Hic et nunc

Dove eravamo rimasti?

Loana avrà il coraggio di fermarlo? Sì, ma peggiorerà la situazione (50%)

Forse ti ritrovo... per non cercarti mai più.

Gli prese la mano, la strinse come era solita fare…

lui si voltò e, affogando i suoi occhi in quelli di lei, accennò a un timido saluto avviandosi verso la porta della 3B.

Loana era rimasta lì, immobile: quell’incontro l’aveva immaginato per anni e ciò che era accaduto non coincideva con quello che aveva sperato. 

Sospirò ed entrò in 2B nella speranza di incontrarlo all’intervallo. Era un docente, come lei… questo doveva pur significare qualcosa. 

Si sedette alla cattedra e, dopo aver fatto l’appello, scrisse sulla lavagna: “ma gli uomini mai mi riuscì di capire perché si combinassero attraverso l’amore”.

“Partite da questa frase e scrivete tutto ciò che vi viene in mente” disse ai suoi studenti.

Probabilmente presentare, così, De André a dei ragazzini di 15 anni non era stata una buona idea, ma quella mattina era consapevole di non poter fare di meglio.  

Dopo due ore infinite suonò la campana.

Uscirono fuori dalle rispettive classi e si avviarono insieme verso il cortile. 

Loana prese subito la palla al balzo. 

“Come stai? Come mai a Milano?” 

“Tutto bene, mi sono trasferito per il lavoro. Non avevo dubbi diventassi insegnante, ma non credevo di incontrarti qui. È una sensazione strana.”

“Non immagini quanto lo sia per me. Ti ho aspettato per mesi, anni…”

“Frena! Che dici? È passato un secolo. Non mi dire che ancora…”

“Me ne vergogno, avevo appena 17 anni e una tremenda paura dell’amore. Forse non ero pronta, ma ho sempre sperato di incontrarti e di ricominciare da capo.”

“Non so che dire.”

“Perché non mi hai più cercata?”

“Non credevo che ti rimanesse nel cuore una storia di appena quattro mesi che, tra l’altro, è finita per tua volontà. Non mi hai dato spiegazioni, mi hai fatto sentire sbagliato. Cosa ti aspettavi?Perché non mi hai cercato tu?”

“Non ne ho mai avuto il coraggio. Me ne vergognavo… e poi credevo che ci saremmo rivisti, prima o poi. Certo, non immaginavo passassero dieci anni, però…”

“Mi sembra un discorso folle e fin troppo astratto. Non puoi, per dieci anni, aver atteso di incontrarmi. Significa che non sei mai stata felice? Mi rifiuto di crederlo!”

“L’ho fatto, ti ho cercato e forse adesso ti ho ritrovato… “

“Per non cercarmi mai più.”

Suonò la campana e, mentre lui entrava nell’edificio, Loana tornò immobile: 

aveva aspettato anni per capire che non c’era niente da capire;

aveva aspettato anni per accorgersi che, se una storia la fai crescere nella memoria, finisci per sublimarla;

aveva sprecato anni a credere al destino.

Esiste un destino per questa vecchia coppia?

  • Lascia fare all'autrice (25%)
    25
  • No, non esiste (75%)
    75
  • Sì, esiste (0%)
    0
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15 Commenti

  • Ciao, poetica come sempre!!! Mi è piaciuta l’introspezione diaristica della vita che vorrebbe e che cerca d’inseguire!!!
    Ho votato per dammi una personale interpretazione. Ero indecisa con problemi in famiglia, ma avrei preferito un “ha avuto problemi in famiglia e ora sta combattendo con gli strascichi”. Alla prossima!!!

  • Ciao, il tuo racconto mi ha trasmesso un bel po’ di tristezza, lo dico in positivo, brava!!!
    Ho votato per lasciar spazio all’autrice, voglio capire che ruolo vuoi dare a quell’incontro e perché lo hai messo proprio lì, all’inizio della storia di Loana. Alla prossima.

    • Ciao, la storia si basa sui flashback della protagonista che è ormai una donna avanti con gli anni.
      Lo sfondo esiste, è ciò che vede nel presente (hic et nunc)
      Il resto appartiene alla sua memoria: ecco spiegato il motivo delle troppe cose e delle troppe poche parole.
      Spero di risultare più chiara nei prossimi capitoli 😉

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