Pagine bianche di libri non letti

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede ora? Facciamo un salto ad un mese prima quando un famoso antiquario chiamò Alfonso per assumerlo come ghost writer (67%)

Ghost writer - dove Alfonso aumenta la sua autostima e si caccia nei guai con le sue stesse mani.

“Entri pure Dottor Scardamatti, si accomodi. Il signor Bevilacqua la riceverà subito”. Il maggiordomo che accolse Alfonso assomigliava alla casa, morbidi velluti accoglienti accompagnati ad aspre e spigolose anticaglie.

Con un savoir-faire d’altri tempi riprese: “Mentre attende, gradisce del caffè, del tè o altro?”

“No, niente,  grazie mille, sono a posto così” disse Alfonso già intento ad osservare i dipinti che arredavano la stanza. 

In quel salottino c’erano finalmente degli oggetti interessanti; lo stesso non si sarebbe potuto dire del corridoio d’ingresso: un ammasso di vecchiume da rigattiere. Non che si intendesse di arredamento, men che meno di mobili d’epoca; questo salotto era però visibilmente più curato delle stanze precedenti.

I quadri appesi qui avevano un’aria familiare, ma prima che Alfonso potesse ricordare dove li aveva visti, arrivò l’antiquario. 

Il signor Franco Bevilacqua procedeva con passo spedito e un largo sorriso che spuntava da una folta barba grigia. “Vedo che ha fatto la conoscenza dei miei amici. Bene! Ci sarà meno da raccontare.”

“Dice dei quadri? Sono molto belli.” disse Alfonso “credo di averli già visti, in qualche modo, ma non saprei dire dove”

L’antiquario sorrise. “Li ha visti nei pressi, nei dintorni. Quando l’artista concepisce la sua opera, porta con sé tutto il suo mondo. Quel mondo non si può vedere tutto nella ristretta cornice di un quadro, ma è lì, nei paraggi.” 

Dopo una piccola pausa si affrettò a cambiare discorso, come se avesse detto più di quanto avrebbe voluto. “Ma non voglio farle perdere tempo caro Dottore Scardamatti, l’ho chiamata qui perché vorrei tanto che lei mi facesse da scrittore fantasma: da ghost writer, come si dice adesso”

“La proposta mi incuriosisce e mi lusinga signor Bevilacqua, ma, vede, io sono solo un modesto correttore di bozze, non ho mai scritto nulla che fosse una mia creazione.” protestò Alfonso.

Il signor Bevilacqua sorrise ancora “Non faccia il modesto, via. Nessuno scrittore ha mai creato nulla. I migliori si limitano a raccontare quello che vedono.” poi continuò, incalzando: “Lei sta correggendo il testo di un mio carissimo amico: Claude Deran <<Gli animali linguistici, verso una lingua veicolante>>. È stato proprio Claude a farmi il  suo nome; dice che sta lavorando molto bene, che le sue note a margine hanno una prosa vivace e intrigante.”

“Faccio solo il mio lavoro, con pedante meticolosità. Le mie note sono molto corpose perché quel libro è un vero rompicapo. Ma se vuole vendere qualche copia dovrà renderlo più comprensibile”.

“Bene bene, speriamo che grazie al suo lavoro, il testo possa diventare semplice e che le persone possano afferrare il senso ultimo del linguaggio. È una cosa a cui tengo molto anche io.” disse l’antiquario. “Prima di parlare di ciò che dovrà scrivere per me devo chiederle di firmare dei documenti di riservatezza. Non che non mi fidi… ma, sa com’è? Le sto per rivelare informazioni che…”

“Certo certo, capisco benissimo. Dove devo firmare?” rispose Alfonso.

“Mi segua, ho tutto nel mio ufficio” disse l’antiquario alzandosi e dirigendosi verso il corridoio.

Alfonso lo seguì guardandosi intorno, ogni oggetto che vedeva era familiare ma ignoto. Riusciva a malapena a scorgere i nomi sulle targhette, intravide una matassa di filo che Arianna non usò mai, perchè partì con Teseo; l’armatura di un soldato ateniese che, a seguito di una rissa al porto, non salpò alla guerra per Elena, il cesto che conteneva la melagrana infernale, e ancora tante altre stranezze che sembravano uscite da un reliquiario profano di oggetti non protagonisti.

La sua attenzione era così presa da quel catalogo che quasi andò a sbattere contro lo stipite della porta dell’ufficio. Cercò di fare finta di nulla ma il signor Bevilacqua non trattenne una risata.

“Dottor Scardamatti, vede, non è mancanza di fiducia nei suoi confronti, è la prassi. Deve solo firmare qui e potremo finalmente parlare di quello che dovrà scrivere.”

“Si figuri” rispose Alfonso “non sono certo nuovo a questa burocrazia, e vedrà, con me i suoi segreti saranno al sicuro fino alla pubblicazione del libro”. 

Mentre firmava, il signor Bevilacqua prese una valigetta, la mise sul tavolo e la aprì. “Dottor Scardamatti, sta per avere il privilegio di osservare di persona i diari perduti di Colombo. Solo poche persone al mondo li hanno letti.”

Alfonso guardò il vecchio diario, esitando. 

“Che c’è dottore, non mi dica che ha paura di aprirlo, non morde mica…” lo schernì l’antiquario.

“No” disse Alfonso con un sorriso, “il fatto è che, ogni volta che sto per aprire un libro che non ho mai letto, in questo caso quasi nessuno ha mai letto, mi chiedo che cosa facciano i personaggi che ancora non conosco. Mi chiedo se stiano già vivendo le avventure che scoprirò nelle pagine che non ho ancora letto o se sono in pausa, come degli attori tra un ciak e l’altro.”

“Forse questa volta riuscirà a scoprirlo” disse l’antiquario, “lo apra, coraggio”.

Cosa succede adesso?

  • Andiamo nel futuro, quando Alfonso si deciderà finalmente a conoscere la sua vicina di casa. (20%)
    20
  • Torniamo al presente, ad Alfonso e Flaminio che, durante la cena sul lungofiume, fanno un incontro interessante; (60%)
    60
  • Facciamo un salto di qualche secolo nel passato per vedere da dove arrivò questo diario. (20%)
    20
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66 Commenti

  • Ciao Gallo 🙂
    Beh come conclussione un po’ macabra direi 🙂 e siamo rimasti curiosi di scoprire chi sia questa misteriosa ragazza 🙂 un entita’ oscura? Una strega 🙂
    davvero complimenti 🙂 bella storia con un finale aperto che ti puo’ dfare la possibilita’ di riprenderal o continuarla in una nuova storia 🙂
    Per ora complimenti per la conclusione e ci vediamo presto con una nuova storia 🙂

    • Grazie mille, l’idea è di trasformare questa intuizione delle pagine bianche in qualcosa di più corposo.
      Dove tutto avrà più spazio per essere compreso, sia da me, sia da chi legge. Per ora ho bisogno di iniziare qualcosa di molto corto e spensierato. Ho bisogno di innamorarmi della velocità e di allenarmi a scrivere con più continuità.

      Grazie mille per avermi letto.

  • Ciao Gallo 🙂
    Mi fai ridere , sono sicuro che ti stai scompisciando pure tu a portarci questa storia 🙂
    Lewis Carrol contro la legge monopattino 😀 ahahah 😀
    Io voglio un finale inquetante percio’ opto per questo e voglio vedere che cosa ci tiri fuori 🙂
    Ma il nome Astolfo invece di Alfonso nella terzultima riga ce l’hai messo di proposito per vedere se siamo svegli o e’ un refuso 🙂
    Comunque a presto con il gran finale 🙂

    • Ciao BlackCat,
      grazie per le belle parole.
      In realtà la polemica contro la polemica contro i monopattini sarebbe stata molto più lunga ed articolata ma, (se becco chi l’ha inventato non so cosa gli faccio!!!) il limite dei 5000 caratteri impone delle scelte.
      Il nome di Astolfo è un refuso. O meglio è esattamente uno di quei casi in cui un fraintendimento apre le porte a nuovi significati. Ormai Alfonso dovrà fare i conti con l’eredità del paladino di Carlo Magno che volò sull’ippogrifo.
      Inizio subito a scrivere il finale, che con i miei tempi non so quando verrà

      Grazie ancora.

  • Ciao Gallo 🙂
    Avevo letto il titolo di questa storia tempo fa e’ mi aveva colpito 🙂 E’ molto poetico 🙂 pero’ poi tra le varie storie e i diversi autori ti avevo perso di vista 🙂 Ora che ti ho rivisto pero’ ho colto l’occasione per leggerti tutto d’un fiato 🙂
    Che dire in questo racconto sei riuscito a creare un mondo fantastico dove c’e’ proprio di tutto , storia, poesia e suspance in ogni capitolo 🙂 peccato essere arrivato quasi in conlucione di storia 🙂
    Per quanto riguarda il capitolo 8, mi e’ piaciuta l’idea di descrivere la partita in versi 🙂 inoltre vorrei capire di piu’ chi sia Germano 🙂
    Un amante del mistero come me non poteva scegliere che qualcuno li segua nel prossimo capitolo 🙂 chi? Questo tocchera a te farcelo sapere 🙂
    Ti seguo e attendo il pre finale 🙂
    A presto 🙂

    • Grazie mille, per l’interesse e per la pazienza.
      Purtroppo quando penso che sia tutto pronto per la pubblicazione, mi viene da cambiare tutto e, cambiando tutto, sforo il limite dei 5000 caratteri.
      Adesso ho studiato una tecnica che dovrebbe velocizzare gli ultimi due episodi, ma la svelerò solo se funzionerà.

      A presto

    • Ciao, il misterioso uomo in nero ha incontrato Alfonso in uno dei primi capitoli. Purtroppo non era in una delle opzioni votate e quindi quell’incontro non è stato letto da nessuno.
      Dopotutto i personaggi hanno una vita che va oltre a quello ch possono conoscere i lettori. 😉
      Potrebbero conoscerlo votando di tornare al pomeriggio, ma mi rendo conto che il richiamo dei fatti oggettivi è forte.

      Grazie per continuare a leggermi; però mi sto velocizzando, di questo passo potrei anche arrivare a scrivere un episodio a settimana.

      Ciao
      ilGallo

  • Capitolo 5)

    Il gioco di rime mi è piaciuto. Come sottolineato da Red, diversi lettori potrebbero avere qualche difficoltà nel seguire la storia, non tanto per la complessità, quando per il tempo trascorso fra un capitolo e l’altro. Anche io, che di norma riesco a ricordare grossomodo tutto, questa volta ho avuto qualche difficoltà, anche se poi sono rientrato nella storia.
    Dico che vorranno sapere da dove vengono!

    Aspetto il prossimo.
    Continua così!

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