Pagine bianche di libri non letti

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede adesso? Gli altri avventori, anche loro figure letterarie, chiedono ad Alfonso e a Flaminio da quale libro provengano. (100%)

Chiacchiere da bar

Alfonso e Flaminio si guardarono increduli. Non avevano immaginato che, con delle domande così semplici, avrebbero scatenato tanta loquacità nel primo sovrano d’Armenia, diretto testimone della costruzione e della caduta della torre di Babele, rovesciatore di tiranni e vittima dell’oblio tempo.

Flaminio disse “Voi sareste vivo da più di 4000 anni?”.

“Avete assistito alla caduta della torre?” aggiunse subito Alfonso.

“Sì e sì. Anche se gli anni non sono 4000, ma assai meno. Quello scriba incapace lavorò alla mia storia qualche centinaio di anni dopo la mia morte; da allora sono stato confinato in un rotolo, non letto da nessuno. Dopo secoli di nulla, quel manoscritto finì nella grande biblioteca di Alessandria. Fu lì che capii la natura dei personaggi letterari. Circondato da una ricchezza di storie che non ha eguali neppure nel mondo moderno, cominciai a dialogare con i miei vicini. All’inizio con timidezza, parlavamo soltanto e solo nelle ore notturne, poi con sempre più spavalderia, finché, trovai il coraggio per uscire dal libro.”

“Uscire dal libro?” Flaminio non credeva alle proprie orecchie

“Avete ragione. Da una pergamena; a quei tempi i libri si usavano poco.”

“Avete assistito alla caduta della torre di Babele?” Chiese, di nuovo, Alfonso. Tutte quelle chiacchiere non lo interessavano, lui stava lavorando ad un testo che dava una nuova teoria del crollo e voleva vederci più chiaro. “Come avvenne la caduta, c’erano dei sacerdoti che usavano un linguaggio magico? Affidarono qualche messaggio ai capi dei popoli? Li avete mai più incontrati?”

Flaminio si girò di scatto verso il compare: “Dottor Scardamatti, si dia un contegno. Siamo di fronte ad un probabile millantatore, un mistificatore, un bugiardo compulsivo. Dice di uscire dai libri!”

Alfonso guardò di rimando il suo compagno: “Non poteva certo restare a far niente tutto quel tempo.” Poi, rivolto ad Haik: “Le spiace se ci sediamo qui? Sa, non abbiamo ancora cenato…”

Senza attendere una risposta lui e Flaminio si sedettero al tavolo. Per un momento le discussioni furono interrotte dall’arrivo del Benassi.

“Vi avevo preparato quel tavolo, ma vedo che avete trovato compagnia. Ecco i piatti e il pane. Cosa vi porto?

Oggi abbiamo un risotto al verde o spaghetti alla bar sport. Altrimenti, al solito, panini a scelta.”

Haik disse “Dottor Scardamatti, è così che si chiama? Lui prima stava parlando con uno di quei cosidetti «sacerdoti»” Poi, rivolto al barista disse: “Prima stavate parlando con un signore dall’aspetto gioviale, una faccia nota, ma sconosciuta…”

“Si certo, quell’uomo di lettere, quello che mi ha dato la poesia.” Disse il Benassi. “Ma voi avete famee io mi perdo in chiacchiere. Porto un po’ di tutto e anche un bel bottiglione di rosso. Vado subito” e così dicendo se ne andò verso la cucina.

Alfonso vide un uomo che li stava fissando; se ne stava come un gabbiano, di vedetta su una vecchia fortezza attendendo invano il ritorno del mercantile. Incrociato lo sguardo con quello di Alfonso, si decise a scendere dal suo trespolo e a dirigersi verso il terzetto. “Voialtri, aveti mica stanto parlare, di un di quelli che si aggirino col giumbottoto totto ‘ngro, co di un cappucciaccio calcato in sul capo. Di quei che van farneticando di sonetti astrologali?”

Alfonso al solo sentire quella strana domanda andò con la mente al pomeriggio appena trascorso. Prima di arrivare nella biblioteca di Flaminio, aveva incontrato uno strano tipo «con un giubotto nero e un cappuccio in capo» che, dopo aver attaccato bottone, ha iniziato a parlargli del legame tra i sonetti e le dodici case dello zodiaco. Disse al gabbiano: “Io l’ho incontrato, oggi pomeriggio, ma non l’ho più visto, non so neppure chi sia. Ma abbiamo parlato, diceva che ci saremmo reincontrati”

“E lo che è certo che si si reincotrassimo. C’haveamo da aver congresso proprio qui in questa sera, On dove si è cacciao queo maliardo, farabutto, carogna, pisano, figliol d’una leofantesca, margagna parcanzio, sacripaldino?”

Haiek si girò verso questo ultimo arrivato e disse: “Convegno qui? e com’è che io non ne ero informato? Non si degnano più neppure di avvisarmi quei traditori.”

Per fortuna che arrivò il vino. Flaminio Ottolenghi se ne versò subito un bicchiere, lo bevve tutto d’un fiato e lo ripose sul tavolo bruscamente, in modo da interrompere quegli sproloqui.

“Qui esigo una spiegazione. è da tutto il giorno che succedono cose inspiegabili. Ora vi fermate e ci raccontate tutto dal principio”

Il gabbiano quarò Hiak stupito “Ohi dan del qual libro provegnano coesti due altri? Sembrean che sian venuti allo mondo ilgiorndoggi, che no sia minga il profetar del vero cosa vera? Niungo c’aga mai credut, ma il pudarias ves Vertate!”

“Da quale libro veniamo?” Esclamò Flamionio, pensando bene di versarsi un’altro bicchiere. Uno anche per Alfonso. “Veniamo dalla biblioteca, dove abbiamo sentito Jago parlare con Desdemona, dove i libri avevano perso l’inchiostro e le scritte, dove forse sarebbe stato meglio restare.”

La porta del locale si spalanca. Chi entra?

  • Una allegra brigata di musici e saltimbanchi. (25%)
    25
  • Un uomo con un giubbotto nero e un cappuccio calato in testa. (75%)
    75
  • Una donna, correndo, visibilmente impaurita e affaticata. (0%)
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66 Commenti

  • Ok, le troppe interruzioni hanno inficiato e non poco il racconto, però questo finale è veramente fico! È un buon finale aperto e mi ha soddisfatto, cosa che non mi aspettavo.
    Non so se vorrai dirci qualcosa tra i commenti, ma noi ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao Gallo 🙂
    Beh come conclussione un po’ macabra direi 🙂 e siamo rimasti curiosi di scoprire chi sia questa misteriosa ragazza 🙂 un entita’ oscura? Una strega 🙂
    davvero complimenti 🙂 bella storia con un finale aperto che ti puo’ dfare la possibilita’ di riprenderal o continuarla in una nuova storia 🙂
    Per ora complimenti per la conclusione e ci vediamo presto con una nuova storia 🙂

    • Grazie mille, l’idea è di trasformare questa intuizione delle pagine bianche in qualcosa di più corposo.
      Dove tutto avrà più spazio per essere compreso, sia da me, sia da chi legge. Per ora ho bisogno di iniziare qualcosa di molto corto e spensierato. Ho bisogno di innamorarmi della velocità e di allenarmi a scrivere con più continuità.

      Grazie mille per avermi letto.

  • Ciao Gallo 🙂
    Mi fai ridere , sono sicuro che ti stai scompisciando pure tu a portarci questa storia 🙂
    Lewis Carrol contro la legge monopattino 😀 ahahah 😀
    Io voglio un finale inquetante percio’ opto per questo e voglio vedere che cosa ci tiri fuori 🙂
    Ma il nome Astolfo invece di Alfonso nella terzultima riga ce l’hai messo di proposito per vedere se siamo svegli o e’ un refuso 🙂
    Comunque a presto con il gran finale 🙂

    • Ciao BlackCat,
      grazie per le belle parole.
      In realtà la polemica contro la polemica contro i monopattini sarebbe stata molto più lunga ed articolata ma, (se becco chi l’ha inventato non so cosa gli faccio!!!) il limite dei 5000 caratteri impone delle scelte.
      Il nome di Astolfo è un refuso. O meglio è esattamente uno di quei casi in cui un fraintendimento apre le porte a nuovi significati. Ormai Alfonso dovrà fare i conti con l’eredità del paladino di Carlo Magno che volò sull’ippogrifo.
      Inizio subito a scrivere il finale, che con i miei tempi non so quando verrà

      Grazie ancora.

  • Ciao Gallo 🙂
    Avevo letto il titolo di questa storia tempo fa e’ mi aveva colpito 🙂 E’ molto poetico 🙂 pero’ poi tra le varie storie e i diversi autori ti avevo perso di vista 🙂 Ora che ti ho rivisto pero’ ho colto l’occasione per leggerti tutto d’un fiato 🙂
    Che dire in questo racconto sei riuscito a creare un mondo fantastico dove c’e’ proprio di tutto , storia, poesia e suspance in ogni capitolo 🙂 peccato essere arrivato quasi in conlucione di storia 🙂
    Per quanto riguarda il capitolo 8, mi e’ piaciuta l’idea di descrivere la partita in versi 🙂 inoltre vorrei capire di piu’ chi sia Germano 🙂
    Un amante del mistero come me non poteva scegliere che qualcuno li segua nel prossimo capitolo 🙂 chi? Questo tocchera a te farcelo sapere 🙂
    Ti seguo e attendo il pre finale 🙂
    A presto 🙂

    • Grazie mille, per l’interesse e per la pazienza.
      Purtroppo quando penso che sia tutto pronto per la pubblicazione, mi viene da cambiare tutto e, cambiando tutto, sforo il limite dei 5000 caratteri.
      Adesso ho studiato una tecnica che dovrebbe velocizzare gli ultimi due episodi, ma la svelerò solo se funzionerà.

      A presto

    • Ciao, il misterioso uomo in nero ha incontrato Alfonso in uno dei primi capitoli. Purtroppo non era in una delle opzioni votate e quindi quell’incontro non è stato letto da nessuno.
      Dopotutto i personaggi hanno una vita che va oltre a quello ch possono conoscere i lettori. 😉
      Potrebbero conoscerlo votando di tornare al pomeriggio, ma mi rendo conto che il richiamo dei fatti oggettivi è forte.

      Grazie per continuare a leggermi; però mi sto velocizzando, di questo passo potrei anche arrivare a scrivere un episodio a settimana.

      Ciao
      ilGallo

  • Capitolo 5)

    Il gioco di rime mi è piaciuto. Come sottolineato da Red, diversi lettori potrebbero avere qualche difficoltà nel seguire la storia, non tanto per la complessità, quando per il tempo trascorso fra un capitolo e l’altro. Anche io, che di norma riesco a ricordare grossomodo tutto, questa volta ho avuto qualche difficoltà, anche se poi sono rientrato nella storia.
    Dico che vorranno sapere da dove vengono!

    Aspetto il prossimo.
    Continua così!

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