ALTROVE LIQUIDO – SECONDA PARTE

L’INIZIO DELL’INDAGINE

La casa, vista da fuori, pareva abbandonata da diverso tempo. Il legno delle persiane sghembe era scolorito e rosicchiato dal tempo e le perline che ne ricoprivano il piano superiore non avevano un aspetto migliore. Ciuffi poderosi di erbacce giallastre, spuntavano ai lati della costruzione come capelli arruffati sulla testa di un vecchio.

Massimo percorse l’ultimo tratto di un sentiero polveroso, rabbuiato da una volta di chiome di castagni, si avvicinò all’uscio chiuso, spinse, ma il battente non si mosse. La serratura che lo proteggeva era recente e impossibile da violare con un semplice passpartout. Girò intorno alla casa, alla ricerca di un varco, ma si accorse presto, scostando una delle imposte, che le finestre del piano di sotto erano tutte chiuse da inferriate solide e ben verniciate.  

Tornò sul davanti della casa, aprì la persiana della finestra accanto alla porta e tentò di sbirciare attraverso il vetro reso, però, opaco dalla sporcizia accumulatasi negli anni. si guardò intorno, nessuno. Il paesino, abbandonato da tempo, era completamente deserto. Estrasse la pistola dalla fondina che portava su un fianco, e con il calcio dell’arma ruppe il vetro, infilò dentro l’avambraccio, armato di cellulare con la torcia accesa, e illuminò l’interno. Il pavimento era coperto di polvere, ma sgombro dai rifiuti che, di solito, infestavano i ruderi. Poco più avanti, una scala saliva in una rampa stretta che si perdeva oltre il mezzanino. I muri, seppur deturpati dall’incuria, non presentavano graffiti o segni del passaggio di adolescenti inquieti. Quel posto era stato custodito nel tempo, di recente blindato con sbarre e serrature rinforzate, perché? Se lo chiese a voce alta, ragionando sul percorso che lo aveva condotto fin lì.

***

Il fascicolo lo aveva trovato il sei novembre, al quarantaduesimo giorno di servizio presso la questura di Aosta, all’ufficio Crimini Irrisolti. Era un fascicolo sottile, così sottile da attirare l’attenzione di uno bravo. Di uno che della ricerca della verità avrebbe fatto una malattia, se non lo avessero ammazzato prima.

Quando lo aprì, nel seminterrato illuminato male, si trovò davanti un verbale scarno, il referto autoptico riferito a un soggetto maschile, datato 11 dicembre 1998 e di un soggetto femminile, con data 18 dicembre 1998. Il referto della ragazza era stato redatto dallo stesso medico legale, il dottor Edoardo Scalzi, ma il corpo proveniva dall’ospedale Parini. Le foto, a corredo del fascicolo, ritraevano due corpi, un maschio e una femmina. Gli scatti erano pochi e, per la maggior parte, immortalavano parti della casa, come la serratura scassinata, un posacenere con appoggiato quello che sembrava uno spinello consumato a metà, una lampada rovesciata. I corpi erano ritratti da una prospettiva poco agevole a riconoscerne appieno i tratti. Nessun fotografo forense, con un minimo di esperienza, avrebbe documentato la scena di un crimine con tanta imperizia. Massimo giunse alla conclusione che il rapporto fosse stato alleggerito.  Scattò diverse foto con il cellulare ed era tornato al piano di sopra.

«Tutto a posto? Hai una faccia…» gli aveva chiesto Dania al suo rientro in ufficio.

«Sì… beh, no, a dire il vero.» Si era seduto di fronte a lei e le aveva raccontato del fascicolo, chiedendole se ricordasse qualcosa a proposito di un duplice omicidio a Sapeny.

Dania rispose che non ne aveva mai sentito parlare, ma che avrebbe potuto informarsi.

«No, non è il caso» le aveva risposto. «ma ho bisogno di parlare con qualcuno a medicina legale.»

Erano partiti subito dopo, con l’auto di lei. «La macchina di servizio è disponibile» gli aveva fatto notare Dania.

«Lo so» aveva risposto lui, «ma preferisco non dover spiegare dove dovrebbe portarci.»

La collega lo aveva guardato strano, lui le aveva parlato del caso, senza scendere troppo nei particolari e lei, che aveva imparato presto a fidarsi del nuovo arrivato, aveva annuito e gli aveva passato le chiavi della sua Jeep.

Massimo, durante il breve spostamento in auto, le aveva accennato a un sospetto, una cosa molto grave che, con ogni probabilità avrebbe portato rogne. Le aveva anche detto che, se fosse stato come pensava, non l’avrebbe coinvolta oltre. Dania protestò, mentre lui fermava la macchina nel posteggio antistante l’Istituto di Medicina Legale. «Non ti rovinerò la carriera, ho già fatto un casino con la mia.» Tirò il freno a mano e aprì la portiera. «Che fai, non vieni?» le chiese. Lei, ancora seduta sul lato del passeggero, lo fulminò con lo sguardo. «Non mi terrai allo scuro, non sono solo una a cui scroccare un passaggio.»

«No, non lo sei» le disse con un mezzo sorriso e lei ebbe un tuffo al cuore.

Al primo piano di un edificio anonimo e quadrato, si trovavano uffici e ambulatorio. Li accolse un bancone stretto e lindo, oltre il quale gli occhi attenti di un uomo basso e baffuto, fecero loro una rapida radiografia.

«Buongiorno,» esordì Massimo ed estratto il tesserino aggiunse: «vorrei parlare con il dottor Scalzi.»

EBBENE SÌ, HO DECISO DI CONTINUARE QUESTA STORIA. MASSIMO VUOLE PARLARE CON IL MEDICO CHE HA ESEGUITO LE DUE AUTOPSIE MA:

  • SCALZI STA BENE, MA È MOLTO RETICENTE (18%)
    18
  • SCALZI È FORTEMENTE INVALIDO (45%)
    45
  • SCALZI È MORTO (36%)
    36
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36 Commenti

  • Ciao, bellissime come sempre sia l’atmosfera che la descrizione del paesaggio/ambientazione!!! Mi hai fatto ricordare quelle manciate di case incastrate nella valle, che nostalgia!!!
    Ho votato per voglio restare nel 1998, vorrei saperne un po’ di più prima di andare nel futuro!!! Alla prossima.

    • Ciao, Isabella.
      Io adoro la montagna e gli scenari che presenta in ogni stagione. Siamo stati in Valle d’Aosta pochi giorni fa, una bellissima giornata, siamo spuntati fuori dalla nebbia, che ci ha accompagnati da Ovada fin sotto la Valle, ed è stato come entrare in un mondo fatato, sole, cielo azzurrissimo e vette innevate. Questo capitolo è nato da questa esperienza.
      Vediamo quale opzione prevarrà; intanto, ti ringrazio moltissimo e ti auguro un ottimo fine settimana.

      Alla prossima!

  • Questa volta voto di andare nel futuro fino a Giulia e nel capitolo 5 facciamo un bel “trait d’union” per capire dove vanno i pezzi (beh, più o meno, in realtà).

    Queste scene “familiari” ti vengono da Dio! Così come i Gialli (che siano inventati lì per lì o meno) 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao, Ilaria.
      Sono felicissima di questo commento e di sapere che il mio stile viene fuori quando scrivo, non è semplice crearsene uno proprio, specie se si è dilettanti, io ci provo e se ci riesco è una vittoria.
      Chissà quanto sono riuscita a trasmettere di quel che avrei voluto, lo scopriremo…

      Grazie ancora e alla prossima!

  • Ciao Keziarica, torniamo a Giulia, non perdiamola di vista.
    Nella scena, lo Zip sembra un cavallo bianco e il ragazzo il cavaliere che porta al sicuro la sua dama. Forse è proprio così che certe ragazzine di sentono in situazioni analoghe. Per un attimo il mondo è solo la scenografia di una rappresentazione felice. E tu così hai descritto quella valle, selvatica e accogliente, fredda ma non ostile. L’ombra che lo segue la rimandiamo, sicuramente ci sarà occasione di conoscerla. A presto dunque. 🙏🌻

    • Ciao, Ottaviano.
      Sì, le ragazzine vedono il proprio ragazzo come un principe capace di tutto, invincibile e bello, anche se, la maggior parte delle volte, è solo un ragazzino pieno di paure e brufoli che non sa nulla della vita, ma che tenta in ogni modo di mostrarsi pronto a tutto; ahimè, avrà modo di capire che non è così e che della vita, purtroppo, non ha ancora visto nulla.
      La Valle D’Aosta è così, sembra sempre pronta ad abbracciarti, in ogni stagione, sarà perché è uno dei miei posti preferiti… 🙂
      L’ombra la conosceremo meglio, c’è tempo.
      Grazie per l’apprezzamento e per esserci sempre.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Ho votato per il balzo indietro, questo movimento temporale che ci mostra squarci della storia mi è congeniale, così come anche la presenza di più di un personaggio che catalizza l’attenzione; Massimo cresce ed ha la faccia dell’integerrimo che mastica amaro davanti alle ingiustizie, mentre Giulia è, suo malgrado, soprattutto vittima.
    Mi chiedo cosa ci sia sotto, sempre bravissima a tenere la corda tesa.
    Buona domenica e a presto!

    • Ciao, Minollo.
      Grazie, spero di non tirarla troppo la corda 😉
      Sì, Massimo è un carattere forte, un personaggio che immaginavo relegato a un ruolo marginale ma che sta spingendo quanto più gli riesce per emergere, per raccontare anche la sua versione e la sua storia. Devo stare attenta a non far finire Giulia nel dimenticatoio, però. Vediamo come procede, per ora sto lasciando ai personaggi la possibilità di venir fuori, prima o poi dovrò mettere un freno o finirò per deragliare dall’idea prima, finendo per raccontare un’altra storia.
      Le opzioni che riguardano il passato sono per ora in parità, chissà chi la spunta, non ci resta che aspettare, sperando che qualcun altro venga a leggere 🙂

      Alla prossima!

    • Ciao, Ilaria.
      Hai ragione, a volte è difficile scovare le ripetizioni e dire che l’ho letto e riletto… pazienza, correggerò il file…
      Grazie, per i complimenti, io ci provo a raccontare le cose senza che le parole si intreccino in trame troppo fantasiose, per il momento, forse, ci sto riuscendo, vediamo quanto dura… 🙂

      Grazie ancora, buona domenica e alla prossima!

  • Eccomi qua, con l’ormai consueto ritardo! Non sto partecipando al nanowrimo ma cerco lo stesso di scrivere tutti i giorni e il tempo è quello che è, tu stai portando avanti anche la sfida di novembre o hai “ripiegato” qui?
    Cooomunque, questa seconda parte inizia in maniera opposta alla prima, più in linea con gli ultimi capitoli della storia, in un flashback prolungato che ho votato per allungare ulteriormente restando nel passato con Massimo e Dania, almeno per un altro capitolo. Anche visitare il 1998 mi intriga, ma forse è meglio riservarci questo viaggio per un momento più climatico, visto che potrebbe rivelarsi molto importante. Ho la speranza che andando verso la conclusione il cerchio si chiuda e visioni e accadimenti più surreali e sopra le righe riprendano il sopravvento, ma in ogni caso sono sicuro che, come dicono in inglese, ci porterai in “posti” interessanti. A presto!

    • Ciao, Dapiz.
      Bentornato e non preoccuparti per il ritardo, sono felice che tu ci sia.
      Il NaNo non l’ho cominciato, in compenso ho ripreso questo racconto, ne ho iniziato un altro con un altro nick e sto scrivendo, come esercizio giornaliero, un racconto lungo su una casa infestata… ho appena letto L’Incubo di Hill House (bellissimo), mi è venuta l’ispirazione.
      Diciamo, che in questo periodo sto scrivendo un po’ di più.
      Ammetto che la parte dedicata a Massimo e Dania, nel loro tempo, mi sta piacendo molto, sarà difficile tornare a Giulia e alle visioni, ma, in teoria, la protagonista è lei, prima o poi… il 1998 ha moltissima importanza nella storia e anche lì dovremo andare, vedrò dove mi porterà l’ispirazione e i vostri voti. La storia ha una sua struttura, ma sta cambiando un pochino lungo la strada. Il finale lo conosco già, tutto sta a vedere come ci arriveremo.
      Davvero, sono contenta di ritrovarti. Potresti scrivere qualcosa anche tu, qui. Nel caso, io ci sarò 🙂

      Alla prossima!

  • “Fuori dalla struttura, l’aria fresca e pulita deterse gli animi, restituendo ai due poliziotti il guizzo vitale”
    In questa frase mi sono riconosciuto. Quando mi è capitato di visitare qualcuno in ambienti simili ho provato la stessa cosa. Tornare fuori vale un milione; che ci sia il sole o piova è lo stesso. E ti assale un lieve senso di colpa pensando a quelli che rimangono… Brava Keziatica è bello scrivere e trasmettere emozioni e stavolta l’hai fatto. Grazie, voto per rimanere lì ancora un po’. Buona serata e a presto. 🙂

    • Ciao, Ottaviano.
      Di emozioni trasmesse attraverso le parole tu ne sai qualcosa, sono felice di ricevere questo complimento da te, grazie!
      Effettivamente, passare del tempo a contatto con l’invalidità e il decadimento di altri esseri umani ci mette a confronto con lo scorrere del tempo e con l’ineluttabilità del declino, non è così per tutti, per fortuna, ma tanto basta a lasciarci addosso una sensazione da voler lavare via al più presto. L’aria fresca è un toccasana, sempre, a maggior ragione in queste occasioni.
      Vedremo in che direzione andranno i voti, per ora parrebbero in vantaggio i tempi di Dania e Massimo… chissà.
      Grazie ancora, sei davvero gentile. 🙂
      Alla prossima!

  • Ciao, bello anche questo capitolo e molto vivido, sei brava a descrivere la realtà!!! Il giallo s’infittisce e non vedo l’ora di avere altri indizi, compresi quelli “onirici”!!!
    Ho votato per rimanere nel passato, credo abbia ancora molto da dire. Alla prossima, ti seguo!!!

    • Ciao, Isabella.
      Grazie, cerco sempre di fare in modo che le descrizioni risultino interessanti ma non invadenti, ho lavorato molto su questo aspetto e ancora molto dovrò lavorare. I sogni, per così dire, di Giulia hanno un ruolo importante nella storia, quindi, torneranno di sicuro. Vediamo che cosa votano gli altri e dove si andrà.
      Per ora ti saluto e scappo a leggere il tuo capitolo. 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Lieto di ritrovarci tra la Liguria e la valle d’Aosta, come avevo scritto era molto interessante e il mistero della scena del crimine con i riferimenti alla “pericolosità” dell’indagine avevano generato in me forte curiosità.
    Anche questo capitolo aggiunge in merito ai personaggi, alla personalità ed al rapporto interpersonale, con sensibilità. Voto per la reticenza, che fa suonare un nuovo campanello d’allarme a Massimo.
    Ben rientrata e a presto. Ciao!

    • Ciao, Minollo.
      Perdona il ritardo nella risposta, ero convinta di aver già ribattuto e, invece, lo avevo fatto solo dall’altra parte… sono un po’ sfasata 🙂
      Bene, sono felice di ritrovarti e di sapere che il nuovo capitolo abbia dati nuova linfa alla storia, vediamo come procede.
      Intanto, grazie davvero e alla prossima!

    • Ciao, Ilaria.
      Eh sì, alla fine la storia non ne ha voluto sapere di lasciarmi andare e io non ho potuto lasciare andare lei… I personaggi mi ronzano in testa, soprattutto Massimo, le due vittime che hanno molto da raccontare. Spero di riuscire a dar loro una voce, anche se fittizia, perché, da qualche parte, due giovani morti per niente, ci sono davvero.
      Grazie per essere tornata e alla prossima!

  • Non c’è due senza tre….anche Scalzi è morto!
    Ciao Keziarica, un inizio interessante….la curiosità che generi ti intrappola subito. La descrizione della casa abbandonata, il fascicolo troppo “povero”….sono ben descritti e ti lasciano la voglia di saperne di piu il prima possibile. L’atmosfera è cupa al punto giusto e le paure di Massimo alimentano l’attesa.
    Aspetto il prossimo.
    ePP

    • Ciao, ePP.
      Eccoci di nuovo alle prese con Massimo, il vecchio caso e, presto, le visioni della povera Giulia, che certo tornerà a far parte della storia. Sono contenta di ritrovarti nel prosieguo, sono stata sul punto di rinunciare, poi mi sono detta che se questa storia ce l’ho sempre in testa, un motivo ci sarà. 😉
      Molte grazie anche a te e spero di riuscire a raccontare una bella storia, in senso lato, perché di bello ci sarà ben poco.

      Alla prossima!

  • Ciao, la descrizione della casa mi ha ricordato le narrazioni di Zafón (che io ho amato molto)!!! Per ora la tua storia è un giallo, ma credo che nel proseguo le cose si “complicheranno” un po’… sono curiosa di vedere come.
    Ho votato per Scalzi che sta bene ma è reticente, la morte o la forte invalidità per me toglierebbero sale alla storia, gusti sono gusti. Alla prossima.

  • Eccoti qua, bentornata; lo sapevo!😊
    Sono contento, e credo che questo giallo classico, almeno quello sembra, nutrito dall’humus dell’horror crescerà rigoglioso, come il contorno rinselvatichito della casa misteriosa, i capelli del vecchio e i baffi dell’uomo a medicina legale dall’occhio, guarda un po’, clinico e indagatore. Sei stata evocativa e razionale come ben recita la descrizione delle foto… Complimenti! Voto il grave impedimento che alimenta il conflitto e non chiude nessuna porta. Grazie, a presto, buona giornata.🙏🌻

    • Ciao, Ottaviano.
      Sono felice di ritrovarti ma, a costo di peccare di presunzione, me lo aspettavo (e lo speravo pure).
      Cercherò di lasciar parlare i personaggi, di lasciarvi scegliere la via per divertirmi a raccontare questa storia che ho in testa e che non so dominare. Non sarà facile, ma spero sia divertente. 🙂

      Intanto, grazie tantissime per esserci di nuovo e, come sempre, alla prossima!

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