenderman.
    Voto la Fata, che non so se sarà la fata di Cenerentola o una passeggiatrice avvenente, da te mi aspetto di tutto, in senso buono, ovviamente. 😉
    Dialoghi intensi, intrecciati e concitati, proprio come ci si aspetta da una come Palmira a confronto con un marpione in parrucchino, hai dato il giusto imprint al capitolo che risulta leggero e divertente.
    La prima frase è un pensiero di Palmira? O sei tu, in qualità di narratore, a metterci a parte del tuo pensiero? Scusa, ma non l’ho capito, come al solito tardo a comprendere… perdonami.
    Al di là di questo, davvero molto bene.

    Alla prossima!

  • 😇… In effetti, però aspetto venerdì. Come al solito analisi indovinata, tutto ciò che non è tra parentesi o trattino viene dai sensi, quelli funzionanti di Palmira. L’ironia e la sfrontata confidenza con cui affronta la vita sono il suo linguaggio. Spero solo di non perdermi per strada perché anche questo, come il precedente non è un racconto pensato ma costruito anche grazie a voi. Grazie tante e appuntamento a venerdì o sabato. CIao.🙋

  • Ciao Fenderman!
    Forse riesco a commentare prima che tu pubblichi il secondo…
    Inizio a spron battuto! Certo che quando un uomo ha il pallino in mano sembra punti solo a quella cosa… Mi piace il tono leggero che hai impresso da subito, è in terza persona, ma è il mondo visto da Palmira, che ha una disabilità che non le pregiudica la risposta pronta. Curioso di vedere come va, seguo (ca va sans dire) e dico lei
    Ciao!!

  • Ciao, buongiorno, grazie. Certo Palmira è il nostro eroe…
    A sinistra eccetera è voluto. Mi sembra che, lei che fatta accomodare di spalle… Il fare capoccella di lui, lei non sente e si volta a spiarlo… Ecco mi sembra che come è scritto sottolinei come la situazione sia paradossale già da subito. Mi sa che in questa storiella capiteranno cose un poco al limite dell’ortodossia, chiedo venia. Grazie ancora, ciao.🌻🙋

  • Voto per Palmira, assolutamente. Si è meritata tutta la mia attenzione.
    Ciao, Fenderman.
    Partenza in quarta, eh? Si prospetta un racconto davvero interessante. Hai usato l’arco di trasformazione del personaggio, anche se in principio si immagina solo la debolezza di Palmira (forse spinti dal fatto che si trova in difficoltà, sia per la necessità di lavorare sia per il suo handicap), in un capitolo soltanto, hai messo dentro almeno un paio di conflitti, saresti la gioia di ogni editor 🙂
    Non ho capito se la frase: “a sinistra della sua spalla sinistra” è voluta oppure no: se fa capolino dalla sua spalla sinistra è per forza alla sua sinistra… o no?

    Benissimo, si parte con una nuova storia e sono felice di partecipare con i miei voti.
    Ti auguro una buona settimana.

    Alla prossima!

    • Ciao, buongiorno, grazie. Certo Palmira è il nostro eroe…
      A sinistra eccetera è voluto. Mi sembra che, lei che fatta accomodare di spalle… Il fare capoccella di lui, lei non sente e si volta a spiarlo… Ecco mi sembra che come è scritto sottolinei come la situazione sia paradossale già da subito. Mi sa che in questa storiella capiteranno cose un poco al limite dell’ortodossia, chiedo venia. Grazie ancora, ciao.🌻🙋

  • Ciao fenderman, non potevo farmi scappare la tua nuova storia!! Un genere decisamente diverso dall’ultimo, ma un inizio pazzesco come sempre. Palmira mi piace già e voglio assolutamente saperne di più su di lei! A presto 😀

  • Ciao Fenderman,
    …aspiterinaaaaa…..sei uno scrittore a ciclo continuo….complimenti.
    Nel voto sono stato un po combattuto, tra la curiosità per l’ufficio e Palmira….ma lei è decisamente un personaggio fuori dai generi e dannatamente intrigante.
    Sono proprio curioso di sapere dove andrai a parare….hai tutta la mia attenzione.
    ePP.

  • Un bel caratterino la tua Palmira, ma ottenere un lavoro con questi presupposti mi fa presentire grosse difficoltà. Ho votato per saperne di più di lei, anche se m’incuriosisce il significato dell’acronimo.
    Un bell’incipit, bravo, ti seguo. Ciao, Fenderman e buona domenica (per quel che ne rimane).

  • Ciao, caspita… più veloce della luce!!! La storia promette subito bene, ma per adesso il genere maschile non ha fatto una bella figura. Voto per conoscere meglio l’ufficio, per me si annidano delle storie davvero interessanti.
    Ti segnalo una frase che non mi è suonata bene (scusami se comincio subito, ma stimandoti così tanto devo essere sincera!!!): “Pare che gente lì trovasse lavoro senza troppe difficoltà.” Io opterei più per un “Pare che lì la gente trovasse…”.
    Uau, mentre scrivevo il commento hai già risposto ai miei dubbi: telepatia??? Comunque… chi ben comincia è già a metà dell’opera, alla prossima!!!!

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