LA MERAVIGLIA DI DOVERTI RAGGIUNGERE

Dove eravamo rimasti?

in arrivo scontri e sorprese Qualcuno le consegnerà una chiave del mistero.. (67%)

La volpe disse all’aquila...

Il dilemma che assillava Palmira, quello nuovo dopo tanti, stava fisso orbitante intorno a una chiave, e neanche alla chiave in sé per la verità, semmai al buco dove poterla infilare per poter poi dire tutta contenta: “Cavolo, apre, fico!” E quello poi non era nemmeno un dilemma vero e proprio, semmai un problema, mentre il dubbio era un altro: era giusto, ed era sensato dare importanza a quel piccolo oggetto metallico seghettato marcato “Yale” oppure no: meglio lasciar perdere, rimetterlo a posto e dimenticarlo?

Un giorno Diletta le aveva chiesto di prendere e aprire un portagioie d’onice che stava in una credenza in mezzo alla preziosa cristalleria di famiglia.

Dato che Palmira era curiosa – e poi un passatempo ci voleva -, quel portagioie lo aveva subito preso e aperto. Dentro, assieme alla chiave, c’era un foglio di quaderno ingiallito e logoro su cui stavano scritte con una calligrafia educata poche ingenue frasi che, disse, Diletta aveva dedicate al suo amore Ernesto a diciott’anni. Lui l’aveva poi segretamente custodito, tenendolo in un piccolo scomparto del portafogli fino alla morte.

«Puoi leggerlo.» disse Diletta.

Tra le parole qua e là stavano alcune macchie d’inchiostro sbiadito, forse retaggio di un’antica lacrima.

Lesse:

 La meraviglia di doverti raggiungere amore mio mentre cavalchi il tuo cavallo alato… il grido del motore mi confonde. Respiro il respiro dell’Africa, della tua gloria faccio un cuscino di rose e spine da stringere quando ho voglia di soffrire per te. La meraviglia di doverti raggiungere tra le dune dove inseguono i leoni, dove cerco le tue orme prima che il vento le consumi…-

“Fico!” stava per dire, ma si trattenne, e disse invece: «Bellissimo. E poi hai raggiunto il tuo eroe…»

«Certo! Solo che io inseguivo un’ideale, e invece trovai un uomo. Soltanto dopo, quando è morto e ho ritrovato questa pagina che aveva conservato qui, sul cuore, per tanti anni, ho capito cosa avevo perso. Lui, il mio eroe idiota, aveva ripreso a correre, era sfumato. Troppo tardi per me: oggi, figlia mia, quella ingenua “meraviglia di doverti raggiungere” s’è trasformata in consapevole disperazione visto che il Padreterno mi condanna, mi inchioda su questa terra e intanto le sue ossa, come le orme, si consumano.»

Palmira era insolitamente turbata; a vent’anni era entrata nel giardino segreto di quella vecchina e del suo Ernesto eroe d’Africa; era incerta, e fece un passo falso. Pensando di poter cambiare discorso chiese infatti a Diletta di parlarle di quella figlia che portava il suo stesso nome.

«Ernesto avrebbe dovuto chiamarla Adamo.» disse lei «La portava sempre con sé, l’ha educata come un maschiaccio… io per lei non esistevo. Me l’ha sottratta capisci? Rubata! E allora dieci anni dopo io mi sono presa Elena. Eravamo come due famiglie in una: loro e noi, noi e loro. Mira l’avevo persa ma Elena era tutta mia, era tutto per me; anche se poi preferì Londra e uno stupido inglese a sua madre.»

Seguì un breve silenzio carico di tensione, poi Diletta sembrò tornare al presente e disse chissà se intenzionalmente: «Figlia mia, mi sto abituando a parlare con te… sei sicura di essere sorda sorda, o forse un po’ ci fai?… No, mi sbaglio, e sei sorda davvero dato che ti avevo chiesto di aiutarmi a morire… e oggi invece a causa tua sono più viva di ieri.»

“Che donna complicata.” pensò la ragazza, e pensò pure che le stesse conferendo un mandato. Le faceva leggere un messaggio così intimo, la chiamava “figlia” e le metteva in mano quella misteriosa chiave che certo non a caso stava assieme a quello scritto.

Diletta non poteva infatti pensare che non l’avrebbe vista nel portagioie, e, quindi, era logico supporre che fosse proprio quella la cosa che voleva farle trovare, ma senza dirlo: qualcosa più forte di lei glielo impediva.

“Mi vuole mettere in mezzo, di me si fida”, pensò Palmira, “perché sono matta come lei. Meglio così; sarà tutto più semplice.”

Nel vedere la misteriosa chiave quindi non aveva pensato di chiedere cosa fosse, perché il suo istinto le aveva imposto di tacere e rimandare la questione, concentrandosi invece sulla pagina scritta.

“La volpe” pensò “si affida all’aquila, le propone un patto, e spera che non la tradisca.”

Così iniziò la caccia alla serratura giusta per lei, – in fondo era anche divertente -, e tra le tante quella della porta nella cantina era una possibilità seducente. Palmira era eccitatissima, quasi certa che fosse quella giusta… ma si dovette ricredere, non apriva. Delusa rimandò l’appuntamento col mondo sotterraneo e i suoi misteri, e riprese a provare tutte le serrature di casa: nulla.

Poi trovò una cosa: un cassetto con tante chiavi sparse, alcune erano simili alla sua, una sembrava uguale… ma era tutto lì, nulla spiegava nulla.

Solo quando Carlotta le propose di vedere le sue bambole la chiave ebbe un significato, e fu esattamente il momento in cui per assurdo, quella stessa chiave perdeva ogni valore e diventava assolutamente irrilevante.

Vedremo

  • Orrori e domande di matrimonio (50%)
    50
  • gente che brancola nel buio (0%)
    0
  • magie e puntualissimi ragni (50%)
    50
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

138 Commenti

  • Ciao Fenderman 🙂
    Trovata e letta tutta d un fiato 🙂
    Ovviamente la storia non è finita 🙂 finale un po’ macabro ma adesso ho più chiari i personaggi presenti all’interno di legami 🙂
    Complimenti di cuore 🙂
    P.S. Leggere green pass mi ha fatto venire i brividi, lockdown e COVID, quanto è stato veramente parte delle nostre esistenze…
    Ora superato, diciamo, ma ha fatto parte della storia comune di tutti noi 🙂
    A presto 🙂

    • Ciao Cat, grazie davvero. Io dico sempre che al.di là dell’attualità certe storie complete andrebbero.riscoperte. Alcune sono bellissime!
      Proseguire poi l’avventura di Palmira, Paride e Carlotta anche con “Personaggi in prestito” di Ottaviano, e poi “Talee” di Fenderman e altro, mi è servito anche a questo: mantenere viva una storia che oggi sarebbe semplicemente dimenticata.
      Spero che Legàmi sia all’altezza anche se in seguito la vicenda ha virato su note più da commedia giallo-rosa.
      Grazie ancora, ciao!?

  • Dritti al capitolo tre, verso la dolcezza e il dramma, aggiungerei!
    Una bella sorpresa, devo ammetterlo.
    Leggerlo è stato abbastanza divertente, anche se ho avuto un problemino con l’impostazione del racconto in video.
    Aspetto di poter andare avanti! 🙂
    Leggendo la storia in contemporanea con quella di ottaviano, mi sono beccato degli Spoiler, temo!

    Ben scritta come al solito!

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/19RiLo647sw

  • E sono andato avanti con l’episodio 2.
    Questa volta mi hai messo un po’ in difficoltà: molti dialoghi e toni abbastanza differenti. Non sempre sono riuscito a seguirti nell’interpretazione, quindi mi scuso per alcuni punti. Ho dovuto fare parecchi tagli!
    La storia è interessante, quindi la continuerò di sicuro 😉
    Ti aggiorno al prossimo capitolo!

    Come al solito, trovi la lettura su Youtube:
    https://youtu.be/ZDLlYC8k4kI

  • Ed eccomi anche qui, sulle tracce di qualcosa di sconcio e misterioso! 😀
    Ho seguito il consiglio di lettura, e spero di essere riuscito ad interpretare adeguatamente la situazione 😛
    Oggi ero un po’ più energico del solo, ed è capitato di sbilanciarmi forse un po’ troppo!
    La storia è indubbiamente divertente, anche se son al primo capitolo.
    Sono curioso di sapere dove mi porterai con questa avventura, anche se è un peccato non poterla più indirizzare 😉

    Al solito, trovi qui il capitolo letto su Youtube:

    https://www.youtube.com/watch?v=06zEx5_rrqE

    Alla prossima!

  • Ciao, scusa per il ritardo, ma questa settimana è stata un po’… diciamo movimentata!!! Sai una cosa? Mi aspettavo un finale così, è come una scarpa comoda che calza a pennello e con la quale puoi fare ancora tanta strada. In effetti, dalla costola della tua storia, si sta già sviluppando un altro intreccio!!!
    Nell’attesa buon ponte di Ognissanti.

    • Ciao Isabella, è vero.Non era un giallo, era un’avventura, nel labirinto di sentimenti di una famiglia. L’amore romantico, tragico, tradito, evocato e rifiutato era il protagonista. E la grande forza dell’ intelletto, con la capacità di Palmira di superare un apparente handicap, e il candore meraviglioso e rivelatore di misteri di Carlotta… Insomma un bel cammino che, però, continua…
      Grazie ancora, a presto!??

  • Ciao Fenderman!
    La tristezza infinita della condanna a vivere dopo la tragedia e Carlotta, la speranza già corrotta alla visione delle bambole. Le vere tragedie sono quelle famigliari, quelle avvolte dall’amore che si fa malsano. Hai ragione, non è un horror, ma in quella casa qualche zombie, magari inconsapevole, ci vive.
    Bravissimo, l’ho trovato molto originale e ben scritto, as usual.
    Una ottima domenica e a presto!

    • Grazie, come sempre.
      Il “mistero” che si cela dietro ogni porta chiusa sia in cantina o sulla strada con tanto di campanello, nome e targa. Ogni famiglia ha i suoi segreti, alcune hanno il dramma. Da questa storia un’altra vicenda che chissà dove porterà ricomincia da Anna e dell’aggressione subita… Vedremo. Grazie ancora.? Ciao.

  • Ciao, Fenderman.
    Un’amata sorpresa. Il racconto si è evoluto, trasformandosi man mano in qualcosa di più profondo. Pareva un giallo leggero, a tratti anche spiritoso, ma sotto nascondeva un dramma infinito. Menomale che la piccola Carlotta spunta come un fiorellino qua e là per portare leggerezza.
    Hai fatto un buon lavoro, te lo dico ogni volta, e ogni volta è meritato.
    Ci vediamo da Ottaviano, buona domenica e buon Halloween ? alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie.
      È vero il racconto è cambiato molto da come era iniziato e questo è dovuto forse al fatto che è nato non da un’idea ma da un impulso: dopo dieci minuti che avevo visto in tv la storia di una ragazza sorda che suonava il violino già scrivevo. È la meraviglia sua e di Carlotta che fa del candore un’arma micidiale e abbatte i misteri, la condanna a vivere di una madre “anomala” come Diletta eccetera. Tutto è venuto anche grazie a voi. E adesso mi dovete aiutare perché anche “chez Anna” succederanno delle cose. A presto, grazie!??
      A

  • Mi ha messo tristezza. Mi immaginavo fosse successa una cosa simile. Però mi ha messo tristezza. Soprattutto la cosa dell’abbraccio… 🙁

    Carlotta continua ad essere simpatica. Strano che non si accorga di niente di quello che le capiti intorno eppure sappia sempre dove prendere le cose, quando apparire e quando sparire. 🙂

    Ciao 🙂

  • ciao Fenderman.
    strana bambina la piccola maghetta, non trema, non teme. Bravo come sempre, a tenere sulla corda il lettore. Ho appena letto gli ultimi tre capitoli. Mi ha commosso il biglietto, scritto dal marito. peccato che ormai non usi più scrivere lettere d’amore così belle. Per fortuna ci sei tu, ancora capace di trovare parole tanto belle. A presto.

    • Ciao Anna, bello ritrovarti.Grazie.
      Fai finta che Carlotta non esista, è l’idea di lei che mi interessa, mi piace. L’idea del candore che non ha paura, di tutto gioisce e non pone paletti all’esistenza. Come del resto Palmira, il fatto che sia sorda mette gli altri in condizione di confrontarsi con lei: lei sorprende perché è così efficiente e tranquilla, anche se è afflitta da un handicap. Insomma il “dramma ” di quella famiglia è quello di tutti coloro che non sanno spogliarsi degli stereotipi e delle paure e non sanno vivere come natura comanda. Questo l’intento, riuscirci è un’altra storia: ma siamo qui per provarci ed imparare? grazie, buona giornata e a presto.
      P.s. Su un’altra storia (di Ottaviano) alcuni dei personaggi trovano nuova vita…. Ciao.??

  • Ciao Fenderman!
    C’era qualcosa nell’aria, la porta chiusa, la nonnina dei misteri… ma anche io ci sono rimasto. Mi accodo ai complimenti per l’efficacia della descrizione, una scena di terrore risolta con classe. Bravissimo!
    Scelgo l’errore di Palmira, curioso di vedere di cosa si tratta.
    Ciao!

    • Ciao Minollo, non aprire quella porta funziona sempre, ma questa storia non vuole essere un orror, semmai un dramma d’altri tempi, (d’altri tempi come Diletta), calato nel duemila. Grazie per averlo letto e commentato, a breve il finale… Grazie, ciao.?

  • Ciao, Fenderman.
    Ero convinta dì aver commentato, invece ho letto in pausa a lavoro e me ne sono dimenticata.
    Meravigliosa scena finale, con morta infestata dal ragno ? e sorpresa terribile per la povera Palmira. Hai il tocco magico e, secondo me, potresti scrivere qualsiasi genere senza fatica e con ottimi risultati.
    Bravo, come sempre.
    Voto il gioco d’astuzia ?
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica sempre troppo generosa. Il tocco magico, come hai visto ce l’hanno i bambini: con un click illuminano e risolvono la scena. Se solo si riuscisse a
      farli crescere senza cambiarli troppo! Ma non si può.
      Grazie ancora, pronto per il finale che arriverà presto. Ciaooo ??

  • Ciao F
    Ho recuperato i capitoli non letti ed eccomi qui.
    Scelgo “la scelta di Elena” e non riesco proprio ad immaginare il finale di questa storia.
    Le scene descritte sono talmente reali che potresti cimentarti tranquillamente in un racconto genere horror… ci hai mai pensato?
    L’ultima scena mi ha lasciato davvero di stucco, l’ho trovato inquietante e l’effetto mi è piaciuto.
    A presto
    Ilaria

    • Ciao Ilaria_Si bentornata, grazie del commento. L’ unico racconto horror che ho scritto è stato il primo che ho pubblicato qui, e si chiamava “3×1”. Non era neanche male tutto sommato ma poi ho intrapreso strade che ritengo più a me congeniali anche se non posso escludere di scriverne magari un centinaio (?) in seguito.
      Mai dire mai dunque. Per ora mi godo questo finale che arriverà presto. Grazie ancora! Ciao??

  • Ciao Fenderman,
    sei già arrivato alla conclusione…una cavalcata mozzafiato….con un finale di capitolo da brivido. A casa di mia madre c’era una vecchia bambola in ceramica e stoffa che da bambino mmi terrorizzava…le tue bambole hanno risvegliato quelle paure…complimenti, una scena raccontata con maestria. A questo punto mi aspetto il finale a breve….con la tesnione alle stelle
    ePP

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi