Chi m’ha visto?

Dove eravamo rimasti?

Archiviata la Wanda, Alive si sposterà su… La “Louis” (50%)

ELVIRA BRUSTOLIN

Oggi lezione di entomo-antropologia: i tratti caratteristici dell’ape regina.

Il modo più semplice e veloce per avvistare un’ape regina? Recati nel luogo più chic della città. Sì, hai capito bene, nel salotto buono dei… “come ci piace avere la puzza sotto il naso.”

Eccola là, è quella agghindata all’ultima moda. Mai un capello fuori posto, ricchezza ostentata con sfacciata dabbenaggine e aria da… “siete tutte delle povere mer… ops, povere ma meravigliose persone.”

Non temere, osservala pure da vicino, anche sua maestà ha una macchiolina sul pedigree. È per questo che la vera élite cittadina non la accetterà mai nei suoi boudoir e lei, povera anima, ne soffre assai, rosicando come un criceto in sovrappeso.

Per lenire in parte il dispiacere, l’ape regina si circonda di un nugolo più o meno nutrito di api operaie. Esponenti del ceto “sottostante” che, grate della condiscendenza inaspettata, si trasformano in guerriere pronte a tutto.

Il suo motto preferito? “Abbassare i rivali per innalzare se stessi.”

Le vittime predilette sono le donne in generale, meglio se belle, spigliate o intelligenti. Raggiunge però la massima esaltazione quando il soggetto/olocausto riunisce in sé tutte le qualità.

Le api operaie, istruite dalla sovrana unica e indiscussa, useranno ogni sorta di calunnie, ingiurie, persecuzioni e porcherie varie contro la preda indifesa.

Cosa succederebbe, ma Dio non voglia, se le manovali incapaci fossero colte in flagrante? L’ape regina – assisa sul suo trono – sventolerebbe nell’aria le manine immacolate, bollando le abominevoli creature con il proprio marchio d’infamia.

«Povera me… si sono abbeverate alla fonte della mia ineguagliabile bontà, e come ricambiano? A far del bene ci si rimette sempre

Che tu sia donna o uomo, ricco o povero, ti do un consiglio. Gira alla larga da queste creature all’apparenza melliflue, nascondono un gran bel pungiglione. Per non parlare dello sciame di malevole cortigiane che dovresti superare per giungere alla di lei persona.

Conosci la famosa foresta dei pugnali volanti? Be’, non è nulla in confronto al sottobosco degli aculei velenosi.

L’ape regina per antonomasia? Si chiamava Elettra Giustinian, nata Elvira Brustolin. Il suo errore fatale? Rivolgere lo sguardo mortale su di lei, rendendole la vita impossibile, ma per fortuna l’Alvise Zorzi Gradenigo possedeva lo spray per debellarla.

Due anni addietro, senza farlo apposta, mi ero interessato al marito per una storia di cinesi birichini. Il gruppetto, grazie a dei fantomatici prestanome, aveva allungato i tentacoli sul capoluogo lagunare.

Tutti gli informatori avevano puntato il dito sul Giustinian, un ricco e introdotto notaio. La cosa, però, era sfumata in un nulla di fatto.

In verità un risultato, anche se piccolo, l’avevo raggiunto. Grazie ai maneggi di una vecchia segretaria, ero incappato in alcuni documenti che riguardavano il passato infausto della moglie.

Il padre dell’allora Elvira Brustolin? Un operario di Porto Marghera e la madre una collaboratrice domestica in nero, basso lignaggio ma ambizioni spropositate. Un giorno la signora Brustolin ebbe un gran bel colpo di cu… fortuna, e venne assunta dal notaio Giustinian, un cinquantenne rimasto vedovo da poco.

Il datore di lavoro non era certo un uomo avvenente come il sottoscritto ma il suo portafoglio, al contrario del mio, era sempre gonfio e disponibile.

La signora Brustolin prese la palla al balzo e offrì la figlia allora ventiseienne al pingue borsello. Le trattative durarono qualche mese e la compiacente Elvira, diventata nel frattempo Elettra, convolò a giuste e sontuose nozze.

All’epoca dei fatti i documenti non suscitarono il mio interesse, ma da buon giornalista li conservai con gelosia.

Quando l’Elettra e la sua amica del cuore – la degna Louis – riversarono il loro veleno su di lei, fui preso a tenaglia tra due sentimenti molto pericolosi.

La parte più irrazionale di me fu devastata dalla famosa ira funesta del Pelide Achille e quella più sensata dall’astuzia vendicativa di Ulisse contro i Proci.

Decisi così di rispolverare tutto il materiale e di consegnarlo a un’amica, direttrice di una famosa rivista di gossip.

Tutti vanno fieri delle proprie origini, è vero, ma c’è anche chi – come l’Elvira – fa di tutto per nasconderle.

La scomoda verità venne a galla in tutti i suoi dettagli più sordidi e piccanti. L’articolo fece il giro della città e alzò un gran polverone, nonostante tutti sapessero fin dall’inizio. Perché… una cosa è sussurrarlo di calle in calle e un’altra metterlo nero su bianco.

L’Elvira fu ostracizzata da tutti, compresa l’amica Louis e le vendicative api operaie. Da quel giorno Elettra Giustinian si chiuse nelle proprie stanze e, dicono i ben informati, non ne uscì più.

O forse… una volta l’ha fatto. Sì, quando zac, qualcuno mi uccise.

Per onorare il pareggio precedente, ora tocca alla “Louis”. Chi è?

  • Un’enigmatica mora (40%)
    40
  • Un angelo biondo (20%)
    20
  • Una rossa focosa (40%)
    40
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154 Commenti

  • Complimenti, bella navigazione. Un racconto dal tono solare e spigliato che coinvolge e regala begli scorci del vivere Venezia (una città protagonista più che scenario adesivo). Il dialetto – che in effetti è lingua – poi aggiunge sapore e sonorità tipiche. La categoria del giallo alla fine ci sta, visto che si tratta comunque di un’indagine benché sui generis. Spero Alvise ritorni, magari seguendo altre piste tra calli e ricordi.

    • Ciao, grazie!!! Nella prossima storia Alvise non ci sarà, ma per il futuro potrà riservare qualche sorpresa. Per il nuovo racconto, però, ci sarà un po’ da attendere, devo prima risolvere una piccola seccatura nella vita reale.
      Ci vediamo da te, buon fine settimana!!!

  • Ciao Isabella!
    Evviva tutti, compreso chi non sembrava lo fosse! Episodio che non dimentica nulla e nessuno, tutti sul palcoscenico a prendersi l’applauso, per ultimo il Casanova redivivo. Bello, bello, in rima sbaciucchiata, leggero e non superficiale, pieno di proverbi che se li sottovaluti, poi non capisci come vanno le cose tra gli umani. Mi segno, tra le altre cose “anca se se storsa (prende una brutta piega), val sempre na bea borsa”; una divertente immersione in un dialetto che certo non è tra i più cinematografati. Bravissima!
    Colgo l’occasione per dire che, pur capendo la necessità di chiarire certi punti a beneficio del lettore, la lettura fila ancora meglio senza le piccole traduzioni: secondo me dovrebbe essere il lettore a cercarsi la soluzione, che spesso comunque si può capire.
    Che dire? Viva viva l’amore, quello vero, che trionfa a Venezia quando tutto sembrava perduto.
    Bellissimo dalla prima alla decima, complimenti e allora alla prossima.
    Ciao buona domenica!

    • Ciao, grazie!!! Lo so, non sai quanto ci ho riflettuto sul dialetto. Se si fosse trattato di un libro non avrei avuto dubbi e non avrei messo traduzioni, magari la prossima volta metto le traduzioni a fine pagina, scegliendo una via di mezzo!!!
      Come direbbe Alise: «Per il resto viva la vita e viva l’amore, che tanto ci penserà la Quaresima a rendermi migliore.» Buona domenica, alla prossima

  • Ciao, Isabella.
    E chi se lo aspettava… ci hai gabbati tutti 😉
    Davvero divertente e sicuramente molto spumeggiante! A parte gli scherzi (meglio che lasci perdere perché ignorante come sono, con le rime, rischio figuracce), davvero originale, mi ha divertito e lasciato con una sensazione di leggerezza che ora serve proprio! La chiusa con il saluto di tutti i personaggi, tutti vivi per fortuna, compresa la pantegana, è una gran trovata… ma tutto nel tuo racconto è interessante e spero tanto di poter leggere presto un’altra tua storia.
    Buona domenica e alla prossima!

    • Ciao, grazie!!! Ti devo confessare una cosa: all’inizio non pensavo di finire così, ma poi una sera, passeggiando, mi è venuta la folgorazione. In fin dei conti l’Alvise è uno fuori dagli schemi, perché imbrigliarlo nel finale? Buona domenica anche a te, alla prossima

    • Ciao, grazie!!! Con il finale ho cercato di rispecchiare ed essere fedele il più possibile alla figura dell’Alvise. Non credo riuscirò a uguagliare questa storia, perché non credo riuscirò a divertirmi così tanto a scriverne un’altra, mii sono proprio lasciata andare!!! Buona domenica, alla prossima

  • Capitolo 10)

    Non è stato semplice starti dietro 😀
    Mi hai piacevolmente sorpreso con questo ultimo capitolo tutto in rima. Divertente, spensierato ma mai banale. Ci sono delle belle frasi e degli ottimi spunti di riflessione, in tutta la storia. Complimenti per averla portata a termine!
    Ho distrutto, come al solito, il dialetto. So che hanno appeso una mia foto un po’ ovunque per la città, e ora sono considerato “nemico giurato”! 😛

    Trovi la lettura dell’ultimo capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/mhHfLAyGGu8

    Alla prossima storia!

  • Fantastico, Isabella.
    spettacolo da applausi a scena aperta! Mi piace molto come stai concludendo la storia, la baruffa con morsi, urla, copulanti canini e gatti parrucchini è da Oscar 😀 Mi sono divertita tantissimo sia nel leggere che nell’ascoltare.
    Il fatto è che, come Minollo (e altri che si cimentano nello humor – genere tutt’altro che semplice-), per scrivere e far ridere bisogna avere una certa cultura, saperne insomma. Brava, ancora una volta hai fatto centro. Aspetto il finale pronta per un po’ di ambiguità.
    Alla prossima!

    • Ciao, grazie di cuore!!! In effetti, diciamo che per far almeno sorridere, bisogna “contaminare” un po’ la cultura. E quando si tratta del mix Alvise-animali, mi viene da pensare a Willy il coyote, al maestro Goldoni e alla leggerezza di un’operetta… Alla prossima

  • Capitolo 9)

    Capitolo super spassoso e pieno di dettagli, intrecci e casini vari. Mi ha divertito sino a stendermi! 😀
    Come di consueto, ho creato un nuovo dialetto; andrò in giro a insegnarlo alla gente, creando un movimento che, dopo anni di persecuzioni, riuscirà infine ad affermarsi come lingua in tutta l’Italia. Ok, basta con le cavolate.
    A questo punto aspetto l’ultimo capitolo per scoprire l’assassino!
    Oppure indovinarlo? 😛

    Vediamo se si tratta del mio sospettato!

    Trovi il capitolo sempre su Youtube;
    https://youtu.be/VouMMqkNUCU

    Alla prossima!

  • Ciao Isabella!
    La dignità che riesce ad esprimere Back nei suoi ripetuti balzi da una parte all’altra della scena ne fa il protagonista più serio in questa baruffa piena di saltimbanchi indifferenti al senso del ridicolo. La tetta esplosa doveva essere una ottava per agire da propellente in quel modo ?.
    Bravissima, una scena da commedia all’italiana, con omaggio ovviamente a Goldoni, l’Alvise pesce in barile potrebbe essere un Ugo Tognazzi morto ma sorridente sotto i baffi.
    “L’aria era diventata spessa, carica di anticipazione” bella frase, con il riferimento al tuono poco dopo. Scelgo l’ambiguità, mi chiedo cosa possa esserci dietro.
    Ciao a presto!

  • Follia, all’unanimità!
    Tanto ci siamo già alla follia. Bravissima, una scena da film, più che leggerla me la sono vista. con gran divertimento. Aspetto il gran finale. A presto, Isabella, e buon fine settimana.

  • Bel capitolo, ben scritto e on un velo di ironia che non guasta. Simpatica anche la parlata veneziana, che conosco bene…qualche frase in dialetto rende il racconto ancor più veneziano. Voto la corda che si rompe…l’avevo già fatto ma lo riconfermo dopo la rilettura del capitolo. Ciao

  • Credo di aver scoperto l’assassino del caro Alvise…
    Molto probabilmente è stata la mia pronuncia (anche) in questo capitolo. Lo sapeva già.
    Ho riso per quasi tutto il tempo, tanto che qualche risata alla fine sono stato costretto a lasciarla.
    Ora voglio vedere l’incontro in salsa “uomini e donne” ma nella versione carnevalesca! Rissa!

    Trovi la prova del mio omicidio sempre su Youtube:
    https://youtu.be/6m3quF0ZWfc

    Alla prossima!

  • Ciao, Isabella.
    Perdonami: in che senso “l’ho eliminato?” è Alice l’assassina?
    Le chicche su Venezia, i suoi retroscena raccontati con la tua leggerezza, che nasce da una cura particolare e dalla conoscenza di quel che racconti, ci regalano ogni volta un tour per le calli, lungo i canali, accanto ai personaggi che sono rappresentati così bene che io li sento parlare in dialetto 🙂
    Un episodio spumeggiante, ma i tuoi lo sono sempre. Ci sono diverse belle storie su TI ultimamente, la tua è una delle mie preferite 🙂
    Voto per l’inabissamento del baule, potrebbe esserci bisogno di immergersi e chissà quante cose nascoste ci sono là sotto.

    Alla prossima!

  • Ciao Isabella!
    Che belle storie sulla città, l’Alvise è un generoso cicerone, mi spiace gli sia andata così di sfiga ?. I Dogi, il carnevale come prova decisiva per i lagunari. Peccato per le interferenze, ma abbiamo capito comunque delle cose interessanti… La storia e i toni continuano a tenerci sulle spine e a divertirci, e quindi voto per una litigata alla Goldoni, una baruffa non chiozzotta ma veneziana intorno al baule.
    Bello ?!
    A presto ciao!

    • Ciao, merci. Eh, anch’io tifo per l’Alvise, magari riuscirà ancora una volta a sorprenderci… magari ha in serbo per noi un asso nella manica, magari il suo scopo finale era proprio quello di far litigare tutti alla chiozzotta. Che vivrà vedrà, alla prossima.

    • Ciao, grazie anche a te!!! Sai una cosa? Non sono mai riuscita a immaginarmi un cinese che, tornato a casa, si metta bello comodo a riguardarsi una marea e forse più di fotografie. E tormentare poi amici e parenti con la stessa sorte. Boh.
      Alla prossima, purtroppo siamo quasi alla fine, Alvise mi mancherà!!!

  • Venezia senza turisti sarebbe il massimo…io la prima volta l’ho vista in barca. Ero partito dai laghetti di mantova, ho fatto il Mincio, sono entrato nel Po…poi ho costeggiato le ville venete, dopo la chiusa, ho attraversato il Brenta e sono arrivato. magia pura!…aspetto il prossimo e voto anch’io il campanile.

  • Bella, godibile e ben scritta la descrizione di Wanda. Inoltre la sottile ironia (o umorismo che dir si voglia) con la quale affronti la storia, rende il testo piacevole e la lettura risulta come se si fosse in discesa, insomma con un incedere facilitato. Ovviamente mi riferisco al secondo capitolo, e a tal proposito scelgo L’ape regina, anche se in ritardo. Ciaociao

    • Ciao!!! Come ho detto ad altri, anche per me Venezia è una seconda casa, ci ho anche studiato con annessi e connessi (cicatrici incluse)!!! Tra le righe, infatti, ho inserito qualche aneddoto del periodo. Spero che le prossime puntate possano stuzzicare e rinverdire i tuoi ricordi!!! Alla prossima

  • Ciao Isabella!
    Eccomi dall’Alvise: bello e arguto l’episodio, anche nella mia famiglia ho sentito di gente che si reca all’anagrafe dovendo improvvisare per mancanza di memoria! Spiritoso, allusivo, ammiccante. E scorrevole. Il dialetto si può capire e “aggiunge”. Insomma mi sono molto divertito. E ho scelto il campanile, vediamo cosa ne tiri fuori.
    Ciao stammi assai bene!

    • Ciao, grazie!!! Le tue parole mi consolano, devi sapere che ho scoperto il nome di alcuni parenti solo alla loro morte, leggendone l’epigrafe!!! Da lì ne sono venuti fuori racconti davvero grotteschi… ma alla fine il pargolo veniva chiamato da tutti con il nome che voleva la madre, alla faccia dell’anagrafe ufficiale. Au revoir

  • Sulla trama ho poco da dire, sono un nuovo iscritto e non ho letto le puntate precedenti. Provvederò.
    Invece sullo stile narrativo avrei molto da osservare. Mi limito alla buona scorrevolezza del testo e alla forma linguistica, più che corretta. Unico neo: eccessivi i tre punti di sospensione, che anch’io purtroppo adoro ma che sono poco raccomandabili in narrativa. Addirittura Umberto Eco, in una sua “bustina di mineva”, li bocciò severamente, concedendo allo scrittore la possibilità di usarli per un massimo di tre volte, ma in un romanzo completo. Qui ne abbiamo davvero tanti. Ciao.

    • Ciao, e benvenuto!!! Hai ragione per quanto riguarda i punti di sospensione, ma trattandosi di pensieri non sapevo come altro rendere le pause di riflessione, la prossima volta cercherò di limitarmi!!!
      Ah, mi è successa una cosa strana con il tuo commento, non mi è arrivata la notifica via mail. Boh. Alla prossima!!!

      • I punti di sospensione li amo anch’io, proprio come te e specialmente quando si tratta di pensieri, i quali, per definizione, sono sempre un po’ sospesi. Cerco di limitarmi, anche perché nei libri che ho pubblicato il correttore di bozze della casa editrice me li ha tolti tutti. Ho dimenticato di dire che su Venezia( che adoro) ho molto materiale narrativo…è la mia seconda patria, e il mio primo mare. Da allora sono diventato sub e ho fondato una scuola…vabbè, ciaociao

  • Ciao, Isabella.
    Questo capitolo è una goduria, me lo sono immaginato come un monologo recitato da un veneto in teatro, con il pubblico entusiasta e io tra loro. Far ridere con le parole, forse l’ho già detto, non è una cosa semplice (non c’è intonazione a corredo, né le espressioni del volto, sta tutto nella capacità di chi scrive e descrive di evocare situazioni e dialettica), tu ci riesci a meraviglia, il post – mortem su tutto, una genialata. 🙂

    Complimenti, mi fai cominciare bene la giornata.
    Voto il campanile e ti saluto contenta.

    Alla prossima!

    • Ciao, non sai quanto mi fa piacere il tuo commento. Ho passato praticamente tutta la vita nei teatri, cominciando dalla Filodrammatica della mia città!!!
      Wow, il campanile di San Marco va proprio alla grande!!! Vediamo d’inventarci qualcosa, alla prossima.

  • Possiamo dire che lo hanno visto tutti, in questo episodio! 😛

    Capitolo sempre interessante (mi dispiace per il dialetto: controlla che nessuno sia finito nella laguna dopo certi miei tentativi, o che non si sia risvegliato un qualche demone da quelle parti!)

    Non possiamo fare altro che aspettare il prossimo, e sinceramente non so su chi puntare, adesso. L’Ape regina?
    Lo scopriremo!

    Trovi l’episodio sempre su Youtube:
    https://youtu.be/DLrlTI0pUoQ

    Alla prossima!

  • Ciao, arrivo qui a leggere il tuo racconto un po’ in ritardo, visto che sei già al capitolo 7, ma meglio tardi che mai.
    Devo dirti la verità, io non apprezzo particolarmente quando il protagonista che racconta la storia in prima persona si rivolge direttamente al lettore, quindi il primo capitolo mi ha lasciata un po’ perplessa, anche se, lo riconosco, è scritto molto bene. E’ solo una questione di gusto personale, non c’è nulla che non vada nel primo capitolo.
    I capitoli successivi invece mi sono piaciuti moltissimo, li ho trovati anche divertenti, e ho apprezzato molto le frasi in dialetto veneziano (nonostante sia un dialetto distante anni luce dal mio).
    Scrivi molto bene, in un modo che è l’esatto contrario del mio. Io mi perdo in dialoghi infiniti e, soprattutto quando scrivo qui su TheIncipit, per motivi di spazio tendo sempre ad eliminare completamente le descrizioni. Tu invece hai la capacità di offrire al lettore delle descrizioni molto evocative e pittoresche, perciò la tua storia scorre molto bene anche senza dialoghi e le poche battute in dialetto veneziano sono perfettamente inserite all’interno del racconto.
    Ho votato per il campanile di San Marco! Alla prossima!

    • Ciao, grazie!!! Ti confesso una cosa: anch’io non sopporto le storie scritte in prima persona. Così, un po’ per mettermi alla prova, un po’ per scelta stilistico/sonora (avevo scritto tutte e due le versioni, in prima e terza persona) ho azzardato. E poi credo di essermi “specializzata” nelle descrizioni perché nei dialoghi ho sempre paura di diventare logorroica e irreale. O forse è una conseguenza del mio amore per il disegno, chissà…
      Ah, il campanile di San Marco, chissà cosa si può vedere da lassù…

  • Godibilissimo capitolo che piace moltissimo a noi veneziani, veri o finti che siamo. 🙂
    Questo capitolo ha veramente tutti i tempi giusti di un racconto, lo dico da lettore, (che da autore ti copierei). e la storia è molto carina. Brava, brava Isabella, portaci sul campanile, a scovare altre civette, ti prego!
    Buona settimana, e buon lavoro| 😉

    • Ciao, grazie!!! Sai una cosa? Sarà perché ci ho studiato, sarà perché adoro tutto di Venezia (pregi e difetti) ma anch’io mi sento un po’ veneziana. E credo si sia capito, amo anche il dialetto, se solo riuscissi a trasmettere la sua musicalità il racconto sarebbe insuperabile!!!
      Per il campanile vediamo… soete permettendo!!!

  • Ciao Isabella!
    Mmmm vada per la vicina di casa, che, come si suol dire, ha il suo perché…
    Proprio un gran figlio di… l’Alvise, dai e dai qualcuno doveva pur fargliela pagare. Brava, devi essere una persona che sa spaziare in quanto ad argomenti; secondo me non ti manca un certo eloquio, che sai infondere al nostro Casanova del XX secolo. Mi sono divertito con il narratore che prende con filosofia il suo destino.
    Tanti auguri di buona fine e di inizio in tinta con la fine! io conto di pubblicare tra l’uno e il due, ci conto, ci conto, ci conto, ci conto…

    • Ciao, grazie!!! Eh sì, se ne combini di grosse, qualcuno prima o poi te la fa pagare. Per il resto… sono molto curiosa di conoscere, tutto qui. A volte i genitori fanno qualcosa di buono!!!
      Aspetto il conticino, io invece mi prendo una settimana di pausa… Sai, il 6 gennaio avrò un po’ da fare!!! Alla prossima e buon 2022 anche a te, speriamo si migliore, in tutti i sensi!!!

  • Ciao, Isabella.
    fantastiche le trasformazioni stagionali, mi hai fatto ridere e sorridere per tutto il capitolo, hai un dono, complimenti. Non sono certa di aver capito chi sia Brancaleone… forse è apparso nei capitoli precedenti e me lo sono perso 🙂
    Comunque, ogni scena è resa al meglio, ogni parola ha un suo motivo di stare dove sta, la costruzione del capitolo è lineare ed efficace, che altro posso dirti? Ah, certo, voto per la cugina che è sì, a volte, come una sorella, ma può combinare tanti guai…
    Ti auguro un Felicissimo Anno Nuovo, pieno di parole da scrivere (è un augurio interessato, perché significa che le leggeremo) e tante cose belle.

    Alla prossima!

    • Ciao, ti ringrazio!!! Chi è Brancaleone? Il piccione che sosta sul portone del liceo,
      è lì solo per “battezzare” l’incontro tra Alice e Alvise!!! E se la prescelta sarà la cugina, spero non sia troppo cattivella.
      Un felicissimo nuovo anno anche a te, speriamo che sia quello della svolta in tutti i sensi!!! Alla prossima.

    • Ciao. Non preoccuparti, almeno per il prossimo capitolo niente dialetto: promesso!!! Ah… spero solo che non risulti troppo serioso, povero Alvise… fare ironia su se stessi è un po’ più difficile!!! Alla prossima, prepara il fazzoletto. Forse per ridere, forse per piangere…

  • Ciao Isabella,
    un cane, un gatto e un topo, entrano nella storia, ma non riesco a vederli come probabili assassini. Non importa però, sono così divertenti e ben ritratti che starebbero bene ovunque.
    Ho votato per il liceo e sono curiosissima di conoscere questa misteriosa donna. Brava, ti seguo con piacere e alla prossima

    • Ciao, sono contenta che la mia storia ti abbia divertito, lo scopo era quello. E anche se l’argomento a volte può essere un po’ pesante, l’ironia alleggerisce la vita e la rende meno amara.
      Ah, grazie, per la tua iniziativa, mi è molto gradita. Appena ho il tempo di rilassarmi e gustarmi per bene la cosa, correrò ad ascoltarti. Spero solo di riuscire a continuare con l’Alvise-ironia. Viste le imminenti festività, però, credo che questa volta l’episodio successivo potrà portare un po’ di ritardo nella tabella di marcia. Alla prossima.

  • Ciao Isabella!
    La pantegana da riporto, no dai! ?? Back! Back! Ma anche gli accoppiamenti pericolosi, le guardie pelose; ci sono diversi accostamenti che mi piacciono un sacco, anzi, anche il sacco indemoniato!
    L’ Alvise buonanima include anche i tre amici per la pelle? Non semplice, magari però un morso avvelenato, chissà. Brava, molto divertente, il morto non ha perso la voglia di sorridere e di ironizzare su tutti i personaggi della vicenda. Voto per il liceo, momento fondamentale del passaggio all’età adulta, e ti rinnovo i complimenti per una storia che scorre assai piacevolmente, pur in assenza di dialoghi. Non è poco secondo me.
    Stammi molto bene, ciao ciao!

  • Ciao, Isabella.
    Voto il liceo, nido di vipere e grandi amici 🙂
    Vediamo che ne salta fuori. Intanto, il capitolo: divertente, anche se a spese dei poveri Risky, Back e della mano del nostro eroe ;-). Non credo che i due superstiti abbiano potuto infilare il malcapitato nel baule per affondarlo, ma chi lo sa… qualche loro amico giunto dal passato?
    Apprezzato anche il primo consiglio, che andrebbe impresso a fuoco sulla fronte di certa gente…
    Bene, direi che hai confezionato un altro bell’episodio, aspetto il nuovo e chissà chi sarà il prossimo personaggio. Brava, come sempre.

    Alla prossima!

  • Ciao Isabella!
    Direi che tutte e tutti fin qui hanno validissimi motivi per sopprimere il dispettoso reporter, che non si accontenta di vincere ma deve stravincere con bigliettini davvero simpa. Prosa agile e sempre divertita, brava sempre così deve essere, cellulare all’orecchio e push-up al culo. Ecco perché la Louis…
    Altro ritrattino velenoso, dal vetro al vetriolo, altra piccola gemma di simpatia che ritrae uno dei soliti sospetti. Ho scelto di odiare gli animali, ma vedo che siamo in stallo… speriamo di andare oltre…
    Non faccio più promesse, vediamo… intanto una bella domenica a te!

  • ciao Isabella,
    ho riletto dall’inizio, causa memoria decadente o decaduta. Ritratti di donne diverse, presentate in modo leggero e convincente, girano intorno al povero Alvise. Sei davvero brava, mi piace il tuo stile di scrittura e la storia è stuzzicante. Ti seguo e aspetto il prossimo capitolo. A presto e buona domenica

    • Ciao, grazie. In effetti vorrei scrivere più spesso, purtroppo il tempo che ho a disposizione non me lo permette. Spero di sopperire con il resto!!!
      Per la prossima volta cercherò di andare un po’ fuori tema… trattando di animali!!! Buona domenica anche a te e alla prossima.

  • Ciao, Isabella.
    Ogni capitolo porta con sé nuovi personaggi, nuove storie, con tocco frivolo, ma intelligente.
    Ottima l’introduzione della Louis, mi è parso di vederla, telefono all’orecchio e passo deciso (e anche un po’ distratta), attraversare la folla e arrivare dall’altra parte, senza, probabilmente, rendersi conto del “pericolo”. Brava, un altro capitolo godibile e ben scritto.

    Alla prossima!

    p.s. amo gli animali

  • Io la vedo rossa…
    Ciao Isabella!
    Certo che Elvira…. vuoi mettere Elettra! Non senti come suona bene…
    Me la immagino fare a fette il giornalista gossipparo che le ha rovinato l’ascesa nel bel mondo veneziano. E mi immagino te mentre ti diverti a scrivere di una figura così impegnata a far contenta la mammina ambiziosa. Altro bel ritrattino al curaro della società che conta e che si sforza di sbarcare il lunario con i mezzi che ha a disposizione. Ben centrato.
    Brava, al prossimo allora, buona continuazione!

  • Ciao, Isabella.
    Direi un angelo biondo, tutta garbo e malvagità.
    È stato come sorvolare le scene da un’inquadratura alta, di quelle che si facevano negli anni ’50, per le commedie italiane, quelle in bianco e nero, con la voce narrante che raccontava gli avvenimenti antecedenti per introdurre la storia. Molto bene, è sempre tutto al proprio posto, c’è l’ironia, c’è l’intrigo e la curiosità (che cresce a ogni episodio) si scoprire chi “zac” ha commesso il fattaccio.
    Brava, ancora una volta.

    Alla prossima!

    p.s. qualche Brustolin ripulita l’ho conosciuta anche io, brutta gente di sicuro. 😉

    • Ciao, grazie per essere ancora qui a seguirmi. Ho cercato di essere una via di mezzo tra un compassato Piero Angela e un Alvise anni ’50. Perché diciamolo, un po’ stagionato di mentalità lo è… o forse dovrei dire una venetta misogino?!?
      Su, forza, sorridiamo sulle cattiverie delle Brustolin di turno, non avranno il nostro scalpo!!! Alla prossima.

  • Ciao, Isabella.
    Torno a rendere il favore, anche se, in realtà, ti seguo già con altro nick…
    Benissimo, ottimo secondo episodio, libero dalle forzature che avevo notato nel primo e molto, molto, scorrevole. Complimenti.
    Il mistero si infittisce e chissà chi avrà commesso il misfatto, sono curiosa di saperlo e felice di aver scelto di seguirti in questa avventura che mi pare proprio promettere bene 🙂
    Non so chi sia la Louis… ma mi piace e dunque la voto, anche se non sono sicura che si tratti di una persona.

    Alla prossima!

  • Ciao Isabella!
    Questo morto (forse) ammazzato è uno spiritello spiritoso, forse anche porcello (alla Michael Keaton); la tua prosa è in crescita, tre storie e tre Isabelle diverse, o invece una sola che sperimenta con successo. Qui ti vedo cimentarti in tematiche care a Fenderman, anche se più nord-oriental-lagunari. Ti trovo per certi versi più divertita e cinica, ma nel prosieguo vedremo e io potrò essere più chiaro, avendo un maggior numero di elementi. Sia come sia, tutto molto bello, come direbbe il friulano Bruno Pizzul. Assai brava!
    Voto per la Louis; ciao ciao!

    • Ciao, hai ragione, sembrano tre Isabelle diverse. Ma, forse, quella più aderente alla mia personalità è quella falso-cinico-divertito, soprattutto quando parlo del mio rapporto con donne al limite del pessimo. Forse è il mio modo innocuo di vendicarmi senza colpo ferire… al contrario di quanto fanno loro!!!

  • Oddio, questa tipa è inquietante e la mia stima va tutta alla vicina che le fa brutto. Ma dubito che sia stata lei ad accoppare il protagonista… a questo punto andiamo a conoscere l’Ape Regina.
    Capitolo ancora una volta scritto divinamente e che mi ha strappato più di un sorriso. Begli gli intermezzi locali.

    • Ciao, grazie!!! Ma sai qual è la cosa più inquietante? Io avrò anche un po’ esagerato per alleggerire le cose, ma a Venezia potresti veramente trovarti in mezzo a una situazione del genere. Ne avrei mille da raccontare in proposito, ma me ne terrò qualcuno per le prossime puntate!!!
      Ci vediamo da te, sto andando!!!

  • Due splendidi capitoli. Una prosa scorrevole, accattivante vivace. Brava, davvero! Ho votato l’ape regina, anche perché non so chi altri votare. Insomma, ho scelto a caso.
    Ti aspetto al prossimo capitolo. Ciao Isabella e buona domenica.
    Siccome sei molto brava mi farebbe piacere un tuo commento alla mia storia.

    • Ciao, grazie mille per tutti i complimenti, faccio del mio meglio come tutti voi!!!!
      Sarò felice di darti un parere, però dovrai avere un po’ di pazienza con me, purtroppo queste ultime due settimane sono state un vero inferno, spero nella prossima.
      A presto e buona conclusione di weekend.

  • Che dire, bellissimo!
    Nel passato di tutti noi maschietti stagionati una Wanda trova posto, il posto d’onore: persino il nome è indovinato!
    Lei è fantastica e la tua prosa decisamente, decisamente efficace e godibilissima. Qui non si parla di bucanieri, semmai di donzelle ma hai fatto centro: bellissimo, ripeto: un affresco colorato, un regalo. Grazie.
    Voto a naso “la Louis” , ti abbraccio.? Ciao??

    • Ciao, grazie come sempre per i complimenti!!!! Sai, anche se sono interessata all’altra metà del cielo, ho gli occhi e le dee-Wanda non passano di certo inosservate. Spero solo non facciano la fine della Wanda di Alvise!!!
      Alla prossima e buon fine settimana.

  • Ciao! Inizio scritto in maniera ottima, a livello linguistico probabilmente uno dei migliori che mi sia capitato sotto gli occhi di recente.
    Non sono sicurissima che il protagonista mi sia simpatico, ma la sua vicenda mi incuriosisce. Io ho votato per la stalker: mi piacerebbe scoprire perché lo stalkerizza, appunto.
    Ti seguo!

    • Ciao, i complimenti fanno sempre piacere, grazie. Sai una cosa? Hai ragione, forse Alvise non è proprio simpatico (e forse in futuro lo sarà ancora meno), ma per fortuna è un personaggio di fantasia. Anche se sopra le righe, sarà sempre coerente con se stesso e il proprio codice morale, basterà scoprire quale!!!

    • Ciao, grazie per darmi fiducia!!! Bella scelta l’ape regina, credo che in futuro la riproporrò come personaggio, perché non credo ce questa volta possa farcela a battere la stalker… Sono andata alla tua storia, ma ho visto che è già avanti con la narrazione. Se troverò un po’ di tempo la leggerò, ma non ti prometto nulla perché in questo momento non ho molto tempo da dedicare ad altro. Una cosa, però, te la posso promettere: leggerò la tua prossima storia fin dall’inizio!!! Spero che da te almeno sia bello e ti possa godere questi ultimi scampoli di festa!!!

  • Ciao Isabella!
    Allora, lo stile del tuo incipit mi piace molto. La vittima che racconta ciò che gli è successo è molto carina. Apprezzo anche lo stile ironico. Ho notato qualche errore sintattico qua e là ma niente di grave. Seguirò sicuramente la storia.
    Ah, ho votato l’agente che indaga sulla scomparsa perché, non conoscendo ancora la storia che hai in mente, non era ben chiaro chi potesse essere l’ape regina e, per quanto riguarda la stalker solitaria la metterei al secondo posto come preferenza per un continuo.

  • Scusa, dimenticavo: voto la stalker.
    rileggendo il mio commento mi sono accorta di qualche errore, siamo scrittori…
    La mia critica (che vuole o vorrebbe essere costruttiva) ho scritto “Secondo me, la parte “in poche parole? Un leone in gabbia” non porta a nulla.” intendevo, non apporta nulla. Scusa.
    E… “ho notato” non “natato” vabbè che siamo nei pressi dell’acqua…

    🙂

    • Ciao, grazie per il consiglio, sono sempre ben accetti!!! Lo so, a volte tendo a essere un po’ prolissa ma questa volta l’ho quasi fatto apposta. Essendo Alvise un giornalista da tanto tempo, costretto a stare intrappolato in un numero ben stabilito di parole, nella vita volevo renderlo un po’ verboso e logorroico per una sorta di ribellione letteraria.
      Ah, non preoccuparti per gli errori, quando si scrive un commento lo si fa di getto e quelli scappano, basta non farli nelle narrazioni!!! Aspetto la tua nuova storia con ansia, au revoir.

  • Ciao, Isabella.
    Molto intrigante il tuo incipit. Il personaggio salta fuori dallo schermo e ci racconta la sua triste storia con ironia. Mi piace molto il tuo stile e ritengo che questa possa diventare davvero una bellissima storia; l’idea del morto che racconta quel che gli è capitato, usando l’espediente della mancanza di memoria, non è nuovo (ho letto tempo fa un libro carino, After di Jessica Worman, che fa più o meno la stessa cosa), ma l’importante è raccontarle a proprio modo; ogni storia è nuova e originale proprio perché nessuno la racconterà mai come te o come me 😉
    Detto questo, vorrei segnalarti una piccolezza: ho natato che in alcuni passaggi tendi a rafforzare il concetto aggiungendo qualcosa, per esempio nel passaggio:
    Per non morire congelato, a un certo punto avevo cominciato a camminare avanti e indietro per la riva, in poche parole? Un leone in gabbia.
    Secondo me, la parte “in poche parole? Un leone in gabbia” non porta a nulla. Il lettore immagina già il personaggio che si muove per scaldarsi, l’immagine del leone in gabbia è quella che vuoi trasmettere tu, ma non sempre è necessario; questa, ovviamente, è una mia idea 🙂
    Bene, ti seguo.

    Alla prossima!

    Buon Halloween… e p.s. la mia storia è terminata, ma non conclusa. Ti consiglio, se ti va, di aspettare la mia nuova storia nel caso volessi rendere la cortesia (il che non è scontato né preteso). 🙂

  • Bella l’idea della vittima narratrice. Come un fantasma, oppure la coscienza ancora viva, che non vuole lasciare questo mondo finché non trova il colpevole.

    Scelta difficile tra stalker e ape regina. La prima mi pare più sensata da parte di Alvise: una delle tante amanti con cui ha tagliato i rapporti, ma non del tutto. Forse del rancore rimasto per qualcosa…
    Però anche l’ “ape regina” ha un suo perché. Dal nome sembra una figura importante.
    L’agente invece non saprei perché è un sospetto, c’entra per il fatto che Alvise era un giornalista?

    Chissà se il profumo diverrà un indizio importante, oppure solo una red herring… chissà

    Sono curioso di sapere come va avanti, ti seguo!

    • Ciao, wow!!! Hai fatto un’analisi davvero accurata… ma non hai fatto i conti con il diavoletto dispettoso che è in me. Sai, più qualcuno cerca d’inquadrare la trama, più io cerco di sorprenderlo. Spero proprio di riuscire anche con te, alla prossima!!!

  • Ciao Isabella!
    Ben ritrovata. Legittimo e commovente il desiderio del nostro. Dai riferimenti alle donne ho sospettato fosse Casanova ?. Nelle immagini di Venezia ritrovo il tuo talento nella “resa”: non mi stupirei se tu fossi anche pittrice, di mari in tempesta come di gelide lagune. Interessante il narratore/vittima, mi ricorda American Beauty. Bel modo di partire davvero, ti seguo e voto per chi segue le indagini.
    A presto ciao!

  • Allora: prima di tutto sono un romano innamorato alla follia di Venezia… Quei luoghi che nomini li ho vissuti più volte per lavoro e li ricordo vivi, con quella nostalgia dolorosa che affligge chi ama quando l’oggetto dell’ amore è inaccessibile e lontano. Il tuo modo, poi, di presentare il personaggio: l’ironia, il disincanto e il dramma, sono le cose che amo di più, e ogni volta che posso cerco, dico “cerco” di raccontare allo stesso modo. Che dire; amo tutto questo; e inevitabilmente ti seguirò. Grazie, a presto.
    Voto l’ape regina, ? ciao??

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