ALTROVE LIQUIDO – SECONDA PARTE

Dove eravamo rimasti?

IL DOTTORE NON HA POTUTO RACCONTARE MOLTO, MA LA SUA AGENDINA A QUALCOSA PORTERÀ. NEL FRATTEMPO: ANDIAMO ANCORA INDIETRO NEL TEMPO FINO AL 1998 (50%)

L’UNO PER L’ALTRA

Lo Zip filava sulla Statale, il vento freddo arrossava il volto di Filippo alla guida e di Fiamma, che stava seduta dietro, intirizzita. Sulla sinistra la Dora scivolava impetuosa e smeraldina e oltre le vette spolverate di neve, il Monte Bianco troneggiava sulla valle intera, come un re canuto e vecchio sul suo regno.

«Mia sorella mi ammazzerà» disse Fiamma, da sopra la spalla del ragazzo.

«E tu non parlargliene» le rispose lui, di rimando, la voce subito risucchiata dal vento.

«Come faccio a non dirglielo, Fili? Mi ha già beccata in bagno due volte, mica posso raccontarle sempre che ho mangiato male, mica è scema!»

Filippo scansò un uccello morto e tornò a parlare: «E allora parlale, tanto prima o poi si vedrà.»

Fiamma deglutì e nel caldo abbraccio delle tasche, si tastò la pancia che già aveva cominciato a crescere. Sorrise, nonostante la preoccupazione. «Si vedrà presto» accordò.

Una Volvo station li superò a gran velocità, il ragazzo schizzò di lato con una manovra brusca che le strappò un cinguettio spaventato. «Dobbiamo smetterla di girare con ‘sto coso!»

«Lo so, la prossima volta, tu prendi un taxi, e poi fa troppo freddo.» lei annuì, tirò fuori le mani dalle tasche e le infilò in quelle di lui, lo strinse e gli appoggiò il mento sulla spalla. «Sono felice, Fili.»

Filippo incontrò gli occhi di lei nello specchietto retrovisore e sorrise, non le avrebbe dato risposte smielate e nemmeno le avrebbe rifilato un “anche io” o peggio un “ti amo”, non era da lui, eppure, Fiamma sapeva che non c’era persona al mondo che l’avrebbe amata più di quel ragazzo ombroso.

***

Il motorino svoltò, l’uomo mise la freccia e lo seguì. La salita imprimeva allo scooter un’andatura lenta e rumorosa e lo spazio lasciato libero sulla sinistra dava modo di superare senza problemi. Il guidatore fermò l’auto, la spense e si accese una sigaretta. La fumò tutta e rimise in moto. La strada non prevedeva incroci, per almeno sei chilometri, e l’uomo sapeva che avrebbe ripreso i due ragazzi in tutta tranquillità.

Il fogliame sui pendii delle montagne a guardia della salita era un tripudio d’oro e ambra, le case sparute e trafitte da travi di legno scuro, erano sentinelle cieche in attesa che sconosciuti in tute variopinte da sci le animassero nella stagione invernale.

Lo zip lasciava dietro di sé una scia vaporosa e azzurrina di fumo denso. Il motore brucia olio pensò l’uomo, se vai avanti così lo fondi. Il cielo sopra di loro esplodeva in un cobalto abbacinante e man mano che salivano il panorama, simile alla miniatura di un presepe vivente, si allargava e riempiva lo sguardo.

Sapeny distava un chilometro ancora, l’uomo rallentò fin quasi a fermarsi quando si accorse che il ragazzo aveva guardato ancora nello specchietto, forse si era accorto dell’auto, poco male, la strada è pubblica, pensò. Ma per precauzione preferì rallentare e attendere che i due arrivassero a destinazione.

***

«Quanto pensi che ci lascerà stare qui?» chiese Fiamma, in piedi davanti alla vecchia casa.

Finché paghiamo, pensò. «Non ne abbiamo parlato seriamente.»

«Gli hai detto che…»

«No,» la interruppe «non sono affari suoi.»

«È tuo padre, Fili.»

Il ragazzo si rabbuiò. «È mio padre quando gli fa comodo.»

Lei si avvicinò e gli prese la mano tra le sue. «Scusa,» gli sussurrò e lo guardò con una dolcezza che lo fece vergognare. «Non sono sicuro di meritarmi una come te» le disse in una nuvoletta di condensa.

Lei distese il viso e avvicinò le labbra a quelle di lui. «Io sono nata per stare con te» sussurrò prima di baciarlo.

«Perdonami» le disse, scostandosi appena.

«È passata, Fili. Non ci pensare più.»

«Sono uno stronzo e ho fatto un casino, ma non succederà più.»

La ragazza fece un passo indietro e lo guardò negli occhi. «Hai pagato, siamo stati lontani mesi. Io lo so che non succederà più. Non voglio che questa cazzata ci rovini le giornate. Abbiamo cose più importanti a cui pensare.»

«Sì,» rispose «cose bellissime.»

Lo baciò un’altra volta, con un’intensità nuova, con la consapevolezza che quel bacio avrebbe suggellato un patto per la vita, una famiglia. Le mani strette in quelle di lui, calde, al riparo dal freddo, come sarebbe stato sempre, l’uno il rifugio caldo dell’altra, solo loro e la piccola vita che le cresceva dentro.

«Credo sia una bambina» gli disse.

«Una bambina? Come lo sai?»

«È una sensazione. Pensavo che potremmo darle il nome di tua madre.»

Lui la guardò sorpreso, gli occhi neri scintillanti di lacrime. «Sarebbe bello» un fremito gli fece tremare il mento, il nome della madre si sciolse tiepido nella sua memoria. «Giulia» mormorò e subito rivide gli occhi uguali ai suoi, mentre lo guardava per l’ultima volta. Mamma, pensò poi e le lacrime gli bagnarono il viso.

Fiamma gli strinse le dita, con gentilezza. «Andiamo, entriamo in casa.»

Lui si lasciò trascinare, felice e triste allo stesso tempo, nella tarda mattinata di un giorno d’autunno.

***

Oltre il parabrezza, nascosto dal riverbero del sole, l’uomo seguì la scena. Chiuse le mani sul volante e strinse, strinse fino a farsi male.

ABBIAMO CONOSCIUTO FILIPPO E FIAMMA, DOVE VOLETE ANDARE ORA?

  • VOGLIO RESTARE NEL 1998 (33%)
    33
  • NEL FUTURO FINO A MASSIMO E DANIA (0%)
    0
  • NEL FUTURO FINO A GIULIA (67%)
    67
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36 Commenti

  • Ciao, bellissime come sempre sia l’atmosfera che la descrizione del paesaggio/ambientazione!!! Mi hai fatto ricordare quelle manciate di case incastrate nella valle, che nostalgia!!!
    Ho votato per voglio restare nel 1998, vorrei saperne un po’ di più prima di andare nel futuro!!! Alla prossima.

    • Ciao, Isabella.
      Io adoro la montagna e gli scenari che presenta in ogni stagione. Siamo stati in Valle d’Aosta pochi giorni fa, una bellissima giornata, siamo spuntati fuori dalla nebbia, che ci ha accompagnati da Ovada fin sotto la Valle, ed è stato come entrare in un mondo fatato, sole, cielo azzurrissimo e vette innevate. Questo capitolo è nato da questa esperienza.
      Vediamo quale opzione prevarrà; intanto, ti ringrazio moltissimo e ti auguro un ottimo fine settimana.

      Alla prossima!

  • Questa volta voto di andare nel futuro fino a Giulia e nel capitolo 5 facciamo un bel “trait d’union” per capire dove vanno i pezzi (beh, più o meno, in realtà).

    Queste scene “familiari” ti vengono da Dio! Così come i Gialli (che siano inventati lì per lì o meno) 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao, Ilaria.
      Sono felicissima di questo commento e di sapere che il mio stile viene fuori quando scrivo, non è semplice crearsene uno proprio, specie se si è dilettanti, io ci provo e se ci riesco è una vittoria.
      Chissà quanto sono riuscita a trasmettere di quel che avrei voluto, lo scopriremo…

      Grazie ancora e alla prossima!

  • Ciao Keziarica, torniamo a Giulia, non perdiamola di vista.
    Nella scena, lo Zip sembra un cavallo bianco e il ragazzo il cavaliere che porta al sicuro la sua dama. Forse è proprio così che certe ragazzine di sentono in situazioni analoghe. Per un attimo il mondo è solo la scenografia di una rappresentazione felice. E tu così hai descritto quella valle, selvatica e accogliente, fredda ma non ostile. L’ombra che lo segue la rimandiamo, sicuramente ci sarà occasione di conoscerla. A presto dunque. 🙏🌻

    • Ciao, Ottaviano.
      Sì, le ragazzine vedono il proprio ragazzo come un principe capace di tutto, invincibile e bello, anche se, la maggior parte delle volte, è solo un ragazzino pieno di paure e brufoli che non sa nulla della vita, ma che tenta in ogni modo di mostrarsi pronto a tutto; ahimè, avrà modo di capire che non è così e che della vita, purtroppo, non ha ancora visto nulla.
      La Valle D’Aosta è così, sembra sempre pronta ad abbracciarti, in ogni stagione, sarà perché è uno dei miei posti preferiti… 🙂
      L’ombra la conosceremo meglio, c’è tempo.
      Grazie per l’apprezzamento e per esserci sempre.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Ho votato per il balzo indietro, questo movimento temporale che ci mostra squarci della storia mi è congeniale, così come anche la presenza di più di un personaggio che catalizza l’attenzione; Massimo cresce ed ha la faccia dell’integerrimo che mastica amaro davanti alle ingiustizie, mentre Giulia è, suo malgrado, soprattutto vittima.
    Mi chiedo cosa ci sia sotto, sempre bravissima a tenere la corda tesa.
    Buona domenica e a presto!

    • Ciao, Minollo.
      Grazie, spero di non tirarla troppo la corda 😉
      Sì, Massimo è un carattere forte, un personaggio che immaginavo relegato a un ruolo marginale ma che sta spingendo quanto più gli riesce per emergere, per raccontare anche la sua versione e la sua storia. Devo stare attenta a non far finire Giulia nel dimenticatoio, però. Vediamo come procede, per ora sto lasciando ai personaggi la possibilità di venir fuori, prima o poi dovrò mettere un freno o finirò per deragliare dall’idea prima, finendo per raccontare un’altra storia.
      Le opzioni che riguardano il passato sono per ora in parità, chissà chi la spunta, non ci resta che aspettare, sperando che qualcun altro venga a leggere 🙂

      Alla prossima!

    • Ciao, Ilaria.
      Hai ragione, a volte è difficile scovare le ripetizioni e dire che l’ho letto e riletto… pazienza, correggerò il file…
      Grazie, per i complimenti, io ci provo a raccontare le cose senza che le parole si intreccino in trame troppo fantasiose, per il momento, forse, ci sto riuscendo, vediamo quanto dura… 🙂

      Grazie ancora, buona domenica e alla prossima!

  • Eccomi qua, con l’ormai consueto ritardo! Non sto partecipando al nanowrimo ma cerco lo stesso di scrivere tutti i giorni e il tempo è quello che è, tu stai portando avanti anche la sfida di novembre o hai “ripiegato” qui?
    Cooomunque, questa seconda parte inizia in maniera opposta alla prima, più in linea con gli ultimi capitoli della storia, in un flashback prolungato che ho votato per allungare ulteriormente restando nel passato con Massimo e Dania, almeno per un altro capitolo. Anche visitare il 1998 mi intriga, ma forse è meglio riservarci questo viaggio per un momento più climatico, visto che potrebbe rivelarsi molto importante. Ho la speranza che andando verso la conclusione il cerchio si chiuda e visioni e accadimenti più surreali e sopra le righe riprendano il sopravvento, ma in ogni caso sono sicuro che, come dicono in inglese, ci porterai in “posti” interessanti. A presto!

    • Ciao, Dapiz.
      Bentornato e non preoccuparti per il ritardo, sono felice che tu ci sia.
      Il NaNo non l’ho cominciato, in compenso ho ripreso questo racconto, ne ho iniziato un altro con un altro nick e sto scrivendo, come esercizio giornaliero, un racconto lungo su una casa infestata… ho appena letto L’Incubo di Hill House (bellissimo), mi è venuta l’ispirazione.
      Diciamo, che in questo periodo sto scrivendo un po’ di più.
      Ammetto che la parte dedicata a Massimo e Dania, nel loro tempo, mi sta piacendo molto, sarà difficile tornare a Giulia e alle visioni, ma, in teoria, la protagonista è lei, prima o poi… il 1998 ha moltissima importanza nella storia e anche lì dovremo andare, vedrò dove mi porterà l’ispirazione e i vostri voti. La storia ha una sua struttura, ma sta cambiando un pochino lungo la strada. Il finale lo conosco già, tutto sta a vedere come ci arriveremo.
      Davvero, sono contenta di ritrovarti. Potresti scrivere qualcosa anche tu, qui. Nel caso, io ci sarò 🙂

      Alla prossima!

  • “Fuori dalla struttura, l’aria fresca e pulita deterse gli animi, restituendo ai due poliziotti il guizzo vitale”
    In questa frase mi sono riconosciuto. Quando mi è capitato di visitare qualcuno in ambienti simili ho provato la stessa cosa. Tornare fuori vale un milione; che ci sia il sole o piova è lo stesso. E ti assale un lieve senso di colpa pensando a quelli che rimangono… Brava Keziatica è bello scrivere e trasmettere emozioni e stavolta l’hai fatto. Grazie, voto per rimanere lì ancora un po’. Buona serata e a presto. 🙂

    • Ciao, Ottaviano.
      Di emozioni trasmesse attraverso le parole tu ne sai qualcosa, sono felice di ricevere questo complimento da te, grazie!
      Effettivamente, passare del tempo a contatto con l’invalidità e il decadimento di altri esseri umani ci mette a confronto con lo scorrere del tempo e con l’ineluttabilità del declino, non è così per tutti, per fortuna, ma tanto basta a lasciarci addosso una sensazione da voler lavare via al più presto. L’aria fresca è un toccasana, sempre, a maggior ragione in queste occasioni.
      Vedremo in che direzione andranno i voti, per ora parrebbero in vantaggio i tempi di Dania e Massimo… chissà.
      Grazie ancora, sei davvero gentile. 🙂
      Alla prossima!

  • Ciao, bello anche questo capitolo e molto vivido, sei brava a descrivere la realtà!!! Il giallo s’infittisce e non vedo l’ora di avere altri indizi, compresi quelli “onirici”!!!
    Ho votato per rimanere nel passato, credo abbia ancora molto da dire. Alla prossima, ti seguo!!!

    • Ciao, Isabella.
      Grazie, cerco sempre di fare in modo che le descrizioni risultino interessanti ma non invadenti, ho lavorato molto su questo aspetto e ancora molto dovrò lavorare. I sogni, per così dire, di Giulia hanno un ruolo importante nella storia, quindi, torneranno di sicuro. Vediamo che cosa votano gli altri e dove si andrà.
      Per ora ti saluto e scappo a leggere il tuo capitolo. 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Lieto di ritrovarci tra la Liguria e la valle d’Aosta, come avevo scritto era molto interessante e il mistero della scena del crimine con i riferimenti alla “pericolosità” dell’indagine avevano generato in me forte curiosità.
    Anche questo capitolo aggiunge in merito ai personaggi, alla personalità ed al rapporto interpersonale, con sensibilità. Voto per la reticenza, che fa suonare un nuovo campanello d’allarme a Massimo.
    Ben rientrata e a presto. Ciao!

    • Ciao, Minollo.
      Perdona il ritardo nella risposta, ero convinta di aver già ribattuto e, invece, lo avevo fatto solo dall’altra parte… sono un po’ sfasata 🙂
      Bene, sono felice di ritrovarti e di sapere che il nuovo capitolo abbia dati nuova linfa alla storia, vediamo come procede.
      Intanto, grazie davvero e alla prossima!

    • Ciao, Ilaria.
      Eh sì, alla fine la storia non ne ha voluto sapere di lasciarmi andare e io non ho potuto lasciare andare lei… I personaggi mi ronzano in testa, soprattutto Massimo, le due vittime che hanno molto da raccontare. Spero di riuscire a dar loro una voce, anche se fittizia, perché, da qualche parte, due giovani morti per niente, ci sono davvero.
      Grazie per essere tornata e alla prossima!

  • Non c’è due senza tre….anche Scalzi è morto!
    Ciao Keziarica, un inizio interessante….la curiosità che generi ti intrappola subito. La descrizione della casa abbandonata, il fascicolo troppo “povero”….sono ben descritti e ti lasciano la voglia di saperne di piu il prima possibile. L’atmosfera è cupa al punto giusto e le paure di Massimo alimentano l’attesa.
    Aspetto il prossimo.
    ePP

    • Ciao, ePP.
      Eccoci di nuovo alle prese con Massimo, il vecchio caso e, presto, le visioni della povera Giulia, che certo tornerà a far parte della storia. Sono contenta di ritrovarti nel prosieguo, sono stata sul punto di rinunciare, poi mi sono detta che se questa storia ce l’ho sempre in testa, un motivo ci sarà. 😉
      Molte grazie anche a te e spero di riuscire a raccontare una bella storia, in senso lato, perché di bello ci sarà ben poco.

      Alla prossima!

  • Ciao, la descrizione della casa mi ha ricordato le narrazioni di Zafón (che io ho amato molto)!!! Per ora la tua storia è un giallo, ma credo che nel proseguo le cose si “complicheranno” un po’… sono curiosa di vedere come.
    Ho votato per Scalzi che sta bene ma è reticente, la morte o la forte invalidità per me toglierebbero sale alla storia, gusti sono gusti. Alla prossima.

  • Eccoti qua, bentornata; lo sapevo!😊
    Sono contento, e credo che questo giallo classico, almeno quello sembra, nutrito dall’humus dell’horror crescerà rigoglioso, come il contorno rinselvatichito della casa misteriosa, i capelli del vecchio e i baffi dell’uomo a medicina legale dall’occhio, guarda un po’, clinico e indagatore. Sei stata evocativa e razionale come ben recita la descrizione delle foto… Complimenti! Voto il grave impedimento che alimenta il conflitto e non chiude nessuna porta. Grazie, a presto, buona giornata.🙏🌻

    • Ciao, Ottaviano.
      Sono felice di ritrovarti ma, a costo di peccare di presunzione, me lo aspettavo (e lo speravo pure).
      Cercherò di lasciar parlare i personaggi, di lasciarvi scegliere la via per divertirmi a raccontare questa storia che ho in testa e che non so dominare. Non sarà facile, ma spero sia divertente. 🙂

      Intanto, grazie tantissime per esserci di nuovo e, come sempre, alla prossima!

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