LA MERAVIGLIA DI DOVERTI RAGGIUNGERE

Dove eravamo rimasti?

pensate di essere Palmira: che fareste? mi farei coinvolgere dal " mi vogliono ammazzare"... troppo fico! (50%)

l’arena

Diletta voltò di nuovo la testa, e sembrò assopirsi.

Palmira, delusa, guardò a Carlotta: la piccola sorrideva e con il dito medio si picchiettava la tempia.

“Cavolo!” si chiese sconcertata “Chi le insegna certe cose?”

«Vuoi vedere una grande magia?» disse la bimba interrompendo i suoi pensieri.

«Certo fatina, amore.»

«Benee, e allora voltati e conta fino a tremila.»

«Tremila? Noo, facciamo fino a dieci.»

«Va bene…, pronta?»

«Fatto: uno, due… dieci,»

Palmira tornò a voltarsi: la bimba era scomparsa, e al suo posto c’era, adesso, una donna adulta, che quasi le fece prendere un colpo.

«È sparita di nuovo?» disse l’apparizione.

«Chi, la fata?» balbettò Palmira.

«Ah, certo: la fata. È dal carnevale che non toglie quel costume. Non vuole nemmeno che lo lavi… Sono Agata, la sua fortunata mamma; oltre che custode fortunatissima di quel fior di donna che del “giacere si compiace.” E lei, immagino, è l’ultima trovata di mio marito.»

«Trovata?» Quella parola spense il sorriso sulle labbra dei Palmira. «E lei come mi trova?» replicò piccata.

«Permalosa, e anche un poco maleducata, visto che ancora non si presenta e già fa dello spirito.»

«No, vede: non è spirito il mio, semmai l’estremo tentativo di frenare l’istinto da vera maleducata. Comunque sono Palmira… come la figlia morta di Diletta, già lo so, non si disturbi.»

«…E io so che glielo ha detto la cuoca; figuriamoci!»

«Uh, sì però poi io so un sacco di altre cose: che le figlie di Diletta sono morte, che lei teme di essere ammazzata, che sua figlia mia omonima prima di morire era minacciata pure lei, e che se suo marito sente il bisogno di assumere qualcuno evidentemente non si fida di chi si tiene in casa.»

«Brava, sei molto maleducata, ma brava. Tutto giusto; a parte che Elena, la mia eterea suocera, non è morta, ma questo non ti deve interessare. Invece, visto che sai tutto: di Diletta che pensi?»

Palmira della vecchia si era detta che forse stava consumando le ultime risorse, prima di morire solo per farle dispetto e buttarla di nuovo in mezzo alla strada. Poi, però, si era anche vergognata di quel pensiero, in fondo le faceva pena; e aveva provato quasi un moto di simpatia per Temperino che le aveva giocato quello scherzetto. «Non so.» rispose «È malata?».

«No,» disse Agata « non è malata: gode di ottima salute, però ha spesso incubi, anche da sveglia, e vede i morti. Pare, dicono, sia la demenza; eppure a volte, credimi, sembra veramente pazza… Un consiglio perciò: non prendere per buono tutto quello che dice, dille di sì e basta.»

«Senta:» disse Palmira. «dunque; “forse è pazza” dice lei, però dice anche che non è malata… a chi devo credere io, a lei o all’interessata? E se dice che la vogliono far fuori… sarà vero? Le serve un’infermiera o una body guard?»

«Sei un’insolente; chiedilo stasera a mio marito, è lui che t’ha assunta. Sappi però che altre hanno già provato e sono scappate a gambe levate.»

«Bene! Questo mi intriga; per un momento ho quasi pensato che vi servisse una qualsiasi.»

«Be’, magari! Sarebbe così se il soggetto, lei,» disse indicando con la testa Diletta «fosse una qualsiasi. Ma qui, ragazzina, ci troviamo davanti a un vero monumento a… non so cosa. Vedrai con lei com’è duro guadagnarsi il pane.»

«Esagerata!»

«Esagero? Te ne accorgerai. Stai per essere buttata nell’arena… e Diletta…»

«…È il toro. Capito.»

«Cucù?» La fata riapparve dalla porta dietro la madre. «Ho vinto, ho vinto!»

«Come fa non lo so,» disse quella «sparisce e poi ricompare. È una vera maghetta; vero amore?»

«Sì mamma. Hai visto la mia amica?»

«Certo, adesso è anche mia amica; e mi ha promesso che resterà con noi per un po’.»

«Solo poco poco?»

La donna si voltò a guardare Palmira per lanciare, caustica, una sfida. «Vedremo. Non per molto però, questo è sicuro.» Queste ultime parole le sibilò, dirette come giavellotti, contribuendo a rafforzare in Palmira la sensazione di essere capitata in un ambiente malsano… Fico!

Alle otto Diletta consumava la sua cena, una minestrina di stelline col parmigiano. Non voleva essere aiutata, però Palmira era lì, e vide quando scavalcandola con lo sguardo, sorrise debolmente a qualcuno che sopraggiungeva dalla porta alle sue spalle.

«Ciao, nonna.» disse un uomo entrando deciso e ponendosi accanto a loro. «Hai visto che bella ragazza?»

Palmira, non poteva crederlo: il tipo portava un parrucchino giallo, identico a quello che solo Temperino poteva avere l’ardire di indossare. Anche la faccia era molto somigliante tanto che pareva proprio lui, anzi era lui!

La ragazza stava affogando nella sorpresa, ma volle esagerare: si fece di ghiaccio e chiese: «Lei è l’emerito nipote, marito, padre eccetera?»

«Sorpresa?» disse lui con un sorrisetto sardonico.

«No, sono contenta. Sei il primo uomo che incontro qua dentro: era ora!»

«Accetti la sfida?» disse lui di rimando «Mi serviva una tosta, una con gli attributi, non so se mi spiego. Sarò sincero con te, ti racconterò tutto.»

«Ok,» disse lei radiosa «prima però fammi vedere la pelata, o me ne vado.»

Palmira si fa delle domande: su quale cavallo puntare?

  • Agata, la iena ferita, fragile e pericolosa.. (40%)
    40
  • Temperino, l'amicone, il gigante dai piedi d'argilla. (20%)
    20
  • Diletta, l'oggetto misterioso. (40%)
    40
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138 Commenti

  • Ciao Fenderman 🙂
    Trovata e letta tutta d un fiato 🙂
    Ovviamente la storia non è finita 🙂 finale un po’ macabro ma adesso ho più chiari i personaggi presenti all’interno di legami 🙂
    Complimenti di cuore 🙂
    P.S. Leggere green pass mi ha fatto venire i brividi, lockdown e COVID, quanto è stato veramente parte delle nostre esistenze…
    Ora superato, diciamo, ma ha fatto parte della storia comune di tutti noi 🙂
    A presto 🙂

    • Ciao Cat, grazie davvero. Io dico sempre che al.di là dell’attualità certe storie complete andrebbero.riscoperte. Alcune sono bellissime!
      Proseguire poi l’avventura di Palmira, Paride e Carlotta anche con “Personaggi in prestito” di Ottaviano, e poi “Talee” di Fenderman e altro, mi è servito anche a questo: mantenere viva una storia che oggi sarebbe semplicemente dimenticata.
      Spero che Legàmi sia all’altezza anche se in seguito la vicenda ha virato su note più da commedia giallo-rosa.
      Grazie ancora, ciao!?

    • Ciao, grazie come sempre.
      La vecchia stronza ha 99 anni e non riesce a morire, nei prossimi capitoli capirai meglio perché lo è diventata e se non è il caso di cambiare opinione su di lei… Grazie ancora! Ciao?

  • Dritti al capitolo tre, verso la dolcezza e il dramma, aggiungerei!
    Una bella sorpresa, devo ammetterlo.
    Leggerlo è stato abbastanza divertente, anche se ho avuto un problemino con l’impostazione del racconto in video.
    Aspetto di poter andare avanti! 🙂
    Leggendo la storia in contemporanea con quella di ottaviano, mi sono beccato degli Spoiler, temo!

    Ben scritta come al solito!

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/19RiLo647sw

  • E sono andato avanti con l’episodio 2.
    Questa volta mi hai messo un po’ in difficoltà: molti dialoghi e toni abbastanza differenti. Non sempre sono riuscito a seguirti nell’interpretazione, quindi mi scuso per alcuni punti. Ho dovuto fare parecchi tagli!
    La storia è interessante, quindi la continuerò di sicuro 😉
    Ti aggiorno al prossimo capitolo!

    Come al solito, trovi la lettura su Youtube:
    https://youtu.be/ZDLlYC8k4kI

  • Ed eccomi anche qui, sulle tracce di qualcosa di sconcio e misterioso! 😀
    Ho seguito il consiglio di lettura, e spero di essere riuscito ad interpretare adeguatamente la situazione 😛
    Oggi ero un po’ più energico del solo, ed è capitato di sbilanciarmi forse un po’ troppo!
    La storia è indubbiamente divertente, anche se son al primo capitolo.
    Sono curioso di sapere dove mi porterai con questa avventura, anche se è un peccato non poterla più indirizzare 😉

    Al solito, trovi qui il capitolo letto su Youtube:

    https://www.youtube.com/watch?v=06zEx5_rrqE

    Alla prossima!

    • Grazie a te per averlo seguito, e se i personaggi ti sono piaciuti li puoi ritrovare nel racconto di Ottaviano “Personaggi in prestito” che è già alla terza puntata. ?Grazie ancora e a presto! ?

  • Ciao, scusa per il ritardo, ma questa settimana è stata un po’… diciamo movimentata!!! Sai una cosa? Mi aspettavo un finale così, è come una scarpa comoda che calza a pennello e con la quale puoi fare ancora tanta strada. In effetti, dalla costola della tua storia, si sta già sviluppando un altro intreccio!!!
    Nell’attesa buon ponte di Ognissanti.

    • Ciao Isabella, è vero.Non era un giallo, era un’avventura, nel labirinto di sentimenti di una famiglia. L’amore romantico, tragico, tradito, evocato e rifiutato era il protagonista. E la grande forza dell’ intelletto, con la capacità di Palmira di superare un apparente handicap, e il candore meraviglioso e rivelatore di misteri di Carlotta… Insomma un bel cammino che, però, continua…
      Grazie ancora, a presto!??

  • Ciao Fenderman!
    La tristezza infinita della condanna a vivere dopo la tragedia e Carlotta, la speranza già corrotta alla visione delle bambole. Le vere tragedie sono quelle famigliari, quelle avvolte dall’amore che si fa malsano. Hai ragione, non è un horror, ma in quella casa qualche zombie, magari inconsapevole, ci vive.
    Bravissimo, l’ho trovato molto originale e ben scritto, as usual.
    Una ottima domenica e a presto!

    • Grazie, come sempre.
      Il “mistero” che si cela dietro ogni porta chiusa sia in cantina o sulla strada con tanto di campanello, nome e targa. Ogni famiglia ha i suoi segreti, alcune hanno il dramma. Da questa storia un’altra vicenda che chissà dove porterà ricomincia da Anna e dell’aggressione subita… Vedremo. Grazie ancora.? Ciao.

  • Ciao, Fenderman.
    Un’amata sorpresa. Il racconto si è evoluto, trasformandosi man mano in qualcosa di più profondo. Pareva un giallo leggero, a tratti anche spiritoso, ma sotto nascondeva un dramma infinito. Menomale che la piccola Carlotta spunta come un fiorellino qua e là per portare leggerezza.
    Hai fatto un buon lavoro, te lo dico ogni volta, e ogni volta è meritato.
    Ci vediamo da Ottaviano, buona domenica e buon Halloween ? alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie.
      È vero il racconto è cambiato molto da come era iniziato e questo è dovuto forse al fatto che è nato non da un’idea ma da un impulso: dopo dieci minuti che avevo visto in tv la storia di una ragazza sorda che suonava il violino già scrivevo. È la meraviglia sua e di Carlotta che fa del candore un’arma micidiale e abbatte i misteri, la condanna a vivere di una madre “anomala” come Diletta eccetera. Tutto è venuto anche grazie a voi. E adesso mi dovete aiutare perché anche “chez Anna” succederanno delle cose. A presto, grazie!??
      A

  • ciao Fenderman.
    strana bambina la piccola maghetta, non trema, non teme. Bravo come sempre, a tenere sulla corda il lettore. Ho appena letto gli ultimi tre capitoli. Mi ha commosso il biglietto, scritto dal marito. peccato che ormai non usi più scrivere lettere d’amore così belle. Per fortuna ci sei tu, ancora capace di trovare parole tanto belle. A presto.

    • Ciao Anna, bello ritrovarti.Grazie.
      Fai finta che Carlotta non esista, è l’idea di lei che mi interessa, mi piace. L’idea del candore che non ha paura, di tutto gioisce e non pone paletti all’esistenza. Come del resto Palmira, il fatto che sia sorda mette gli altri in condizione di confrontarsi con lei: lei sorprende perché è così efficiente e tranquilla, anche se è afflitta da un handicap. Insomma il “dramma ” di quella famiglia è quello di tutti coloro che non sanno spogliarsi degli stereotipi e delle paure e non sanno vivere come natura comanda. Questo l’intento, riuscirci è un’altra storia: ma siamo qui per provarci ed imparare? grazie, buona giornata e a presto.
      P.s. Su un’altra storia (di Ottaviano) alcuni dei personaggi trovano nuova vita…. Ciao.??

  • Ciao Fenderman!
    C’era qualcosa nell’aria, la porta chiusa, la nonnina dei misteri… ma anche io ci sono rimasto. Mi accodo ai complimenti per l’efficacia della descrizione, una scena di terrore risolta con classe. Bravissimo!
    Scelgo l’errore di Palmira, curioso di vedere di cosa si tratta.
    Ciao!

    • Ciao Minollo, non aprire quella porta funziona sempre, ma questa storia non vuole essere un orror, semmai un dramma d’altri tempi, (d’altri tempi come Diletta), calato nel duemila. Grazie per averlo letto e commentato, a breve il finale… Grazie, ciao.?

  • Ciao, Fenderman.
    Ero convinta dì aver commentato, invece ho letto in pausa a lavoro e me ne sono dimenticata.
    Meravigliosa scena finale, con morta infestata dal ragno ? e sorpresa terribile per la povera Palmira. Hai il tocco magico e, secondo me, potresti scrivere qualsiasi genere senza fatica e con ottimi risultati.
    Bravo, come sempre.
    Voto il gioco d’astuzia ?
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica sempre troppo generosa. Il tocco magico, come hai visto ce l’hanno i bambini: con un click illuminano e risolvono la scena. Se solo si riuscisse a
      farli crescere senza cambiarli troppo! Ma non si può.
      Grazie ancora, pronto per il finale che arriverà presto. Ciaooo ??

  • Ciao F
    Ho recuperato i capitoli non letti ed eccomi qui.
    Scelgo “la scelta di Elena” e non riesco proprio ad immaginare il finale di questa storia.
    Le scene descritte sono talmente reali che potresti cimentarti tranquillamente in un racconto genere horror… ci hai mai pensato?
    L’ultima scena mi ha lasciato davvero di stucco, l’ho trovato inquietante e l’effetto mi è piaciuto.
    A presto
    Ilaria

    • Ciao Ilaria_Si bentornata, grazie del commento. L’ unico racconto horror che ho scritto è stato il primo che ho pubblicato qui, e si chiamava “3×1”. Non era neanche male tutto sommato ma poi ho intrapreso strade che ritengo più a me congeniali anche se non posso escludere di scriverne magari un centinaio (?) in seguito.
      Mai dire mai dunque. Per ora mi godo questo finale che arriverà presto. Grazie ancora! Ciao??

  • Ciao Fenderman,
    sei già arrivato alla conclusione…una cavalcata mozzafiato….con un finale di capitolo da brivido. A casa di mia madre c’era una vecchia bambola in ceramica e stoffa che da bambino mmi terrorizzava…le tue bambole hanno risvegliato quelle paure…complimenti, una scena raccontata con maestria. A questo punto mi aspetto il finale a breve….con la tesnione alle stelle
    ePP

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