Pagine bianche di libri non letti

Dove eravamo rimasti?

I tre escono dal bar e... … scoprono che qualcuno li sta seguendo. (67%)

Per uscire dal labirinto occorre perdersi

Germano uscì dalla porta del bar sport e prese a camminare velocemente. Flaminio ed Alfonso lo seguirono mentre Haik e l’uomo rinascimentale restarono con una scusa. Germano ammirava la loro avversione a qualsiasi tipo di lavoro. Del resto, chi ha contato innumerevoli anni, visitato sconfinati confini e assistito le follie di intere folle, trova gustoso il molle stare a guardare. Flaminio, ad un certo punto, chiese: “Dove ci state portando?”
“Non molto lontano” rispose Germano, fermandosi ad armeggiare col telefono. Poi fece segno ai due di seguirlo verso lo stradone principale e si fermò davanti a 3 monopattini. Ne sbloccò uno. “fatemi vedere se riesco ad usarne tre. Non ho mai provato.”
Flaminio lo guardò preoccupato: “Dobbiamo andare fuori città su uno di quei… cosi?”
“Non uno. Tre, come vi dicevo. è molto pericoloso andare in più d’uno…” disse Germano
“Io non sono mai salito su un monopattino” protestò Alfonso. “Vi capita spesso, a voi personaggi dei libri, di girare in questo modo?” 
“No, di solito cavalchiamo draghi o cadiamo nelle tane del bianconiglio. Questa sera però, non dobbiamo dare nell’occhio. Accontetatevi dei monopattini.”

Superato l’impaccio iniziale, Alfonso e Flaminio iniziarono quasi a divertirsi. Ad un tratto sentirono, lontano, un suono di sirene. Germano si arrestò e fece segno anche agli altri due di fermarsi e di fare silenzio. “Presto”, disse “dobbiamo costruire un nascondiglio. è necessario che trovino quello che non cercano!”
“Chi ci starebbe cercando?” chiese Alfonso.
“E cosa dovrebbero trovare?” aggiunse Flaminio.
Germano accatastava dei bidoni vicino ad un muro mentre mormorava qualcosa muovendo le mani come i bambini che lanciano incantesimi per gioco.
“Venite!” disse ai due “è essenziale che camminiate in linea retta. Ad ogni ostacolo dovrete girare a destra. Curve a 90°. Io creerò un divertissement.”

Alfonso provò ad obiettare mentre Flaminio non trovò le parole per descrivere quello che non stava pensando.
“Forza! Andate! Ci rivedremo fra qualche giorno” Concluse Germano andandosene.

Ad Alfonso e Falminio, soli, non restò altro da fare che seguire le indicazioni.
Per stanchezza e per scaramanzia, presero ad andare dritti. Al primo muro girarono a destra, in via S. Colombano. Poi di nuovo a destra in via Morazzone, e ancora in Via Mazzini e in Via Porta. Le sirene si facevano sempre più vicine, ma questo cammino li tranquillizzava. Un ponteggio, davanti ad una chiesa, li costrinse a girare, sempre a destra, in Via Mantovani, dove un camion bloccava loro la strada. Sulla destra una cancellata e una scaletta invitavano a salire sul tetto della casa.

“Oh no! No no no no! Non se ne parla proprio” disse Alfonso, “mi vengono le vertigini solo a pensarci.”
Ma un forte boato e uno scoppio nel cielo di bagliori rosa e gialli lo fece arrampicare, svelto come un gatto, fin sul tetto. 
Quando Flaminio lo raggiunse, videro, o credettero di vedere, un dragone di carta che volava nel cielo sopra le loro teste. Questo dragone sputava fuochi d’artificio colorati in una specie di spirale che sembrava mimare il percorso che avevano seguito fino a quel momento. In sella a quel drago: Germano; come un direttore d’orchestra, chiamava a raccolta i fuochi per plasmarli in una forma che, nella sua mente, doveva sicuramente avere qualche senso.
Intorno a loro, nei vicoli bassi sotto le case, giravano auto della polizia con lampeggianti accesi e un baccano d’inferno. Era sorprendente che nessuno fosse uscito dalle finestre a protestare contro quel chiasso notturno.

Lo stare fermi però li inquietava, non vedevano più il dragone e, in compenso, le sirene avevano preso forza.
“Dottor Scardamatti” disse Flaminio “non avrei mai pensato che una tranquilla cena avrebbe potuto portarci a questo”
“Caro Ottolenghi” risposte Alfonso “io devo proprio essere preda alla stanchezza e al delirio, mi è sembrato di riconoscere in una poliziotta, la mia nuova vicina di casa”

“Avete una nuova vicina? Questa si che è una notizia. Com’è?”
“Stranamente non l’ho mai vista in faccia, eppure sono quasi sicuro che in una di quelle macchine ci sia lei”
“Sapete se è una poliziotta?”
“Non so nulla. Questa mattina, mentre venivo in biblioteca.” Continuò Alfonso “Quando incontrai Germano per la prima volta. Anche allora lui si spaventò sentendo il suono delle sirene e scappò. Fu allora che mi sembrò vedere  la donna misteriosa.”

“Questa è una storia senza capo ne coda” asserì Flaminio, vedendo a destra una scala esterna che scendeva in strada. “Per di quà!”
Discesi dalla casa si trovarono di nuovo in via Morazzone, girati nel senso opposto. 
Un’auto della polizia giunse a grande velocità obbligando Flamino a compiere un grande balzo in avanti e a ruzzolare tra vecchie riviste buttate sul marciapiede.
Girandosi non vide più Astolfo ma sentì solo una voce che gli disse “Per stasera basta così, ora puoi riposare”
Flaminio perse conoscenza.

Cosa succede nel prossimo capitolo

  • Tutto è inquietantemente tranquillo (100%)
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    0
  • Tutto sembra tranquillo (0%)
    0
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66 Commenti

  • Ciao Gallo 🙂
    Beh come conclussione un po’ macabra direi 🙂 e siamo rimasti curiosi di scoprire chi sia questa misteriosa ragazza 🙂 un entita’ oscura? Una strega 🙂
    davvero complimenti 🙂 bella storia con un finale aperto che ti puo’ dfare la possibilita’ di riprenderal o continuarla in una nuova storia 🙂
    Per ora complimenti per la conclusione e ci vediamo presto con una nuova storia 🙂

    • Grazie mille, l’idea è di trasformare questa intuizione delle pagine bianche in qualcosa di più corposo.
      Dove tutto avrà più spazio per essere compreso, sia da me, sia da chi legge. Per ora ho bisogno di iniziare qualcosa di molto corto e spensierato. Ho bisogno di innamorarmi della velocità e di allenarmi a scrivere con più continuità.

      Grazie mille per avermi letto.

  • Ciao Gallo 🙂
    Mi fai ridere , sono sicuro che ti stai scompisciando pure tu a portarci questa storia 🙂
    Lewis Carrol contro la legge monopattino 😀 ahahah 😀
    Io voglio un finale inquetante percio’ opto per questo e voglio vedere che cosa ci tiri fuori 🙂
    Ma il nome Astolfo invece di Alfonso nella terzultima riga ce l’hai messo di proposito per vedere se siamo svegli o e’ un refuso 🙂
    Comunque a presto con il gran finale 🙂

    • Ciao BlackCat,
      grazie per le belle parole.
      In realtà la polemica contro la polemica contro i monopattini sarebbe stata molto più lunga ed articolata ma, (se becco chi l’ha inventato non so cosa gli faccio!!!) il limite dei 5000 caratteri impone delle scelte.
      Il nome di Astolfo è un refuso. O meglio è esattamente uno di quei casi in cui un fraintendimento apre le porte a nuovi significati. Ormai Alfonso dovrà fare i conti con l’eredità del paladino di Carlo Magno che volò sull’ippogrifo.
      Inizio subito a scrivere il finale, che con i miei tempi non so quando verrà

      Grazie ancora.

  • Ciao Gallo 🙂
    Avevo letto il titolo di questa storia tempo fa e’ mi aveva colpito 🙂 E’ molto poetico 🙂 pero’ poi tra le varie storie e i diversi autori ti avevo perso di vista 🙂 Ora che ti ho rivisto pero’ ho colto l’occasione per leggerti tutto d’un fiato 🙂
    Che dire in questo racconto sei riuscito a creare un mondo fantastico dove c’e’ proprio di tutto , storia, poesia e suspance in ogni capitolo 🙂 peccato essere arrivato quasi in conlucione di storia 🙂
    Per quanto riguarda il capitolo 8, mi e’ piaciuta l’idea di descrivere la partita in versi 🙂 inoltre vorrei capire di piu’ chi sia Germano 🙂
    Un amante del mistero come me non poteva scegliere che qualcuno li segua nel prossimo capitolo 🙂 chi? Questo tocchera a te farcelo sapere 🙂
    Ti seguo e attendo il pre finale 🙂
    A presto 🙂

    • Grazie mille, per l’interesse e per la pazienza.
      Purtroppo quando penso che sia tutto pronto per la pubblicazione, mi viene da cambiare tutto e, cambiando tutto, sforo il limite dei 5000 caratteri.
      Adesso ho studiato una tecnica che dovrebbe velocizzare gli ultimi due episodi, ma la svelerò solo se funzionerà.

      A presto

    • Ciao, il misterioso uomo in nero ha incontrato Alfonso in uno dei primi capitoli. Purtroppo non era in una delle opzioni votate e quindi quell’incontro non è stato letto da nessuno.
      Dopotutto i personaggi hanno una vita che va oltre a quello ch possono conoscere i lettori. 😉
      Potrebbero conoscerlo votando di tornare al pomeriggio, ma mi rendo conto che il richiamo dei fatti oggettivi è forte.

      Grazie per continuare a leggermi; però mi sto velocizzando, di questo passo potrei anche arrivare a scrivere un episodio a settimana.

      Ciao
      ilGallo

  • Capitolo 5)

    Il gioco di rime mi è piaciuto. Come sottolineato da Red, diversi lettori potrebbero avere qualche difficoltà nel seguire la storia, non tanto per la complessità, quando per il tempo trascorso fra un capitolo e l’altro. Anche io, che di norma riesco a ricordare grossomodo tutto, questa volta ho avuto qualche difficoltà, anche se poi sono rientrato nella storia.
    Dico che vorranno sapere da dove vengono!

    Aspetto il prossimo.
    Continua così!

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