Chi m’ha visto?

L’ULTIMA ORA

Toc, toc.

Sì, dico a te, proprio a te.

Toc, toc.

E dai, piantala, non ti sto rovinando lo schermo. Due buffettini e t’inalberi come un armadillo con la scarlattina. Permaloso.

Ah, non mi sono ancora presentato, hai ragione. Come mi chiamo?

Piacere, Alvise, Alvise Zorzi Gradenigo. E anche se il mio fisico scultoreo può ingannare, ho appena tagliato il traguardo dei cinquanta.

Sono nato e cresciuto nel cuore delle calli lagunari e ci tengo a rimarcarlo, sono un veneziano doc con tanto di pedigree. Sì, nonostante tutti i miei difetti, sono una specie di tenero panda da tutelare e amare.

Be’, ecco… forse mi sono soffermato un po’ troppo sulla seconda parte del concetto e nel trascorrere degli anni mi sono lasciato amare da innumerevoli donne. E naturalmente odiare da altrettanti uomini, finché qualcuno non ha perso la pazienza e zac.

Ebbene sì, alla dicitura segni particolari posso scrivere a tutti gli effetti “morto”. Esatto, ora come ora arricchisco le nutrite fila dei cari estinti e ho bisogno del tuo aiuto per passare oltre, sempre che esista un oltre dopo la morte.

Accidenti, che fai ancora lì? Sembri uno di quei citrulli moderni sempre impalati davanti allo schermo. Su, su, forza. Non c’è più tempo!

Qualcuno deve ritrovare ciò che rimane di me al più presto, ancora un mese e mi trasformerò in un mucchietto di gelatina putrefatta.

Come dici? Chi è stato a ridurmi così? Ahimè, lo ignoro… ma di una cosa sono certo, è stata una donna. Mannaggia, lo so che è assurdo, ma non scorderò mai il suo dolce profumo, lo riconoscerei tra mille. Naturalmente se avessi ancora un naso.

E va bene, cercherò di far chiarezza sulla questione, partendo dall’inizio. Quel giorno le cose sono andate pressappoco così…

*

Erano le quattro di una mattina davvero fredda, e il fatto che ci trovassimo a un tiro di schioppo dall’anno nuovo, be’… di certo non aiutava. Io ero immobile al limitare di Fondamente Nove, una statua di ghiaccio con vista suggestiva su Sacca della Misericordia.

Tirava un vento frizzantino da scorticarti la pelle… e pure il cervello. Durante la notte, in effetti, la temperatura era scesa sotto lo zero, ma nulla di strano.

Io lo stavo aspettando da diversi minuti, ma del mio informatore misterioso nessuna traccia. Ero nervoso, eccitato, infiammato dalla meravigliosa sensazione di stringere il mondo tra le dita. E lei sarebbe stata finalmente fiera di me, perché…

Grazie a quel gran figlio di puttana che tardava ad arrivare, avrei squarciato il velo sulla più grande truffa del secolo, dando un senso alla mia vita e all’intera carriera di giornalista.

Per non morire congelato, a un certo punto avevo cominciato a camminare avanti e indietro per la riva, in poche parole? Un leone in gabbia.

Intorno a me il buio e il silenzio, di fronte la sagoma scura del cimitero, e a pelo d’acqua una nebbiolina spettrale. Uno strato d’ovatta fredda e lattiginosa che sarebbe diventata troppo presto la mia compagna di vita, ma questo ancora non potevo saperlo. In quel momento, per me, era solo la solita coreografia malinconia di fine dicembre.

Sorpreso da un rumore impercettibile, mi ero bloccato pensieroso, guardandomi intorno furtivo. Nulla, non c’era nulla di cui preoccuparsi. Così mi lasciai andare e ammirai per un attimo il panorama, stupendomi ancora una volta dell’amore che provavo per la mia città, l’unica donna che non mi avesse mai abbandonato.

In quel preciso istante l’orizzonte fu solcato da una prima striscia di luce aranciata. Era l’avanguardia dell’alba o vista l’ora antidiluviana, solo il riflesso delle luci abbacinanti del Marco Polo?

Sospirando infreddolito, mi strinsi nel cappotto, inveendo contro l’informatore che tardava ad arrivare. Poi inspirai a fondo e zac, qualcuno tolse la luce dai miei occhi.

Non ricordo altro di quell’attimo maledetto o dei minuti successivi, tranne quel delizioso profumo di gelsomino.

Chi è stato ad accopparmi, e come c’è riuscita? Non lo so.

Un colpo di pistola?

Una coltellata?

Una botta in testa?

Boh, so solo che a un certo punto qualcuno ha rinchiuso il mio cadavere in un baule e plop, giù in acqua. Dove mi hanno inabissato? In Sacca della Misericordia, nel Canale della Giudecca, al Tronchetto o in un punto sperduto della laguna?

Qui dentro è tutto buio, però riesco ancora a intravvedere una cosa attraverso il buco della serratura… sì, il cielo. A volte è così azzurro e abbacinante da lasciarmi senza fiato. Altre volte, invece, è grigio e minaccioso, carico di rabbia e imbronciato come un’amante insoddisfatta.

E dai, fermati per un attimo. Alza gli occhi, guarda fuori dalla finestra, goditi lo spettacolo del tuo cielo. Lui è sempre lì, per te. Solcato da soffici nuvole di panna, squassato dal temporale, punteggiato da meravigliose stelle.

E ora pensa a me, vorrei solo una cosa dalla vita, raggiungere quel cielo. Aiutami, aiutami a trovare il mio omicida, è l’unica persona a conoscere la verità.

Ho dei sospetti in proposito? Sì, più di uno, cominciando da…

Da quale donna?

  • La stalker solitaria (60%)
    60
  • L’ape regina (20%)
    20
  • L’agente che indaga sulla mia scomparsa (20%)
    20
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99 Commenti

  • Bella, godibile e ben scritta la descrizione di Wanda. Inoltre la sottile ironia (o umorismo che dir si voglia) con la quale affronti la storia, rende il testo piacevole e la lettura risulta come se si fosse in discesa, insomma con un incedere facilitato. Ovviamente mi riferisco al secondo capitolo, e a tal proposito scelgo L’ape regina, anche se in ritardo. Ciaociao

    • Ciao!!! Come ho detto ad altri, anche per me Venezia è una seconda casa, ci ho anche studiato con annessi e connessi (cicatrici incluse)!!! Tra le righe, infatti, ho inserito qualche aneddoto del periodo. Spero che le prossime puntate possano stuzzicare e rinverdire i tuoi ricordi!!! Alla prossima

  • Ciao Isabella!
    Eccomi dall’Alvise: bello e arguto l’episodio, anche nella mia famiglia ho sentito di gente che si reca all’anagrafe dovendo improvvisare per mancanza di memoria! Spiritoso, allusivo, ammiccante. E scorrevole. Il dialetto si può capire e “aggiunge”. Insomma mi sono molto divertito. E ho scelto il campanile, vediamo cosa ne tiri fuori.
    Ciao stammi assai bene!

    • Ciao, grazie!!! Le tue parole mi consolano, devi sapere che ho scoperto il nome di alcuni parenti solo alla loro morte, leggendone l’epigrafe!!! Da lì ne sono venuti fuori racconti davvero grotteschi… ma alla fine il pargolo veniva chiamato da tutti con il nome che voleva la madre, alla faccia dell’anagrafe ufficiale. Au revoir

  • Sulla trama ho poco da dire, sono un nuovo iscritto e non ho letto le puntate precedenti. Provvederò.
    Invece sullo stile narrativo avrei molto da osservare. Mi limito alla buona scorrevolezza del testo e alla forma linguistica, più che corretta. Unico neo: eccessivi i tre punti di sospensione, che anch’io purtroppo adoro ma che sono poco raccomandabili in narrativa. Addirittura Umberto Eco, in una sua “bustina di mineva”, li bocciò severamente, concedendo allo scrittore la possibilità di usarli per un massimo di tre volte, ma in un romanzo completo. Qui ne abbiamo davvero tanti. Ciao.

    • Ciao, e benvenuto!!! Hai ragione per quanto riguarda i punti di sospensione, ma trattandosi di pensieri non sapevo come altro rendere le pause di riflessione, la prossima volta cercherò di limitarmi!!!
      Ah, mi è successa una cosa strana con il tuo commento, non mi è arrivata la notifica via mail. Boh. Alla prossima!!!

      • I punti di sospensione li amo anch’io, proprio come te e specialmente quando si tratta di pensieri, i quali, per definizione, sono sempre un po’ sospesi. Cerco di limitarmi, anche perché nei libri che ho pubblicato il correttore di bozze della casa editrice me li ha tolti tutti. Ho dimenticato di dire che su Venezia( che adoro) ho molto materiale narrativo…è la mia seconda patria, e il mio primo mare. Da allora sono diventato sub e ho fondato una scuola…vabbè, ciaociao

  • Ciao, Isabella.
    Questo capitolo è una goduria, me lo sono immaginato come un monologo recitato da un veneto in teatro, con il pubblico entusiasta e io tra loro. Far ridere con le parole, forse l’ho già detto, non è una cosa semplice (non c’è intonazione a corredo, né le espressioni del volto, sta tutto nella capacità di chi scrive e descrive di evocare situazioni e dialettica), tu ci riesci a meraviglia, il post – mortem su tutto, una genialata. 🙂

    Complimenti, mi fai cominciare bene la giornata.
    Voto il campanile e ti saluto contenta.

    Alla prossima!

    • Ciao, non sai quanto mi fa piacere il tuo commento. Ho passato praticamente tutta la vita nei teatri, cominciando dalla Filodrammatica della mia città!!!
      Wow, il campanile di San Marco va proprio alla grande!!! Vediamo d’inventarci qualcosa, alla prossima.

  • Possiamo dire che lo hanno visto tutti, in questo episodio! 😛

    Capitolo sempre interessante (mi dispiace per il dialetto: controlla che nessuno sia finito nella laguna dopo certi miei tentativi, o che non si sia risvegliato un qualche demone da quelle parti!)

    Non possiamo fare altro che aspettare il prossimo, e sinceramente non so su chi puntare, adesso. L’Ape regina?
    Lo scopriremo!

    Trovi l’episodio sempre su Youtube:
    https://youtu.be/DLrlTI0pUoQ

    Alla prossima!

  • Ciao, arrivo qui a leggere il tuo racconto un po’ in ritardo, visto che sei già al capitolo 7, ma meglio tardi che mai.
    Devo dirti la verità, io non apprezzo particolarmente quando il protagonista che racconta la storia in prima persona si rivolge direttamente al lettore, quindi il primo capitolo mi ha lasciata un po’ perplessa, anche se, lo riconosco, è scritto molto bene. E’ solo una questione di gusto personale, non c’è nulla che non vada nel primo capitolo.
    I capitoli successivi invece mi sono piaciuti moltissimo, li ho trovati anche divertenti, e ho apprezzato molto le frasi in dialetto veneziano (nonostante sia un dialetto distante anni luce dal mio).
    Scrivi molto bene, in un modo che è l’esatto contrario del mio. Io mi perdo in dialoghi infiniti e, soprattutto quando scrivo qui su TheIncipit, per motivi di spazio tendo sempre ad eliminare completamente le descrizioni. Tu invece hai la capacità di offrire al lettore delle descrizioni molto evocative e pittoresche, perciò la tua storia scorre molto bene anche senza dialoghi e le poche battute in dialetto veneziano sono perfettamente inserite all’interno del racconto.
    Ho votato per il campanile di San Marco! Alla prossima!

    • Ciao, grazie!!! Ti confesso una cosa: anch’io non sopporto le storie scritte in prima persona. Così, un po’ per mettermi alla prova, un po’ per scelta stilistico/sonora (avevo scritto tutte e due le versioni, in prima e terza persona) ho azzardato. E poi credo di essermi “specializzata” nelle descrizioni perché nei dialoghi ho sempre paura di diventare logorroica e irreale. O forse è una conseguenza del mio amore per il disegno, chissà…
      Ah, il campanile di San Marco, chissà cosa si può vedere da lassù…

  • Godibilissimo capitolo che piace moltissimo a noi veneziani, veri o finti che siamo. 🙂
    Questo capitolo ha veramente tutti i tempi giusti di un racconto, lo dico da lettore, (che da autore ti copierei). e la storia è molto carina. Brava, brava Isabella, portaci sul campanile, a scovare altre civette, ti prego!
    Buona settimana, e buon lavoro| 😉

    • Ciao, grazie!!! Sai una cosa? Sarà perché ci ho studiato, sarà perché adoro tutto di Venezia (pregi e difetti) ma anch’io mi sento un po’ veneziana. E credo si sia capito, amo anche il dialetto, se solo riuscissi a trasmettere la sua musicalità il racconto sarebbe insuperabile!!!
      Per il campanile vediamo… soete permettendo!!!

  • Ciao Isabella!
    Mmmm vada per la vicina di casa, che, come si suol dire, ha il suo perché…
    Proprio un gran figlio di… l’Alvise, dai e dai qualcuno doveva pur fargliela pagare. Brava, devi essere una persona che sa spaziare in quanto ad argomenti; secondo me non ti manca un certo eloquio, che sai infondere al nostro Casanova del XX secolo. Mi sono divertito con il narratore che prende con filosofia il suo destino.
    Tanti auguri di buona fine e di inizio in tinta con la fine! io conto di pubblicare tra l’uno e il due, ci conto, ci conto, ci conto, ci conto…

    • Ciao, grazie!!! Eh sì, se ne combini di grosse, qualcuno prima o poi te la fa pagare. Per il resto… sono molto curiosa di conoscere, tutto qui. A volte i genitori fanno qualcosa di buono!!!
      Aspetto il conticino, io invece mi prendo una settimana di pausa… Sai, il 6 gennaio avrò un po’ da fare!!! Alla prossima e buon 2022 anche a te, speriamo si migliore, in tutti i sensi!!!

  • Ciao, Isabella.
    fantastiche le trasformazioni stagionali, mi hai fatto ridere e sorridere per tutto il capitolo, hai un dono, complimenti. Non sono certa di aver capito chi sia Brancaleone… forse è apparso nei capitoli precedenti e me lo sono perso 🙂
    Comunque, ogni scena è resa al meglio, ogni parola ha un suo motivo di stare dove sta, la costruzione del capitolo è lineare ed efficace, che altro posso dirti? Ah, certo, voto per la cugina che è sì, a volte, come una sorella, ma può combinare tanti guai…
    Ti auguro un Felicissimo Anno Nuovo, pieno di parole da scrivere (è un augurio interessato, perché significa che le leggeremo) e tante cose belle.

    Alla prossima!

    • Ciao, ti ringrazio!!! Chi è Brancaleone? Il piccione che sosta sul portone del liceo,
      è lì solo per “battezzare” l’incontro tra Alice e Alvise!!! E se la prescelta sarà la cugina, spero non sia troppo cattivella.
      Un felicissimo nuovo anno anche a te, speriamo che sia quello della svolta in tutti i sensi!!! Alla prossima.

  • Molto, molto divertente, e come scrivi, cavolo, sei proprio brava Isabella mia! Mari o non mari, caravelle o no, fai comunque centro. È stato un vero piacere leggerti. Scelgo la morosa perché porta guai 🙂 Buon anno, e a presto!

    • Ciao. Non preoccuparti, almeno per il prossimo capitolo niente dialetto: promesso!!! Ah… spero solo che non risulti troppo serioso, povero Alvise… fare ironia su se stessi è un po’ più difficile!!! Alla prossima, prepara il fazzoletto. Forse per ridere, forse per piangere…

  • Ciao Isabella,
    un cane, un gatto e un topo, entrano nella storia, ma non riesco a vederli come probabili assassini. Non importa però, sono così divertenti e ben ritratti che starebbero bene ovunque.
    Ho votato per il liceo e sono curiosissima di conoscere questa misteriosa donna. Brava, ti seguo con piacere e alla prossima

    • Ciao, sono contenta che la mia storia ti abbia divertito, lo scopo era quello. E anche se l’argomento a volte può essere un po’ pesante, l’ironia alleggerisce la vita e la rende meno amara.
      Ah, grazie, per la tua iniziativa, mi è molto gradita. Appena ho il tempo di rilassarmi e gustarmi per bene la cosa, correrò ad ascoltarti. Spero solo di riuscire a continuare con l’Alvise-ironia. Viste le imminenti festività, però, credo che questa volta l’episodio successivo potrà portare un po’ di ritardo nella tabella di marcia. Alla prossima.

  • Ciao Isabella!
    La pantegana da riporto, no dai! 😆😆 Back! Back! Ma anche gli accoppiamenti pericolosi, le guardie pelose; ci sono diversi accostamenti che mi piacciono un sacco, anzi, anche il sacco indemoniato!
    L’ Alvise buonanima include anche i tre amici per la pelle? Non semplice, magari però un morso avvelenato, chissà. Brava, molto divertente, il morto non ha perso la voglia di sorridere e di ironizzare su tutti i personaggi della vicenda. Voto per il liceo, momento fondamentale del passaggio all’età adulta, e ti rinnovo i complimenti per una storia che scorre assai piacevolmente, pur in assenza di dialoghi. Non è poco secondo me.
    Stammi molto bene, ciao ciao!

  • Ciao, Isabella.
    Voto il liceo, nido di vipere e grandi amici 🙂
    Vediamo che ne salta fuori. Intanto, il capitolo: divertente, anche se a spese dei poveri Risky, Back e della mano del nostro eroe ;-). Non credo che i due superstiti abbiano potuto infilare il malcapitato nel baule per affondarlo, ma chi lo sa… qualche loro amico giunto dal passato?
    Apprezzato anche il primo consiglio, che andrebbe impresso a fuoco sulla fronte di certa gente…
    Bene, direi che hai confezionato un altro bell’episodio, aspetto il nuovo e chissà chi sarà il prossimo personaggio. Brava, come sempre.

    Alla prossima!

  • Ciao Isabella voto l’asilo, amicizie intimenticabili, anche se a rivederle dopo trent’anni non sempre si hanno buoni riscontri. Tornando a quei tre sono tre discussioni che non faranno male a nessuno, garantito!😇 Ciao, un vaso a Venessia!🌻🙋

  • Ciao Isabella!
    Direi che tutte e tutti fin qui hanno validissimi motivi per sopprimere il dispettoso reporter, che non si accontenta di vincere ma deve stravincere con bigliettini davvero simpa. Prosa agile e sempre divertita, brava sempre così deve essere, cellulare all’orecchio e push-up al culo. Ecco perché la Louis…
    Altro ritrattino velenoso, dal vetro al vetriolo, altra piccola gemma di simpatia che ritrae uno dei soliti sospetti. Ho scelto di odiare gli animali, ma vedo che siamo in stallo… speriamo di andare oltre…
    Non faccio più promesse, vediamo… intanto una bella domenica a te!

  • ciao Isabella,
    ho riletto dall’inizio, causa memoria decadente o decaduta. Ritratti di donne diverse, presentate in modo leggero e convincente, girano intorno al povero Alvise. Sei davvero brava, mi piace il tuo stile di scrittura e la storia è stuzzicante. Ti seguo e aspetto il prossimo capitolo. A presto e buona domenica

    • Ciao, grazie. In effetti vorrei scrivere più spesso, purtroppo il tempo che ho a disposizione non me lo permette. Spero di sopperire con il resto!!!
      Per la prossima volta cercherò di andare un po’ fuori tema… trattando di animali!!! Buona domenica anche a te e alla prossima.

  • Ciao, Isabella.
    Ogni capitolo porta con sé nuovi personaggi, nuove storie, con tocco frivolo, ma intelligente.
    Ottima l’introduzione della Louis, mi è parso di vederla, telefono all’orecchio e passo deciso (e anche un po’ distratta), attraversare la folla e arrivare dall’altra parte, senza, probabilmente, rendersi conto del “pericolo”. Brava, un altro capitolo godibile e ben scritto.

    Alla prossima!

    p.s. amo gli animali

  • Ciao Isabella, episodio frizzante come il vostro prosecchino, e poi le storie di corna sono davvero famose per le bollicine che riescono a fabbricare…. Delizioso, brava. Voto odio gli animali perché fa ridere, spero…. Brava Ciaooo:-)

  • Io la vedo rossa…
    Ciao Isabella!
    Certo che Elvira…. vuoi mettere Elettra! Non senti come suona bene…
    Me la immagino fare a fette il giornalista gossipparo che le ha rovinato l’ascesa nel bel mondo veneziano. E mi immagino te mentre ti diverti a scrivere di una figura così impegnata a far contenta la mammina ambiziosa. Altro bel ritrattino al curaro della società che conta e che si sforza di sbarcare il lunario con i mezzi che ha a disposizione. Ben centrato.
    Brava, al prossimo allora, buona continuazione!

  • Ciao Isabella, sai quanto mi piace questo genere di narrazione, e siccome lo pratichi alla grande ti dico brava, brava. La storia delle api è una metafora perfetta. Solo una cosa non mi è piaciuta, forse perché mi sono riconosciuto: … un criceto in sovrappeso… :-).
    voto la rossa, (le rosse sono birbanti). Al prossimo, ciao…

  • Ciao, Isabella.
    Direi un angelo biondo, tutta garbo e malvagità.
    È stato come sorvolare le scene da un’inquadratura alta, di quelle che si facevano negli anni ’50, per le commedie italiane, quelle in bianco e nero, con la voce narrante che raccontava gli avvenimenti antecedenti per introdurre la storia. Molto bene, è sempre tutto al proprio posto, c’è l’ironia, c’è l’intrigo e la curiosità (che cresce a ogni episodio) si scoprire chi “zac” ha commesso il fattaccio.
    Brava, ancora una volta.

    Alla prossima!

    p.s. qualche Brustolin ripulita l’ho conosciuta anche io, brutta gente di sicuro. 😉

    • Ciao, grazie per essere ancora qui a seguirmi. Ho cercato di essere una via di mezzo tra un compassato Piero Angela e un Alvise anni ’50. Perché diciamolo, un po’ stagionato di mentalità lo è… o forse dovrei dire una venetta misogino?!?
      Su, forza, sorridiamo sulle cattiverie delle Brustolin di turno, non avranno il nostro scalpo!!! Alla prossima.

  • Ciao, Isabella.
    Torno a rendere il favore, anche se, in realtà, ti seguo già con altro nick…
    Benissimo, ottimo secondo episodio, libero dalle forzature che avevo notato nel primo e molto, molto, scorrevole. Complimenti.
    Il mistero si infittisce e chissà chi avrà commesso il misfatto, sono curiosa di saperlo e felice di aver scelto di seguirti in questa avventura che mi pare proprio promettere bene 🙂
    Non so chi sia la Louis… ma mi piace e dunque la voto, anche se non sono sicura che si tratti di una persona.

    Alla prossima!

  • Ciao Isabella!
    Questo morto (forse) ammazzato è uno spiritello spiritoso, forse anche porcello (alla Michael Keaton); la tua prosa è in crescita, tre storie e tre Isabelle diverse, o invece una sola che sperimenta con successo. Qui ti vedo cimentarti in tematiche care a Fenderman, anche se più nord-oriental-lagunari. Ti trovo per certi versi più divertita e cinica, ma nel prosieguo vedremo e io potrò essere più chiaro, avendo un maggior numero di elementi. Sia come sia, tutto molto bello, come direbbe il friulano Bruno Pizzul. Assai brava!
    Voto per la Louis; ciao ciao!

    • Ciao, hai ragione, sembrano tre Isabelle diverse. Ma, forse, quella più aderente alla mia personalità è quella falso-cinico-divertito, soprattutto quando parlo del mio rapporto con donne al limite del pessimo. Forse è il mio modo innocuo di vendicarmi senza colpo ferire… al contrario di quanto fanno loro!!!

  • Oddio, questa tipa è inquietante e la mia stima va tutta alla vicina che le fa brutto. Ma dubito che sia stata lei ad accoppare il protagonista… a questo punto andiamo a conoscere l’Ape Regina.
    Capitolo ancora una volta scritto divinamente e che mi ha strappato più di un sorriso. Begli gli intermezzi locali.

    • Ciao, grazie!!! Ma sai qual è la cosa più inquietante? Io avrò anche un po’ esagerato per alleggerire le cose, ma a Venezia potresti veramente trovarti in mezzo a una situazione del genere. Ne avrei mille da raccontare in proposito, ma me ne terrò qualcuno per le prossime puntate!!!
      Ci vediamo da te, sto andando!!!

  • Due splendidi capitoli. Una prosa scorrevole, accattivante vivace. Brava, davvero! Ho votato l’ape regina, anche perché non so chi altri votare. Insomma, ho scelto a caso.
    Ti aspetto al prossimo capitolo. Ciao Isabella e buona domenica.
    Siccome sei molto brava mi farebbe piacere un tuo commento alla mia storia.

    • Ciao, grazie mille per tutti i complimenti, faccio del mio meglio come tutti voi!!!!
      Sarò felice di darti un parere, però dovrai avere un po’ di pazienza con me, purtroppo queste ultime due settimane sono state un vero inferno, spero nella prossima.
      A presto e buona conclusione di weekend.

  • Che dire, bellissimo!
    Nel passato di tutti noi maschietti stagionati una Wanda trova posto, il posto d’onore: persino il nome è indovinato!
    Lei è fantastica e la tua prosa decisamente, decisamente efficace e godibilissima. Qui non si parla di bucanieri, semmai di donzelle ma hai fatto centro: bellissimo, ripeto: un affresco colorato, un regalo. Grazie.
    Voto a naso “la Louis” , ti abbraccio.😊 Ciao🙋🌻

    • Ciao, grazie come sempre per i complimenti!!!! Sai, anche se sono interessata all’altra metà del cielo, ho gli occhi e le dee-Wanda non passano di certo inosservate. Spero solo non facciano la fine della Wanda di Alvise!!!
      Alla prossima e buon fine settimana.

  • Ciao! Inizio scritto in maniera ottima, a livello linguistico probabilmente uno dei migliori che mi sia capitato sotto gli occhi di recente.
    Non sono sicurissima che il protagonista mi sia simpatico, ma la sua vicenda mi incuriosisce. Io ho votato per la stalker: mi piacerebbe scoprire perché lo stalkerizza, appunto.
    Ti seguo!

    • Ciao, i complimenti fanno sempre piacere, grazie. Sai una cosa? Hai ragione, forse Alvise non è proprio simpatico (e forse in futuro lo sarà ancora meno), ma per fortuna è un personaggio di fantasia. Anche se sopra le righe, sarà sempre coerente con se stesso e il proprio codice morale, basterà scoprire quale!!!

    • Ciao, grazie per darmi fiducia!!! Bella scelta l’ape regina, credo che in futuro la riproporrò come personaggio, perché non credo ce questa volta possa farcela a battere la stalker… Sono andata alla tua storia, ma ho visto che è già avanti con la narrazione. Se troverò un po’ di tempo la leggerò, ma non ti prometto nulla perché in questo momento non ho molto tempo da dedicare ad altro. Una cosa, però, te la posso promettere: leggerò la tua prossima storia fin dall’inizio!!! Spero che da te almeno sia bello e ti possa godere questi ultimi scampoli di festa!!!

  • Ciao Isabella!
    Allora, lo stile del tuo incipit mi piace molto. La vittima che racconta ciò che gli è successo è molto carina. Apprezzo anche lo stile ironico. Ho notato qualche errore sintattico qua e là ma niente di grave. Seguirò sicuramente la storia.
    Ah, ho votato l’agente che indaga sulla scomparsa perché, non conoscendo ancora la storia che hai in mente, non era ben chiaro chi potesse essere l’ape regina e, per quanto riguarda la stalker solitaria la metterei al secondo posto come preferenza per un continuo.

  • Scusa, dimenticavo: voto la stalker.
    rileggendo il mio commento mi sono accorta di qualche errore, siamo scrittori…
    La mia critica (che vuole o vorrebbe essere costruttiva) ho scritto “Secondo me, la parte “in poche parole? Un leone in gabbia” non porta a nulla.” intendevo, non apporta nulla. Scusa.
    E… “ho notato” non “natato” vabbè che siamo nei pressi dell’acqua…

    🙂

    • Ciao, grazie per il consiglio, sono sempre ben accetti!!! Lo so, a volte tendo a essere un po’ prolissa ma questa volta l’ho quasi fatto apposta. Essendo Alvise un giornalista da tanto tempo, costretto a stare intrappolato in un numero ben stabilito di parole, nella vita volevo renderlo un po’ verboso e logorroico per una sorta di ribellione letteraria.
      Ah, non preoccuparti per gli errori, quando si scrive un commento lo si fa di getto e quelli scappano, basta non farli nelle narrazioni!!! Aspetto la tua nuova storia con ansia, au revoir.

  • Ciao, Isabella.
    Molto intrigante il tuo incipit. Il personaggio salta fuori dallo schermo e ci racconta la sua triste storia con ironia. Mi piace molto il tuo stile e ritengo che questa possa diventare davvero una bellissima storia; l’idea del morto che racconta quel che gli è capitato, usando l’espediente della mancanza di memoria, non è nuovo (ho letto tempo fa un libro carino, After di Jessica Worman, che fa più o meno la stessa cosa), ma l’importante è raccontarle a proprio modo; ogni storia è nuova e originale proprio perché nessuno la racconterà mai come te o come me 😉
    Detto questo, vorrei segnalarti una piccolezza: ho natato che in alcuni passaggi tendi a rafforzare il concetto aggiungendo qualcosa, per esempio nel passaggio:
    Per non morire congelato, a un certo punto avevo cominciato a camminare avanti e indietro per la riva, in poche parole? Un leone in gabbia.
    Secondo me, la parte “in poche parole? Un leone in gabbia” non porta a nulla. Il lettore immagina già il personaggio che si muove per scaldarsi, l’immagine del leone in gabbia è quella che vuoi trasmettere tu, ma non sempre è necessario; questa, ovviamente, è una mia idea 🙂
    Bene, ti seguo.

    Alla prossima!

    Buon Halloween… e p.s. la mia storia è terminata, ma non conclusa. Ti consiglio, se ti va, di aspettare la mia nuova storia nel caso volessi rendere la cortesia (il che non è scontato né preteso). 🙂

  • Bella l’idea della vittima narratrice. Come un fantasma, oppure la coscienza ancora viva, che non vuole lasciare questo mondo finché non trova il colpevole.

    Scelta difficile tra stalker e ape regina. La prima mi pare più sensata da parte di Alvise: una delle tante amanti con cui ha tagliato i rapporti, ma non del tutto. Forse del rancore rimasto per qualcosa…
    Però anche l’ “ape regina” ha un suo perché. Dal nome sembra una figura importante.
    L’agente invece non saprei perché è un sospetto, c’entra per il fatto che Alvise era un giornalista?

    Chissà se il profumo diverrà un indizio importante, oppure solo una red herring… chissà

    Sono curioso di sapere come va avanti, ti seguo!

    • Ciao, wow!!! Hai fatto un’analisi davvero accurata… ma non hai fatto i conti con il diavoletto dispettoso che è in me. Sai, più qualcuno cerca d’inquadrare la trama, più io cerco di sorprenderlo. Spero proprio di riuscire anche con te, alla prossima!!!

  • Ciao Isabella!
    Ben ritrovata. Legittimo e commovente il desiderio del nostro. Dai riferimenti alle donne ho sospettato fosse Casanova 😆. Nelle immagini di Venezia ritrovo il tuo talento nella “resa”: non mi stupirei se tu fossi anche pittrice, di mari in tempesta come di gelide lagune. Interessante il narratore/vittima, mi ricorda American Beauty. Bel modo di partire davvero, ti seguo e voto per chi segue le indagini.
    A presto ciao!

  • Allora: prima di tutto sono un romano innamorato alla follia di Venezia… Quei luoghi che nomini li ho vissuti più volte per lavoro e li ricordo vivi, con quella nostalgia dolorosa che affligge chi ama quando l’oggetto dell’ amore è inaccessibile e lontano. Il tuo modo, poi, di presentare il personaggio: l’ironia, il disincanto e il dramma, sono le cose che amo di più, e ogni volta che posso cerco, dico “cerco” di raccontare allo stesso modo. Che dire; amo tutto questo; e inevitabilmente ti seguirò. Grazie, a presto.
    Voto l’ape regina, 🐝 ciao🙋🌻

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