Light of hell

Dove eravamo rimasti?

Di cosa vuole parlare Joy a William? ha bisogno di parlare con William del marchio (100%)

To be or not to be...

Si alza la manica della sua maglia a maniche lunghe e mostra il marchio che è ancora leggermente visibile, a fuoco sulla sua pelle.

“Ma te lo sei fatto tu, sei impazzito?” Domanda William perplesso.

“Non me lo sono fatto io, mi è uscito all’improvviso, e non solo, esce quando sono vicino a Sarah.”

“Pensi sia lei che ti fa uscire questo marchio?”

“Il fatto è che Sarah mi piace, e questo mi spaventa.”

“Ma hai provato a cercare qualche notizia?”

“Avrei voluto ma non ho avuto molto tempo, William, per favore non dirlo a nessuno, è meglio se me ne vado a casa, inventa qualcosa per me.”

“Certo, come vuoi.”

Joy per strada riflette su tutto ciò che gli sta accadendo, è tutto inspiegabile, ma deve avere un significato. Una volta  a casa cena, studia un pò e poi decide di vedere se su internet c’è qualche notizia sul marchio. Cerca molte voci ma niente di che, così passa in rassegna qualche bibliografia sui simboli, marchi e roba così, si ferma quando trova un libro contenente la simbologia dell’occulto ma non ci sono dettagli. A quel punto gli viene un’idea, su un foglietto si segna titolo e autore del libro e domani andrà alla biblioteca comunale a cercarlo, sperando ce l’abbiano.

La mattina dopo Joy si incammina verso la biblioteca comunale, per farlo passa per la piazza principale di Marysville e vede Sarah discutere con il suo ex Kevin, ma di nuovo inizia a sentire bruciore al braccio com’è già successo prima e così si allontana.

Una volta arrivato alla biblioteca Joy si avvicina alla reception ma non c’è nessuno, fa per avvicinarsi di più quando improvvisamente viene spaventato dall’apparizione improvvisa di una signora bassina di una sessantina d’anni, che era nascosta dietro al bancone al centro della grande sala con attorno alti scaffali pieni di libri.

“Mi serve questo libro.” Prende il foglietto con scritto titolo e autore e glielo mostra.

“Ah una lettura interessante per un ragazzino!” Esclama meravigliata la signora, “Certo, abbiamo questo libro. Lo legge qui o lo vuole solo in prestito?”

“Lo leggo qui.>>

<<Va bene, siediti, te lo vado a prendere.”

“Grazie.” Dice Joy sorridendo.

Joy inizia a sfogliare il libro che ha davanti, fortunatamente ci sono anche le figure e quindi deve semplicemente cercare quella giusta, ci sono tanti simboli diversi, dalla mitologia greca e romana, a quella giapponese fino a quella degli antichi popoli dell’America latina. Comunque non si da per vinto e continua a cercare, dovrà pur stare da qualche parte, continua a cercare sfogliando il libro finché non si ferma a guardare una figura in particolare, “deve essere questa, un serpente a forma di otto” si alza un pò la manica cercando di confrontarlo con il marchio sul braccio, anche se ormai quasi sparito del tutto, e sembra corrispondere, poi continua a leggere il significato di quel simbolo: “Il simbolo di Loki, dio norreno degli inganni, figlio di Odino, ah la mitologia norrena, non c’è nulla sul perché esce su di me. C’è un paragrafo sui demoni che hanno marchiato questo simbolo, sono demoni inferiori creati da Loki, non sono demoni pericolosi, amano fare scherzi e dispetti,  sono ingannevoli e astuti e inoltre amano schernire e deridere i deboli.” Joy riflette tra sé su questa ultima frase letta, pensa che sicuramente Sarah non è fatta così, però ora che ci pensa meglio c’è qualcun altro che è tipo da comportarsi così, Kevin, il suo ex ragazzo; ad ogni modo Joy decide di prendere in prestito il libro per poterlo studiare meglio a casa.

Mentre ritorna a casa non fa che pensare, non vuole credere che possano esistere certe cose, ma perché gli esce quel maledetto marchio, forse è il modo per percepire la presenza del demone, poi pensa a Sarah, non può essere lei il demone, è così dolce e gentile. E’ così tanto assorto nei suoi pensieri che neanche si accorge che l’oggetto dei suoi pensieri le è proprio davanti, in lacrime.

“Sarah.” dice Joy guardando la ragazza, la quale non risponde.

“Che è successo? Kevin ti ha fatto qualcosa?”

“No tranquillo, non mi ha fatto nulla.”

“Allora perché piangi?”

“Kevin mi ha fatto capire che mi ha tradito per colpa mia, perché lo trascuravo.”

“Davvero? Che stronzo!”

“No ha ragione, avrei dovuto prendermene più cura.”

“Non sarò molto esperto di relazioni ma io penso che non si va con un’altra donna solo perché sei stato trascurato, ma si parla e si risolvere.”

Sono le tre di notte passate, non c’è più nessuno in giro per la città, solo Kevin è rimasto a girovagare, i suoi amici ormai sono andati a casa, ma per lui la notte è ancora giovane. 

Nel completo buio della notte con la sola luce della luna crescente,  girovagando per la città, Kevin intravede una forma indistinta seduta sui gradini ai piedi dell’obelisco della scuola, con le gambe piegate a sé e le braccia intorno alle ginocchia ma sente che sta piangendo. Si avvicina, cerca di spostare le braccia che le coprono il viso e così nel farlo riesce a capire chi sia, “E tu che fai qui? Perché piangi?” Ma la figura non risponde, all’improvviso…

che cosa fa la figura misteriosa alla fine dell'episodio?

  • ...prende e scappa via (0%)
    0
  • ...si avventa su Kevin per baciarlo (100%)
    100
  • ...si avventa su Kevin per ucciderlo (0%)
    0
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6 Commenti

  • Ciao Joseph!
    Ho ripreso i due episodi precedenti; la storia sembra quella molto americana del nuovo arrivato a scuola, un po’ romantica e un po’ misteriosa, Joy comincia ad integrarsi e corteggia la bella del gruppo, ma a qualcuno non va giù. I tratti horror suppongo arriveranno presto.
    L’impressione che ho avuto, soprattutto nei primi due episodi, è che tendi a descrivere persone ed ambienti mediante un elenco di caratteristiche, mentre sarebbe più accattivante e di facile lettura mostrare le cose attraverso magari i dialoghi; rischi di appesantire la lettura e di renderla poco varia. Inoltre secondo me utilizzi troppo la virgola e poco il punto e virgola; ne gioverebbe la lettura, con pause di differente importanza e quindi una lettura scandita in maniera più appropriata dagli intervalli che tu imprimi.
    Spero di essermi spiegato e di non averti tediato, la storia è gradevole e si fa seguire. Bravo buona continuazione!
    Ho votato per il marchio.

    • Ti ringrazio per i commenti, hai fatto bene, ogni critica non può che essere costruttiva, purtroppo non sono molto bravo con alcuni aspetti della narrazione, e tendo a fare sempre gli stessi errori, ma proverò a fare meglio.
      Intanto ho scritto un nuovo episodio, non è facile far entrare tutto nei 5000 caratteri, spero possa piacere.

  • Va a sbattere contro una ragazza, mi pare un bel modo di cominciare la nuova vita a Marysville; per il ragazzo c’è tempo, magari un bullo con l’acne e i muscoli pompati che vorrà prenderlo a pugni… nel classico stile teen horror americano.
    Ciao Joseph.
    Mi piacciono gli horror, tento di scriverli anche io e, soprattutto, li leggo. Hai introdotto la storia mettendoci a parte degli avvenimenti che hanno portato Patrick a trasferirsi con il figlio, ci hai presentato il ragazzo (avrei voluto conoscerlo meglio, magari approfondiscine il carattere nel prossimo episodio) e hai introdotto diversi conflitti: la morte della mamma, la nuova città e la nuova scuola, la paura che l’assassino possa tornare… a proposito: ma non era un pirata della strada? Perché dovrebbe tornare a uccidere il ragazzo?
    La frase: “Patrick perse la moglie” stona nel contesto, sarebbe stato meglio: “ha perso la moglie” dato che per tutto il capitolo racconti al presente.
    Per i dialoghi ti consiglio di usare le Caporali (o le virgolette), le trovi nei simboli di Word, crei una scorciatoia in modo da non doverli inserire ogni volta.
    Carino il momento di smarrimento di Joy, l’idea della marchiatura a fuoco non è nuova, ma funziona bene negli horror, solo avrei mostrato di più.
    Spero di non essere risultata invadente le mie osservazioni vogliono essere consigli per migliorare, per questo siamo qui, no? 😉
    Bene, detto questo, ti saluto e aspetto il nuovo episodio.

    Alla prossima!

    • Non sei stata/o per niente invadente, anzi mi ha fatto piacere sentire qualche critica costruttiva, non può fare che migliorarmi, si si nel prossimo episodio sicuramente svilupperò di più i personaggi, già me lo sono prefissato. Riguardo alla tua domanda sul perché l’assassino dovrebbe tornare ad uccidere il ragazzo forse avrei dovuto spiegarlo meglio anche se la mia idea iniziale era più che altro un modo per esprimere la sua ansia, il pirata della strada è più un’ombra figurativa che lo perseguita, perché è un avvenimento che lo ha scosso molto. Devo ammettere che immaginavo che la l’idea della marchiatura fosse già stata usata.
      Grazie per il commento, ho già in mente molto materiale per il prossimo episodio, a presto.

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