La Fatina dei Denti

Dove eravamo rimasti?

A casa di chi va? dell'altra (100%)

2.

Spegne l’auto, sfila la chiave e la poggia in grembo, si sposta sul sedile per riflettere la sua immagine attraverso lo specchietto retrovisore. Passa una mano dalle lunga dita affusolate tra il ciuffo di capelli più lungo al centro e li sistema tutti da un lato, si accarezza la barba per appurare che sia della lunghezza giusta e si controlla i denti. Sistema il colletto della camicia e finalmente scende dall’auto con i pantaloni mezzi calanti. Il desiderio in mezzo alle gambe cresce finché arriva alla porta. Dal patio getta un occhio al vicinato, ma non vede nessuno.  Imposta il cellulare sul silenzioso, non vuole distrazioni quando è con lei, poi lo ripone nuovamente nella tasca dei pantaloni.

“Perché ti sei rivestita?” domanda, entrando. Chiude la porta dietro di sè attirandola tra le sue braccia. Con la testa blocca quella di lei sul suo petto, mentre le braccia le circondano i fianchi.

“E’ arrivato l’esito degli esami” dice sospirando. Restano così, ancora abbracciati a contemplare il silenzio. Un piccolo brivido le risale lungo la schiena e si fa ancora più vicina. “Ma non ho avuto il coraggio di guardarci”

“Vuoi che lo faccia per te?”. Chris le solleva il volto, il mento di lei all’altezza delle sue labbra che senza indugio le schioccano un bacio casto. Lei fa cenno di sì con la testa e gli porge con dita tremanti la busta bianca mezza stropicciata. Chris l’afferra ma non la apre, non prima di aver condotto entrambi sul divano, ancor più vicini. Sospira anch’egli, si guardano a lungo negli occhi poi lei domanda:

“Non cambierà niente, vero?”

“No”

“Non mi lascerai?”

“Non lo farei mai.
In salute e in malattia” scherza, poi, rivolgendole l’occhiolino e un bel sorriso sincero. “Vediamo cosa dice”.

Legge velocemente la stessa frase, più e più volte, ma la risposta l’ha già assimilata. Forse la conosceva già pur non avendone la certezza. Socchiude gli occhi per un secondo, non ce la fa a dirle la verità. Cerca di considerare attentamente ogni aspetto di quella situazione così imbarazzante, ma non riesce a trovare una via di fuga. 

“Ci stai mettendo troppo tempo… e sei troppo silenzioso”. La sua voce arriva lontana, come se nel frattempo si fosse spostata nell’angolo più nascosto della casa. Chris si volta lentamente, non ha mai avuto terrore delle parole come questa volta.

“Emma”

Emma si lascia andare ad un sospiro a metà tra una risatina e un pianto. Gli da le spalle e Chris non può vederla, ma sa che sta trattenendo le lacrime.

“Sono sterile, vero?”

“Si”.

Sono rare le occasioni in cui Chris non sa cosa fare, e questa è una di quelle. Vorrebbe abbracciarla, ma stranamente non lo fa e continua a mantenere la distanza. Si sporge in avanti, poggia i gomiti sulle ginocchia e inserisce la testa tra le mani, quando improvvisamente Emma gli getta le braccia al collo. Quando rialza il volto la vede sorridere.

“Stai…ridendo?” le chiede, stupito.

“Si. No, cioè vorrei piangere. Lo vorrei davvero…” Chris fatica a seguirla. Non era di certo la reazione che immaginava…”Ma non ci riesco” conclude e si allontana di nuovo.

“Non vergognarti. Se vuoi farlo, non ti giudicherò”. Ma Emma non lo stava ascoltando.

“Sai cosa vorrei fare, invece?”. I suoi occhi si trasformano, il suo corpo freme, il viso si rilassa in un sorriso malizioso.

“No!?” ridacchia. Vorrebbe trattenersi nonostante la situazione, ma sa già che non riuscirà ancora a nascondere il desiderio che ha di lei. Emma così lo attira a sé ed entrambi si ritrovano stesi sul divano, i loro corpi che si incastrano alla perfezione.  Si guardano ancora per qualche secondo, come aspettassero il permesso per potersi finalmente baciare. È un’attesa estenuante. Chris le accarezza i capelli e glieli scosta dal viso, poi porta la mano dietro la sua nuca e glieli tira leggermente. Emma chiude gli occhi e sospira, solleva il corpo per avvicinarsi a quello di lui, la distanza è troppa e lei non resiste più.

“Come farei senza di te?”

Piccoli baci diventano più duraturi e passionali, i corpi si avvinghiano nel desiderio di non lasciarsi mai più.

Restano lì, abbracciati, nudi e finalmente felici.

“Emma, forse dovremmo parlarne”

La donna guarda nel vuoto, pensierosa. “Non potrò mai avere figli, Chris. Di cos’altro dovremmo parlare?” dice malinconica.

In quel momento Chris pensa ad Aurora.. quella stronza ha tutto nella sua vita e neanche lo merita. Una bella casa, un lavoro, tra non molto anche un bellissimo marito che le massaggia i piedi, una bambina…

Una figlia.

Chris si alza di scatto e raccoglie gli slip da terra.

“Dove stai andando?”

“Torno a casa” risponde in tono trionfante.

“Che cosa? Da lei? Perché?”

“Mi è venuta un’idea. Anche tu sarai felice, amore mio. Te lo prometto”. Le bacia la fronte e va via, bramoso di vedere quella bambina come mai nella sua vita.

Di cosa vuoi che racconti nel prossimo episodio?

  • Chris e Aurora (0%)
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  • Chris, la bambina e un cambiamento di rotta (0%)
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  • Iniziamo a capire qualcosa del piano di Chris (100%)
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8 Commenti

  • Ciao, prosegue questa lotta di sentimenti contrastanti soprattutto in Chris molto ben descritti, brava.
    Vorrei segnalarti solo due piccole cose:
    “…Chris scoppia in un risolino. ..” Forse “scoppiare” per un risolino non è il verbo più adatto. E poi:

    “…Non si accorge che nel frattempo le si è avvicinata troppo… ” Chi si è avvicinato a chi? Se, come credo, è la piccola che si è avvicinata a lui allora ci vuole un “gli” al posto del “le”.
    In ultimo, vedo che spesso ometti il punto alla fine di una battuta di dialogo; capisco risparmiare caratteri ma il punto ci vuole.?
    Tutto qui, piccole cose e molte buone prospettive. Alla prossima!??
    Voto Emma che parla con Aurora.

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