LA LUMIERA DI RAME

Dove eravamo rimasti?

e ora vogliamo di chi vogliamo parlare? del gatto (42%)

Djinn, figlio della folgore

La stagione dei monsoni s’era abbattuta sulla savana. Un cielo nero srotolava sul terreno arido tuoni fragorosi. L’orizzonte era sparito, l’oscurità avvolgeva la terra. La pioggia, una pesante tenda d’argento, coglieva il bagliore dei lampi, mostrando per un attimo un paesaggio desolato.

La saetta parti da un punto e si scagliò su un’altura pietrosa. Un tuono assordante scosse la terra, una fiammata serpeggiò tra le rocce e, Djinn, figlio della folgore, prese vita e potenza. Un piccolo genio, libero e innocente, cominciò a vagare per il mondo.

Sorvolò deserti incandescenti, ricamati da carovane di beduini e s’innamorò degli umani, dei loro discorsi, dei loro canti, delle loro risate, dei balli intorno al fuoco, dei giochi dei piccoli, dei gioielli delle donne. Non comprese mai, però, perché si affannassero tanto e sentissero passioni così intense, se poi la loro vita, il loro passaggio nel mondo fosse effimero e fugace. Sotto sembianze umane, aveva viaggiato con loro, conosciuto paesi, oltrepassato montagne, attraversato foreste, ammirato il mare.

Raramente aveva incontrato creature simili a lui. Fuggivano dagli umani, reduci da incantesimi e segregazioni, si dirigevano verso montagne infuocate, dove i djinn vivevano numerosi. Un giorno, ci sarebbe andato anche lui.

Nei secoli aveva imparato molte cose sugli uomini, strane creature, capaci di amare e di uccidere, teneri e crudeli, ma non li temeva. Lui poteva rendersi invisibile, potente ed immortale,  le loro magie, erano infantili ed inefficaci per un djinn. Non sapeva, non immaginava neanche, le astuzie che la loro malvagità poteva mettere in atto per privarlo della cosa più preziosa che avesse: la libertà.

Un giorno, tra la folla, nel mercato di Mogadiscio, Hamal bin Aziz vide Djinn e lo riconobbe. Una gioia selvaggia lampeggiò nel suo sguardo. Una vita intera aveva dedicato allo studio della magia; aveva vissuto per decenni in grotte isolate con potenti maghi; si era asservito, quasi annullato, per impadronirsi della loro sapienza, per conoscere le parole più potenti, quelle capaci di catturare un genio e metterlo al proprio servizio. Il resto dei suoi anni, tanti, li aveva trascorsi cercando un djinn da catturare.

Il genio avvertì una fitta di fredda lama nel punto in cui si era posato lo sguardo del mago. Fu certo che qualcuno tra la folla avesse riconosciuto la sua natura e si immobilizzò. Solo un altro djinn o un mago potente poteva percepire l’essenza del fuoco nella luce sul suo viso e nel calore del suo corpo.  Intorno  nessuno lo guardava con stupore, il mago aveva chiuso gli occhi e celato i suoi pensieri. Djinn, inquieto, si allontanò dal mercato; Hamal bin Aziz lo seguì, silenzioso come un serpente.

Il genio non mangiava e non dormiva, non ne aveva bisogno. Egli non era fatto di carne e d’ossa, la sua essenza era il fuoco e, di notte, si aggirava per le strade e per i tetti della città, ad ascoltare i sogni degli uomini e, nelle tenebre, il suo viso irradiava un’evanescente luminosità. Era bello, alto e forte, di indole fiduciosa e allegra. Aveva scoperto d’essere capace di fondere e forgiare i metalli con le dita e durante le sue passeggiate notturne, si fermava, a fare piccoli scherzi. Fondeva i lucchetti dei cancelli, disserrava le grate delle gabbie, liberava i cammelli dalle catene e, al mattino, si divertiva  per la baraonda di uomini,  che invocando il castigo di Allha, maledicevano i djinn per i disastri creati.

Fu in una di quelle notti che un vecchio mendicante cieco implorò il suo aiuto: “ Ho perso la strada, sono cieco” disse, tendendo la mano rugosa. “ Ti prego, giovane guerriero, aiutami, prestami il tuo braccio, sono stanco, riportami a casa ” e piangeva.

Il genio gli porse la mano e quello la ghermì e, stringendola forte, si fece condurre verso un catoio, fuori dalla città.

“ Entra” gli disse. “ Sei stato buono con me, voglio ringraziarti, voglio donarti una bella lumiera, a me non serve, sono cieco”.

Alla luce della luna, che rischiarava il rifugio, Djinn vide luccicare la lucerna di rame sbalzato, ornata sul bordo da strani simboli. Si fece avanti per osservarla; quando udì chiudere la porta si voltò. Nel buio, gli occhi del vecchio, aperti, emanavano lampi di malvagità e le sue parole oscure, sembrarono scuotere i muri. Djinn si bloccò, sentì la forza defluire dal suo corpo e, ad ogni parola del mago, il suo corpo si rimpiccioliva, incapace di ogni reazione. Un’ultima parola gridata, ieratica, e la lucerna lo aspirò, privandolo della luce e della libertà.

Hamal bin Aziz, era stremato, lo sforzo per condurre l’impresa, gli aveva tolto ogni energia, ma doveva trovare un luogo sicuro, dove celare la preziosa lumiera. Uscì, ma fatti pochi passi il suo cuore cedette. La lumiera rotolò dentro un fosso e fu nascosta dal terreno. Mille anni passarono. Un giorno, il saggio sapiente di un villaggio la trovò, comprese il senso delle iscrizioni e si affrettò a sigillarla, nascondendola a tutti.

Come da lì giunse in casa Tarantino è cosa nota.

La lumiera è andata persa o verrà recuperata da qualcuno?

  • da alcuni zingari che raccolgono metalli dai rifiuti (70%)
    70
  • dal Gatto (20%)
    20
  • dal signor Tarantino (10%)
    10
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30 Commenti

  • ciao Anna,
    ma che bell’inizio, ti seguo molto volentieri. I tuoi racconti sono pregni di immaginazione, razionalità ma anche tanta fantasia. Insomma sei qui per accontentare tutti i gusti dei lettori e di questo ti ringrazio.
    Razionalmente ho scelto il gatto ma proprio perché “incarna” lo spirito e lui avrà tutta l’intenzione di scovare la lanterna e probabilmente disfarsene per sempre… boh staremo a vedere.
    A presto
    Ilaria

    • Ciao Ilaria,
      mi fa molto piacere ritrovarti tra i miei lettori. Da un po’ di tempo non ci sentivamo, ma ricordo con piacere la nostra avventura con i sei personaggi.
      Sono io che voglio ringraziarti per le parole gentili che hai voluto dedicarmi.
      Mi auguro di poter leggere ancora tuoi racconti molto presto.
      Ti auguro una buona giornata e alla prossima.

  • Ciao Anna!
    Ecco, vedi, tu hai uno stile che definirei “illuminato”, capace cioè di attrarre a prescindere dal genere narrato.
    Trasmetti delle immagini oniriche e vere (detta così sembra una contraddizione in termini, ma non saprei come esprimerla meglio…), e la narrazione è incalzante. Brava!
    E se la lumiera finisse tra le grinfie di un astuto zingaro?…
    Alla prossima. Ti seguo con piacere 🙂

  • Buonasera Anna!
    Il deserto ricamato è un’immagine molto bella, come anche l’ammirazione per il mare. Un episodio “esplicativo” in cui veniamo accompagnati dalla sua prosa gentile; e allora andiamo avanti con questo oriente fantasy che si preannuncia pieno di misteri. Ho scelto per gli zingari, che fanno loro stessi oriente.
    Buon inizio settimana!

  • Ciao Anna,
    ho scoperto la tua storia dopo qualche settimana che non mi collegavo a TheIncipit…ed è stata una lettura incantevole. Adoro questa assonanza con le Mille e Una Notte e mi sono piaciute molto le descrizioni e le atmosfere che hai creato. ….ma l’idea che la Lumiera possa finire tra le mani…pardon, zampe di un gatto mi fa impazzire.
    Aspetto il prossimo capitolo.
    ePP

    • Ciao Pirata,
      hai scelto un nome molto divertente, spiritoso.
      Ti ringrazio per i complimenti, fanno sempre piacere. Mi sembra di capire che hai scelto il gatto come opzione per continuare il racconto. In ogni caso del gatto parleremo, è uno dei protagonisti principali della storia. Alla prossima, ciao, ciao.

  • Che meraviglia questo capitolo! Dalla descrizione del temporale che davvero mostra quel che vuoi narrare, alle vicissitudini di Djinn (caratterizzato al meglio insieme al mago e ai suoi pari), all’ ambientazione. Davvero riuscito, mi piace molto la piega che sta prendendo il racconto. Per restare sulle corde di questo episodio, voto gli zingari e aspetto il terzo per leggere altre avventure! Brava!

    Alla prossima!

    • Buon giorno Keziarica,
      il tuo apprezzamento mi fa molto piacere e spero di meritarlo.
      Sì, pare, dalla scelta dei lettori, che saranno gli zingari i protagonisti del terzo capitolo.
      Sono un popolo misterioso e affascinante, speriamo che possano aiutare il povero gatto a liberarsi dalla possessione. Vedremo in che modo. Alla prossima.

  • Ciao Anna, bellissimo capitolo, bello davvero, c’è una atmosfera da mille e una notte inesauribile, fascinosa.
    Ho da chiederti un chiarimento per un passaggio che non ho compreso bene là dove dici: “Un piccolo genio, libero e innocente, cominciò a vagare per il mondo.” E dopo: “Sotto sembianze umane, aveva viaggiato con loro, conosciuto paesi, oltrepassato montagne, attraversato foreste, ammirato il mare”. Qui mi sono perso perché non ho trovato il collegamento tra le due vite. Mi spiego: non capisco se la sua esperienza con gli umani viene prima o dopo la saetta che lo ha liberato. Scusa ma sono un poco rimbambito.😊 Complimenti ancora ( ti invidio molto quella carovana che ricama il deserto, è un’espressione bellissima!) Voto gli zingari, ipotesi probabile che apre nuovi scenari. Ciao.🌻🙋

  • Complimenti alla scrittrice che, mi meraviglia ogni giorno di più! I suoi racconti mi affascinano perché mi fanno entrare dentro i protagonisti e mi fanno vivere esperienze mai avute! Ho votato ” La cosa” perché vorrei conoscere di più su questi esseri e sono certa che l’autrice lo farà in maniera eccellente grazie anche al linguaggio che sa usare con grande efficacia e conoscenza della lingua!

  • Ciao, Anna!
    Ho visto che hai cominciato una nuova storia e sono corsa a dare un’occhiata!
    Bell’incipit, pieno di fascino e di mistero. Volevo votare il gatto, ma la Lumiera esercita su di me un fascino particolare a cui non ho saputo dire di no. So che metterai in piedi una storia bellissima e avventurosa, mi aspetto grandi cose da questo racconto. E la frase: ” l’esercito di pidocchi eritrei che avevano colonizzato il soldato” è una di quelle che mi dice che non resterò delusa 🙂
    Davvero, molto bene, aspetto il nuovo episodio, ti seguo e ti auguro un buon proseguimento di serata o di giornata, a seconda di quando leggerai il mio commento. 🙂

    Alla prossima!

    • Buon giorno Artemisia,
      mi fa piacere trovarti tra i miei lettori e ti ringrazio per le parole gentili. Non mi hai detto quale opzione hai votato, questo significa che per te va bene ogni opzione o che lo hai dimenticato? mi piacerebbe sapere cosa ti aspetti. Buon fine settimana e a presto. Anch’io sono curiosa di conoscere il seguito della tua storia.

  • Ciao Anna.
    Favore piacevolmente ricambiato: ti ho letto, seguo te e la tua storia, ho fatto la mia scelta (parliamo della cosa?) e ora ti commento. Servizio completo 😀
    Un appunto: a tratti i periodi mi sono parsi un po’ lunghi e son dovuto tornare a rileggermi; personalmente preferisco frasi più brevi, ma è solo una nota di stile. Anche se la sensazione che mi hai trasmesso è che avessi fretta di raccontare.
    Hai un modo di narrare colto e accattivante (“scrivete di quello che conoscete” disse una volta un grande insegnante ad un corso di scrittura creativa che seguii a Milano, al secolo Francesco Gungui; e tu mi dai l’impressione di conoscere molto bene la tua materia).
    Non sono un fan sfegatato del fantasy, ma la storia mi prende, e ti seguirò!
    Al Prossimo capitolo 😉

    • Buongiorno Jose,
      grazie per l’attenzione che hai voluto dedicarmi. Neanche io sono per il fantasy sfrenato, e vedrai che il mio è un genere un po’ all’italiana. È vero, ho costruito periodi un po’ articolati nella narrazione, di solito non lo faccio. Mi sono accorta che molte virgole potevano essere dei punti. Forse ciò avrebbe reso più scorrevole e chiara la lettura. Grazie per i consigli e a presto col tuo prossimo capitolo.

  • Ohibò, che incipit originale.
    Buonasera Anna!
    Davvero particolare, con alcune gemme incastonate, come gellaba. Sono curioso di sapere della lumiera, e del significato che potrà avere nel corso del racconto.
    Divertente il punto d’orgoglio della signora, che percorre l’ingresso principale ben agghindata; un aspetto estremamente “umano” della storia.
    Bentornata nella vetrina, seguo con il consueto piacere di leggere le sue storie, tento più che siamo tornati in Sicilia!
    A presto buona serata!

    • Ciao Minollo,
      sono contenta di ritrovarti tra i miei lettori. Divertente il tuo ohibò iniziale. Per un attimo ho temuto fosse presagio di commenti sfavorevoli. Fortunatamente, anche stavolta, mi hai rivolto solo parole gentili e ti ringrazio. Certo la lumiera avrà un ruolo nella storia, se non altro come ricovero per la ‘cosa’ che qualunque ‘cosa’ sia è una ‘cosa’ misteriosa. Non so ‘cosa’ altro aggiungere, Buon fine settimana e a presto col secondo capitolo della tua storia.

  • Ciao Anna. Ma che strano che ci troviamo a parlare della stessa cosa: l’Africa orientale italiana… Ti vuoi cimentare nel Fantasy e allora ti faccio i miei auguri visto quanto è difficile inventare una cosa nuova e interessante. Per ora ci riesci alla grande e non togli la veste elegante che sempre accompagna il tuo svritto. Ti seguirò con piacere sicuro che mi meraviglierai. Ciaooo🙋🌻c
    P.s.: Voto “la cosa.”

    • Ciao Fenderman,
      il mio fantasy non è esasperato. Un po’, come dicevo, all’italiana, dove la fantasia non è troppo meraviglia ma sogno. niente guerre stellari, né eroi mitici. Più vita quotidiana che, a sorpresa, diventa straordinaria. Ho tante idee, quasi tutte confuse. Vedremo…
      ti auguro un bel fine settimana e alla prossima

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