La Fatina dei Denti

1.

“Chris va dicendo a tutti che si sposa”. Julia, l’amica più sincera che abbia al mondo, si mordicchia un’unghia e alza lo sguardo su di me. “Vorrei proprio conoscere quella poveretta che lo sposerà”.

Prendo a camminarle nervosamente attorno, come un avvoltoio e riesco a stento a trattenere un sorriso.

“Non lo trovi strano?”

Mi fermo accanto alla finestra, scosto la tenda e mi perdo tra i pensieri. Ho sognato questo momento per tutta la vita e davvero non riesco a contenere l’emozione, ma vorrei tenerlo per me ancora per un po’.  Specialmente dopo il casino che abbiamo combinato…  Non la sento alzarsi e sobbalzo quando mi ritrovo il suo viso ad un palmo di mano.

“Amica, mi hai sentito?”

“Hai detto qualcosa?” mi sposto nuovamente fuggendo al suo sguardo indagatore.

“Tu mi nascondi qualcosa e non costringermi a farti il terzo grado”. Ecco, sapevo che non avrei resistito ancora per molto.

“D’accordo” le dico, spingendola a sedersi. “ Sono io”.

Per qualche frazione di secondi resta a fissarmi in silenzio. “Sei tu, cosa?”. So che ha capito benissimo.

Alzo gli occhi al cielo. “La poveretta” dico in tono ovvio facendo spallucce.

“Non ci posso credere. Come ti ha costretto a sposarlo?”

“Smettila di dire stupidaggini. E non fare quell’espressione drammatica” le dico, puntandole contro un dito accusatorio. “Me lo ha chiesto ed io ho accettato. Lo amo…e lui ama me”

“Certo” ridacchia. “Ti ama così tanto che il suo amore l’ha dato ad un’altra”

“Ha sbagliato, ma l’ho fatto anch’io. Adesso è tutto diverso. Lui è diverso”

“Ne sei davvero sicura? Ragazzi come lui non cambieranno mai.

Il tuo sbaglio adesso ha 6 anni, è una bambina intelligente e le hai già fatto sopportare abbastanza”.

Ha ragione, so che ha ragione. Ma cosa ci posso fare se lo amo ancora? Se continuo a scegliere lui.

“Aurora ascoltami. Chris non è l’uomo per te. Tu non sai cosa si dice di lei…”

“Lo so, invece” le rispondo, con un fil di voce. Mi rattristo, ma so che dovrò sopportare quel peso tutta la vita. Trascorrono alcuni minuti, in cui entrambe sprofondiamo in un silenzio assordante.

“Non voglio che soffri ancora. E non voglio che soffra neanche la piccola. Tu e suo padre non vivete insieme, stai per sposare un altro, e il vostro trascorso lo conosciamo tutti..”

“Non soffrirà nessuno, te lo prometto. Chris vuole bene a mia figlia come se fosse sua”.

Julia vorrebbe aggiungere altro, ma la prego di non farlo. Mi prende le mani tra le sue e le stringe debolmente.

“Allora se è questo quello che vuoi.. davvero, ti prometto che non dirò più nulla su Chris”. Scoppiamo a ridere, perché sappiamo entrambe che non sarà così.

Nel frattempo Chris…

Dalle casse dell’auto si sprigiona musica ad alto volume. Chris batte le dita sul volante a ritmo, il piede schiacciato sul pedale del  freno, la testa poggiata al sedile e gli occhi chiusi. Canticchia a bassa voce. Sul viso gli spunta un sorriso, non si è mai sentito così in pace e rilassato. Adesso va tutto meglio.

Riapre gli occhi quando il clacson dell’auto in fila dietro di lui suona all’impazzata ordinandogli di procedere. Il telefono inizia a squillare, risponde schiacciando il dito sullo schermo senza neanche vedere a chi appartenga la chiamata.

“Chris” lo chiama una voce femminile.

“Rory, amore. Cosa è successo?”

“Nulla. Mi chiedevo solo se più tardi potessi badare alla piccola”. Se lei avesse potuto vedere l’espressione dipinta sul volto di lui in quel preciso istante, avrebbe capito che Chris, in realtà, non era affatto l’uomo che credeva che fosse.

Ma quello che dice è: “Certo, sai quanto amo quella bambina”. Si salutano così, tra un ti amo e l’altro detti senza alcun sentimento…almeno, non da parte sua.

Rialza il volume della musica, ma riceve un’altra chiamata. Stavolta, però, è felice di rispondere.

“Ehi, Raf, come butta?”

“Cos è quella voce da finocchio?
Non ci posso credere, l’hai fatto davvero”.

Chris ride. “Si”

“Non mi dire. Questo significa che hai smesso di giocare?” ridacchia.

“Non essere ridicolo. Io non smetterò MAI di giocare. Le ho solo fatto credere che è così”

“Perché?”

Chris riflette qualche secondo, poi si rabbuia. Afferra più saldamente il volante, le nocche gli diventano bianche.  “Perché se lo merita. Ha cominciato lei e io non glielo perdonerò mai”

“Dovresti  andare avanti, invece”

“Oh lo farò sicuramente” dice, più a se stesso che all’amico e mostra un ghigno. “Adesso devo andare, ho una cosa importante da fare”. Riattacca, senza nemmeno salutare. Getta il cellulare accanto a lui e prova nuovamente ad alzare il volume, ma un’altra chiamata lo interrompe.

“Chi cazzo è ancora?” sbuffa, ma si blocca con il telefono a mezz’aria. Un sorriso ebete gli spunta sul viso, sente crescere il desiderio in mezzo alle gambe quando risponde alla videochiamata.

“Adesso ti riconosco” dice, ispezionando il suo corpo da cima a fondo.

“Devi venire immediatamente a casa, Chris. Ti devo parlare!”

A casa di chi va?

  • Nessuna delle due. Decide di andare a bere una birra con Raf (0%)
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  • dell'altra (100%)
    100
  • di Aurora (0%)
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8 Commenti

  • Ciao, prosegue questa lotta di sentimenti contrastanti soprattutto in Chris molto ben descritti, brava.
    Vorrei segnalarti solo due piccole cose:
    “…Chris scoppia in un risolino. ..” Forse “scoppiare” per un risolino non è il verbo più adatto. E poi:

    “…Non si accorge che nel frattempo le si è avvicinata troppo… ” Chi si è avvicinato a chi? Se, come credo, è la piccola che si è avvicinata a lui allora ci vuole un “gli” al posto del “le”.
    In ultimo, vedo che spesso ometti il punto alla fine di una battuta di dialogo; capisco risparmiare caratteri ma il punto ci vuole.😊
    Tutto qui, piccole cose e molte buone prospettive. Alla prossima!🙋🙏
    Voto Emma che parla con Aurora.

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