ALTROVE LIQUIDO – SECONDA PARTE

Dove eravamo rimasti?

IL DOTTORE NON HA POTUTO RACCONTARE MOLTO, MA LA SUA AGENDINA A QUALCOSA PORTERÀ. NEL FRATTEMPO: ANDIAMO ANCORA INDIETRO NEL TEMPO FINO AL 1998 (50%)

L’UNO PER L’ALTRA

Lo Zip filava sulla Statale, il vento freddo arrossava il volto di Filippo alla guida e di Fiamma, che stava seduta dietro, intirizzita. Sulla sinistra la Dora scivolava impetuosa e smeraldina e oltre le vette spolverate di neve, il Monte Bianco troneggiava sulla valle intera, come un re canuto e vecchio sul suo regno.

«Mia sorella mi ammazzerà» disse Fiamma, da sopra la spalla del ragazzo.

«E tu non parlargliene» le rispose lui, di rimando, la voce subito risucchiata dal vento.

«Come faccio a non dirglielo, Fili? Mi ha già beccata in bagno due volte, mica posso raccontarle sempre che ho mangiato male, mica è scema!»

Filippo scansò un uccello morto e tornò a parlare: «E allora parlale, tanto prima o poi si vedrà.»

Fiamma deglutì e nel caldo abbraccio delle tasche, si tastò la pancia che già aveva cominciato a crescere. Sorrise, nonostante la preoccupazione. «Si vedrà presto» accordò.

Una Volvo station li superò a gran velocità, il ragazzo schizzò di lato con una manovra brusca che le strappò un cinguettio spaventato. «Dobbiamo smetterla di girare con ‘sto coso!»

«Lo so, la prossima volta, tu prendi un taxi, e poi fa troppo freddo.» lei annuì, tirò fuori le mani dalle tasche e le infilò in quelle di lui, lo strinse e gli appoggiò il mento sulla spalla. «Sono felice, Fili.»

Filippo incontrò gli occhi di lei nello specchietto retrovisore e sorrise, non le avrebbe dato risposte smielate e nemmeno le avrebbe rifilato un “anche io” o peggio un “ti amo”, non era da lui, eppure, Fiamma sapeva che non c’era persona al mondo che l’avrebbe amata più di quel ragazzo ombroso.

***

Il motorino svoltò, l’uomo mise la freccia e lo seguì. La salita imprimeva allo scooter un’andatura lenta e rumorosa e lo spazio lasciato libero sulla sinistra dava modo di superare senza problemi. Il guidatore fermò l’auto, la spense e si accese una sigaretta. La fumò tutta e rimise in moto. La strada non prevedeva incroci, per almeno sei chilometri, e l’uomo sapeva che avrebbe ripreso i due ragazzi in tutta tranquillità.

Il fogliame sui pendii delle montagne a guardia della salita era un tripudio d’oro e ambra, le case sparute e trafitte da travi di legno scuro, erano sentinelle cieche in attesa che sconosciuti in tute variopinte da sci le animassero nella stagione invernale.

Lo zip lasciava dietro di sé una scia vaporosa e azzurrina di fumo denso. Il motore brucia olio pensò l’uomo, se vai avanti così lo fondi. Il cielo sopra di loro esplodeva in un cobalto abbacinante e man mano che salivano il panorama, simile alla miniatura di un presepe vivente, si allargava e riempiva lo sguardo.

Sapeny distava un chilometro ancora, l’uomo rallentò fin quasi a fermarsi quando si accorse che il ragazzo aveva guardato ancora nello specchietto, forse si era accorto dell’auto, poco male, la strada è pubblica, pensò. Ma per precauzione preferì rallentare e attendere che i due arrivassero a destinazione.

***

«Quanto pensi che ci lascerà stare qui?» chiese Fiamma, in piedi davanti alla vecchia casa.

Finché paghiamo, pensò. «Non ne abbiamo parlato seriamente.»

«Gli hai detto che…»

«No,» la interruppe «non sono affari suoi.»

«È tuo padre, Fili.»

Il ragazzo si rabbuiò. «È mio padre quando gli fa comodo.»

Lei si avvicinò e gli prese la mano tra le sue. «Scusa,» gli sussurrò e lo guardò con una dolcezza che lo fece vergognare. «Non sono sicuro di meritarmi una come te» le disse in una nuvoletta di condensa.

Lei distese il viso e avvicinò le labbra a quelle di lui. «Io sono nata per stare con te» sussurrò prima di baciarlo.

«Perdonami» le disse, scostandosi appena.

«È passata, Fili. Non ci pensare più.»

«Sono uno stronzo e ho fatto un casino, ma non succederà più.»

La ragazza fece un passo indietro e lo guardò negli occhi. «Hai pagato, siamo stati lontani mesi. Io lo so che non succederà più. Non voglio che questa cazzata ci rovini le giornate. Abbiamo cose più importanti a cui pensare.»

«Sì,» rispose «cose bellissime.»

Lo baciò un’altra volta, con un’intensità nuova, con la consapevolezza che quel bacio avrebbe suggellato un patto per la vita, una famiglia. Le mani strette in quelle di lui, calde, al riparo dal freddo, come sarebbe stato sempre, l’uno il rifugio caldo dell’altra, solo loro e la piccola vita che le cresceva dentro.

«Credo sia una bambina» gli disse.

«Una bambina? Come lo sai?»

«È una sensazione. Pensavo che potremmo darle il nome di tua madre.»

Lui la guardò sorpreso, gli occhi neri scintillanti di lacrime. «Sarebbe bello» un fremito gli fece tremare il mento, il nome della madre si sciolse tiepido nella sua memoria. «Giulia» mormorò e subito rivide gli occhi uguali ai suoi, mentre lo guardava per l’ultima volta. Mamma, pensò poi e le lacrime gli bagnarono il viso.

Fiamma gli strinse le dita, con gentilezza. «Andiamo, entriamo in casa.»

Lui si lasciò trascinare, felice e triste allo stesso tempo, nella tarda mattinata di un giorno d’autunno.

***

Oltre il parabrezza, nascosto dal riverbero del sole, l’uomo seguì la scena. Chiuse le mani sul volante e strinse, strinse fino a farsi male.

ABBIAMO CONOSCIUTO FILIPPO E FIAMMA, DOVE VOLETE ANDARE ORA?

  • VOGLIO RESTARE NEL 1998 (33%)
    33
  • NEL FUTURO FINO A MASSIMO E DANIA (0%)
    0
  • NEL FUTURO FINO A GIULIA (67%)
    67
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174 Commenti

  • Capitolo 10)

    Un finale col botto. Perfetto per la scelta (col senno di poi) della storia nel giallo.
    Il costante ribaltarsi di verità fornisce quella giusta asprezza a una narrazione di certo rinsecchita dalla restrizione dei caratteri. Di sicuro è una storia che si presta a un respiro più ampio, ma hai saputo gestirla benissimo sino alla fine. Ci hai condotti verso l’oscurità dell’essere umano, e senza risparmiarci mai niente. Complimenti!

    Trovo il finale azzeccato. Certe storie non hanno mai un lieto fine, e sono certo che avrebbe un po’ stonato. Ma le cose sono tornate nel loro asse. Trovo che il finale possa lasciare spazio a una nuova storia, magari proprio sull’horror (come pensato all’inizio) per esplorare le visioni di Giulia. Hai piena libertà di movimento su quel piano 😉

    Trovo la mia lettura non sia riuscita ad avere la giusta cadenza in alcuni punti, dove forse sono stato un po’ troppo molle e “spensierato”. Mi rifarò nella prossima storia!

    Trovi l’ultimo capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/btYqUYSzUbQ
    Alla prossima!

    • Ciao, GG.
      Complimenti per la lettura di questo capitolo, mi hai emozionato.
      Il finale doveva essere amaro, come da votazione, e più amaro di così… per un proseguo, non credo, però, dato che i personaggi ci sono e la storia (seppur da migliorare) anche, potrei pensare di farne qualcosa di più. Non so, come forse ho già scritto, sono una che ne pensa mille e non combina nulla. Vedremo. Intanto, sono felicissima che la storia sia conclusa e che, in un modo o nell’altro, io sia riuscita a portarla a termine. Questo capitolo a me è piaciuto molto più di altri che ho scritto, ma forse dipende dal fatto che io le scene le ho nella testa 😉
      Per la prossima storia pensavo a un terzo ritorno di Gock… quello è horror e, magari, lo calco anche un po’ di più.
      Ti ringrazio moltissimo, per le letture, per il sostegno e per l’impegno che metti nella tua impresa, non è facile tener dietro a tante storie e farlo sempre col sorriso. Bravo.
      Ci rileggiamo presto.

      Alla prossima!

  • Bellissimo il doppio colpo di scena finale, non mi aspettavo né la finta rivelazione di Giulia a Moreno, né di conseguenza la scoperta della verità, che chiude perfettamente il racconto.
    Il resto del capitolo finale è molto movimentato, forse anche troppo. L’alternarsi di capitoli brevi dà molto l’idea di un montaggio cinematografico, e probabilmente questo va a penalizzare la chiarezza: in narrativa è molto meno immediato un cambio di scene così rapido. Inoltre il racconto ha secondo me un po’ sofferto di approfondimento dei personaggi, in particolare di quelli secondari. Al di là delle lunghe pause, ho fatto un po’ fatica a richiamare alla mente tutti i personaggi che vengono qui citati, e non sono riuscito ad associare a molti di essi una personalità ben specifica.
    Tuttavia questo finale, come ho già anticipato, chiude a mio avviso nel migliore dei modi questo doppio racconto, con un’atmosfera che restituisce al lettore un senso di cupezza e cinismo che secondo me è il pregio migliore del racconto. Ti segnalo solo un refuso nella frase “Giulia era stava accanto a Moreno”.
    Ancora complimenti per il racconto e a presto!

    • Ciao, Lorenzo.
      La scelta dei diversi punti di vista nasce dalla necessità di far stare tutto in un unico capitolo. Avrei potuto gestire in modo diverso, ma, sul momento, mi è parso l’unico modo possibile. Hai ragione sui personaggi poco approfonditi, di certo anche l’attesa tra un capitolo e l’altro non ha giovato alla comprensione. Purtroppo, questo racconto è nato di getto per approfittare di un’idea che mi girava in testa da tempo, mi sono buttata e poco dopo ho pensato di farlo togliere dalla piattaforma (ho anche scritto a TI per chiedere se fosse possibile eliminarla); poi ci ho ripensato, anche grazie al sostegno di alcuni lettori. L’ho portata avanti con un’idea in testa che nessuno conosce e può vedere, perché sta nella mia testa, appunto, e la colpa di non essere riuscita a trasmettere quel che io vedevo è ovviamente solo mia. Mi spiace di non essere riuscita a realizzarla meglio, sono sempre più convinta che questa storia non fosse adatta a TI. Tutta esperienza, tenterò di non rifare lo stesso errore. In qualche modo, però, sono felice del risultato, perché l’ho portata a termine, anche se avrei potuto fare meglio.
      Intanto, grazie per la sincerità e per essere arrivato fino alla fine.

      Alla prossima!

  • No! Almeno questo potevi risparmiarmelo. Speravo non fosse lui suo padre. Ma a parte ciò affermo senza tema di smentita che sei eccezionale, troooppooo brava. sono andata aleggere anche una tua vecchia storia ‘ Odeal fantasma di Eilen…’. Magnifica storia! Ma che ci fai ancora su Incipit? è vero. Il successo e la fama di un autore è molto spesso solo la fortuna di avere le giuste conoscenze. Tu lo meriteresti tutto. Ciao Keziarica a presto.

    • Ciao, Anna.
      E tu sei trooooooppo gentile!
      Sono su TheIncipit perché, probabilmente, non sono ancora pronta per il mondo là fuori (quello dei libri).
      Sono contenta che ti sia piaciuto il racconto e ti ringrazio per aver letto anche Ode al fantasma…
      Un giorno, forse, riuscirò (perché tentare ho già tentato diverse volte) a pubblicare qualcosa. Nel caso, te lo farò sapere e spero tu faccia altrettanto.
      Grazie infinite e alla prossima!

    • Ciao, Isabella.
      Eh, quando mi ci metto, con la tristezza non scherzo ??. A parte gli scherzi, appunto, sono contenta che il racconto ti sia piaciuto, alla fine, orfano di attenzioni com’era, ha preso la sua strada; Giulia e compagni mi hanno guidata e portata fino alla fine. Ti ringrazio per l’apprezzamento, mi auguro di trovarti presto con un nuovo racconto e di cominciarne uno mio. Per il momento, ti saluto e ancora ti ringrazio.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Rabbia o amarezza, era la via inevitabile in una sporca tragedia come quella che hai appena terminato. A Moreno par di scorgere un barlume di umanità ma Giulia glielo nega ingannando. Cosa potrà mitigare l’infelicità? Forse l’amicizia di Dania, che piange Massimo. Commovente chiusa di una grande storia, che forse sconta la tirannia dei 50000 o 100000 come dici tu, ma che potrebbe invitarti a sviluppare, se già non lo stai facendo, una versione extended per così dire. E a quel punto bisogna trovare un editore.
    Mi ha appassionato più di Dolores, che pure ho proposto a GG per Old Incipit. Non ho nulla da eccepire, avendo visto che ti hanno già segnalato qualcosa: nulla che posa togliere alcunché dalla storia così come ce l’hai raccontata. Bravissima, hai portato avanti due superstorie.
    Ciao a presto!

    • Ciao, Minollo.
      Non so se qualcosa potrà arrivare a mitigare l’infelicità di questa povera ragazza che ha dovuto, prima di tutto, sopportare me. L’ho lasciata in balia del nulla per lunghi periodi, le ho tolto l’amico del cuore e le ho fatto conoscere cose orrende della sua vita. Le hanno sparato in testa per colpa mia, chissà se ne è consapevole… (a proposito del discorso che si faceva sul canale di GG sulla pazzia degli autori ?).
      Dolores è stato un esperimento, ha punti a favore e punti decisamente contro, ma è una mia creatura e, in qualche modo, voglio bene anche a lei. Kauffman è uno dei miei personaggi preferiti…
      Sul discorso di riprendere in mano questo racconto, non saprei, potrebbe anche venir fuori qualcosa, ma sto già pensando a qualcosa di più corposo da fare con la storia di Eileen… troppe idee e poca voglia di fare sul serio, sono mentalmente pigrissima e campionessa di procrastinazione; in più, le cose della vita che, giustamente, ci mettono sempre lo zampino.
      Non posso che ringraziarti, per avermi sostenuto e spronato con le tue belle parole.
      Grazie, grazie davvero.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica,
    anche se l’amarezza è il filo conduttore di questo capitolo, a me è piaciuto molto. L’incrocio fatale di tutti i personaggi nel cimitero e l’incredibile rivelazione finale sono la giusta conclusione di un racconto pieno di segreti e crudeltà (voluta o meno che sia da parte di alcuni).
    Un finale ben costruito per una storia che ha sempre tenuto tutti sulla cvorda.
    Alla prossima storia,
    ePP

    • Ciao, ePP.
      Non è stato facile mettere insieme questo finale, non ero sicura di riuscire a chiarire tutti gli aspetti, cercando di mettere insieme tutte le tessere in così poco spazio. Per questo ho raccontato le sequenze passando dai diversi punti di vista, nella speranza che ci si capisse qualcosa. Questa storia, come ho già scritto, non avrebbe dovuto continuare e invece, grazie anche alle vostre parole, è andata avanti e, in qualche modo, ha trovato una sua strada e una fine.
      Ti ringrazio per esserci stato e per non aver mollato, nonostante i tempi morti.

      Alla prossima!

    • Ciao, Red.
      Purtroppo, in una storia così, un lieto fine non sarebbe stato molto indicato. Avrebbe potuto esserci il sollievo di scoprire che Moreno non era il padre di Giulia, ma avete votato amarezza, quindi, non ho potuto fare diversamente.
      Sul perché fossero tutti al cimitero, speravo si capisse da quel che ho scritto, ma non ne ero sicura, infatti, a te non è risultato chiaro. Giulia ha mandato un messaggio a Dania e a suo nonno (o quello che lei pensava essere suo nonno) Walter Leonardi, papà di Filippo. Ha chiesto a Moreno di vedersi e lui ha informato Arnaldi che lo ha seguito al cimitero.
      Spero di averti chiarito un po’ le idee.
      Ci rileggiamo di sicuro.
      Grazie per essere arrivato fino alla fine di questa storia 🙂

      Alla prossima!

  • Vorrei ringraziarvi tutti, per avermi sostenuto durante la stesura di questo strano racconto che avrei voluto far eliminare dalla piattaforma e che, invece, ha finito per evolversi in due storie.
    Non è stato facile, perché l’idea di fondo era molto più complessa di così. Questa, probabilmente, non era una storia adatta ai vincoli dei caratteri, ma la scelta è stata mia e mi assumo la responsabilità del risultato. Ci sarebbero state tante altre cose da raccontare, personaggi da sviluppare, chissà… magari in futuro e in altra sede.
    Ancora grazie a tutti voi.

    Alla prossima!

    • Buon giorno, effettivamente raccontare una storia così complessa con i vincoli che ci sono… Tuttavia ci hai ( mi hai) trasmesso delle emozioni forti e la tua prosa è un piacere di per sé. Il grazie va a te dunque per il regalo che ci hai voluto fare.
      Venendo a “caccia all’errore” come dice Isabella, ho trovato un “muso” che forse era un “muro” e poi “…e Giulia era stava accanto…”
      Grazie ancora. Ah, a proposito di “greve” guarda cosa mi sono ricordato, l’autore è Alfred de Musset e quello che cito è solo l’inizio, due quartine:
      Dans Venise la rouge,
      Pas un bateau qui bouge ;
      Pas un pêcheur dans l’eau,
      Pas un falot.

      Seul, assis à la grève,
      Le grand lion soulève,
      Sur l’horizon serein,
      Son pied d’airain.
      Ciao e buon fine settimana.??

      • Ciao, Fenderman.
        Guarda, l’ho letto e riletto; ho tagliato e aggiunto per arrivare ai 5000 caratteri; me lo sono fatto leggere da Siri e ho ascoltato, corretto e riscritto… eppure, tant’é, i refusi malefici sono saltati fuori comunque. Pensare che i tre caratteri di “era” mi sarebbero serviti per evitare tagli… vabbé, è andata così. Ho corretto il file e chiederò alla regia di correggere anche qui. Grazie per avermeli fatti notare.
        A proposito delle quartine: pensa te che giri strani fa la nostra mente. Grazie per aver condiviso 🙂
        Grazie per il sostegno e per la franchezza, per la pazienza di essere arrivato fino in fondo alla storia, nonostante le lunghe pause, davvero e ancora: grazie!
        Penso di tornare con un’altra storia, ma questa volta (lo dico sempre e non lo faccio mai) vorrei pianificare meglio 😉
        Buon fine settimana a te ? e alla prossima!

  • Quest’ultimo capitolo si chiude con una certa crudezza, quindi per il finale voto l’amarezza, anche se forse potrebbe esserci spazio per almeno un po’ di sollievo. Agghiacciante sia l’interazione della prima scena, sia l’efferatezza della seconda. Non so bene cosa aspettarmi dal finale, ma sono sicuro che sarà una sorpresa 😀
    A presto!

    P.s. Purtroppo non credo di cominciare presto un nuovo racconto, probabilmente se ne parlerà più in là 😀

    • Ciao, Lorenzo.
      E amarezza è stata. Mi spiace che la mia risposta arrivi a finale pubblicato; però, sono contenta di essere riuscita a rendere l’idea che avevo in testa. Spero di essere riuscita a sorprenderti e magari a mettere insieme i pezzi di questa storia, mi saprai dire 🙂
      Ancora tantissime grazie e alla prossima!

  • Ciao Keziarica,
    ci hai accompagnato in una discesa negli inferi, al cospetto di personaggi spietati legati tra loro da un segreto orribile….troveranno mai fine le loro malefatte? Sembra di no…
    Un storia di segreti e crimini come questa può sfociare solo in qualcosa di più orribile…la rabbia potrebbe essere la chiave per chiudere questa bellissima storia.
    Brava.
    ePP.

    • Ciao, ePP.
      Sei sempre tanto gentile, grazie. 🙂
      Sì, sono spietati e legati da segreti terribili, la fine la troveranno puoi leggere come nel finale che è arrivato prima che io riuscissi a rispondere a questo tuo commento e me ne dispiaccio.
      Ti ringrazio per il supporto costante e ti saluto.

      Alla prossima!

  • Capitolo 9)

    Un capitolo abbastanza straziate, lasciamelo dire.
    Credo tu sia riuscita a rappresentare con estrema cura l’orrore di certi personaggi, l’agghiacciante squallore di individui che nessuno di noi vorrebbe frequentare. Ma come li si riconosce, certi esseri? Proprio questo concetto è così vivido in quello che scrivi.
    Complimenti.

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/nepxz7vh8bw
    Al prossimo e ultimo capitolo!

    • Ciao, GG.
      Scusami anche tu per il ritardo.
      Non lo so come si possano riconoscere ma, a un certo punto della nostra vita, quasi tutti ne abbiamo incontrato qualcuno. Tutto sta ad accorgersene e a tenersene alla larga. Il male può corrompere, specie se incontra animi deboli, privi di autostima, persone che hanno dimenticato o non hanno mai saputo quale potrebbe essere il loro potenziale… è un discorso lungo e immagino che possa generare una discussione che qui risulterebbe fuori luogo (infatti mi sto dilungando e non è colpa tua).
      Grazie per la lettura e alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    L’episodio illumina ancor di più la discesa agli inferi di uomini senza speranza di redenzione. Sai dare il meglio di te in questi frangenti; il buio della notte del congedo è il buio che avvolge tutte le vite perse, morte e non, tutto lì intorno ne parla. L’ironia di Arnaldi, la “gente con i coglioni” complice delle bestie. Il silenzio fuori ordinanza come contrappunto alle parole dello squallido gruppetto, persino il luogo, che dovrebbe simboleggiare nobili valori.
    Questi cinquemila sono strepitosi, anche per la misura con cui li hai stesi, da paziente cronista.
    Verrebbe da dirti brava a questo punto.
    Voto per la rabbia, ma aspetto la speranza, magari anche solo in un rigo, per Giulia.
    Bravissima, buon weekend!

    • Ciao, Minollo.
      Davvero ti chiedo scusa per il ritardo… stamattina stavo rispondendo e poi ho dovuto interrompere.
      Riguardo al tuo commento, l’intento era proprio quello di creare una due situazioni dove la nostalgia (sentimento puro e positivo) potesse contrapporsi all’infamia bieca di questi uomini piccoli.
      Vado a leggere il tuo ultimo commento e mi scuso ancora.

      Alla prossima!

  • Ciao, uau, sei davvero brava a scavare nell’animo umano!!!! E visto che oltre i complimenti, non ho altro da aggiungere, toglimi un’innocua curiosità: ho avuto l’impressione che di musica che te intendi, mi sbaglio? Se non è così, sei brava a farlo credere!!!
    Ho votato per l’amarezza, mi sembra il seguito più logico!!! Alla prossima e buon weekend, attendo il gran finale.

  • Ciao Keziarica, in questo capitolo colgo un po’ di quella amarezza che secondo me chiuderà la storia. Certe miserie indicibili sepolte coi morti in fondo a una coscienza addomesticata suscitano rabbia sì, anche, ma soprattutto sconforto e amarezza. La caserma poi, il silenzio, il tempo sospeso, tutto concorre a un finale davvero triste, che sa di sconfitta. Tutto molto bello, e coinvolgente.
    Solo un piccolo dubbio su questa parola: “greve”: “…sentenziò con tono greve” forse volevi scrivere “grave”? Un abbraccio, e buon fine settimana!??

  • Altro capitolo molto bello! L’atmosfera cimiteriale è abbastanza classica, ma talmente ben descritta da risultare lo stesso piacevole da leggere. In più il confronto tra i due personaggi è perfetto per questo scenario, drammatico e struggente al punto giusto. Il finale poi tiene con il fiato sospeso, per cui lascia molta curiosità di sapere.
    Voto per la caserma degli alpini, spero di non aver scompaginato la votazione visto il mio ritardo 😀
    A presto!

    • Ciao, Lorenzo.
      Scusami per il ritardo con cui ti rispondo.
      Sono lieta che il confronto al cimitero ti sia piaciuto. La caserma ha avuto la meglio, spiega qualcosa ancora, spero di averlo reso nel nono episodio caricato. Il problema è, come sempre, riuscire a far sì che quello che è nella mia testa sia comprensibile agli altri… cosa non facile 🙂

      Grazie e alla prossima!

      p.s. a quando un nuovo racconto?

  • Ciao Keziarica,
    l’incontro nel cimitero è molto suggestivo, non solo per il posto (che già di suo è ansiogeno) ma anche per come hai decritto l’ambiente, il clima, le cose Giulia che vede e tocca .
    Lo scontro con Delle Piane è forte, quasi cruento a livello mentale…fino alla confessione.
    Che farà ora Dania? E’ lei che vedono oppure qualcun altro?
    Ho votato per l’ospedale…vediamo che succede.
    Al prossimo.
    ePP.

    PS. perdonami, so che quello che sto per scrivere spezza il pathos….ma la confessione l’ho istintivamente letta avendo in testa la voce di Darth Vader

    • Ciao, ePP
      non sono una fan di Guerre Stellari, perciò non ho in mente la voce di Darth Vader, ma la ascolterò in qualche stralcio per farmi un’idea ?.
      Il cimitero è un luogo di calma, almeno a me ne trasmette tanta, e mi pareva il luogo adatto a cui contrapporre una scena forte come il tentativo di strangolamento e la confessione di un omicidio… non è tutto scritto però, mancano alcuni tasselli che spero di riuscire a posizionare con gli ultimi due capitoli.
      Ti ringrazio per il bel commento e mi auguro di appassionarti fino alla fine.

      Alla prossima!

    • Ciao, Anna.
      Non so perché hai pensato che fosse notte, non lo é: è giorno. Colpa mia che non ho specificato, in effetti potrebbe sembrare. Sarebbe stato suggestivo, magari alla luce dei lumi votivi.
      Sei mai stata in un paesino di montagna? Io ci vado spesso e ho visitato anche qualche piccolo cimitero, di rado ho incontrato gente. Io avevo in mente quello scenario: il piccolo cimitero montano, deserto a fine pomeriggio, poco prima del crepuscolo. Tetro e struggente al tempo stesso.
      Al di là delle mie visioni sui cimiteri montani e la loro atmosfera, sono felice che ti sia piaciuto il capitolo e ti ringrazio tantissimo, come sempre, sei troppo buona con me.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Una scena da acquarello, con il cielo della Valle che lacrima sui personaggi, entrambi disperati, di questa storia. Hai saputo rendere alcune sfumature assai sottili, come quando Giulia, che è stanca di non vivere, non segue l’istinto di scappare di fronte a chi tenterà di ucciderla. Non si riesce a non comprendere l’atteggiamento di chi non ha più nulla da perdere e sfida apertamente la morte.
    Episodio emozionante e terribile, non poteva che arrivare Dania, che per più di un motivo è legata alla ragazza, anche se provava gelosia quando Giulia vedeva Massimo nei suoi incubi. Voto per l’ospedale, vediamo cosa ci manca di sapere, e aspetto la decima per tornare sulla scena.
    Magnifico pezzo, complimenti!
    A presto ciao!

    • Ciao, Minollo.
      Grazie, mi fai moltissimi complimenti e io non so se li merito tutti ☺️però ti ringrazio.
      Giulia ha bisogno di verità, sospettava di Moreno, data la violenza, e ha provato ad affrontarlo, ma non da sola… Dania arriva sul posto.
      È come nei film horror, quando la biondina di turno corre su per le scale e tu: “ma che fai?! Esci di lì!!” la rabbia, la curiosità di sapere da dove arriva e perché ha un proiettile in testa, è più forte della paura, almeno credo. Quando Moreno le chiede: “Perché qui?” la risposta di Giulia potrebbe essere “perché qui ci sono loro, perché ti mostro quello che hai fatto e voglio vedere come reagisci”. Lo so è contorto, ma l’animo umano, a volte, lo è.
      Vediamo quale opzione l’avrà vinta; nel mentre, ti ringrazio ancora tanto e ti saluto.

      Alla prossima!

  • Capitolo 8)

    Continui alla grande, creando una bella tensione. Arrivare a un confronto simili è abbastanza difficile, lo sarebbe per chiunque. Ho apprezzato molto il senso di paralisi che hai descritto.
    Come avevi già detto, la storia ha una tinta differente dall’horror, e sarebbe stata perfetta per il giallo, ma ormai la considero tale! 🙂

    Vediamo dove ci porterai nei prossimi due, fondamentali, capitoli 😉

    Trovi la lettura sempre su Youtube, oggi con un titolo super Click bait, ma magari ci scappa qualche buon lettore in più!
    https://youtu.be/UjZFD4hwwng

    Alla prossima!

    • Ciao, GG
      sì, questo è un giallo sicuramente. Prossima volta dovrò pensare bene alla storia che ho in mente prima di scegliere il genere. Sono contenta di essere riuscita a rendere la situazione, avevo paura di precipitare troppo gli eventi ma, purtroppo (e come al solito), non ho saputo dosare gli avvenimenti e ora è quasi il momento di chiudere.
      Ti ringrazio per la lettura che ora vado ad ascoltare, spero di riuscire a terminare in bellezza questa storia tormentata (letteralmente).

      Alla prossima!

  • Ciao, bellissimo come sempre!!!! Mi è piaciuto tantissimo il parallelo tra lo scatenarsi della pioggia/tempesta e lo scatenarsi del dramma!!! Quindi i due refusetti li perdono molto volentieri.
    Ho votato per la caserma, credo si debba tornare dove è iniziata la fine. Alla prossima.

    • Ciao, Isabella.
      Grazie, sei troppo gentile 🙂
      Ho avuto premura di pubblicare e ho lasciato qua e là i terribili “refusetti”, li correggo sul file e prometto di stare più attenta la prossima volta. La caserma ha avuto molto successo, giustamente, come dici tu: si deve tornare a qualcosa o qui diventa tutto un pasticcio 😀

      Grazie tantissime e alla prossima!

  • Ciao K. Voto caserma degli alpini, perché sicuramente hai qualcosa in testa…
    Finalmente un po’ di verità anche se dolorosa, coi due morti testimoni da dietro l’occhiolino ovale di una tomba…
    Brrr…
    Ti segnalo un micro refuso: “Uni scricchiolio” e ti auguro una grande domenica!??

    • Ciao, Fenderman.
      Grazie per la segnalazione, corretta subito sul file 🙂
      Pian piano la verità viene a galla, come è giusto che sia. Questo racconto non è nato sotto buoni auspici, avrei voluto abbandonarlo già in fase di stesura della prima parte, ho cercato di portarlo avanti e sono capitate un po’ di cosette che, nel frattempo, hanno rallentato tutto… mi auguro di riuscire a terminare in fretta e nel migliore dei modi, perdonatemi per le attese lunghissime, siete impagabili 🙂

      Alla prossima!

    • Ciao, Anna.
      Sì, proprio una bruttissima sorpresa. Poverina non le ho reso certo le cose facili.
      Vediamo se riesco a donarle un po’ di serenità… non prima di avere complicato ancora un po’ le cose.
      Grazie di tutti, i tuoi complimenti sono davvero graditissimi 🙂

      Alla prossima!

  • Capitolo 7)

    Trovo sia compito di Giulia chiudere il cerchio, anche se forse ci sarà bisogno di una spalla per confrontarsi con un simile mostro. Oppure c’è un ribaltamento di scenario che ci attende?

    Questo capitolo è stato abbastanza intenso, con scene che arrivano a toccare per forza il lettore. L’impotenza che ti respira ad ogni riga, riesce a farci provare, per fortuna solo mentalmente, l’agonia provata dalla protagonista.
    Bel capitolo.
    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/vzqG5VckbYs

    Alla prossima!

    • Ciao, GG
      Grazie, come ti ho già scritto sul canale, hai reso benissimo il personaggio di Moreno e la tua interpretazione riesce a trasmettere la brutalità del momento, aiutando di molto le parole.
      Non posso che ringraziarti per le letture e l’impegno che ci metti, stai diventando sempre più bravo, potrebbe diventare un mestiere, ormai gli audiolibri sono molto popolari… pensaci. 😉

      Alla prossima!

  • Molto inquietante e ben riuscita la visione, sono quasi riuscito a sentire il tocco di quelle mani gelide che le risalgono lungo il corpo. Molto ben piazzato anche il colpo di scena finale, mi ha fatto riagganciare alla storia senza troppe difficoltà.
    Voto per Giulia che affronta Moreno, è una situazione che potrebbe portare a risvolti interessanti per il finale. A presto!

    • Ciao, Lorenzo.
      Non posso dire che mi faccia piacere averti trasmesso questa sensazione spiacevole, ma l’intento era quello, perciò, è andata come doveva andare. Il colpo di scena si rifà a un capitolo del racconto precedente, ma non dico altro, per non svelare troppo.
      Credo che Giulia sia, in effetti, la soluzione migliore e anche la più votata. Spero di riuscire a concludere al meglio. Grazie 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Mi aspetto sia Giulia ad affrontare Moreno; a questo punto sopraggiunge la volontà di vuotare un calice amarissimo, fatto di lacrime nere; perfino se il mezzo gigante è pericoloso. Le verità appaiono piano piano, ho riletto velocemente gli ultimi quattro episodi per riprendere gli eventi alla luce di quanto ormai sappiamo ed apprezzarli meglio.
    Manca poco ma in realtà c’è ancora molto da vedere, di Massimo ma anche di Giulia stessa. Trovo che l’infelicità sia da te splendidamente tratteggiata ed aleggi come il vero fantasma delle visioni di Giulia, che si è rotta di vedere ragazzi morti ma che non trova amicizie neppure tra i vivi (a parte forse Dania).
    Bravissima, ti auguro un degno fine settimana, ciao!

    • Ciao, Minollo.
      Sì, in questa storia la tristezza emerge un po’ da tutte le parti, d’altronde gli avvenimenti non lasciano molto spazio all’allegria… sono un po’ troppo melodrammatica? 🙂
      Non so se ci sarà spazio per tutti, però tenterò, almeno nel mio racconto, di dare giustizia un po’ a tutti, vedremo come.
      Per il momento, ti ringrazio tanto per le belle parole e spero di tornare presto con il nuovo capitolo. La tendenza è Giulia, quindi, so già come indirizzare il proseguo. Mi ci metterò appena possibile.

      Alla prossima!

    • Ciao, Red.
      Ci riusciremo? Non lo so, ma lo dobbiamo fare e, in qualche modo, ci riusciremo 🙂
      Menomale che il sogno è spaventoso, in un horror un po’ di paura ci vuole o no? 😉
      Grazie tante, felice di essere riuscita a fare un po’ di chiarezza.

      Alla prossima!

  • Ciao, la tua scrittura è come l’acqua di un fiume che scorre tranquilla nonostante ostacoli, cascate, mulinelli, rocce e tutti gli intoppi possibili e immaginabili!!! Brava, riesci sempre a trasmettere pace e tranquillità nonostante la crudezza dei fatti!!!
    Ho votato per Giulia che affronta Moreno, credo lo debba alla madre!!! Alla prossima

    • Ciao, Isabella.
      L’acqua che scorre mi piace moltissimo, mi piace fiancheggiarla quando passeggio in montagna e il solo ricordo mi riempie il cuore, capisco perché molte app la usano per far rilassare. Mi hai fatto tornare in mente una frase detta da una povera donna in un’intervista, tanto tempo fa: “tutto scorre nel triste nulla” anche le cose brutte scorrono via, in qualche modo, non so se c’entra con quello che intendevi tu, ma mi è venuta in mente e l’ho tirata fuori.
      Grazie per i complimenti e per esserci a ogni episodio.

      Alla prossima!

  • Ciao, buongiorno, voto Giulia. Le tocca, e ce lo aspettiamo tutti, credo.
    «Lo vuoi un caffè?» le chiese con un sorriso di sangue.
    Questa frase è un film: quel legaccio troppo stretto tra normalità e orrore, è una cosa che tu hai sentito dentro e non potevo esprimere in modo migliore.
    Consiglio la lettura di giorno, comunque non prima di dormire, ti faccio i miei complimenti e ti auguro una splendida luminosa giornata senza pensare a cassetti metallici che scorrono eccetera eccetera! ??

    • Ciao, Fenderman.
      Questo racconto ha preso una piega troppo gialla e poco horror… qualcosa di pauroso ce la devo mettere ogni tanto, lieta che sia risultata inquietante. Ci ho messo un po’, l’ho scritto e riscritto e non trovavo il modo per rendere quel che volevo dire, sono felice, in qualche modo, di essere riuscita a trasmettere un po’ di inquietudine.
      Grazie tantissime, oggi giornata quasi assolata e in cammino 🙂
      Grazie ancora tantissimo e alla prossima!

    • Ciao, Anna.
      Delle Piane è un giornalista che parla con Giulia nella prima parte del racconto (questa è il seguito), per questo non lo hai ancora incontrato 🙂
      Sulle scene horror, non saprei, di certo ho sbagliato genere… ma ero partita con un’altra idea, nessuna giustificazione: avrei dovuto prestare più attenzione. 🙂
      Grazie per i complimenti e alla prossima!

  • L’idea del rito mi piaceva molto ed ero quindi curioso di leggere questo capitolo, ma devo dire che il risultato finale non mi ha convinto molto. A una prima lettura ho avuto difficoltà a capire cosa stesse succedendo (anche perché anch’io non mi ricordavo bene i nomi dei personaggi), e anche rileggendo certi passaggi non mi risultano molto chiari. Inoltre ho trovato il finale di capitolo troppo brusco.
    In ogni caso il contenuto del capitolo e del rituale l’ho trovato molto affascinante nella sua spietatezza e crudeltà. Voto per la visione, il tratto distintivo di questo racconto. A presto!

    • Ciao, Lorenzo.
      Ti ringrazio per la franchezza e mi spiace che il capitolo non ti sia risultato chiaro, a parte la stesura che, capisco, possa non essere granché lineare, credo che in parte la confusione derivi dal fatto che alcuni personaggi (Arnaldi e Delle Piane) arrivano dalla prima parte del racconto che non pretendo leggiate per chiarirvi le idee, avrei dovuto trovare il modo per evocarne il ricordo in qualche modo. Il problema degli scrittori dilettanti (il mio sicuro) è che vedono nella testa una scena e non sempre si rendono conto che chi legge ne vede un’altra 🙂
      Il finale è un po’ veloce, è vero, nella mia testa (a proposito) era un modo per far percepire il precipitare degli eventi, evidentemente non sono riuscita nell’intento.

      Grazie ancora e alla prossima!

  • Ciao, scusa il ritardo, ma avevo una scadenza urgente da rispettare!!! Uau, riesci a descrivere molto bene l’orrore, con una facilità magistrale, quasi ci potessimo librare sopra per essere più discreti nel vederla.
    Ho votato per la visione, credo che ora ci voglia quella per distaccarci un po’ dalla realtà. Alla prossima

    • Ciao, Isabella.
      non scusarti, ci mancherebbe; poi, negli ultimi tempi, in ritardo sono sempre anche io. 🙂
      L’orrore credo possa crescere se lasciato in pasto all’immaginazione del lettore, troppi particolari finiscono per risultare pesanti, almeno in racconti come questo, poi ci sono gli horror splatter che, però, sono un’altra cosa 🙂
      Ti ringrazio tantissimo e ti saluto.

      Alla prossima!

    • Ciao, ePP.
      Grazie. Le visioni sono (o avrebbero dovuto essere) il fulcro di questa storia, poi si sa: i personaggi si muovono anche da soli e pretendono di prendere la loro strada, finendo per rimescolare le carte in tavola 😉
      Ho cercato di rendere la scena al meglio, orribile, ma lasciando alla mente del lettore la libertà di formarsi in testa una propria immagine di quel che accade, sono lieta che la cosa ti sia piaciuta.
      Ancora grazie e alla prossima!

  • Si ha da subito l’impressione di essere lì.
    Non sono uno che si fa “spaventare” facilmente, e in questo capitolo non c’è niente di “spaventoso”. Ma sei riuscita a farmi provare quel giusto e tagliente disagio, parola dopo parola, che costruisce l’orrore di una scena raccapricciante. Stuzzichi la nostra attenzione sino all’ultimo, quando lo stesso lettore (si spera) vorrebbe intervenire per fare qualcosa. Invece, è costretto a guardare, è costretto a “subire”.
    Ben costruito. I miei complimenti!
    Voto per la visione, perché mi gustano le cose folli.
    Trovi il capitolo sempre su Youtube!
    https://youtu.be/hT-MIY21SJo

    Alla prossima!

    • Ciao, G.G.
      Vado ad ascoltare.
      Il racconto è più un giallo che un horror (errore mio di pre-valutazione), l’orrore è nei gesti orribili che si fanno come fosse niente. L’orrore sta nel pensare che una persona sia sacrificabile perché indifesa, che gruppi di persone possano pensare di prevaricare il prossimo per un gioco perverso, per nulla in pratica.
      Sono felice di aver costruito un buon capitolo, pensare che l’ho scritto di getto e credevo fosse un cumulo incomprensibile di avvenimenti…
      Grazie ancora e alla prossima!

    • Ciao, Red.
      hai perfettamente ragione: impossibile ricordare tutti i personaggi e gli avvenimenti, soprattutto se si deve aspettare tanto per leggere gli episodi. Ti riassumo brevemente:
      Arnaldi è il collega che nella prima parte nel secondo capitolo, mi pare, dice a Massimo di lasciare perdere le indagini.
      Moreno Delle Piane è il giornalista che incontra Giulia e di cui parla anche Walter Leonardi nel capitolo precedente. Il suo nome viene trovato sul taccuino del dott. Scalzi, alla casa di riposo, e accanto al nome c’è un simbolo, il simbolo che il ragazzo nudo (figlio di Scalzi) deve incidere sulla vittima.
      Spero di averti chiarito un po’ le idee e di non averti confuso ulteriormente 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Scena tremenda nella sua crudezza e nella naturalezza oscena che esprime Arnaldi. Tu la metti nero su bianco con apparente facilità, e le ultime parole dell’episodio sono perfette nell’indicare la perdizione senza ritorno di chi ha officiato il rito.
    Sai mettere alla prova il lettore, anche se ha già letto altro nel genere. Atroce e bellissimo.
    Voto per la madre, per leggere del loro rapporto e sapere di più su Giulia.
    Sempre complimenti, e a presto.
    Ciao!

    • Ciao, Minollo.
      Hai ragione, la scena per quel che comporta, per la banalità che accompagna spesso questi eventi (la cosa che più mi fa orrore è il fatto di pensare che cose del genere, in alcuni casi, è semplicemente quel che accade, una routine spaventosa che viene assimilata e digerita giorno dopo giorno, come un pasto che ci si abitua a digerire).
      Non credo che a qualcuno sia tornato in mente, è passato tempo e mi rendo conto che davvero sia pressoché impossibile tenere a mente i personaggi: Arnaldi è un collega di Massimo, nella prima parte è quello che gli consiglia di lasciare perdere le indagini.
      Grazie anche a te per il sostegno, spero di non deluderti nel prosieguo.

      Alla prossima!

  • Ciao, per fortuna che non sei in vena!?
    Mamma mia fa impressione calarsi in momento in una di quelle situazioni che si solito sentiamo raccontare nei tg e non ci fanno più impressione. Horror e vita reale si incontrano a volte, e tutto diventa semplicemente cronaca. Poter confinare tutto questo in un racconto sarebbe una consolazione, sporcarsi di sangue finto, pungersi con una finta lama, poche righe e poi con un sospiro passare oltre… Tu ci sei riuscita, adesso un respiro e via, verso una nuova pagina.??

  • Ciao, per fortuna che non sei in vena!?
    Mamma mia fa impressione calarsi in momento in una di quelle situazioni che si solito sentiamo raccontare nei tg e non ci fanno più impressione. Horror e vita reale si incontrano a volte, anzi spesso: droga, sesso, sopraffazione. Poterlo confinare in un racconto sarebbe una consolazione, sporcarsi di sangue finto, pungersi con una finta lama, poche righe e poi con un sospiro passare oltre… Tu ci sei riuscita, adesso un respiro e via, verso una nuova pagina.??

    • Ciao, Fenderman.
      L’unico rammarico è quello di aver incastrato questo racconto in un genere non appropriato, è diventato in breve un giallo e lo era già nella parte precedente, pazienza, non me ne avrete, spero 🙂
      Non è stato facile scrivere questo capitolo, per quel che rappresenta. Ho cercato di renderlo senza descriverlo troppo, penso che immaginare il male, a volte, spaventi più del conoscerne ogni particolare. Purtroppo, nel mondo ci sono cose orribili che, come dici tu, sarebbe bello poter confinare in un recinto di parole affinché non possano nuocere, ma non si può fare e ci accontentiamo di immaginare che possa essere fatto, almeno nei momenti di evasione che la lettura (non la mia, per carità) ci offre.
      Grazie per il sostegno e per essere sempre presente.

      Alla prossima!

  • Capitolo 4 – 5.

    Nel precedente commento, alludevo proprio al fatto che la fotografia stesse immortalando qualcosa che potesse mettere in evidenza alcuni tratti della storia. Da sola, però, ovviamente non poteva farci capire molto! 🙂
    E in questi due capitoli vengono fuori delle belle (probabili?) verità.
    Effettivamente la tinta della storia è più sul giallo, ma questo non la rende meno claustrofobica e incerta. Potrebbe accadere qualsiasi cosa da adesso in poi, quindi non ci tocca che aspettare i prossimi capitoli 😉

    Trovi la lettura di entrambi i capitoli su Youtube, a partire dalle 9:30!
    https://youtu.be/DLrlTI0pUoQ

    Alla prossima!

    • Ciao, G.G.
      Ancora una volta, grazie per la lettura.
      La mia non voleva essere una critica alla critica, per carità. Era solo per far presente che il capitolo (almeno per me che conosco la storia 😉 cosa non di poco conto) era pieno di indizi… 🙂
      Vedremo come continuare, mi pare che il rito abbia avuto la meglio sulle altre opzioni, appena riesco mi metto a scrivere, in mente ho già qualcosa, devo solo tramutarlo in capitolo.
      Benissimo, grazie ancora tanto e, per favore, critica pure, le critiche costruttive servono a crescere. (a livello didattico, perché in età son già cresciuta abbastanza).

      Alla prossima!

    • Ciao, Anna.
      Bentornata anche qui. Sono davvero contenta che ti sia piaciuto fin qui, scrivere è un divertimento e lo faccio per quello, senza grandi pretese, ma leggere i commenti come il tuo mi ringalluzzisce e mi fa pensare che forse, davvero, a qualcuno piace quello che scrivo.
      Mi auguro di poterti intrattenere al meglio anche nel prosieguo.

      Buonissima giornata e alla prossima!

  • Episodio 3)

    Grazie per aver condiviso il video, a nome di tutti gli autori che potrebbero aver trovato nuovi lettori! 🙂

    Sul terzo episodio posso dire poco, considerato che è più una foto di una particolare situazione, con l’inseguimento che rimane tuttavia abbastanza interessante. Oltre a leggere “cautela” e “esperienza” da certe azioni, si può capire qualcosa di determinati personaggi. Sono curioso di vedere verso dove si orienterà il proseguo della storia!

    Trovi il video sempre su Youtube, ed è probabile che abbia sbagliato lo stesso il tuo nome! A proposito… è solo un nick, oppure ha una qualche origine?
    https://www.youtube.com/watch?v=eMDY8RACOuc

    Alla prossima!

    • Ciao, G.G.
      In realtà, credevo che questo episodio raccontasse molte cose e suggerisse indizi utili a comporre il puzzle; forse, non sono stata in grado di trasmettere quel che intendevo. Magari, alla fine, quando tutte le tessere andranno al loro posto (e magari se non vi farò aspettare troppo) si capirà il perché di questo capitolo. 🙂
      Intanto, grazie per aver cominciato a leggere anche questo mio racconto. Oggi, dovrei pubblicare il nuovo episodio de La Bambola 😉
      Alla prossima!

      p.s. non mi costa nulla condividere, quando una cosa mi piace lo faccio volentieri. 🙂

  • Quindi l’ipotesi che avevo pensato, ovvero che quella bambina è Giulia, si va rafforzando… Gran bel capitolo, l’atmosfera è molto cupa e il ritmo sempre ben serrato. Man mano si aggiungono nuovi elementi, ma il quadro sembra essere ancora lontano dal completarsi.
    Voto per il rito, di omicidi e anche di autopsie, credo, ce ne sono già stati abbastanza 😀
    A presto!

    • Ciao, Lorenzo.
      Credo che ormai si sia capito che Giulia è la figlia di Fiamma e Filippo, come è arrivata a Genova? Chi ha ucciso i suoi genitori? Ma, soprattutto, mi basteranno 5 episodi per raccontare tutto? Sono felice che ti sia piaciuto. Spero di continuare a interessarti. Pare che il rito abbia riscosso un gran successo ora non mi resta che scriverne.
      Grazie ancora e alla prossima!

  • Riciao, G.G.
    Grazie, ancora tantissime grazie. Il mistero si fa fitto, ma, nel contempo, spero si sciolgano alcuni nodi e vengano a galla le scomode e atroci verità. Vedremo.
    Bene, non resta che aspettare e ascoltare. Mi sono permessa di condividere su FB.
    Ti risaluto e alla prossima!

  • E visto che non è un giallo vada per il rito! Ovviamente ?
    Ciao Kezia, come stai? Il ritardo ci sta, con tutto il caos natalizio e di fine anno, ci mancherebbe non preoccuparti.
    Il quadro fatto con i puzzle che stai sapientemente delineando inizia a prendere una forma concreta anche se è ancora tutto nebuloso, com’è giusto che sia, so che più in là sarai in grado di stupirmi.
    A prestissimo,
    Ilaria

    • Ciao, Ilaria.
      Mi fa piacere leggere della tua fiducia in me, spero di non disattendere le aspettative.
      Io sto bene, abbastanza, il lavoro pesa e i vicini pure… un periodo un po’ così, ma conto che finirà presto, almeno così spero 🙂
      Tornando al racconto, ce la metterò tutta per far combaciare i pezzi, non so come farò, ma ci sto lavorando.
      Non sono certa che terminerà tutto con questo racconto, potrei andare avanti con un terza parte, vediamo cosa riesco a combinare e a condensare qui.
      Grazie per tutto e alla prossima!

    • Ciao, G.G.
      Sono andata ad ascoltare, le cose proprie lette dagli altri (e lette bene) hanno tutto un altro gusto. 🙂
      Ti ringrazio per aver scelto anche questa storia, come ti ho già detto è una bella iniziativa.
      Il racconto è cominciato prima, ma, a parte l’introduzione di un giornalista (che tornerà) e del migliore amico di Giulia (che cominciava a starmi antipatico e ho silurato) non c’è molto. Credo si possa comprendere tutto da questo in corso. Ancora tantissime grazie per la lettura, io e i miei personaggi te ne siamo molto grati. 😀

      Alla prossima!

  • Ciao Kezia,
    il racconto diventa sempre più intrigate, Giulia sembra ad un passo da scardinare tutti i segreti che la circondano. Tutti i personaggi che hai creato sono come pezzi di un puzzle che si incastrano perfettamente tra loro, complimenti. Visto che hai deciso di calcare un po più sull’horror , credo che il Rito sia la via più corretta….decisamente più inquietante delle altre due opzioni. Un omicio o una autopsia fanno paura ma sono azioni razionali (a meno che l’omicida non sia un pazzo totale)…il rito è questione di fede (che per me è la cosa più irrazionale del mondo)…e le cose irrazionali mi terrorizzano.
    Aspetto il prossimo-
    ePP

    • Ciao, ePP.
      Hai ragione, il rito ha qualcosa di inquietante solo per il fatto che qualcuno pensi di poterlo o doverlo compiere. Sarà mia cura trovare il modo di renderlo al meglio. Il puzzle piano piano si ricomporrà e ci sarà modo di capire ogni cosa, in un modo o nell’altro.
      Giulia si è trovata in mezzo a qualcosa di enorme, qualcosa che ha coinvolto anche i due poliziotti e che, alla fine, porterà a galla segreti terribili. Vediamo come me ne uscirò. 😉
      Per il momento, grazie davvero per il sostegno e alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Episodio letto d’un fiato, mi ha colpito leggere della consapevolezza di Giulia, in effetti devo riprendere almeno il quarto, forse c’è qualcosa che mi sfugge. In ogni caso le atmosfere di dolore che permeano il racconto si ritrovano in questo dialogo a tre, con l’uomo pieno di rimorsi per le occasioni perdute che non torneranno. C’è chi muore e chi non riesce più a vivere. Bravissima. Ho scelto l’autopsia ma vedo che è in vantaggio l’opzione che avrei messo per terza; comunque resto in attesa della sesta.
    Ciao a presto!

    • Ciao, Minollo.
      La consapevolezza di Giulia non è resa ancora chiara perché sto cercando di far mettere insieme i pezzi un po’ alla volta, credevo di aver svelato troppo, ma non è così.
      L’autopsia è un buon momento per un evento horror, ma pare che l’opzione non abbia riscosso successo… il rito sarà terribile, almeno spero 🙂
      Grazie infinite per esserci e per le belle parole.

      Alla prossima!

  • Ciao, spero almeno che tu abbia passato bene le feste, quello è l’importante!!! Sono d’accordo con Ottaviano, le atmosfere sono quelle insuperabili di un bel giallo nordico, brava.
    Ho votato per il rito… dietro a tutto ci deve per forza essere qualcosa d’oscuro!!! Alla prossima

    • Ciao, Isabella.
      Per le feste: no comment, tra lavoro e vicini rumorosi, un delirio…
      Anche tu mi richiami il giallo nordico che io non leggo, ma dato che è apprezzato, accetto il complimento 🙂
      Il rito avverrà e spero di renderlo più oscuro possibile.
      Grazie, come sempre e alla prossima!

    • ciao, Red.
      Hai assolutamente ragione, sono in ritardo e le fila del discorso vanno perdendosi quando passa troppo tempo, purtroppo non ho potuto fare prima. Le cose pian piano verranno a galla, spero di rendere bene la cosa.

      Intanto, grazie tante e alla prossima!

  • Ciao, buongiorno. Non ti preoccupare, Allegra ci ha fatto compagnia?.
    In quanto al capitolo mi ha evocato quei bei gialli nordici fatto di nebbie e sole che non scalda. Le due donne sono così ben delineate, non una sbavatura. Una forte e ben quadrata, l’altra tormentata e bisognosa di protezione…
    Quasi mi spiace che sia un orror… Ma tu mi smentirai lo so! Aspetto il prossimo e voto “un rito” così ti do una mano a sterzare sulla via giusta. Ciaooo??

    • Ciao, Ottaviano.
      Questo racconto è nato con l’intento d’essere un horror, ma i personaggi e la mia inclinazione hanno portato a trasformarlo più in un giallo… l’idea del rito mi ha portato a una conclusione che può far incontrare i due generi, non ho altra scelta 😉
      Ti ringrazio per i complimenti, non leggo i gialli nordici, non mi sono mai piaciuti molto, ma capisco quello che intendi (le serie ogni tanto le guardo).
      Grazie tantissime e alla prossima!

  • Ciao K
    Scelgo il presente, lo sai che poi rischio di perdermi con i vari personaggi? dunque vorrei continuare la lettura con le vicende di Dania e Giulia.
    Sicuramente qualcuno ti avrà fatto già notare la ripetizione “Chiuse gli occhi “ all’inizio del racconto e un “Quando” al posto di un “Quanto”, due cosucce da niente ma so che preferisci che i refusi ti vengano fatti notare.
    Bel capitolo, mi piacciono i flashback di Giulia che danno sempre un senso di mistero all storia.
    Alla prossima

    Ilaria

    • Ciao, Ilaria.
      Grazie, sì, me lo ha fatto notare Lorenzo qui sotto, il “quando” invece me lo fai notare tu e vado a correggere entrambi gli errori sul file 😉
      I personaggi principali qui sono almeno sei, più i secondari, quindi, capisco che diventa difficile tenerli a mente. Purtroppo, mi servono tutti, tutti hanno un ruolo e non posso fare a meno di nessuno di loro.
      Vediamo quale opzione prevarrà, proverò a scrivere presto, anche se non ho molto tempo a disposizione ultimamente.
      Grazie ancora e alla prossima!

      p.s. tu quando torni con un nuovo racconto?

  • Bentrovata keziarica! Dopo quasi un anno di assenza da parte mia è un vero piacere tornare e trovare i tuoi racconti. Ho recuperato la prima parte di quest’ultimo: l’inizio era stato molto originale e mi era piaciuto molto, poi forse si ritorna su binari più consueti e la storia divaga un po’, anche perché c’è molta carne al fuoco, però è stato comunque piacevole da leggere.
    Questa seconda parte, invece, la sto trovando più convincente. Si aggiunge un’altra storia secondaria, quella di Filippo e Fiamma, però è ben intersecata con quella principale e sono molto curioso di sapere dove andrà a parare. In più anche il rapporto tra Giulia e Dania si sta approfondendo e sono due personaggi con caratteri molto interessanti.
    Su questo capitolo ti segnalo una ripetizione nella frase: “Giulia chiuse gli occhi per contrastare la sensazione di nausea che le provocava il movimento del mezzo a cui si sottraeva il compenso visivo. Chiuse gli occhi.”
    Voto per tornare su Fiamma e Filippo, chissà se effettivamente saranno i genitori di Giulia.
    A presto!

    • Ciao, Lorenzo.
      Che piacere ritrovarti tra i lettori e scoprire che hai cominciato un nuovo racconto e un horror perdipiù!
      Grazie per aver letto anche la prima parte del racconto, in effetti, l’ho portato avanti per inerzia, ero molto tentata di abbandonarlo, ma poi ci ho ripensato.
      Ti ringrazio per la segnalazione, pensa che l’ho riletto più volte prima di pubblicare… boh, si vede che sono stanca o magari solo distratta 😉
      Già, chissà se sono i suoi genitori… vedremo; intanto, grazie tantissime per essere tornato a leggermi, ti auguro buona scrittura e alla prossima!

    • Ciao, ePP.
      Sì, sono molto curiosa anche io, so cosa va trovato ma non so come lo si troverà 😉 vedremo, qualcosa mi invento.
      I sogni e le visioni di Giulia vi piacciono, sono contenta. Pensavo che questa risultasse troppo breve, e invece… meglio così.
      Sapeny ha molto da raccontare, sicuramente avrà voce nei prossimi episodi, chissà, forse già dal prossimo 🙂

      Grazie e buona giornata.

      Alla prossima!

    • Ciao, Red.
      Che vuol dire la frase tra parentesi? 😀
      Sicuramente ci saranno cose brutte, ma anche cose belle (come diceva Ben Stiller in uno dei suoi film)… è un horror, forse più un giallo, qualcosa di brutto dovrà pur capitare…
      Se ti piacciono i fantasmi, dovrò affrettarmi a metterne in campo qualcuno al più presto… magari lo faccio uscire dalle visioni, che ne dici?

      Alla prossima, Red e grazie mille!

  • Ciao, Keziarica, l’inverno con le sue atmosfere prevale in questo episodio dove tutto anche le visioni sanno di nebbioline e colori, tranne il rosso, a patire. Mi sembra di vederle, le ragazze, graziose, infreddolite, determinate e solidali.
    Man mano che la storia procede i fatti seguono i sogni e i sogni sempre lei a dettare il passo, tutto narrato con grazia, e puntuale ambientazione. Bravissima, K. Leggerti è un piacere. Voterei Filippo e Fiamma. Salutoniii??

    • Ciao, Fenderman.
      I complimenti da quelli bravi fanno sempre molto piacere 🙂 sono davvero lieta che le mie ambientazioni ti risultino piacevoli, tento di rendere le mie sensazioni, anche perché per far venir fuori un sentimento o una sensazione, occorre pescare dal proprio bagaglio personale. Non si può raccontare di cose aliene (e non parlo di fantascienza 😉 ).
      Vediamo come portare avanti la storia; intanto, grazie infinite e alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Scusa ma ho perso la terza, che ho recuperato oggi, spero di rimanere in pari ora!
    Le storie nella storia sono tutte interessanti ed è molto bello seguirne le evoluzioni, che porteranno all’incontro delle medesime; la tua prosa avvolge i personaggi mirabilmente, ognuno con le sue infelicità. Il tratto sovrannaturale di Giulia mi rimanda al “Sesto senso”, film che mi aveva fatto sobbalzare nel finale, ma che in fondo parlava di infelicità e di legami irrisolti. Forse è il caso anche di questa storia.
    Bravissima a raccontarla, appassionante!
    Ciao e a presto!

    • Ciao, Minollo.
      Il “sesto senso” è un bel film, carico di significato e anche di indizi nascosti (vidi uno speciale una volta che spiegava come il regista avesse escogitato un modo per richiamare l’attenzione dello spettatore, tipo la luce rossa appunto, affinché arrivasse al finale sapendo inconsciamente quale sarebbe stata la rivelazione finale), il fatto che, in qualche modo, questo mio racconto possa avertelo fatto tornare alla mente, seppur lontano anni luce da quel che è il film, mi fa molto piacere.
      In questa storia molti fattori concorrono a creare l’intreccio, non so se sarò capace di mescolarli al meglio, ma spero di raccontare una buona storia, almeno.
      Grazie per le belle parole e alla prossima!

  • Ciao… accidenti, sono una novellina sulle visioni, ma hai un modo di raccontarle davvero convincente!!! E poi lo fai con una leggerezza tale, che risultano delicate anche se crude. complimenti!!!
    Ho votato per Dania e Giulia, mi piace la loro “complicità, gelosia, protezione ecc.”, un bel mix di sentimenti… buona prosecuzione di giornata. Naturalmente meteo permettendo!!!

    • Ciao, Isabella.
      I sogni e le visioni in genere non sono facili da far arrivare a chi legge, proprio per la loro natura eterea che ognuno vive e sente a modo proprio (non che si abbiano le visioni, almeno spero, ma i sogni li facciamo tutti…), perciò, sono felice che il mio modo di raccontarle ti piaccia. 🙂
      Dania e Giulia hanno sviluppato un certo rapporto nei mesi passati lontano da TI… chissà come quest’intesa le porterà alla fine della vicenda.
      Grazie tantissime e buona giornata anche a te.

      Alla prossima!

  • Ciao, bellissime come sempre sia l’atmosfera che la descrizione del paesaggio/ambientazione!!! Mi hai fatto ricordare quelle manciate di case incastrate nella valle, che nostalgia!!!
    Ho votato per voglio restare nel 1998, vorrei saperne un po’ di più prima di andare nel futuro!!! Alla prossima.

    • Ciao, Isabella.
      Io adoro la montagna e gli scenari che presenta in ogni stagione. Siamo stati in Valle d’Aosta pochi giorni fa, una bellissima giornata, siamo spuntati fuori dalla nebbia, che ci ha accompagnati da Ovada fin sotto la Valle, ed è stato come entrare in un mondo fatato, sole, cielo azzurrissimo e vette innevate. Questo capitolo è nato da questa esperienza.
      Vediamo quale opzione prevarrà; intanto, ti ringrazio moltissimo e ti auguro un ottimo fine settimana.

      Alla prossima!

    • Ciao, Ilaria.
      Sono felicissima di questo commento e di sapere che il mio stile viene fuori quando scrivo, non è semplice crearsene uno proprio, specie se si è dilettanti, io ci provo e se ci riesco è una vittoria.
      Chissà quanto sono riuscita a trasmettere di quel che avrei voluto, lo scopriremo…

      Grazie ancora e alla prossima!

  • Ciao Keziarica, torniamo a Giulia, non perdiamola di vista.
    Nella scena, lo Zip sembra un cavallo bianco e il ragazzo il cavaliere che porta al sicuro la sua dama. Forse è proprio così che certe ragazzine di sentono in situazioni analoghe. Per un attimo il mondo è solo la scenografia di una rappresentazione felice. E tu così hai descritto quella valle, selvatica e accogliente, fredda ma non ostile. L’ombra che lo segue la rimandiamo, sicuramente ci sarà occasione di conoscerla. A presto dunque. ??

    • Ciao, Ottaviano.
      Sì, le ragazzine vedono il proprio ragazzo come un principe capace di tutto, invincibile e bello, anche se, la maggior parte delle volte, è solo un ragazzino pieno di paure e brufoli che non sa nulla della vita, ma che tenta in ogni modo di mostrarsi pronto a tutto; ahimè, avrà modo di capire che non è così e che della vita, purtroppo, non ha ancora visto nulla.
      La Valle D’Aosta è così, sembra sempre pronta ad abbracciarti, in ogni stagione, sarà perché è uno dei miei posti preferiti… 🙂
      L’ombra la conosceremo meglio, c’è tempo.
      Grazie per l’apprezzamento e per esserci sempre.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Ho votato per il balzo indietro, questo movimento temporale che ci mostra squarci della storia mi è congeniale, così come anche la presenza di più di un personaggio che catalizza l’attenzione; Massimo cresce ed ha la faccia dell’integerrimo che mastica amaro davanti alle ingiustizie, mentre Giulia è, suo malgrado, soprattutto vittima.
    Mi chiedo cosa ci sia sotto, sempre bravissima a tenere la corda tesa.
    Buona domenica e a presto!

    • Ciao, Minollo.
      Grazie, spero di non tirarla troppo la corda 😉
      Sì, Massimo è un carattere forte, un personaggio che immaginavo relegato a un ruolo marginale ma che sta spingendo quanto più gli riesce per emergere, per raccontare anche la sua versione e la sua storia. Devo stare attenta a non far finire Giulia nel dimenticatoio, però. Vediamo come procede, per ora sto lasciando ai personaggi la possibilità di venir fuori, prima o poi dovrò mettere un freno o finirò per deragliare dall’idea prima, finendo per raccontare un’altra storia.
      Le opzioni che riguardano il passato sono per ora in parità, chissà chi la spunta, non ci resta che aspettare, sperando che qualcun altro venga a leggere 🙂

      Alla prossima!

    • Ciao, Ilaria.
      Hai ragione, a volte è difficile scovare le ripetizioni e dire che l’ho letto e riletto… pazienza, correggerò il file…
      Grazie, per i complimenti, io ci provo a raccontare le cose senza che le parole si intreccino in trame troppo fantasiose, per il momento, forse, ci sto riuscendo, vediamo quanto dura… 🙂

      Grazie ancora, buona domenica e alla prossima!

  • Eccomi qua, con l’ormai consueto ritardo! Non sto partecipando al nanowrimo ma cerco lo stesso di scrivere tutti i giorni e il tempo è quello che è, tu stai portando avanti anche la sfida di novembre o hai “ripiegato” qui?
    Cooomunque, questa seconda parte inizia in maniera opposta alla prima, più in linea con gli ultimi capitoli della storia, in un flashback prolungato che ho votato per allungare ulteriormente restando nel passato con Massimo e Dania, almeno per un altro capitolo. Anche visitare il 1998 mi intriga, ma forse è meglio riservarci questo viaggio per un momento più climatico, visto che potrebbe rivelarsi molto importante. Ho la speranza che andando verso la conclusione il cerchio si chiuda e visioni e accadimenti più surreali e sopra le righe riprendano il sopravvento, ma in ogni caso sono sicuro che, come dicono in inglese, ci porterai in “posti” interessanti. A presto!

    • Ciao, Dapiz.
      Bentornato e non preoccuparti per il ritardo, sono felice che tu ci sia.
      Il NaNo non l’ho cominciato, in compenso ho ripreso questo racconto, ne ho iniziato un altro con un altro nick e sto scrivendo, come esercizio giornaliero, un racconto lungo su una casa infestata… ho appena letto L’Incubo di Hill House (bellissimo), mi è venuta l’ispirazione.
      Diciamo, che in questo periodo sto scrivendo un po’ di più.
      Ammetto che la parte dedicata a Massimo e Dania, nel loro tempo, mi sta piacendo molto, sarà difficile tornare a Giulia e alle visioni, ma, in teoria, la protagonista è lei, prima o poi… il 1998 ha moltissima importanza nella storia e anche lì dovremo andare, vedrò dove mi porterà l’ispirazione e i vostri voti. La storia ha una sua struttura, ma sta cambiando un pochino lungo la strada. Il finale lo conosco già, tutto sta a vedere come ci arriveremo.
      Davvero, sono contenta di ritrovarti. Potresti scrivere qualcosa anche tu, qui. Nel caso, io ci sarò 🙂

      Alla prossima!

  • “Fuori dalla struttura, l’aria fresca e pulita deterse gli animi, restituendo ai due poliziotti il guizzo vitale”
    In questa frase mi sono riconosciuto. Quando mi è capitato di visitare qualcuno in ambienti simili ho provato la stessa cosa. Tornare fuori vale un milione; che ci sia il sole o piova è lo stesso. E ti assale un lieve senso di colpa pensando a quelli che rimangono… Brava Keziatica è bello scrivere e trasmettere emozioni e stavolta l’hai fatto. Grazie, voto per rimanere lì ancora un po’. Buona serata e a presto. 🙂

    • Ciao, Ottaviano.
      Di emozioni trasmesse attraverso le parole tu ne sai qualcosa, sono felice di ricevere questo complimento da te, grazie!
      Effettivamente, passare del tempo a contatto con l’invalidità e il decadimento di altri esseri umani ci mette a confronto con lo scorrere del tempo e con l’ineluttabilità del declino, non è così per tutti, per fortuna, ma tanto basta a lasciarci addosso una sensazione da voler lavare via al più presto. L’aria fresca è un toccasana, sempre, a maggior ragione in queste occasioni.
      Vedremo in che direzione andranno i voti, per ora parrebbero in vantaggio i tempi di Dania e Massimo… chissà.
      Grazie ancora, sei davvero gentile. 🙂
      Alla prossima!

  • Ciao, bello anche questo capitolo e molto vivido, sei brava a descrivere la realtà!!! Il giallo s’infittisce e non vedo l’ora di avere altri indizi, compresi quelli “onirici”!!!
    Ho votato per rimanere nel passato, credo abbia ancora molto da dire. Alla prossima, ti seguo!!!

    • Ciao, Isabella.
      Grazie, cerco sempre di fare in modo che le descrizioni risultino interessanti ma non invadenti, ho lavorato molto su questo aspetto e ancora molto dovrò lavorare. I sogni, per così dire, di Giulia hanno un ruolo importante nella storia, quindi, torneranno di sicuro. Vediamo che cosa votano gli altri e dove si andrà.
      Per ora ti saluto e scappo a leggere il tuo capitolo. 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Lieto di ritrovarci tra la Liguria e la valle d’Aosta, come avevo scritto era molto interessante e il mistero della scena del crimine con i riferimenti alla “pericolosità” dell’indagine avevano generato in me forte curiosità.
    Anche questo capitolo aggiunge in merito ai personaggi, alla personalità ed al rapporto interpersonale, con sensibilità. Voto per la reticenza, che fa suonare un nuovo campanello d’allarme a Massimo.
    Ben rientrata e a presto. Ciao!

    • Ciao, Minollo.
      Perdona il ritardo nella risposta, ero convinta di aver già ribattuto e, invece, lo avevo fatto solo dall’altra parte… sono un po’ sfasata 🙂
      Bene, sono felice di ritrovarti e di sapere che il nuovo capitolo abbia dati nuova linfa alla storia, vediamo come procede.
      Intanto, grazie davvero e alla prossima!

    • Ciao, Ilaria.
      Eh sì, alla fine la storia non ne ha voluto sapere di lasciarmi andare e io non ho potuto lasciare andare lei… I personaggi mi ronzano in testa, soprattutto Massimo, le due vittime che hanno molto da raccontare. Spero di riuscire a dar loro una voce, anche se fittizia, perché, da qualche parte, due giovani morti per niente, ci sono davvero.
      Grazie per essere tornata e alla prossima!

  • Non c’è due senza tre….anche Scalzi è morto!
    Ciao Keziarica, un inizio interessante….la curiosità che generi ti intrappola subito. La descrizione della casa abbandonata, il fascicolo troppo “povero”….sono ben descritti e ti lasciano la voglia di saperne di piu il prima possibile. L’atmosfera è cupa al punto giusto e le paure di Massimo alimentano l’attesa.
    Aspetto il prossimo.
    ePP

    • Ciao, ePP.
      Eccoci di nuovo alle prese con Massimo, il vecchio caso e, presto, le visioni della povera Giulia, che certo tornerà a far parte della storia. Sono contenta di ritrovarti nel prosieguo, sono stata sul punto di rinunciare, poi mi sono detta che se questa storia ce l’ho sempre in testa, un motivo ci sarà. 😉
      Molte grazie anche a te e spero di riuscire a raccontare una bella storia, in senso lato, perché di bello ci sarà ben poco.

      Alla prossima!

    • Ciao, Red.
      Che complimento mi fai! So che gli horror non ti piacciono e questa cosa che mi hai scritto mi fa molto piacere, hai addirittura ipotizzato che il bon vecchio dottore si sia suicidato e perché no? Potrebbe essere una strada…
      Grazie per essere tornato a leggermi, qui e da Allegra.

      Alla prossima!

  • Ciao, la descrizione della casa mi ha ricordato le narrazioni di Zafón (che io ho amato molto)!!! Per ora la tua storia è un giallo, ma credo che nel proseguo le cose si “complicheranno” un po’… sono curiosa di vedere come.
    Ho votato per Scalzi che sta bene ma è reticente, la morte o la forte invalidità per me toglierebbero sale alla storia, gusti sono gusti. Alla prossima.

    • Ciao, Isabella.
      Di Zafron ho letto poco, ma ho apprezzato molto le sue descrizioni e il velo di mistero che accompagnava i suoi scritti, peccato ci abbia lasciato così presto.
      La mia storia è un giallo, perché c’è un mistero da svelare, ma è anche un horror perché il mistero si cela dietro visioni truci che arrivano dritte da un altrove che può trovare spiegazioni solo nel sovrannaturale. Forse è un po’ confusionario, forse confusa sono io, ma spero di riuscire a portare a termine il racconto senza creare confusione al lettore 🙂
      Vediamo come voteranno gli altri per Scalzi e andiamo avanti.
      Grazie ancora e alla prossima!

  • Eccoti qua, bentornata; lo sapevo!?
    Sono contento, e credo che questo giallo classico, almeno quello sembra, nutrito dall’humus dell’horror crescerà rigoglioso, come il contorno rinselvatichito della casa misteriosa, i capelli del vecchio e i baffi dell’uomo a medicina legale dall’occhio, guarda un po’, clinico e indagatore. Sei stata evocativa e razionale come ben recita la descrizione delle foto… Complimenti! Voto il grave impedimento che alimenta il conflitto e non chiude nessuna porta. Grazie, a presto, buona giornata.??

    • Ciao, Ottaviano.
      Sono felice di ritrovarti ma, a costo di peccare di presunzione, me lo aspettavo (e lo speravo pure).
      Cercherò di lasciar parlare i personaggi, di lasciarvi scegliere la via per divertirmi a raccontare questa storia che ho in testa e che non so dominare. Non sarà facile, ma spero sia divertente. 🙂

      Intanto, grazie tantissime per esserci di nuovo e, come sempre, alla prossima!

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