LA MERAVIGLIA DI DOVERTI RAGGIUNGERE

Dove eravamo rimasti?

suggerite una traccia per il prossimo episodio... Palmira incontra una fata (83%)

Carlotta

L’appuntamento per il lavoro era per le nove di sabato a villa Chimera. Era, quella, una residenza liberty cui il giardino trascurato, il marrone della facciata e i colori freddi e cupi delle vetrate, conferivano un aspetto lugubre, quasi cimiteriale; per nulla attenuato dall’abbraccio tenace del glicine al muro di recinzione.

La famiglia che l’abitava era erede di Ernesto Galloni, aviatore e ingegnere, che aveva col suo genio contribuito alla conquista dell’Africa orientale; prima di scoprire, in tarda età, – lui che aveva conosciuto il deserto -, le meraviglie dell’orto; tanto che aveva reso l’anima a Dio in mezzo all’insalata e ai ravanelli.

Di tutto questo Palmira non sapeva nulla, né le importava; il suo era un “lavoro qualsiasi”. Suonò il campanello, e dopo qualche secondo di attesa, vide la porta aprirsi con esasperante lentezza, e capì anche perché. A tirarla con tutta la forza che aveva c’era una bambina di quattro anni, non di più, bellissima nel suo costumino da fata turchina.

«Ciao» disse arrivando al cancello «sei la signora della cioccolata?» Aveva gli occhi celesti, chiarissimi, grandi; esagerati dalle lenti degli occhiali che indossava; e i boccoli dorati: vederla scaldò immediatamente il cuore di Palmira. «I cioccolatini sono per i bimbi buoni,» rispose «ma qui io non vedo bambini, c’è solo una fata davanti a me. Posso conoscere il tuo nome?»

«Uh, sì, è vero; però io sono una fata piccolina, e anche alle fate pi-piccoline piacciono i… i dolcini.»

«Carlotta?! Chi c’è?» Una voce dalla casa, che Palmira non udì, venne a mettersi fra loro.

«Vieni Bea,» disse Carlotta «c’è una signora: è superbellissima.»

«Eccomi.» disse la voce comparendo in sembianze di domestica con un coltellaccio in mano.

«Ehi, mi arrendo!» disse Palmira.

«Venga, venga dentro. Immagino sia qui per Diletta.»

«Sì, ho appuntamento con lei, mi manda l’Anal… è in casa?» disse lei entrando con Carlotta.

«Chi?»

«Diletta. È in casa adesso?»

«Ah, hai sentito Carlotta? “È in casa? Secondo te, la nonna è in casa?»

«Po-poco fa c’era. Sta su…»

«Una nonna?» disse Palmira «Ah, Diletta è sua nonna.»

«Bisnonna! Perché che s’aspettava?»

Bisnonna?! Temperino mi hai fregata. Dovevo aspettarmelo!” pensò. «No, nulla, nulla. Va bene.» disse.

«…Sono anni che non esce di casa. », aggiunse la donna mimando un ghigno che sapeva di sfottò, «E sa quanti ne ha? Novantanove. Vada, vada a vedere. Carlotta accompagnala tu. Ah! Io sono Bea, la cuoca, e adesso ho da fare.»

«Ah, piacere… ha detto novantanove?» Disse la ragazza e poi pensò: “Maledetto Tempera, questo lavoro, temo, durerà poco”.

Mentre la bimba con la manina stava già tirando Palmira verso le scale, la cuoca si riaffacciò: «A proposito» disse «e te? Come ti chiami?»

«Palmira, io sono Palmira.»

«Palmira? Davvero? Curioso: una delle figlie della vecchia, si chiamava così; la grande: l’altra era Elena. Adesso sono tutte morte; manca solo lei.» concluse facendo riaffiorare il ghignetto sardonico; e uscì di scena.

La fata intanto tirava, e la ragazza seguendola per le scale pensava: “Che fretta!”

Saltellando su un piede solo e inciampando nei tappeti, le due “bambine”, già perfettamente affiatate, dopo aver percorso una serie di corridoi semibui, in mezzo a faccioni baffuti; teste d’antilope impagliate; e modellini di biplano in legno e tela, approdarono finalmente davanti a una porta massiccia, vegliata da un testone di facocero dall’aria sgomenta.

La bimba provò a spingere ma le servì l’aiuto di Palmira per riuscire ad aprirla.

La vecchina era a letto; stava voltata su un fianco e aveva gli occhi chiusi.

«Dorme?» chiese Palmira.

«No, lei fa finta. Quando si apre la porta fa finta. Io…, io lo so, perché me lo ha detto lei.»

«Ah, bene, adesso vediamo; proviamo a svegliarla. Sss…»

La bimba rise divertita. Lei avvicinò le labbra all’orecchio della donna. «Ciao, sono Palmira,» disse piano «sono qui per te. Dovrai fare un piccolo sforzo: dovrai guardarmi perché non sento, e ho bisogno di vederti in viso per capire le tue parole.»

«Palmira, figlia mia…» disse la donna con una voce strascicata che la ragazza non sentì.

«Ma no, nonnina! Lei non è…» saltò su Carlotta.

«Sss, fatina,» la frenò Palmira con una lieve carezza «chiudiamo la porta, poi tu fai una magia, e la nonnina si volterà a guardarci. Vuoi vedere?»

«Uh, sìi, …ma-gia!» disse la fatina alzando la sua bacchetta magica.

«Eccomi, sono qui,» disse ancora Palmira tornando accanto alla vecchina. «Diletta… mi vuoi parlare?»

«Palmira, angelo mio, perché non mi chiami mamma

«Non ti sento; guardami, ti prego.»

Diletta finalmente si decise a girare la testa. I suoi occhi erano piccoli e mobili, dietro un velo che ne spegneva la lucentezza. “Occhi disperati” pensò Palmira, chissà poi perché.

Mentre Carlotta saltellava felice per la riuscita della magia, la nonna parlò ancora:

«Palmira, finalmente sei qui…»

«Ma io…»

«Io ti avevo detto… ricordi? “Nasconditi!” E invece sei scomparsa. Non lasciarmi mai più, qualcun mi vuole ammazzare…, Elena dov’è, non è con te?»

pensate di essere Palmira: che fareste?

  • farei la cosa più logica: seguirei la magia! (50%)
    50
  • mi farei coinvolgere dal " mi vogliono ammazzare"... troppo fico! (50%)
    50
  • Scapperei e andrei a picchiare Temperino. (0%)
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138 Commenti

  • Ciao Fenderman 🙂
    Trovata e letta tutta d un fiato 🙂
    Ovviamente la storia non è finita 🙂 finale un po’ macabro ma adesso ho più chiari i personaggi presenti all’interno di legami 🙂
    Complimenti di cuore 🙂
    P.S. Leggere green pass mi ha fatto venire i brividi, lockdown e COVID, quanto è stato veramente parte delle nostre esistenze…
    Ora superato, diciamo, ma ha fatto parte della storia comune di tutti noi 🙂
    A presto 🙂

    • Ciao Cat, grazie davvero. Io dico sempre che al.di là dell’attualità certe storie complete andrebbero.riscoperte. Alcune sono bellissime!
      Proseguire poi l’avventura di Palmira, Paride e Carlotta anche con “Personaggi in prestito” di Ottaviano, e poi “Talee” di Fenderman e altro, mi è servito anche a questo: mantenere viva una storia che oggi sarebbe semplicemente dimenticata.
      Spero che Legàmi sia all’altezza anche se in seguito la vicenda ha virato su note più da commedia giallo-rosa.
      Grazie ancora, ciao!?

    • Ciao, grazie come sempre.
      La vecchia stronza ha 99 anni e non riesce a morire, nei prossimi capitoli capirai meglio perché lo è diventata e se non è il caso di cambiare opinione su di lei… Grazie ancora! Ciao?

  • Dritti al capitolo tre, verso la dolcezza e il dramma, aggiungerei!
    Una bella sorpresa, devo ammetterlo.
    Leggerlo è stato abbastanza divertente, anche se ho avuto un problemino con l’impostazione del racconto in video.
    Aspetto di poter andare avanti! 🙂
    Leggendo la storia in contemporanea con quella di ottaviano, mi sono beccato degli Spoiler, temo!

    Ben scritta come al solito!

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/19RiLo647sw

  • E sono andato avanti con l’episodio 2.
    Questa volta mi hai messo un po’ in difficoltà: molti dialoghi e toni abbastanza differenti. Non sempre sono riuscito a seguirti nell’interpretazione, quindi mi scuso per alcuni punti. Ho dovuto fare parecchi tagli!
    La storia è interessante, quindi la continuerò di sicuro 😉
    Ti aggiorno al prossimo capitolo!

    Come al solito, trovi la lettura su Youtube:
    https://youtu.be/ZDLlYC8k4kI

  • Ed eccomi anche qui, sulle tracce di qualcosa di sconcio e misterioso! 😀
    Ho seguito il consiglio di lettura, e spero di essere riuscito ad interpretare adeguatamente la situazione 😛
    Oggi ero un po’ più energico del solo, ed è capitato di sbilanciarmi forse un po’ troppo!
    La storia è indubbiamente divertente, anche se son al primo capitolo.
    Sono curioso di sapere dove mi porterai con questa avventura, anche se è un peccato non poterla più indirizzare 😉

    Al solito, trovi qui il capitolo letto su Youtube:

    https://www.youtube.com/watch?v=06zEx5_rrqE

    Alla prossima!

    • Grazie a te per averlo seguito, e se i personaggi ti sono piaciuti li puoi ritrovare nel racconto di Ottaviano “Personaggi in prestito” che è già alla terza puntata. ?Grazie ancora e a presto! ?

  • Ciao, scusa per il ritardo, ma questa settimana è stata un po’… diciamo movimentata!!! Sai una cosa? Mi aspettavo un finale così, è come una scarpa comoda che calza a pennello e con la quale puoi fare ancora tanta strada. In effetti, dalla costola della tua storia, si sta già sviluppando un altro intreccio!!!
    Nell’attesa buon ponte di Ognissanti.

    • Ciao Isabella, è vero.Non era un giallo, era un’avventura, nel labirinto di sentimenti di una famiglia. L’amore romantico, tragico, tradito, evocato e rifiutato era il protagonista. E la grande forza dell’ intelletto, con la capacità di Palmira di superare un apparente handicap, e il candore meraviglioso e rivelatore di misteri di Carlotta… Insomma un bel cammino che, però, continua…
      Grazie ancora, a presto!??

  • Ciao Fenderman!
    La tristezza infinita della condanna a vivere dopo la tragedia e Carlotta, la speranza già corrotta alla visione delle bambole. Le vere tragedie sono quelle famigliari, quelle avvolte dall’amore che si fa malsano. Hai ragione, non è un horror, ma in quella casa qualche zombie, magari inconsapevole, ci vive.
    Bravissimo, l’ho trovato molto originale e ben scritto, as usual.
    Una ottima domenica e a presto!

    • Grazie, come sempre.
      Il “mistero” che si cela dietro ogni porta chiusa sia in cantina o sulla strada con tanto di campanello, nome e targa. Ogni famiglia ha i suoi segreti, alcune hanno il dramma. Da questa storia un’altra vicenda che chissà dove porterà ricomincia da Anna e dell’aggressione subita… Vedremo. Grazie ancora.? Ciao.

  • Ciao, Fenderman.
    Un’amata sorpresa. Il racconto si è evoluto, trasformandosi man mano in qualcosa di più profondo. Pareva un giallo leggero, a tratti anche spiritoso, ma sotto nascondeva un dramma infinito. Menomale che la piccola Carlotta spunta come un fiorellino qua e là per portare leggerezza.
    Hai fatto un buon lavoro, te lo dico ogni volta, e ogni volta è meritato.
    Ci vediamo da Ottaviano, buona domenica e buon Halloween ? alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie.
      È vero il racconto è cambiato molto da come era iniziato e questo è dovuto forse al fatto che è nato non da un’idea ma da un impulso: dopo dieci minuti che avevo visto in tv la storia di una ragazza sorda che suonava il violino già scrivevo. È la meraviglia sua e di Carlotta che fa del candore un’arma micidiale e abbatte i misteri, la condanna a vivere di una madre “anomala” come Diletta eccetera. Tutto è venuto anche grazie a voi. E adesso mi dovete aiutare perché anche “chez Anna” succederanno delle cose. A presto, grazie!??
      A

  • ciao Fenderman.
    strana bambina la piccola maghetta, non trema, non teme. Bravo come sempre, a tenere sulla corda il lettore. Ho appena letto gli ultimi tre capitoli. Mi ha commosso il biglietto, scritto dal marito. peccato che ormai non usi più scrivere lettere d’amore così belle. Per fortuna ci sei tu, ancora capace di trovare parole tanto belle. A presto.

    • Ciao Anna, bello ritrovarti.Grazie.
      Fai finta che Carlotta non esista, è l’idea di lei che mi interessa, mi piace. L’idea del candore che non ha paura, di tutto gioisce e non pone paletti all’esistenza. Come del resto Palmira, il fatto che sia sorda mette gli altri in condizione di confrontarsi con lei: lei sorprende perché è così efficiente e tranquilla, anche se è afflitta da un handicap. Insomma il “dramma ” di quella famiglia è quello di tutti coloro che non sanno spogliarsi degli stereotipi e delle paure e non sanno vivere come natura comanda. Questo l’intento, riuscirci è un’altra storia: ma siamo qui per provarci ed imparare? grazie, buona giornata e a presto.
      P.s. Su un’altra storia (di Ottaviano) alcuni dei personaggi trovano nuova vita…. Ciao.??

  • Ciao Fenderman!
    C’era qualcosa nell’aria, la porta chiusa, la nonnina dei misteri… ma anche io ci sono rimasto. Mi accodo ai complimenti per l’efficacia della descrizione, una scena di terrore risolta con classe. Bravissimo!
    Scelgo l’errore di Palmira, curioso di vedere di cosa si tratta.
    Ciao!

    • Ciao Minollo, non aprire quella porta funziona sempre, ma questa storia non vuole essere un orror, semmai un dramma d’altri tempi, (d’altri tempi come Diletta), calato nel duemila. Grazie per averlo letto e commentato, a breve il finale… Grazie, ciao.?

  • Ciao, Fenderman.
    Ero convinta dì aver commentato, invece ho letto in pausa a lavoro e me ne sono dimenticata.
    Meravigliosa scena finale, con morta infestata dal ragno ? e sorpresa terribile per la povera Palmira. Hai il tocco magico e, secondo me, potresti scrivere qualsiasi genere senza fatica e con ottimi risultati.
    Bravo, come sempre.
    Voto il gioco d’astuzia ?
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica sempre troppo generosa. Il tocco magico, come hai visto ce l’hanno i bambini: con un click illuminano e risolvono la scena. Se solo si riuscisse a
      farli crescere senza cambiarli troppo! Ma non si può.
      Grazie ancora, pronto per il finale che arriverà presto. Ciaooo ??

  • Ciao F
    Ho recuperato i capitoli non letti ed eccomi qui.
    Scelgo “la scelta di Elena” e non riesco proprio ad immaginare il finale di questa storia.
    Le scene descritte sono talmente reali che potresti cimentarti tranquillamente in un racconto genere horror… ci hai mai pensato?
    L’ultima scena mi ha lasciato davvero di stucco, l’ho trovato inquietante e l’effetto mi è piaciuto.
    A presto
    Ilaria

    • Ciao Ilaria_Si bentornata, grazie del commento. L’ unico racconto horror che ho scritto è stato il primo che ho pubblicato qui, e si chiamava “3×1”. Non era neanche male tutto sommato ma poi ho intrapreso strade che ritengo più a me congeniali anche se non posso escludere di scriverne magari un centinaio (?) in seguito.
      Mai dire mai dunque. Per ora mi godo questo finale che arriverà presto. Grazie ancora! Ciao??

  • Ciao Fenderman,
    sei già arrivato alla conclusione…una cavalcata mozzafiato….con un finale di capitolo da brivido. A casa di mia madre c’era una vecchia bambola in ceramica e stoffa che da bambino mmi terrorizzava…le tue bambole hanno risvegliato quelle paure…complimenti, una scena raccontata con maestria. A questo punto mi aspetto il finale a breve….con la tesnione alle stelle
    ePP

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