A shade of the night sky

Dove eravamo rimasti?

Timisoara è scossa da un pericolo imminente. Cosa vedremo nel prossimo capitolo? Un omicidio più l'incontro tra Frederik e Madra dopo tanto tempo (67%)

un’arma a doppio taglio

In tutta la città si poté avvertire il suono della sirena della polizia seguito da quello dell’ambulanza, che cercavano inesorabilmente di raggiungere il luogo della tragedia.  

I nostri eroi avevano percepito più di tutti gli altri cittadini la gravità di quello che era accaduto. Qualcosa aveva fatto scatenare in loro una forte inquietudine, legata ad una profonda sofferenza. 

Ma veniamo a cosa trovarono realmente i medici e i poliziotti una volta entrati nell’appartamento 415. Ci viveva una famiglia di tre persone, i genitori con un bambino di appena tre anni.  

Quello che si ritrovarono di fronte fu, almeno dalla loro interpretazione, una donna disperata che dopo aver scoperto il tradimento del marito aveva deciso di impiccarsi davanti alla porta a vetri del soggiorno.  

Madra sapeva, dopo aver letto la notizia sul giornale, che non poteva essere di certo una faccenda che non poteva essere ridotta ad un semplice suicidio.  

Aza durante la notte si dimenava nell’inquietudine, svegliandosi ogni circa mezz’ora. 

Frederik dal canto suo non sembrava essere toccato dalla situazione, d’altronde aveva raggiunto Timisoara per un’altra ragione, ed era determinato a ritrovare ciò che aveva perduto. Aveva preso una stanza in un alberghetto nella periferia di Timisoara per non essere notato: sapeva che se avesse alloggiato molto vicino al centro Madra lo sarebbe venuto a sapere e avrebbe fatto di tutto per allontanarlo da lì. La conosceva fin troppo bene, la cautela non era mai troppa.  

Frédérik era a conoscenza del suo disturbo borderline, il suo atteggiamento schivo verso chiunque e non poteva perdere quest’occasione. Aveva studiato la città nei minimi dettagli anche grazie alle risorse che era riuscito ad ottenere ai servizi segreti, inoltre era a conoscenza della grande quantità di spie presenti in quella città, della pericolosità che si andava incontro quando si decideva di entrarci. Tutti sospettavano di tutti, ogni parola poteva essere analizzata e usata contro di te.  

Ovviamente vi erano anche cittadini che vivevano una vita normale ed era necessario mantenere quanto più possibile quiete per non disturbare l’ordine stabilito. Il signor Timson, il capo della divisione dei servizi segreti dove lavorava, lo aveva avvertito della gravità in cui versava la situazione di Timisoara. Sarebbe potuta scoppiare una guerra tra spie che avrebbe coinvolto molte nazioni e non si voleva tornare ad un clima di guerra fredda.  

 

Madra si svegliò il giorno seguente all’omicidio con il mal di testa. era da tanto tempo che non le succedeva. Preparò un caffè con una percentuale effimera di latte per cercare di svegliarsi nel mentre Aza ancora dormiva.  

Si infilò una camicia lunga bianca che decise di utilizzare come vestito e in vita una cintura di pelle nera. Indossò i suoi mocassini e usci di casa. Era intenzionata a cercare quante più informazioni possibili per comprendere se tutto ciò che era accaduto era solamente una casualità oppure aveva davvero a che fare con una profezia. Le poesie che scriveva spesso erano presagi di avvenimenti che accadevano poco dopo. Madra sapeva di non essere una veggente ma era strano che tutto ciò che lei scrivesse sotto forma di poesia successivamente si rivelasse in realtà. 

Aveva paura? Forse. Ma la curiosità la mangiava dentro.  

Aza si svegliò, si stiracchiò un po’ e andrò a mangiare qualche crocchetta. Notando che la sua padrona era uscita decise di aspettarla sul divano in pelle verde pastello. Era troppo irrequieta per uscire e percepiva una strana presenza dentro Timisoara 

 

Aza non potevo parlare, ma a volte era come se potesse farlo. le sue espressioni erano piene di intensità e avevano aiutato la sua padrona molto spesso a decifrare gli individui intorno a loro. Ma in questo caso non poteva esserle d’aiuto. 

 

 

 

Ad un certo punto Madra si fermò di colpo. La sua presenza era pesante e lei poteva avvertirla molto vicino a lei. Si girò di scatto e lo vide sul ciglio del marciapiede che la guardava. Occhi per così dire sognanti, pieni di significato. Lui fece per avvicinarsi a lei. Lei non si mosse. 

Le passò di fianco, le sussurrò qualcosa all’orecchio senza farsi notare. Il suo profumo, agrodolce… 

 

Cosa avrà detto Frederik a Madra?

  • "Non puoi sfuggirmi. Come se lo volessi davvero" (50%)
    50
  • "Qui no. Incontriamoci al Day Club" (50%)
    50
  • "Lascia perdere, è tutto più grande di noi" (0%)
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17 Commenti

  • Capitolo 6)

    Sul capitolo in sé ho poco da sottolineare, racconti come si svolge questo passaggio, ma trovo forse in modo trovo “obbligatorio”. Questo ha motivato la mia scelta, dell’inganno, perché il rapporto fra questi due personaggi non mi ha trasmesso una vecchia attrazione, oppure una scintilla passionale. Ho visto due persone distanti, due conoscenti, ma nulla che giustificasse questo scambio e questo epilogo, se non per fini di trama e scelta narrativa. Ci specifichi che c’è qualcosa, ma non trovo che tu sia riuscito a mostrarcelo del tutto. Con l’inganno però dovresti riuscire a risolvere un po’ questo piccolo momento incerto (anche se narrativamente, per far valere di più la scelta dell’inganno, il lettore deve sentirsi convinto del giochino tra loro)

    Non ho altri appunti da farti in merito 🙂

    Spero di esserti stato almeno un po’ utile!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/x3Yxqd2_jaY

    Alla prossima!

  • Capitolo 1)

    Ehi!
    Arrivo un po’ in ritardo, lo so, ma nell’arco di questa settimana conto di riuscire a recuperare la storia, sempre che possa farti piacere 🙂
    Per ora è ancora presto per potermi sbilanciare, quindi aspetterò di aver letto qualche altro capitolo.
    Nel frattempo, puoi trovare la lettura di questo primo capitolo su Youtube:

    Alla prossima!

  • Piaciuto…diverso dal solito. Unico dubbio: dopo quattro capitoli ancora non si può capire che è un giallo. Mi avevano insegnato che il giallo, come genere, si deve rivelare sin dalle prime pagine…comunque ora aspetto di vedere cosa significa quel botto. Ho votato il 2

  • E’ già il terzo giallo che temo sia stato abbandonato. E pensare che mi sono iscritto qui proprio per i gialli, genere che amo come lettore e che sto iniziando ad apprendere come scrittore. Cosa mi piace del tuo primo capitolo? lo stile narrativo, asciutto, moderno, con frasi brevi e chiare. Voto anch’io la seconda opzione, anche se in ritardo. Dimmi che continui, altrimenti non proseguo nella lettura. Ciao.

  • Buon giorno Sara Finnij,
    Ho appena letto il tuo incipit, mi sembra interessante, anche se breve. Un gatto, un pianoforte, uno scritto strano, ci sono tutti gli elementi per incuriosirmi. Ho votato per il gatto.
    Ho notato che in questo periodo i gatti ispirano molti degli scrittori della piattaforma.
    Anche nel mio racconto un gatto è protagonista di una storia fantastica.
    Brava, aspetto il secondo capitolo.

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